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Noi, Darwin e l’Albero della Vita

darwin

Chi ha il copyright del termine “Albero della Vita“? Forse qualcuno di Expo, un qualche architetto, un creativo? Sapevate che il termine lo ritroviamo prima quale simbologia della Cabala ebraica nel terzo secolo ed in modo insistito nei diari di Charles Darwin,e su questi ci soffermeremo.

Darwin, lo scienziato che dedicò la vita alla ricerca evoluzionistica senza la quale le nostre scoperte, anche quelle attuali, ascrivibili alla biologia, avrebbero poca forza, per la prima volta cita come Albero della Vita una sorta di diagramma che permette a tutti gli appunti tratti dalle sue lunghe ricerche nel mondo di funzionare come una teoria scientifica ben organizzata.

Sì, una grande “illuminazione” per quei tempi e per i sistemi di ricerca di allora. Si cominciò con questa intuizione da Nobel a capire come tutte le mutazioni non derivassero da precise volontà di cambiamento ma da leggi di adattamento. Certo, immaginare a quel tempo un Dio che si occupasse della creazione dell’infinita schiera di “vili molluschi” non sembrava dignitoso al creazionismo fino allora inteso come l’unica possibilità di nascita ed esistenze, vista peraltro l’infinita quantità di dettagli in cui la natura si compone nel tempo.

In quel momento Darwin scrive ancora «Colui che comprende il babbuino contribuirà alla metafisica più di Locke»… che bella testa, ragazzi; nel dirci questo ci spiega come la selezione agisca tra organismi che competono tra di loro all’interno della stessa specie e, da qui, qualcuno dopo di lui avrebbe potuto spiegare l’origine stessa delle specie. Incredibile. Pensate, se non avessimo avuto l’albero della vita di Darwin oggi avremmo un concetto di selezione debole magari ancora puntata sul creazionismo spinto, ed ancora non avremmo dato nome e cognome a quella meraviglia che ci ha dato illuminazione e spettacolo in Expo…

Forse oggi però non sarebbero state chiare a Darwin le selezioni (via web) o la cacciata di taluni soggetti di specie politica destinati ad amministrare le nostre vite… Sì, Darwin, neppure lui capirebbe in questo caso dove stia il progetto umano di specializzazione o quali siano i codici di decifrazione di questo tipo di selezione o distruzione. E qui il dubbio: “Ma dopo tante evoluzioni, dopo le leggi sulla termodinamica, dopo Newton, non è che per darci spiegazioni evoluzionistiche per queste cose strane ma che trascinano consenso e preferenze forse dovremo ancora affidarci ai dogmi?”.

E meno male che Darwin non si sia voluto occupare anche delle origini della virtù perché oggi il poveretto avrebbe letto termini come “la sopravvivenza del peggiore” o “darwinismo invertito”. E non potrebbe né capire ne arrabbiarsi se anche lui vedesse, oltre alle selezioni via web, selezioni e specializzazioni di delinquenza organizzate, ramificazioni crescenti di terrorismo a devastare umanità, corruzione di livello ammantato in una selezione continua dei migliori corrotti e dei più praticanti, i furti con gli omicidi di ottantenni, le carceri per chi reagisce a sua difesa.

E, fermo restando il bello infinito del mondo e delle tante vite che lo partecipano, magari gli verrebbe di tracciare un albero della vita all’incontrario.

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di on 19 gennaio 2016. Filed under Mimmo's version. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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