Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Vuole abolire l’Ordine? Dite a Renzi che può

Fantastico Renzi, dadaista, pirandelliano, uno nessuno e centomila, recita a soggetto tutte le parti in commedia, incalza il governo dallo scranno di Palazzo Chigi e fa anche le veci dell’opposizione, tutto è possibile nell’era progressiva del Partito della Nazione.

Perfino che nel bel mezzo della conferenza stampa di fine anno (uno di quei riti romani che fuori dal Raccordo Anulare perde di qualsiasi senso) per rispondere a certe stilettate parasindacali del presidente Iacopino a proposito dei nuovi contratti, dichiari con la massima serietà: “La mia posizione sull’Ordine dei giornalisti è nota. Io sarei per abolirlo”. Di più, vuole esagerare, dare l’idea della leadership. “Toccasse a me io l’Ordine lo abolirei domani mattina”. Sveglia, Matteo, tocca a te. Sta toccando a te già da un bel pezzo, da quasi due anni, e tu sei ancora lì in balia di furori rottamatori sempre più inverosimili, continui ad aprire scenari rivoluzionari, una riforma al mese, quando ora le riforme le devi solo fare, il tuo spartito è la banale e decisiva prassi di governo, non il vernacolo cazzeggiante. Vuoi fare la riforma minima di uno Stato liberale minimo, l’eliminazione immediata di questa grottesca corporazione monopolista delle parole e dei pensieri, non a caso datata 1925? La puoi fare, è il privilegio e la condanna di chi esercita il comando, volere è potere, e se non puoi è perché non vuoi. Quindi risparmiaci almeno la presa per il culo, a noi quattro gatti liberisti convinti che un Ordine professionale che persegue qualcuno per “islamofobia” , vedi il tristissimo affaire-Magdi, sia un pericolosissimo caso di sharia laica, di Minculpop deputato a difendere il pensiero unico del luogocomunismo. Che ovviamente poi nel Belpaese prende spesso la piega comica, vedi la crociata surrealista contro Barbara D’Urso, solo l’Ordine poteva riuscire nell’impresa di farci provare empatia per lei. Vogliono decidere chi può fare interviste e chi no. Ovvero, pretendono di avere il monopolio del dialogo, quest’attività nata con l’uomo occidentale, fosse in vita oggi scomunicherebbero anche Socrate, e non s’accorgono del ridicolo intrinseco alle loro strampalate battaglie reazionarie.

Del resto, caro premier (questo sei, Matteo, non rottamatore o battutista o oppositore di te stesso, premier, e su questo sei giudicato) qualcosa come il nostro Ordine dei giornalisti è un’anomalia oggettiva e imbarazzante tra i Paesi liberi e industrializzati, per cui se pensi davvero che sia #lavoltabuona, firma domattina, appena ti svegli, il decreto della sua abolizione. Pensa un po’, potresti anche rivendicare un guizzo liberale che Berlusconi ha sempre promesso e mai praticato, dal punto di vista dello storytelling è manna, un puro atto di post-ideologia e di blairismo applicato e di tutte le supercazzole nuoviste con cui giravi l’Italia in camper contro la vecchia Ditta. Se non lo fai, se non firmi e non cancelli nemmeno questa conventicola tardoborbonica, c’entrano nulla i “gufi“, categoria tutta letteraria e niente politica, ideale per un tweet, c’entrano nulla i “populismi” e i complotti immaginari, significa una cosa sola, quello che abbiamo capito da tempo. Significa che la rottamazione e la scalata al partito e al governo erano solo un episodio della grande lotta di potere gattopardesca interna alle classi dirigenti italiche, un cambio di correnti e un giro di poltrone, con sullo sfondo l’idea mai morta, che ormai è cronaca, di rifare la Dc a partire da Rignano sull’Arno, il Partito degli equilibri concertativi, dei due o tre forni, delle corporazioni. Pregiudizio, abbaglio, livore? Hai un modo magnifico per smentirci: firma ora il decreto di abolizione dell’Ordine. Il resto è chiacchiera, e per quella basta il bar, non c’è bisogno di andare a Palazzo Chigi.

Condividi questo articolo!

di on 29 dicembre 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Vuole abolire l’Ordine? Dite a Renzi che può

  1. adriano Rispondi

    29 dicembre 2015 at 17:59

    Leggo da altre parti che il referendum sulle modifiche costituzionali sarebbe approvato con larga maggioranza di sì.Se è così e sarà così questo si merita il paese e questo è il paese.Tutto ciò che si aggiunge è superfluo.

    • Ernesto Rispondi

      30 dicembre 2015 at 08:40

      Renzi prende i voti dalla stragrande maggioranza dei meridionali, che sono incalliti parassiti e evasori fiscali intoccati grazie alla politica di pulizia etnica fiscale contro il nord messa in atto dal PD, e dai maniaci comunisti settentrionali (molti dei quali sono null’altro che meridionali trasferiti qui in un progetto di lungo termine). Politicamente, è una maggioranza schiacciante. Ora che la Lega Nord ha tradito le sue origini e il nord per uno strampalato progetto già fallito di espansione (andar dalle zecche a parlar di dieta senza sangue?) e che il M5S, furba idea di De Benedetti, ha drenato molto voti di destra l’egemonia del PD è nei fatti. Serviva un dittatore senza scrupoli. Al terzo tentativo l’hanno trovato.

      • Sergio Andreani Rispondi

        31 dicembre 2015 at 06:40

        Beh , qualche voto il cazzaro fiorentino lo prende anche dagli idioti padani…..purtroppo.

  2. Cesare Rispondi

    29 dicembre 2015 at 18:05

    Ma cosa vuole abolire questo che non ha tagliato una lira dalla spesa pubblica e che usa i media a lui sottomessi per fare immagine e proseliti .Non tocchera’mai nulla che gli serve o che può andargli contro.Solo proclami niente altro.

  3. Sergio Andreani Rispondi

    30 dicembre 2015 at 08:17

    Aboliamo tutti gli Ordini che non servono ad una mazza.

    Soprattutto quello dei veterinari a Milano.

    Brutto posto.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *