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Renzi sta col nemico. Parola di Cameron

«Chi non è a favore delle incursioni aeree sta dalla parte del branco che simpatizza coi terroristi». Parla anche dell'Italia renziana immobile, che non manda uomini né bombarda in Medio Oriente, che non vuole neanche «frasi muscolari» contro l'Isis. Gli inglesi sono all'altezza della storia. Noi no. Di nuovo

CameronÈ passata con con 397 voti a favore e 223 contrari la proposta del governo Cameron di estendere i bombardamenti contro lo Stato Islamico. Nella notte i primi raid dei Tornado della Raf su Raqqa per disintegrare le infrastrutture occupate dagli uomini del Califfato. Una vittoria di David Cameron, che ha schiacciato il leader labourista Jeremy Corbyn incassando la benedizione dei Comuni e, ancora di più col virgolettato che lo porterà a ottenere il via libera del Parlamento: «Chi non è a favore delle incursioni aeree sta dalla parte del branco che simpatizza coi terroristi». Non esattamente morbido e conciliante, efficacissimo e soprattutto realista. Ed è qui che ti sovviene, così, di colpo. Chi non sta facendo nulla contro il fondamentalismo islamico? Chi ha rispedito al mittente la richiesta di aiuto di Hollande? Chi, al netto di tutte le strette di mano da foto-profilo-social di fatto in Medio Oriente non ci ha mandato neppure un plotone di formiche? L’Italia, ovvero Matteo Renzi. Quello che non a caso poi agli incontri internazionali è costretto praticamente a imbucarsi (al Cop21, il meeting parigino sul clima, il tavolo dei grandi era composto da diciannove Stati, la sera, all’ultimo, c’hanno aggiunto una sedia). Perché sì, Cameron ce l’ha con Renzi, con noi, con chi finge, caricandosi di revisionismo tendenzioso e autolesionista, che non fare nulla sia la soluzione. Con chi boldrinianamente chiede il diritto allo studio quando guarda alle ragazze rapite da Boko Haram ma spera si liberino da sole.

Cameron parla con Corbyn e ben oltre lui, dice che il nostro Governo «sta dalla parte del branco che simpatizza coi terroristi» e non c’è difesa possibile, perché se vuoi fare la guerra all’Isis non sostieni che contro i tagliagole non servono neppure «frasi muscolari». Se vuoi fare la guerra agli estremisti, se vuoi difendere la cultura occidentale, non copri un’opera d’arte solo perché è un nudo e potrebbe scompensare lo sceicco in visita potrebbe esserne turbato. Se reputi che le bestie siano quelli che sparano al Bataclan non ti vergogni dei ragazzi liberi che lì dentro andavano a ballarci e lo dici che difenderai la tua nazione con tutte le tue forze contro dal nuovo Medioevo. Di Churchill ce n’è stato uno e non parlava toscano, nessuno pretende tanto ma almeno l’accodarci una volta al fronte giusto, proporci come parte della soluzione del problema invece di restare in ventre molle d’Europa, questo sarebbe un primo passo. Ma no, noi con la nostra inettitudine sediamo in mezzo al «branco che simpatizza coi terroristi». Matteo Renzi è terrorizzato dal caos internazionale, lo stesso che lo ha pesato, con un risultato amaro, l’agenda del mondo s’è alzata e lui è rimasto piccolo, troppo piccolo. Ma l’immobilismo alla Chamberlain, come fu allora, non farà sparire in nuovo nazismo per magia. Lo rafforza, ogni volta che si tace di fronte alle mostruosità si fa loro un favore. E l’Italia è rumorosamente zitta. Ancora.

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di on 4 dicembre 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

15 commenti a Renzi sta col nemico. Parola di Cameron

  1. gian luigi lombardi cerri Rispondi

    4 dicembre 2015 at 06:56

    Il fatto che Renzi stia dalla parte degli islamici è un segno positivo.
    Gli alleati dell’Italia (che comanda)hanno sempre perso.

  2. scettico Rispondi

    4 dicembre 2015 at 08:03

    Attenzione: gli svizzeri non bombardano, quindi, stanno col nemico!!
    Lettori dell’Intraprendente che tengono i soldi nelle banche svizzere contribuiscono a finanziare il nemico!!!

    • Dario Rispondi

      4 dicembre 2015 at 10:24

      Spirito veramente di patata

  3. adriano Rispondi

    4 dicembre 2015 at 09:16

    Certo al peggio non c’è limite ma se non si riconosce il vero nemico anche gli interventi parziali servono a poco e sono destinati a durare in eterno.Viviamo un momento storico dove,forse giustamente,si “ripudia” la guerra vera.Nel bombardamento di Dresda,a parte qualsiasi giudizio che se ne dà,parteciparono 800 bombardieri inglesi e 300 americani.Oggi giocherelliamo con qualche tornado.Non solo rifiutiamo di riconoscere con chi farla ma abbiamo deciso anche per una soft war.Comprensibile che chi si ritiene più furbo per risparmiare si limiti al soft.

  4. pupi Rispondi

    4 dicembre 2015 at 09:39

    Ma da un sempliciotto ex Sindaco nemmeno di una grande metropoli cosa ci si può aspettare? Questa è la statura del personaggio di più non gli si può chiedere.

  5. Marc Rispondi

    4 dicembre 2015 at 10:36

    Ma ha la faccia tosta come nessuno questo ragazzotto spigliato nella parola e se anche grandi leader gli danno del vigliacco non gliene frega nulla.Pagheremo un prezzo molto alto alla fine di questa storia che è tra le peggiori per l’umanità ,vigliacchi siamo e da vigliacchi saremo trattati.Il ragazzotto si metterà ancora sotto le gonne di qualcuno ed il bravo italiano lo voterà ancora insieme agli islamici.Che leader !

  6. maboba Rispondi

    4 dicembre 2015 at 10:37

    Non vedo di cosa sorprendersi. Renzi c’entra solo fino a un certo punto, perché purtroppo è l’Italia che non ha i fondamentali per una politica internazionale seria ed attiva. Anzi secondo me non si può fare altro. Ve l’immaginate questo paese che intraprende un’azione di forza? Con la cultura terzomondista di interi partiti e consorterie intellettuali? Con il papato in casa? Lo facemmo contro Belgrado, ma ci volle l’escamotage di mettere un ex-comunista a capo del governo bombardatore. Così come c’è voluto un presidente ex comunista per far bombardare Gheddafi.
    Già la Libia. Vorrei ricordare come anche la GB e il suo Cameron non siano poi così straordinari. Vi riesce trovare un disegno strategico da grande nazione? o non invece un’azione di bassa lega e dagli esiti disastrosi?

  7. Arcroyal Rispondi

    4 dicembre 2015 at 11:45

    Mah, condurre una guerra come quella di adesso, tra alleati che si guardano in cagnesco e che non fidano uno dell’altro, mi sembra una guerra persa in partenza. Sperare di vincerla con i soli bombardamenti aerei è un totale spreco di soldi da un lato ed un inasprirsi dei sentimenti anti occidentali da parte di chi viene bombardato. Continuando così non si sa quando finirà anzi, direi mai.
    Nel suo piccolo penso che Renzi abbia quindi ragione. O si ha un piano per adesso e per dopo, oppure è meglio stare fermi. OK togliere di mezzo l’isis e pure Assad, ma poi? Abbiamo un sorta di comitato di liberazione arabo, di buon senso, capace di gestire ed amministrare il dopo guerra? Credo proprio di no, purtroppo, nè c’è alcun leader o stato arabo all’orizzonte che possa farsi avanti per dare una mano in questo senso.
    Che fare allora? Occorre semplicemente guardarsi bene intorno, mantenere uno stato d’allerta antiterrorismo alto e costante, con più mezzi e uomini, cacciare via tutti quei musulmani che siano solo minimamente potenzialmente pericolosi, controllare come si deve le frontiere selezionando minuziosamente chi entra e chi esce. Quindi aumentare, di molto, le forze dedicate a questa incombenza e tutto l’apparato di intelligence. Questa è l’unica guerra che possiamo combattere. Un capitolo a parte meriterebbe il sapersi scegliere o cacciare “gli alleati”. Il doppiogiochismo di Erdogan e, forse, di Putin e di Obama per interessi contrastanti, ne sono l’emblema. Il guaio è che Renzi non fa nemmeno la guerra per la sicurezza e campa alla giornata

    • aquilone Rispondi

      4 dicembre 2015 at 12:24

      Non è un commento di Arcroyal ma mio. Purtroppo il bruco continua ad insinuarsi nel sistema de l’intraprendente

      • Arcroyal Rispondi

        4 dicembre 2015 at 14:00

        Sì, davvero, non sono proprio pensieri e parole di Arcroyal. Sembrano piuttosto la rimasticatura di quanto detto da Edward Luttwak ieri a Virus.

        Da quando Luttwak ha scritto “La grande strategia dell’impero bizantino”, se n’è innamorato perdutamente. Una lunga agonia finita malissimo che non si capisce bene per quale motivo debba essere presa ad esempio salvo che per elaborare tattiche di breve periodo e di corto respiro. Peraltro si tratta di una dottrina già applicata in Medio Oriente nei lunghi anni della presidenze Reagan e Clinton. Solo che Reagan aveva come giustificazione l’essere impegnato a concludere la guerra contro l’Unione Sovietica ed ha dovuto giocoforza abbandonare il MO a sè stesso. Clinton invece non aveva altri impegni seri e l’aver lasciato Iraq, Iran, Siria, Libia, Sudan e Afghanistan nelle mani di dittatori e regimi criminogeni ha portato dritto dritto all’11 settembre.

        Qualunque strategia basata su diplomazia, servizi segreti e alte mura è regolarmente fallita. L’unica strategia davvero efficace si fonda sull’attacco, sul portare la guerra a casa del nemico prima che questi si presenti alle nostre porte. Sono robe che dai tempi della Seconda Guerra Punica, di Scipione l’Africano e di Zama dovrebbero essere chiare e ben conosciute in Occidente. Ma niente, come gattini ciechi…70 anni di pace garantiti in Europa dalle flotte e dagli eserciti angloamericani ha portato larghe fasce dell’opinione pubblica occidentale a varie forme di rincretinimento ( vedasi a titolo di esempio gli interventi di Vittorio Feltri sempre a Virus ieri sera ).

        Comunque visto che tira una brutta aria di predizioni alla Luttwak ricordo sommessamente che all’inizio degli anni ottanta Edward definì l’invasione sovietica dell’Afghanistan un successo. E durante la prima guerra del Golfo si oppose decisamente a qualunque intervento di terra perchè si sarebbe risolto in un lungo e sanguinoso combattimento con migliaia di perdite per gli americani. Desert Storm invece finì in 4 giorni, con i soldati iracheni che correvano con le braccia alzate incontro alle colonne blindate degli Alleati e le perdite degli Stati Uniti e delle forze della coalizione furono minime.

        • aquilone Rispondi

          4 dicembre 2015 at 16:48

          Carissimo Arcroyal, ti leggo sempre con moltissimo piacere e ritengo che tu sia uno dei migliori e decisi commentatori di questo blog.
          No, non ho visto Virus, ero fuori con amici, quindi non saprei.
          Purtroppo aggiungo che a fare la guerra a questi bastardi si aggiunge un’altra complicazione. Noi andremmo laggiù per dissolvere l’isis ma poi, in realtà, abbiamo già il nemico dentro casa nostra, pronto a farci saltare in aria con attentati terroristici per ogni bomba buttata o non buttata laggiù. E quindi, anche per questo, penso che per prima cosa bisogna fare una guerra seria all’interno dei nostri confini e poi andare a sistemare i conti con Siria e Libia. Ma se continuiamo a far entrare musulmani a frotte in europa, italia in primis, non risolveremo mai il problema.
          Un’ultima chiosa. Ma se in europa non ci fossero musulmani e quindi pericoli di attentati e di islamizzazione della nostra società e cultura, sarebbe davvero necessario andare a fare la guerra all’isis e ad assad. Ma si rompessero le corna tra di loro, o no?
          Un cordialissimo saluto

          • Arcroyal

            5 dicembre 2015 at 01:50

            I complimenti te li faccio io allora. Senza aver visto Virus hai espresso esattamente cosa consigliava di fare Luttwak da Washington.

            Aggiungo solo che lasciarli scornare tra loro funzione nel breve periodo. Poi si stufano e vengono a cercare sangue cristiano ed ebreo per i sacrifici al loro dio. Se Israele avesse seguito una simile strategia, non esisterebbe più da decenni.

  8. step Rispondi

    4 dicembre 2015 at 14:20

    Complessivamente concordo. Consentitemi però una cosa. Se penso a quello che hanno fatto in Libia inglesi e francesi… non soltanto l’umiliazione per l’Italia (siamo noi i più vicini occidentali alla Libia) ma anche i risultati che ne sono conseguiti… beh, un sottile piacere questo “disallineamento” me lo dà. Comunque è un po’ forte dire che chi non è d’accordo con i raid è un simpatizzante dei terroristi, ammesso che Cameron abbia veramente detto questo.

  9. Arcroyal Rispondi

    4 dicembre 2015 at 17:35

    • Arcroyal Rispondi

      5 dicembre 2015 at 01:52

      Questo qua sopra invece non è il baco del sito, ma il macaco con il colbacco che si diverte con trollatine da Asilo Mariuccia.

      Comunque l’inno russo è una delle pochissime cose buone lasciate in eredità dall’Unione Sovietica: ha indubbiamente un afflato epico.

      Ma Arcroyal si eccita solo quando parte musica come questa

      https://www.youtube.com/watch?v=kPaRQ1BYjzU

      performed by Royal Dragoon Guards on 2005, Operation Iraqi Freedom.

      God save the Queen.

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