Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

L’ennesima lezione di D&G che, bravi e furbi, salvano La Scala

D&G Mentre gli utili di Prada continuano a calare e Gucci cerca di ritagliarsi una posizione nel mondo del lusso con il nuovo direttore creativo Alessandro Michele, è il duo di stilisti composto da Domenico Dolce e Stefano Gabbana a rispecchiare il successo della moda italiana nel mondo. Un successo che non si calcola soltanto con il numero di copertine e gli scatti sul tappeto rosso, ma che prima di tutto si attesta con il numero di clienti che ogni giorno fanno acquisti nelle molteplici boutique sparse per il mondo. Solo due anni fa i sei punti vendita milanesi erano rimasti chiusi per tre giorni “per indignazione”, dopo il commento dell’assessore della giunta Pisapia, d’Alfonso in merito all’accusa di evasione a carico dei due stilisti. Un’affermazione inaccettabile supportata da un sindaco oltraggiato dalla legittima decisione degli stilisti di chiudere i loro negozi. Nonostante tutto, Domenico e Stefano sono rimasti in Italia, nel Paese che li ha portati in tribunale per evasione fiscale (scagionati perché il fatto non sussiste, ndr) e continuano ad investire nel Bel Paese. Dolce&Gabbana è l’unico marchio che ogni anno sceglie di presentare la sua collezione di Alta Moda in Italia, invece che a Parigi, anche se, come loro stessi hanno ammesso, “è difficile convincere i personaggi del nostro settore a venire a Milano”. Dolce e Gabbana hanno dimostrato che la moda non dipenda dai trend quanto dalla valorizzazione delle forme femminili. Amanti della Lirica, da oggi Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono soci fondatori del Teatro la Scala di Milano, dove lo scorso gennaio avevano presentato la loro ultima collezione di Alta Moda.

“La Scala è dei milanesi, degli italiani e del mondo intero” hanno spiegato alle pagine di Repubblica. “Non abbiamo finanziato la Scala per lucrare o farci pubblicità”. In pochi forse sanno che questo è l’ultimo atto di un rapporto consolidato da tempo. Dalla borsa di studio per 20 giovani ballerini, all’albero di Natale nel foyer da loro addobbato, fino ad arrivare ai decori floreali per la Prima della stagione, il contributo di Domenico e Stefano al teatro è stato continuo, e lontano dalle prime pagine dei giornali. A chi chiede se questo gesto sia la definitiva rappacificazione con la città, i due stilisti precisano di amare Milano, e che la loro protesta era solo nei confronti della giunta, non della città. I nuovi soci fondatori hanno siglato un accordo che prevede un finanziamento minimo di 600mila euro per almeno 5 anni. Dolce e Gabbana hanno preferito non svelare il vero ammontare della loro somma, ma si augurano che altri “supporter” come loro daranno il loro supporto ai teatri lirici, snobbati dallo Stato. “Visto che si pagano le tasse, lo Stato dovrebbe dare i contributi sufficienti per garantire l’attività di un teatro” ci tengono a sottolineare. Si apre un nuovo dibattito sul ruolo del privato per il mantenimento delle opere pubbliche, cui i due stilisti sono a favore. “Alla Scala arriva gente da ogni parte del mondo ed è giusto che i decori siano belli e di grande impatto”. Una lezione di business da parte di chi negli ultimi anni ha vissuto un successo oltre le migliori previsioni. Un successo che parte proprio dall’Italia, cui si ispirano in tutte le loro collezioni. Non si può ignorare la stampa positiva che Dolce e Gabbana trarranno da questo evento, ma servirebbero più personaggi come loro. Interessati a far ripartire il nostro Paese e renderlo competitivo davanti al resto del mondo.

Condividi questo articolo!

di on 15 dicembre 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a L’ennesima lezione di D&G che, bravi e furbi, salvano La Scala

  1. alberto Rispondi

    17 dicembre 2015 at 12:24

    Grandi!!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *