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L’Equitalia siciliana vuol farsi pagare il buco dal contribuente

sicilia-forattiniSiamo al surrealismo. Roba che se la racconti a uno che l’Italia non la conosce pensa a una barzelletta ma è vero: in Sicilia pure chi riscuote le tasse è in rosso, ovvero l’Equitalia locale. Insomma, in terra trinacria funziona che è tutto un buco, dai bilanci comunali in su, secondo il buon esempio della Regione che ospita deputati pagati 20mila euro al mese per otto ore di lavoro mensili. Supercazzole? Balle? Esagerazioni giornalistiche? Magari fosse, invece avviene che Riscossione Sicilia chieda a Crocetta (che non è esattamente un mago a ripianare, lui che a più riprese ha fin detto che il “Nord ruba i soldi al Sud”, in pratica come asserire che gli asini volano ma solo se in groppa portano qualcuno della stazza di Giuliano Ferrara) di aggiustargli i bilanci, insomma, metti qui e togli lì, domanda generose elargizioni.

Antonio Fiumefreddo, presidente della società di riscossione, ha preso bene la decisione dell’assemblea regionale di non ricapitalizzargli: «Mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni». In Riscossione Sicilia (di proprietà regionale per il 99,952% e di Equitalia per lo 0,048%), che deve incassare le imposte isolane, i buchi sono una consuetudine, e di tanto in tanto Palermo ci mette toppa. Con i soldi dei siciliani e quando non bastano a pagare tutti gli sprechi e le ruberie di una terra meravigliosa quanto infame, con quelli del resto d’Italia, del Settentrione in particolare. Ah, il residuo fiscale. Ecco, questa volta, non si capisce come, Fiumefreddo è impallidito di fronte alla mancata ricapitalizzazione, ché gli servivano giusto quattordici milioni e mezzo per tappare il buchetto del 2014, il doppio del 2013 e per l’anno appena passato ancora s’attende la sorpresa. Settecentodue dipendenti e l’efficienza perlomeno discutibile (gli incassi sugli avvisi di pagamento sono precipitati dell’81,8%), eppure siamo qui a parlarne, Fiumefreddo si stupisce, i contribuenti pagano e nessuno viene licenziato e perseguito per i conti vergognosi. Mah.

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di on 6 gennaio 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a L’Equitalia siciliana vuol farsi pagare il buco dal contribuente

  1. Aurelio Rispondi

    6 gennaio 2016 at 09:12

    Ma adesso arrivano Renzi e la Boschi e risolvono tutto con un decretuccio a carico di chi?Ancora un’esercito di dipendenti per un’azienda incapace di esistere e di stare impiedi.Ancira un costo improduttivo .Ma che Crocetta,il bravo ometto da televisione da ridere,si affidi a don Carmelo che i soldi glieli incassa lui.Una terra magnifica dove ognuno risponde al politico-barone-feudatario che lo ha fatto assumere ormai senza stato né speranza.

  2. gastone Rispondi

    6 gennaio 2016 at 10:13

    L’Italia tutta intera non la salvi più. Il vero problema è che le due parti , diciamo, quella buona e quella cattiva non si staccano. Così la parte buona muore con quella cattiva. In pratica muoiono tutti. Logico che il discorso è economico semplificato al massimo, però credo che ci siamo capiti. Faccio gli auguri di buon anno a tutti , è un augurio la realtà è tutt’altra cosa.

  3. alberto Rispondi

    6 gennaio 2016 at 12:05

    14,5 milioni di buco nel 2014? Pazzesco, se la mia azienda avesse un buco del genere probabilmente verrebbe la Guardia di Finanza ad arrestarmi per bancarotta fraudolenta. Invece questi qua continuano a fottersene coi loro 20.000 euro di stipendio mensili, tanto prima o poi il Governo regalerà alla Sicilia 2-3-4-500 milioni a seconda di quanti ne servono.

    • Sergio Andreani Rispondi

      8 gennaio 2016 at 12:53

      Loro sono siciliani e possono …

      Non sono dei cialtroni come te…

      La Sicilia è stata comprata nel dopoguerra per evitare la Secessione ed ora il Nord deve puligli pure il c…..

  4. cristiano Rispondi

    6 gennaio 2016 at 19:11

    La solita indegna italia fallimentare e assistenzialista.Nord libero anche da ‘sti parassiti.

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