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I veri nemici della famiglia

La grande minaccia alla famiglia italiana oggi si chiama Stato. Con le tasse, costringe ogni nucleo a dare due terzi di quello che guadagna alla Grande Bestia. Con la sua cultura vetero-marxista, ci impone di amare prima la collettività che i nostri cari. Ci vorrebbe un Family Day solo per questo...

parlamento 2

Anche durante il Family Day, il nemico numero uno delle famiglie volteggia sulle nostre teste. È un nemico ben visibile, anche se pochi ci fanno caso. È la tassazione. L’Italia, fra i suoi numerosi tristi primati, ha anche quello delle famiglie più tassate d’Europa.

L’Italia è, in senso lato, il secondo paese europeo in cui si pagano più tasse. Considerando la pressione totale, fra imposte dirette e indirette, il peso dello Stato sulle tasche dei cittadini è del 65,4%. Sono i dati della Banca Mondiale, di fronte ai quali molti commercianti storceranno il naso, perché sanno di pagare anche il 70% o più di quel che guadagnano. Ammettiamo anche che la media calcolata dalla Banca Mondiale sia corretta: in Europa ci batte soltanto la Francia, con il 66,6% di pressione fiscale pro-capite. Ma questo vale, appunto, per il singolo individuo. Se invece consideriamo la famiglia, noi battiamo sia la Francia che tutti gli altri Paesi europei. Per una famiglia media con due figli, la pressione fiscale raggiunge il 68%, mentre in Francia le deduzioni fanno sì che il peso fiscale si riduca. Ora, vorremmo che si riflettesse almeno per un po’ su questo dato: 68% di pressione fiscale sulle famiglie. Un genitore con figli a carico, se prende 1000 euro al mese ne deve dare 680 allo Stato. Espresso in termini di tempo, deve lavorare fino a settembre per lo Stato e solo negli ultimi tre mesi dell’anno può permettersi di guadagnare per sé e per i suoi figli.

Adesso è chiaro di che problema stiamo parlando?

Ecco, allora non stupiamoci se la classifica del 2015 Family Life Index di InterNations, che pone l’Italia al 32esimo posto su 41 Paesi esaminati (prima di noi ci sono anche Uganda e Filippine) quanto a luoghi in cui crescere una famiglia. A fronte della tassazione che le famiglie devono pagare, i servizi sono pure minimi. Benché la spesa pubblica sia superiore al 50% del Pil e in crescita costante, la quota di spesa sociale dedicata alle famiglie è una delle più basse d’Europa. Tutto l’insieme delle attività che includono tutela della maternità e della paternità, assegni familiari, asili nido, strutture residenziali per le famiglie con minori, assistenza domiciliare per famiglie numerose, è appena il 4,2% della spesa complessiva per prestazioni sociali.

In un Paese che spende poco per la famiglia, ma in compenso chiede i due terzi dei loro redditi, chi ha ancora voglia di sposarsi e avere figli? Non è un caso che l’Italia sia ora uno dei Paesi più in crisi demografica d’Europa, con uno striminzito tasso di fertilità di 1,4 figli per donna (in realtà è poco più di 1,2 se non contiamo i figli degli immigrati di prima generazione), roba da pre-estinzione. Ed è incredibile vedere quanti salti mortali facciano i nostri intellettuali per nascondere o non comprendere quale sia il male vero. A destra, dove almeno si pongono problema, si arrampicano sui vetri pur di non nominare mai il vero colpevole: dicono che non si fanno figli perché saremmo troppo viziati, perché ci manca la fede, perché non vogliamo affrontare i sacrifici dei nostri padri e nonni e qualcuno osa dire che le donne non si riproducono perché preferiscono studiare all’università. E questo in un Paese che ha una delle più basse percentuali di ragazze e ragazzi con una laurea, in tutto il mondo occidentale. A sinistra, invece, non sembrano preoccupati, hanno la risposta pronta: dicono semplicemente che occorre sostituire la carenza di nuove generazioni con immigrati. Vengono a fare cosa, poi, in un sistema ingessato come il nostro? Non è dato saperlo.

Il problema è quello di una tassazione troppo alta per essere sostenuta. Ma a monte troviamo una cultura che punisce scientemente famiglia e proprietà. Una mentalità secondo cui la famiglia, con la sua casa di proprietà, è il baluardo della reazione che deve essere stroncato, perché l’individuo singolo deve amare lo Stato e la collettività prima di pensare ai suoi cari. E lo hanno stroncato, alla fine, questo baluardo della reazione: non con una rivoluzione sanguinosa, con gli espropri proletari e con le deportazioni, ma lentamente, facendo pagare carissimo la scelta di farsi una famiglia e ancor di più quella di possedere una casa. Questa cultura è sempre la stessa da un secolo e mezzo: è il marxismo. E fa ridere che proprio qualche marxista redivivo del XXI secolo vada in giro a tenere prediche ai cattolici, dicendo loro che la famiglia è distrutta dal neoliberismo.

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di on 30 gennaio 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

10 commenti a I veri nemici della famiglia

  1. maboba Rispondi

    30 gennaio 2016 at 20:38

    Articolo sacrosanto.

  2. HaDaR Rispondi

    31 gennaio 2016 at 04:50

    Quando quel marxista redivivo del XXI Sec. che fa prediche ai cattolici contro il capitalismo è il papa, si capisce che siamo caduti proprio in basso.
    Il capitalismo, infatti, è da trecento anni la miglior cura contro la povertà: TUTTI gli altri sistemi hanno fallito clamorosamente.

    • Padano Rispondi

      8 febbraio 2016 at 09:45

      Il capitalismo è il peggiore dei sistemi economici, se si escludono tutti gli altri.

  3. Torrido Rispondi

    31 gennaio 2016 at 10:46

    Siamo governati da pagliacci o furbacchioni!Non sanno distinguere unioni civili da conviventi e famiglia i primi sono lesbiche e culattoni i secondi sono gente che convive per altri scopi anche legali o economici i terzi sono il futuro e la civiltà umana.

  4. Pierluigi Rispondi

    31 gennaio 2016 at 15:48

    Pienamente d’accordo con tutti. Stato dalla culla alla tomba per servizi resi ridicoli per quelle dati (allo stato) esorbitanti ivi compresa una mente servile.

  5. step Rispondi

    31 gennaio 2016 at 17:52

    D’accordo. C’è da aggiungere che molti, soprattutto cattolici, parlano di famiglia al centro però poi reclamano aiuti dallo Stato, quando invece lo Stato a mio avviso è un nemico naturale della famiglia (la famiglia esiste da sempre, forse la disgregazione di questa inizia proprio con l’avvento dell’entità statuale). Volere soldi dallo Stato perché si fa figli è roba da fascismo, è roba da socialismo nazionale. Chi pone l’individuo e il nucleo familiare al centro dovrebbe solo denunciare l’altissima imposizione fiscale e poi fare per conto proprio, senza l’assistenza di chi poi ri-chiede quei soldi con gli interessi…

    Il discorso demografico è complesso, e non si deve mai dimenticare che nessuno è obbligato a figliare, anche qualora vi fosse una situazione di necessità numerica di abitanti (che secondo me non c’è, il pianeta non è mai stato così popolato).

  6. cerberus Rispondi

    31 gennaio 2016 at 18:02

    Quando vedo i “nostri” politici sparapanzati sulle sedie di quel nobile
    luogo adibito al dialogo democratico mi viene un pochetto di fastidio…
    Farò di quest’aula….disse il mascella. Ecco ,un poco di repulisti non guasterebbe (non ho derive nostalgiche),e li manderei tutti a lavorare di “Pic & pala”.populistaaaa,qualunquistaaaa

  7. Paolo Rispondi

    31 gennaio 2016 at 21:56

    D’accordissimo su tutti i fronti con l articolista. Le tasse sono il cibo per la Bestia che anzichè essere messa a stecchetto è sempre più vorace e aggressiva. L’idea stessa di stato ormai è un fantasma nella nostra societá senza scomadare Beccheria o hobbes tutti sanno qualé la funzione dello stato. Garantire la SICUREZZA dei cittadini in cambio di una cessione di libertá che si concretizza nel rispetto del DIRITTO POSITIVO. Questa é l unica funzione non altre! E proprio sul versante sicurezza assistiamo ad una serie di tagli e di disinteressamento da parte dei nostri politicanti che sono molto più attenti ed impegnati a far ingrassare le loro tasche garantendosi con i soldi distratti delle tasse a mantenere privilegi e posizioni.
    Mi sa tanto che il naturale epilogo di tutto questo sará una guerra od una rivoluzione. D’altronde le rivoluzioni più importanti sono nate tutte per protesta ad un eccessiva tassazione. Con la buona pace di coloro che difendono la nostra costituzione di stampo bolscevico che al suo interno afferma un principio sacrosanto: che la tassazione non può in oi caso superare il limite della rapina di stato.

    • cerberus Rispondi

      1 febbraio 2016 at 22:10

      Pienamente d’accordo con il commento,il problema è che vedo il popolo italiano disinteressato,forse troppo preso con il bilancio familiare,o con il calcio,o con la de Filippi, non lo so . Può essere che quando il 51% degli italiani non avrà più un euro in tasca qualcosa possa accadere,il tempo darà la risposta. (O qualche fanatico muslim.)

  8. Padano Rispondi

    8 febbraio 2016 at 09:43

    Bisogna tagliare la spesa pubblica. Bene. Da cosa cominciamo? Sanità o pensioni?

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