Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Il bluff dell’Eurobullo

Renzi fa la voce grossa contro l'Ue chiedendo maggiore autonomia di scelta su immigrazione e conti pubblici. Ma su entrambi non ha le carte in regola per farsi rispettare. Così le sue pose da "duro" rischiano di diventare un boomerang

renzi giacca

Ora ha smesso di fare il gradasso solo alla Leopolda, nelle riunioni del Pd o a Palazzo Chigi. Ma il bulletto del quartierino Matteo Renzi ha alzato l’asticella e prova a fare la voce grossa pure con gli euroburocrati di Bruxelles. Alza i toni, batte i pugni sul tavolo, usa parole sprezzanti e sembra quasi che, atteggiandosi a duro, voglia restituire all’Italia protagonismo e rispettabilità oltreché sovranità.

Poi però scopri che quelle pose da bulletto, al suon di “Non ci facciamo intimidire”, “Facciamo sul serio”, “Dicono che a Roma non c’è un interlocutore? Siamo qui, se ne facciano una ragione”, e quegli scazzi quotidiani con Juncker sono solo un bluff, che rischia di trasformarsi in boomerang.

L’Italia renziana non ha infatti la forze né politica né economica per rispondere a tono alle pretese di Bruxelles su temi caldi quali immigrazione e conti pubblici. Renzi vuole dimostrare agli italiani che lui terrà il punto sugli immigrati e non accetterà la procedura d’infrazione dell’Ue contro l’Italia per non aver registrato i profughi. Ma è l’ennesima prova di forza che si tradurrà in un nulla di fatto: anche sulla ripartizione “quote profughi”, Renzi aveva annunciato svolte epocali, per cui finalmente l’Italia si sarebbe fatta rispettare, e per la prima volta il problema immigrazione sarebbe diventato un tema europeo. Non è andata così: nonostante la promessa di ripartizione in due anni di 40mila profughi arrivati nel nostro Paese, a un mese di distanza dall’applicazione della misura europea dal nostro Paese se ne erano andati solo in 90. Un completo fallimento.

Allo stesso modo, sui conti pubblici, Renzi sbraita, pretendendo dall’Europa maggiore flessibilità sia per fare le riforme sia per contenere l’emergenza immigrazione sia per gestire la questione sicurezza. Ma questa autonomia finanziaria rivendicata da Renzi è niente più che una messinscena, perché la sua manovra non si fonda su una ritrovata solidità e capacità di spesa, ma è fatta tutta in deficit, di cui l’Europa presto ci chiederà conto (salato).

L’Italia è debole, sia su un fronte che su un altro e, al di là delle richieste e delle incazzature di Renzi, alla fine sarà costretta a chinare la testa. Su alcuni fronti, poi, l’Ue rischia addirittura di aver ragione, come quando contesta l’emissione di denaro pubblico per salvare l’Ilva o i cosiddetti “aiuti di Stato” per ripianare la situazione delle banche. In quest’ultimo frangente peraltro, quand’anche avesse ragione, Renzi arriva fuori tempo massimo, perché avrebbe dovuto ribellarsi alle disposizioni europee prima che il “fallimento” delle banche venisse pagato da azionisti e titolari di obbligazioni subordinate. Ora è già tardi. E la battaglia pare essere destinata alla sconfitta.

Se invece l’intenzione di Renzi è meramente politica, cioè raccattare qualche voto dei populisti anti-Europa e anti-euro presentandosi come il loro paladino, allora verrà inevitabilmente scavalcato a destra da chi, molto prima di lui, si è fatto alfiere di quei temi. È ridicolo che oggi Renzi provi a fare il lepenista o il sovranista: rischia di essere solo la pallida copia di chi in Italia a sua volta scimmiotta la Le Pen. L’imitazione dell’imitazione.

E sinceramente in Italia di premier fotocopia – che si sentono gli Obama o i Merkel de noantri – ne abbiamo già le tasche piene. Per una volta preferiremmo l’originale.

Condividi questo articolo!

di on 19 gennaio 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Il bluff dell’Eurobullo

  1. Vaudano Rispondi

    19 gennaio 2016 at 14:13

    NO al bullismo!

  2. Sergio Andreani Rispondi

    19 gennaio 2016 at 16:06

    Renzi il cazzaro ha pure detto ” Sono finiti i Tempi in cui ci telecomandavano da Bruxelles… ! ”

    Ammette implicitamente quindi che quei Tempi ci sono stati , e probabilmente ,durano tuttora….

    Cialtrone.

  3. adriano Rispondi

    19 gennaio 2016 at 18:00

    L’Italia è debole perchè ha rinunciato a fare da sè.Convinti di non averne le capacità,la risoluzione dei problemi l’abbiamo affidata ad altri che naturalmente fanno i loro interessi.Sull’immigrazione c’è poco da fare per motivi geografici e perchè la politica dei respingimenti è improponibile in un paese cattolico.Per le banche non capisco di cosa si parli.Chi ha recepito la direttiva europea del bail in?Entrando nell’euro abbiamo iniziato un suicidio che per essere coerenti continuiamo in allegria.

    • pier giorgio Rispondi

      20 gennaio 2016 at 08:02

      Perfettamente d’accordo…

  4. miky Rispondi

    20 gennaio 2016 at 20:41

    E’ il bullo che parla agli italiani idioti,non agli italiani stufi ormai di questo pupazzetto che vuol fare la rivoluzione, ma scappa davanti ad una fionda. E’ ridicolo quando mostrare i muscoli all’Europa quando sa che tutte le battaglie sono perse. Sono perse per colpa sua, della sua inesperienza, della sua arroganza.
    Poteva rimanere a fare il sindaco e non portarci su un baratro che difficilmente potremo uscire. Ha voluto strafare, ha voluto un ruolo troppo difficile per il suo fare. Sarebbe ora di fare la valigia e tornasene al paesello. Ha perso gran parte della sinistra e tra poco perderà anche le bricciole del centrosinistra.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *