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La grande fuga dal fisco in direzione Canarie

tenerife

Una vita lasciata al Compro Oro vicino a casa. Lo racconta Niccolò Zancan sulle pagine de La Stampa. Un destino che unisce migliaia di pensionati, che in quest’Italia fatta di tasse e balzelli vari non riesce più a vivere. Si racconta la storia della signora Maria Teresa che è riuscita a salvare soltanto un gioiello dalla morsa del Fisco. Un anello di fidanzamento, regalatole dall’ex marito. Si parla di Giacomo, tutta la vita a fare l’insegnante e oggi con 1300 euro di pensione, con cui si devono mantenere lui e la moglie. L’Italia non è un Paese per vecchi. «Ogni giorno ricevo in media dieci nuovi contatti. Sono persone che vogliono scappare» racconta Rosa Cavaliere, proprietaria di un’agenzia esplicitamente chiamata: “Canarie per te, la casa degli italiani”.

Sono ormai 60mila gli italiani che hanno scelto Tenerife e le sue tasse al 15% per iniziare una nuova vita. «Una cena al ristorante costa 12 euro» e quando non si hanno neppure i soldi per fare la spesa Tenerife sembra davvero il paradiso. Bianca e Franco non sono scappati per colpa delle tasse, ma perché nel loro Paese non si sentivano più sicuri. Non bastavano le telecamere e le inferriate a fermare i ladri che erano entrati nella loro casa già tre volte. La loro vita nelle Canarie non è fatta di balli e giornate in spiaggia con un volume ricco di quesiti enigmistici. Nel 2013 hanno fondato “Leggo Tenerife” per tenere i loro amici italiani al corrente sulle maggiori novità. Sarebbe facile fare ironia su un gruppo di pensionati che parte e si rifà una vita in riva al mare. Facile strappare un sorriso immaginando un mago Merlino in carne ed ossa che, vestito di una camicia a fiori, annuncia il suo viaggio ad Honolulu.

Ci hanno scritto libri e prodotto film, ma il problema degli italiani (inglesi, francesi e molti altri) che fuggono perché non riescono più a sostenere i costi del fisco. Ed è un problema che oggi coinvolge anche giovani coppie, laureati che non riescono a trovare un lavoro, imprenditori che non ce la fanno più a vivere in un Paese dove tutto ciò che producono viene versato per sfamare lo Stato. Vincenzo è un fiscalista e si è trasferito a Tenerife dalla capitale. «Molti imprenditori, strangolati dalle tasse italiane, si stanno trasferendo alle Canarie» racconta alle pagine de La Stampa. Non ci sono bamboccioni a Tenerife, chi scappa dall’Italia non lo fa per pigrizia ma perché ha provato di tutto senza successo. Ci vuole coraggio a lasciare tutto alle spalle, sia in giovane età sia quando si è “nonni”. Questo Paese spesso li ha costretti ad abbandonare tutto. Dopo il terzo furto, o quando si arriva davanti al Compro Oro con solo un anello rimasto.

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di on 12 gennaio 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a La grande fuga dal fisco in direzione Canarie

  1. Sergio Andreani Rispondi

    12 gennaio 2016 at 08:41

    I vecchi se ne vanno.

    I giovani pure.

    Non male per un Paese che , solo qualche anno fa , sventolava lo straccetto tricolore sotto il naso dei leghisti , a mo’ di sfida…..

    • Ernesto Rispondi

      12 gennaio 2016 at 17:11

      Leghisti che poi, con il loro straccetto verde dell’indipendenza, ci si sono puliti le terga per cominciare a sventolare il tricolore di quelli che son scappati. Sbaglio?

  2. Marco Rispondi

    12 gennaio 2016 at 10:17

    Immagine significativa di cosa vuol dire politici statalisti e dirigiste.Questo è oggi lo stato più comunistizzato d’Euripa .Le aziende che danno ricchezza devono essere chiuse o falliscono,i governanti mentono sulle condizioni del paese ,giovani e anziani scappano,moltissimi vivono di trucchi e prebende.Cosi abbiamo distrutto il bel paese,malo abbiamo fatto noi votanti stupidì e creduloni.

  3. Diana Rispondi

    13 gennaio 2016 at 00:15

    Ma cosa volete provare a costruire in un “p”aese in cui le leggi sono fatte e disfatte a piacimento, la garanzia del diritto non è mai tale, la corruzione impregna qualsiasi ambiente, le istituzioni (minuscolo) opprimono anziché proteggere, dove il governo è incapace di vedere la realtà, riempie le città di delinquenti che poi nemmeno si cura di punire, una realtà dove vince il più furbo e chi riesce a fregarti per primo è il più bravo? Se si vuole provare ad avere un futuro, bisogna conquistarselo altrove. Le maledette tasse non sono NIENTE in confronto a questi problemi “strutturali”, congeniti, endemici come certe malattie, che avvelenano la quotidianità, il fisco è solo l’ultimo di una lunga serie di problemi e non è nemmeno il peggiore.

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