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Le hit acchiappa-voto dei candidati Piddì

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C’è una canzone per ogni occasione. E c’è una canzone per ogni elettore. I più giovani si conquistano con il pop, i vecchi militanti con Jannacci e De Andrè, i ragazzi degli anni Ottanta e Novanta con Vasco. Sui social network le primarie del centrosinistra milanese si giocano (anche) a colpi di musica. La pagina Facebook dedicata alle consultazioni del 7 febbario ha lanciato poco fa la Top10 di Spotify dei quattro candidati: tra banalità e qualche sorpresa, i pezzi scelti danno un colpo al cerchio e uno alla botte, ammiccando all’elettore-tipo di sinistra in tutte le sue declinazioni.

Così, Francesca Balzani prova a togliersi di dosso l’etichetta della bacchettona donna dei bilanci, dandosi, chiodo in spalla, un tono rock e un po’ ribelle: tra le sue preferite, oltre al dichiarato Vasco Rossi di Albachiara e di C’è chi dice no, spuntano i Led Zeppellin e i Clash (un classicone da sinistra raffinata) e Rehab di Amy Winehouse. La scelta della star britannica morta giovanissima di overdose, insieme ai Tiromancino e alle Vibrazioni, è una strizzata d’occhio ai più giovani. I Clash e la loro Rock the Casbah sono la traccia in comune con Pierfrancesco Majorino (allora le candidature sono davvero sovrapponibili…) che però ammicca di più alla sinistra milanese, quella “vera”: parte con Jannacci (El purtava i scarp del tennis è la colonna sonora della sua campagna elettorale in giro per mercati e periferie) ed Elio e le Storie Tese (immancabile la loro Parco Sempione), prosegue con cenni all’internazionalizzazione (Patty Smith con Peole have the power) e finisce con i Baustelle di Un romantico a Milano. Infine, non poteva mancare De André col pezzo in dialetto Creuza De Ma (forse un’apertura al ticket con la genovese Balzani?). Beppe Sala si conferma quello per tutte le stagioni, il meno politicizzato e meno a sinistra. Prova a fare il di più con un pezzo dei Radiohead, High and Dry ma scivola su una banalissima Loosing my religion dei R.e.m. (Comunione e Liberazione avrà gradito?). In comune con la Balzani c’è Un senso di Vasco (che ha usato durante il suo comizio al teatro Strehler insieme ai Doors). Qualcosa di sinistra doveva pur dirla, Mr Expo, così si è buttato su una canzone di Lucio Dalla, Apriti Cuore. E poi c’è David Bowie perché è sempre meglio battere il ferro finché è caldo. Non potevano mancare gli U2, gettonati anche dall’outsider Iannetta che tra uno Springsteen e un Vinicio Capossela ci infila la hit pop Happy di Pharrel Williams (che andava di moda due anni fa ma va beh). Nessuno si è ricordato di Giorgio Gaber: gli elettori saranno molto risentiti.

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di on 19 gennaio 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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