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E i grillini ci regalano la spia aziendale

whistleblower

Letteralmente è il soffiatore di fischietti. Il whistleblower è il lavoratore che spiffera eventuali illeciti compiuti all’interno dell’azienda o dell’amministrazione per cui lavora: segnala presunte frodi, casi di corruzione o di concussione, pericoli anche medico-sanitari, minacce ambientali, illeciti finanziari. Oggi è passata alla Camera, con i voti della maggioranza di sinistra, la proposta targata Movimento 5 Stelle che tutela gli spifferatori da possibili licenziamenti o ritorsioni da parte del datore di lavoro. Si tratta di una proposta, quella dei grillini, che scivola nel rischio, altissimo, di trasformare il luogo di lavoro di un far west di sospetti e accuse. Tanto più che, come specifica la prima firmataria del testo, Francesca Businarolo, «le denunce potranno essere anonime» anche se «documentate e circostanziate».

C’è poco di liberale e molto di manettaro in questo provvedimento: vivremo tutti nella quotidiana sensazione di essere controllati, nella paura che il nostro compagno di scrivania- che magari rosica perché abbiamo ricevuto un aumento – si inventi qualche illecito per screditarci. Tanto lo può fare, protetto e tutelato dalla legge. Sarà curioso vedere, una volta approvata la proposta di legge che ora deve passare al Senato, quanti whistleblowers prolificheranno all’interno sia della pubblica amministrazione, dove ad ogni pie’ sospinto c’è già il ricorso ai sindacati (per motivi diversi naturalmente), sia nelle imprese private. Forza Italia è saltata sulla sedia: «Un provvedimento ignobile, una barbarie giuridica che introduce negli ambienti di lavoro, pubblici e privati, un clima invivibile di accusa segreta», ha detto il deputato Francesco Paolo Sisto.

A questa chiara limitazione della libertà sul luogo di lavoro, stava per aggiungersi un altro scempio: la premialità per chi avrebbe fatto la spia. Il peggio del peggio, un incentivo a inventarsi frottole. Un obbrobrio evitato grazie agli emendamenti presentati. Qualcuno cerca di rassicurare soprattutto i privati sostenendo che «non ci sarà spazio per i delatori», ma pare davvero difficile immaginarlo. La cornice entro cui si inserisce la proposta grillina è ça va sans dire, la Legge Severino, di cui sin estende la validità non solo al settore pubblico, ma agli enti pubblici economici, agli enti di diritto privato sotto controllo pubblico e al settore privato. Chi oggi applaude dovrà ricredersi, quando le scrivanie dell’ Anticorruzione saranno ricoperte di denunce farlocche.

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di on 22 gennaio 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a E i grillini ci regalano la spia aziendale

  1. aurelio Rispondi

    22 gennaio 2016 at 11:41

    Alla stasi sovietica erano dei signori rispetto a questi quattro comunistazzi e fndamentalisti puntastelluti. Ma come si fa a votare la delazione, ma che disasto sono questi portatri di invidia ed inutilita’,questi che nulla sanno di aziende ed intrapresa.Votare la delazione perche’ d questo parliamo e’ gravissimo ma questi sono,questi arrivati dal nulla e per il nulla e questo e’ il parlamento italiano oggi.Siamo senza liberta’ ed in un mondo da socialismo reale da vergogna.

  2. Roberto Rispondi

    22 gennaio 2016 at 15:14

    Non capisco (scusate l’ingenuita’) ma se, una volta verificate, le “accuse documentate” si rivelassero infondate o addirittura false chi risarcisce l’azienda o l’accusato dei danni economici, morali, d’immagine e quant’altro? … Qualcuno tra questi illuminati al potere si rende conto che a furia di “sparare sul pianista” prima o poi la musica finisce? …

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