Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Pil in calo? Toh, forse servono politiche economiche vere…

Il governo Renzi prevedeva il Pil in crescita allo 0,9%, s’è parlato dello 0,8 per un bel po’ e ora si è passati allo 0,7, previsioni Istat. Ovviamente il Matteo tiene a precisare che le previsioni sono influenzate dalla cronaca e come non calcolare Parigi o la crisi dei Paesi emergenti? Tutta colpa delle contingenze, dunque, ma stiamo sereni che per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan annuncia che «occupazione e crescita tornaranno». E ci sono una serie di “ma”. Il primo deriva dal fatto che l’Italia, per una serie di congiunture, non avrebbe dovuto aspirare a crescere dello zero-virgola, ma del 3 percento. Di mezzo c’è stato il bazooka Mario Draghi, che per non sbagliare annuncia che la Bce entro il 2019 darà una nuova spintarella la Pil europeo con un giochino pari a 650 miliardi di liquidità. Di mezzo c’è stato anche il prezzo del petrolio, estremamente favorevole, e noi a elemosinare briciole di positività mentre avremmo dovuto e potuto prendere il volo.

Non cresceremo, e non è solo colpa della guerra psicologica del nuovo nazismo-Isis, quella che per inciso come Paese ci ostiniamo a non combattere, non cresceremo perché ci siamo riempiti la bocca di riforme più o meno (parecchio meno) sostanziali, di controriforme e testi da smantellare ma in tutto questo i renziani si sono dimenticati di una questione piuttosto rilevante: le politiche economiche stanno a zero. Nessuno slancio per le filiere, nessuna politica programmatica, nessuna pilriduzione del costo del lavoro. Nessuna politica economica in generale. Non c’è alcuna pianificazione per il rilancio dell’impresa. Il Pil in questo trimestre cresce solo dello 0,2%, inferiore alle aspettative. Il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, al Sole 24 ore ha spiegato che «gli scambi internazionali, dopo l’indebolimento della prima metà di quest’anno, dovrebbero tornare ad accelerare progressivamente, sebbene rimangano ancora evidenti i segnali di debolezza dalle economie emergenti. Le nostre aziende esportatrici potranno beneficiare del deprezzamento del cambio per espandere le vendite e ricostituire, parzialmente, i margini di redditività erosi durante la crisi». In sintesi, eventuali balzelli in avanti non saranno dovuti a un rilancio interno, chi ha e ha avuto la forza di espandersi all’estero ne godrà, il resto dell’impresa italiana continuerà a morire. E questo non migliorerà, non cambierà aspettandosi che le aziende possano ancora una volta fare tutto da sole. Non ce la faranno, non possono compensare oltre il peso di uno che non è in grado di alleggerire il carico burocratico e fiscale e, soprattutto, che oltre a castrarle non investe su di loro. Mancano le politiche economiche, del tutto. E o Renzi pone rimedio a questo o la crescita non la vedremo neppure col binocolo.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 7 dicembre 2015. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *