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C’era una volta Scelta Civica

monti

Con un partito ormai in disarmo, senza un leader, senza un gruppo al Senato, con una riserva indiana di 23 parlamentari alla Camera, Scelta Civica, fondata per le elezioni del 2013 dall’ex presidente del Consiglio Mario Monti, è riuscita a strappare nel rimpasto di governo un posto da viceministro al ministero dell’Economia – con Enrico Zanetti – e un sottosegretario ai Beni Culturali – con Antimo Cesaro.

Sembra più che mai attuale il vecchio motto di Toni Bisaglia, indimenticabile Dc che ribadiva come un mantra di «stare sempre in maggioranza», primo comandamento dei dorotei per trovare sempre qualche poltrona.

«Robe da respirazione bocca a bocca per riesumare un cadavere…», scherza un senatore a Palazzo Madama commentando il rimpastino del premier Matteo Renzi con un’infornata nel vecchio stile della Democrazia Cristiana e della Prima Repubblica (cit. Movimento Cinque Stelle), con una carezza ai centristi, in particolare al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e alle correnti del Partito Democratico, in particolare a quella di Maurizio Martina e Matteo Mauri di Sinistra e Cambiamento.

Nel febbraio del 2015 fu l’attuale ministro per l’Istruzione Stefania Giannini ad annunciare che «Scelta Civica aveva esaurito la sua funzione». E con una truppa di esponenti di primo livello, tra cui l’attuale responsabile permanente a Bruxelles Carlo Calenda, si spostò nel Pd.

Erano i tempi di ‘Sciolta Civica‘, risultato di anche dell’abbandono nell’ottobre del 2013 dello stesso Monti quando spiegò che il partito era contro di lui. Altri tempi. Si pensava fosse tutto finito. Ma alcuni reduci di Scelta Civica sono sopravvissuti. E negli anni hanno collezionato poltrone importanti. «Scelta Civica esce pienamente legittimata e rafforzata dall’operazione di completamento della squadra di governo realizzata dal presidente del Consiglio», dice Mariano Rabino, deputato e responsabile Responsabile Nazionale Organizzazione ed Enti Locali.

Non è chiaro da dove arrivi tutto questo ottimismo per un partito che sul proprio sito non aggiorna il rendiconto dal 2014 e che alle ultime Amministrative nel 2015 si è presentato solo in Campania in appoggio a Vincenzo De Luca: 62 mila voti per il 2,7%. Nel simbolo c’era pure Centro Democratico.

Scelta Civica di fatto non esiste più. A Milano si è mossa in anticipo, già a dicembre i parlamentari rimasti hanno annunciato di appoggiare alle primarie Giuseppe Sala, candidato del Pd renziano. Dovranno unirsi con un’altra lista. Del resto, una scelta civica è per sempre. Soprattutto per le poltrone.

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di on 31 gennaio 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a C’era una volta Scelta Civica

  1. Sergio Andreani Rispondi

    31 gennaio 2016 at 08:37

    Scela cinica ?

    Ah , si : quella che fece Mario Nesi, pseudo industriale pratese.

    Dopo aver scritto il libro pluripremiato ” Storie della mia gente ” in cui raccontava come , grazie ai cinesi , era rimasto disoccupato e con le pezze al culo , non ha trovato niente di meglio da fare che aderire al Partito di Mario Monti le cui politiche lo avevano fatto fallire.

    Ciò spiega perchè quando certi industriali piangono io , spesso , godo.

  2. Sergio Andreani Rispondi

    31 gennaio 2016 at 08:41

    Pardon , piccolo errore . Edoardo Nesi , non Mario.

    Qui una breve bigrafia del fenomeno voltagabbana ( …per salvare le terga è già diventato renziano. )

    Qui : https://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Nesi

  3. aurelio Rispondi

    31 gennaio 2016 at 13:10

    Monti un personaggino da dimenticare.Paghiamogli a vita la pensione ,perche di pensione da gratitudine su tratta,e dimentichiamo lui e e quell’aggregato di chissa’ cosa fu scelta civica oggi renzianamente vicina ,per quel che rimane,alla sinistra del calderone.

    • Ernesto Rispondi

      31 gennaio 2016 at 16:35

      Lei può provare a dimenticarli finché vuole, ma questi comandano l’Italia, lei compreso. E meno male che chi allora li aveva indicati per quello che sono, ovvero criptomarxisti, venne preso per matto. Un altro, per chiarezza, è Passera.

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