Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

La guerra della schiscetta: per la sinistra è diseducativa

a-scuola-con-la-schiscettaraccolta-firme-in-lombardia_c98904d6-6215-11e5-bd1e-dd75e5ac0fe4_998_397_big_story_detail

La schiscetta è di destra: discrimina ed è diseducativa. L’ultima battaglia politica della sinistra lombarda si consuma col panino a scuola: ieri la maggioranza al Pirellone ha approvato una mozione del Movimento 5 Stelle per l’introduzione del pranzo da casa nelle mense scolastiche. La proposta, già avanzata qualche mese fa dalla consigliera pentastellata Paola Macchi, ha trovato appiglio in un recente caso di cronaca: a Corsico, un piccolo comune a sud-ovest di Milano, il sindaco ha sospeso il servizio mensa a tutti coloro che, da anni, non pagavano la retta. Così, al rientro dalle vacanze natalizie, i genitori morosi si sono trovati costretti a dare ai loro bimbi il cibo da casa. Per normalizzare la faccenda, dunque, ieri il Consiglio regionale lombardo ha deciso che chi non può pagare la mensa scolastica, chi ha bimbi allergici, intolleranti o che, semplicemente, non gradiscono il menù della maestra rischiando il digiuno, può preparare il pacchettino fatto dalla mamma.

La mozione è passata con i voti dei grillini, che hanno fatto appello al “principio della sovranità alimentare personale”, e della maggioranza di centrodestra: apriti cielo, a sinistra si è scatenato il putiferio. E’ partito il Pd, con la vice presidente del Pirellone Sara Valmaggi: “La maggioranza disconosce il servizio di ristorazione scolastica come momento di crescita educativa“. Le ha fatto eco il consigliere Fabio Pizzul: “Per noi, per la nostra sensibilità e il nostro senso dei diritti e dei doveri, è un valore garantire a scuola quello che per alcuni bambini è l’unico pasto della giornata. Mentre lasciare una finta libera scelta, che significa solo lavarsi le mani di un problema sociale ben più grave e che coinvolge, loro malgrado, i più piccoli, significa non essere rispettosi dei più fragili”.

Infine, a metterci il carico da novanta è Sel: “Si smonta un servizio pubblico di qualità nonché un diritto per tutti bambini – ha sentenziato la coordinatrice vendoliana Chiara Cremonesi -. D’ora in poi, chi non può permetterselo, chi ha intolleranze alimentari o credi religiosi non mainstream, si porti il cibo da casa. Davvero un modo semplificatorio di rispondere ai problemi”.

Insomma, la libera scelta è diventata di destra. Se non puoi pagare la mensa, (o se non vuoi pagarla visto che molti morosi sono solo dei gran furbetti) meglio che tuo figlio resti a digiuno piuttosto che avere nello zainetto una michetta con prosciutto cotto o un piatto di pasta. Anzi no, meglio che la scuola, o il Comune, si indebitino per te. Il tutto in nome di un’astratta uguaglianza del piatto che, nel 2016, pare un po’ superata.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 13 gennaio 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a La guerra della schiscetta: per la sinistra è diseducativa

  1. Camillo Rispondi

    13 gennaio 2016 at 18:56

    Qualcuno vuole insegnare l’italico “magna magna” ai figli fin da piccoli. Se i bambini hanno l’orario lungo, si possono portare a scuola l’equivalente di quello che non mangiano a casa. E’ così complicato? Nessun pasto è gratis, e questo deve essere il messaggio che favorisce una crescita educativa. La Scuola è scuola, e non può, nè deve, essere vista come un ente caritatevole!

Rispondi a Camillo Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *