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Le letterine frignone di Marino e Fassina

Assemblea annuale ANCE

Le primarie del Partito Democratico, soprattutto se si tratta di quelle romane, regalano sempre momenti di involontario umorismo politico. A questo giro, sono Ignazio Marino e Stefano Fassina a farci ridere. E lo fanno con i loro piagnistei. Una volta si faceva politica, quantomeno a sinistra, nelle sezioni, nelle assemblee di partito, oltre che sul territorio. Ora ci sono le letterine frignone ai giornali. Che tenerezza.

Ignazio Marino, dopo aver speso lacrime davanti alle telecamere di tutte le trasmissioni possibili del giorno e della notte, ha capito che non bastava. Che no, agli elettori romani già stremati da tutte le grane di un 2015 nero che speravano di essersi lasciati alle spalle, doveva toccare anche la sbrodolata al direttore di Repubblica. Il quale, povero Calabresi, manda avanti la baracca solo da una decina di giorni e già si trova dover occupare una pagina intera con le lamentele dell’ex sindaco della Capitale. E cosa dice la lettera? Che Renzi è una brutta persona, che il Pd è ipocrita perché ha detronizzato un legittimo eletto e ora vuole riusare uno strumento (le primarie) dal partito stesso rinnegato, che il Pd non dovrebbe presentare il simbolo alle elezioni romane, e che quindi lui – unica notizia gradita – non parteciperà, per i motivi 1 e 2, alla consultazione. E chi te lo ha chiesto, verrebbe da dire, visti i disastri che, durante il suo mandato, hanno fatto rimpiangere pure Alemanno. “Me lo chiedono i romani” risponde ormai a qualsiasi domanda. Per chi sperava, dunque, che si fosse definitivamente convinto che la politica non è mestiere suo, niente festeggiamenti, c’è sempre la strada della lista civica.

Chi invece vorrebbe candidarsi (anche qui, chi glielo ha chiesto?) alle primarie del Pd è Stefano Fassina, ma, notiziona, alle sue condizioni. E che condizioni. Che poi, non era uscito dal Pd Fassina? E ora vuole fare le primarie? Il ragazzo ha le idee confuse. Lui, che la lettera la scrive a Roberto Giachetti (il candidato renziano per la corsa al Campidoglio) dal suo blog sull’Huffington Post, spara un programma in dieci punti che è talmente dettagliato da includere, si scherza, la ristrutturazione della parrocchia di fronte a casa sua. E butta lì la condizione senza la quale le primarie non s’hanno da fare: approvare già il suo programma, candidandosi sottoscrivendolo, ma entrare in partita contro di lui. Un capolavoro. E allora cosa si fanno a fare le primarie se le idee sono uguali per tutti? Non si capisce. “La scelta tra programmi alternativi avviene alle elezioni”, spiega Fassina. E noi che pensavamo che alle elezioni si scegliesse tra partiti alternativi. Lo ha detto bene il giornalista e blogger de L’Espresso Alessandro Gilioli: Fassina sarà anche una brava persona con certi ideali, ma “di politica non ha mai capito una mazza“. E, visto che parliamo di Roma, chiudiamo con un’altra battuta, che questa volta arriva da un tweet del profilo fake di Gianni Cuperlo: “A Roma i competitori saranno Giachetti, Marino, Fassina. Dalla politica di House of Cards a The Walking Dead”.

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di on 22 gennaio 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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