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I titoli tarocchi di Repubblica su Israele

partito repubblicaIn quel di Repubblica – si sa – c’è qualche problema ad individuare vittime e carnefici, a chiamare con il suo nome lo Stato Islamico – meglio optare per l’acronimo Daesh che ha il medesimo significato ma permette di omettere una parolina che lascio a voi individuare –, a condannare il terrorismo in quanto islamico. L’ultimo capitolo della saga “sbandate politicamente corrette di Rep” è della vigilia di Natale. Titolo: «Natale di sangue in Cisgiordania: quattro palestinesi uccisi». E già con il sottotitolo nascono i primi problemi legati all’opportunità del lancio: «I militari israeliani hanno ucciso due assalitori a Hebron e nella zona di Arile: un terzo è stato abbattuto dopo essersi lanciato con l’auto contro un gruppo di militari a Gerusalemme nord. Un altro morto durante scontri in un campo di rifugiati. La polizia indaga su un video in cui estremisti ebrei festeggiano la morte di un bambino palestinese bruciato vivo».

I fatti sono cinque: un primo a Hebron, un secondo ad Arile, un terzo a Gerusalemme nord, un quarto mentre l’ultimo è legato ad un bambino palestinese arso vivo. Primo caso: un palestinese si lancia le forze di polizia israeliane vicino Hebron, in Cisgordiania, armato di cacciavite e muori sotto il fuoco israeliano. L’esercito ha spiegato in una nota che «le forze hanno risposto all’imminente minaccia, sventato l’attacco e sparato all’autore, che è morto». Stesse ore, Ariel, nord della West Bank, un palestinese attacca armato di coltello due guardie all’ingresso di una zona industriale e raggiunge il suo compagno di Hebron e le loro vergini. Ci spostiamo a Gerusalemme nord e troviamo un soldato israeliano ferito in un tipico attacco portato da un’auto lanciata contro un gruppo di militari. Alla guida un altro palestinese, ucciso poi dalle forze di sicurezza. Nei campi rifugiati di Ramallah e Gerusalemme sono scoppiati scontri in cui ha perso la vita una palestinese, secondo il ministero della sanità palestinese Wissam Abu Ghuela, in circostanze ancora non chiare.

Ultimo scenario: scrive Repubblica che «la polizia israeliana ha aperto un’indagine su un video girato a una festa di nozze, in cui estremisti ebrei ballano, cantano e celebrano la morte del bimbo palestinese bruciato vivo in Cisgiordania nel luglio scorso. Le immagini, registrate una decina di giorni fa, mostrano il gruppo di ebrei ortodossi: alcuni danzano con pistole e coltelli, uno, con il volto coperto, ha una bomba molotov in mano, un altro pugnala la foto di Ali Dawabsheh. L’immagine poi passa di mano in mano finchè non viene distrutta. Il piccolo, 18 mesi appena, morì nella casa paterna incendiata da ignoti ultra’ ebrei, nel villaggio di Duma, in Cisgiordania».

Il quotidiano fondato da Barbapapà Scalfari si sofferma sulla sposa di quel matrimonio, «una nota militante dell’estrema destra israeliana, tra l’altro interrogata perché sospettata di azioni di “terrorismo ebraico”; e molti invitati erano amici o parenti proprio degli ultrà arrestati nel quadro della stessa inchiesta». Tralasciando la differenza tra chi condanna questi video (premier israeliano e governo tutto) e chi glorifica e martirizza i palestinesi morti nel tentativo di uccidere israeliani ed ebrei, una domanda bisognerebbe fare al quotidiano di De Benedetti: perché parlare di terrorismo ebraico quando ancora non ci ancora prove né sentenze e non parlare di terrorismo islamico palestinese quando c’è l’evidenza degli attacchi?

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di on 26 dicembre 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a I titoli tarocchi di Repubblica su Israele

  1. Ettore Avanzini Rispondi

    26 dicembre 2015 at 23:02

    Perchè accanirsi contro barbapapá? E’ una capra agli ordini di un noto truffatore internazionale..Tutto quá. Della disinformazione ne ha fatto il suo mezzo di sostento, il suo stile di vita.Ettore Avanzini.

  2. Giuseppe Rossi Rispondi

    26 dicembre 2015 at 23:27

    Questa è la solita informazione distorta che arriva dalla sinistra perbenista e che pretende di avere sempre ragione. Non faceva così anche Stalin e accoliti italiani?

  3. aquilone Rispondi

    27 dicembre 2015 at 11:21

    Aspetto impaziente un commento di Andreani

  4. Dario Rispondi

    27 dicembre 2015 at 12:38

    Se Yoshua Ben Yossef (Gesù l’Ebreo) fosse nato nel 2015 a Betlemme i palestinesi l’avrebbero ammazzato a coltellate perchè Ebreo !

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