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Io, donna non più libera in Europa

A Colonia ci sono stati stupri e molestie di massa commessi da immigrati. Eppure siamo appesi ai distinguo boldriniani e ora arrivano pure le linee guida che le donne dovranno seguire per non farsi molestare. Siamo al calpovolgimento della nostra civiltà

Donna
«Ci piaceva pure a lei». Mi torna solo questo in mente, da quando le reazioni ai gravissimi atti di Colonia hanno iniziato a prendere corpo. Da quando i distinguo sono cominciati, da quando la presidente della Camera Laura Boldrini non ha avuto il coraggio di ammettere il proprio errore di valutazione, lei che festeggiava l’elezione della  sindaca della cittadina come la vittoria di «accoglienza e lungimiranza». Tanto lungimirante, l’amministrazione, da aver fallito al punto da permettere l’anarchia: un migliaio di uomini, ad oggi senza smentita ritenuti pressoché tutti stranieri e richiedenti asilo, hanno molestato e stuprato almeno novanta donne. Lanciato molotov alla polizia, strappato loro in faccia permessi di soggiorno che «tanto domani me ne danno un altro». Oscenità. Stupri. Palpeggiamenti. Leccatine. Seni lividi per chi ha voluto giocarci un po’. Mani nei genitali. Un’umiliazione seconda solo alla follia del voler rendere le vittime responsabili. Il primo cittadino di Colonia, la signora che piace tanto alla Boldrini, non solo non ha dato le dimissioni ma ha anche partorito delle linee guida che le donne dovranno osservare: stare a un braccio di distanza da chi non si conosce e chiedere aiuto in caso di aggressione sessuale. Insomma, sono loro a dover cambiare registro. Violenza che si fa largo ben oltre i fatti di San Silvestro.

«Ci piaceva pure a lei», questo è uno dei virgolettati per me indelebili che Loredana Rotondo nel 1979 raccolse in strada mentre girava Processo per stupro, primo documentario su un processo di questo tipo mandato in onda dalla Rai. A parlare era la madre di uno degli imputati ma il tenore degli interventi dei cittadini comuni interpellati dai microfoni non era differente, anzi. Nel dettaglio il film fu fondamentale perché mostrò come e quanto gli avvocati che difendevano gli accusati potevano essere altrettanto violenti nei confronti delle donne: la vita privata della parte lesa messa in piazza e utilizzata per screditarla. Il teorema, condiviso culturalmente da parte del Paese ancora arretrato e ignorante, era che una donna di buoni costumi non poteva essere violentata. Per capirci, qui uno stralcio dell’arringa dell’avvocato Giorgio Zeppieri: «Qui si tratta di una ragazza, senza offesa, perché signori miei, io non ho una cattiva opinione affatto delle prostitute […] qui si tratta di una ragazza che ha degli amanti a pagamento. […] Signori miei, una violenza carnale con fellatio può essere interrotta con un morsetto. L’atto è incompatibile con l’ipotesi di una violenza. Tutti e quattro avrebbero incautamente abbandonato nella bocca della loro vittima il membro, parte che per antonomasia viene definita delicata dell’uomo. [..] Lì il possesso è stato esercitato dalla ragazza sui maschi, dalla femmina sui maschi. È lei che prende, è lei che è parte attiva, sono loro passivi, inermi, abbandonati, nelle fauci avide di costei!».

«Ci piaceva pure a lei». Non c’è differenza per me tra quella barbarie e l’odierna mollezza giustificazionista. Rivedendo le immagini di quel processo la nausea è immediata, leggere i virgolettati di chi forse non riesce a figurarsi cosa sia stato essere circondate da decine di uomini e abusate, il senso di impotenza, il panico che ti rimane dentro, l’assoluta certezza di essere inermi nel mondo di lì in poi, causa lo stesso effetto. Questo è avvenuto a Colonia, si sono presi le nostre donne, le hanno calpestate per rispedirle alla dimensione che spetta loro, ci hanno sputato in viso. Le hanno scopate, malmenate, violate. Ne hanno fatto ciò che volevano e non sono quelle donne da responsabilizzare, fanculo ai distinguo che ora riverseranno ovunque, colate di schifo indegno. Chi ha fatto loro torto deve pagare e non ci possono essere linee guida per le vittime, le linee guida le segua l’amministrazione, quelle dello stato di guerra, ché la polizia ha parlato di morti scampati per pura fortuna.

Al diavolo i crudeli finti perbenisti, sono una donna e mi stanno rendendo prigioniera in casa mia. Lo stanno facendo dicendomi che devo integrare ed essere tollerante. Non sarò tollerante con nessuno che non rispetti me, la mia vita, le mie libertà il mio corpo. Tutto il resto, tutti i proclami sono pari a questo pezzo d’arringa, sempre da Processo per stupro, di Zeppieri: «Che cosa avete voluto? La parità dei diritti. Avete cominciato a scimmiottare l’uomo. Voi portavate la veste, perché avete voluto mettere i pantaloni? Avete cominciato con il dire “Abbiamo parità di diritto, perché io alle 9 di sera debbo stare a casa, mentre mio marito il mio fidanzato mio cugino mio fratello mio nonno mio bisnonno vanno in giro?” Vi siete messe voi in questa situazione. E allora ognuno purtroppo raccoglie i frutti che ha seminato. Se questa ragazza si fosse stata a casa, se l’avessero tenuta presso il caminetto, non si sarebbe verificato niente». Chi osa tanto, chi oggi non si schiera incondizionatamente con quelle donne è il nemico e non merita alcun rispetto.

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di on 8 gennaio 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a Io, donna non più libera in Europa

  1. alberto Rispondi

    7 gennaio 2016 at 16:51

    Bel cesso di Europa!! Ci vogliono leggi texane anche qui in Europa: civili con pistola in bella vista nella fondina col colpo in canna pronto, telecamere, recinzioni elettrificate, U.S. Border Patrols come a El Paso al confine con Juarez. Vedrete che la musica cambia!

  2. Ernesto Rispondi

    7 gennaio 2016 at 18:19

    A latere si noti, prego, come la macchina della propaganda marxista funzioni a pieno regime, e non si arresti neppure di fronte a notizie che farebbero accapponare la pelle anche al più cinico dei ghost writers. Pur di non ammettere che quanto accaduto a Colonia è il semplice portato del trasferimento di migliaia di maschi giovani e portatori di culture nelle quali lo stupro è regola e non eccezione, la propaganda multiculti ha inventato al balla della “azione concertata con finalità terroristiche”. Questi animali dalla tastiera facile, ragazzini cannaioli che si credono onnipotenti, stanno davvero giocando col fuoco. Dovrebbero studiare la storia un po’ di più: le macchine di propaganda funzionano a pieno regime pochi secondi prima delle grandi tragedie, dei grandi genocidi e delle grandi ingiustizie della storia. Non è sempre Watergate, ragazzini cannaioli; non sempre si vince il Pulitzer con una notizia farlocca e un’abile campagna di stampa appoggiata da documenti falsi. Nixon ce ne fu uno solo.

  3. Franco C. Rispondi

    7 gennaio 2016 at 19:24

    Nel 1282 a Palermo un soldato francese mise le mani addosso ad una dama.
    Il di lei cavaliere accoppò con una spada il soldato. Da quel fatto scoppiò una rivolta che portò allo sterminio di quasi tutti i francesi presenti sull’ isola. Va detto che dietro a quel fatto vi era tutto un retroscena, cioè la gente ne aveva piene le pelotas dei soprusi dei francesi e quella era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
    I tempi sono cambiati, gli uomini non sono più cavalieri e men che meno le donne sono dame, ma non ci metterei comunque le mani sul fuoco che la pazienza della gente sia eterna.

  4. Marco Green Rispondi

    7 gennaio 2016 at 20:56

    La cosa incredibile è leggere ancora affermazioni tipo “Con i fatti di Colonia l’immigrazione non c’entra”.
    Anche di fronte a una violenza così diffusa, operata da un migliaio di persone appartenenti a una stessa area d’immigrazione, si riesce a negare l’aspetto culturale della vicenda.

  5. Marco Rispondi

    7 gennaio 2016 at 22:11

    Si tratta di bestie ignoranti represse.Nei loro paesi le donne stanno chiuse in casa e se escono sono coperte ed escono mai da sole perché rischiano troppo.Questi sono resi bestie e la subordinazione della donna e’ disciplina di vita .Questi non possono neanche andare a prostitute.Un disastro ormonale che rende bestie questi soggetti che non hanno possibilità d’integrarsi da nessuna parte .Vanno allontanati .Uccidono i giovani nei locali ed adesso impediscono alle donne di star fuori .Potenziali criminali .La Boldrini e la sua comare sindaco di Colonia ospitino questi galantuomini a casa loro diventeranno estremiste destrorse in attimo come in attimo si troveranno pasti per belve.

  6. cerberus Rispondi

    7 gennaio 2016 at 22:31

    Feccia muslim che non deve essere presente in Europa, feccia muslim protetta e coccolata dai progressisti italioti e europei,colpevoli di collaborazionismo con chi ci vuole umiliare in quanto occidentali.Auguro ogni male possibile ai traditori italioti (ed europei) che favoriscono questa invasione incontrollata.

  7. Diana Rispondi

    8 gennaio 2016 at 09:56

    Galilei Galilei disse: “Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.” Finchè ci terremo la Boldrini e tutta l’allegra compagnia di suoi amichetti al governo, che mai e poi mai vorranno vedere la realtà delle cose perché impregnati di ideologia fino al midollo o perché in perfetta malafede, – il risultato non cambia – , questa sarà la nostra realtà quotidiana, sospetto, odio crescente, violenza e paura. E in questo senso sì, abbiamo quello che ci meritiamo perché nessuno ci obbliga a tenerci un governo mai eletto, possiamo riprenderci il nostro diritto naturale quando e come ci pare accompagnando gentilmente fuori dal Palazzo questa gente indegna, andando a votare e sostituendolo con chi ci è gradito, sperando vada meglio. Se non abbiamo le palle per riprenderci la nostra vita, è ovvio che se la prenda il primo che passa.

    • gastone Rispondi

      8 gennaio 2016 at 14:54

      concordo pienamente

  8. aurelio Rispondi

    8 gennaio 2016 at 12:42

    si tratta di gente disgraziatissima che non può avere integrazione perche’ arrivano da condizioni e mentalità tribali dove qualcuno deve sottomettere qualcun altro.Anche l’Italia tardò a riconoscere diritti alle donne ed eravamo avanti rispetto a questi.Non ce la faremo troppa gente che invidierà,che non riuscirà e farà danni tanto avrà poco da perdere.L’accoglienza è e si fa in altro modo.Abbiamo imbarcato tutti pensando di diffondere umanità che gran parte di questi non hanno ne possono imparare in pochi giorni.Ci vorranno anni e non basteranno.Saremo sopraffatti.

  9. adriano Rispondi

    8 gennaio 2016 at 13:51

    E’ di oggi la notizia di giovani,maschi,minacciati con una pistola e con la domanda su quale sia il Dio in cui credono.Non è una questione di genere,anche se le donne sono più esposte.Purtroppo si fa finta di non capire e quando saremo costretti a farlo tutto sarà più difficile.L’arma del voto non viene usata o viene usata male premiando i partiti a cui questo va bene.Non c’è consapevolezza che in gioco non ci sono gli spiccioli ma la sopravvivenza della civiltà che continuando così sarà sostituita da un’altra.

  10. Dario Rispondi

    8 gennaio 2016 at 13:57

    A proposito di collaborazionisti e traditori, leggete che cosa incredibile ha scritto una poveretta di giornalista radicalchic sul Corriere di oggi:

    <>

    No, ma ci rendiamo conto?!

  11. Dario Rispondi

    8 gennaio 2016 at 13:59

    QUa sopra non e’ stato riportato il contenuto del copia-e-incolla che avevo inserito.
    <>

  12. gastone Rispondi

    8 gennaio 2016 at 15:06

    Siamo invasi da gente che ci odia , odia la nostra cultura , la nostra civiltà , ma la usano per farsi i propri comodi,la maggioranza di loro è qui per conquistare. I nemici e i collaborazionisti sono tra di noi ,anzi al governo. Stanno svendendo l’ITALIA e gli ITALIANI, ma il popolo dorme dorme dorme .Troppo poche le voci a difesa ,sommerse dalla propaganda sinistrorsa e mondialista . Ci sono stati che quantomeno provano una difesa ,Slovacchia, Ungheria , Polonia,Slovenia, L’Italia nulla, nulla di nulla , Io non mollo…… e voi?

  13. Padano Rispondi

    8 gennaio 2016 at 15:26

    Nella maggiore banca italiana se regali le mimose (all’8 marzo) a una collega parte la denuncia.

  14. Vaudano Rispondi

    8 gennaio 2016 at 15:32

    Sono impaziente di vedere il giudizio finale: “La questione non è che sono musulmani, è che tutti gli uomini hanno la cultura dello stupro.”

  15. lucia Rispondi

    8 gennaio 2016 at 16:38

    sono vere e proprie truppe arruolate e introdotte con il compito di piegare la popolazione civile,esattamente come durante la seconda guerra mondiale furono impiegate dagli alleati reparti di marocchini al comando dei francesi.Gente disposta a morire ma alla quale era stato concesso da parte dei superiori il saccheggio e lo strupro.Operarono sopratttutto nella Ciociaria (qualcuno ricorda il film La Ciociara?)ma non disdegnarono di operare anche altrove,come ad esempio nell’oltrepò pavese.Al policlinico San Matteo di Pavia fu concesso di effettuare aborti.Se non capiamo che siamo in guerra….Il problema è che le guerre non si fanno solo con le armi ma anche con questi sistemi.E le armi a volte servirebbero…Che il Signore ci aiuti.

  16. tartarini (Italy) Rispondi

    9 gennaio 2016 at 15:57

    Palle, c’è stato il comportamento maleducato di giovani, ne più ne meno che i locali. ci sono state delle denunce e la polizia sta indagando.

    Non crediate che i giovani locali siano diversi, è antropologicamente falso.

    E poi c’è stata la speculazione mediatica dei giornali.

  17. Lucia Rispondi

    9 gennaio 2016 at 19:15

    Tartarini,adesso si chiamano comportamenti maleducati?E quelli di Vignola (MO,Italy)scherzi da prete?

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