Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Se il Papa non sa dire terrorismo “islamico”

Mentre noi rinunciamo persino al presepe e al Natale, Francesco nel suo viaggio in Africa non associa mai la violenza terroristica alla religione musulmana, ma sempre a una "reazione" di fronte a povertà e disperazione. E' così che ci stiamo arrendendo

papa2

Papa Francesco a Nairobi, in Kenya, prima tappa del suo primo viaggio in Africa, ha evocato il terrorismo islamico senza mai menzionare la parola “islam” o “islamico”, attribuendo al terrorismo islamico una natura reattiva come conseguenza della povertà e della frustrazione, così come ha indicato che ci sarebbe un unico Dio che accomuna cristianesimo e islam.

Queste le sue parole: “L’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. “Troppo spesso dei giovani vengono resi estremisti in nome della religione per seminare discordia e paura e lacerare il tessuto stesso delle nostre società”. “Il nostro Dio è Dio della pace, il suo santo nome non deve mai essere usato per giustificare l’odio e la violenza”.

Beh, Papa Francesco si sbaglia di grosso. Il terrorismo islamico non è mai reattivo, all’opposto è sempre aggressivo. Il terrorismo islamico non esplode laddove ci sono la povertà e la disperazione, ma solo dove ci sono i burattinai del terrorismo che sfruttano i burattini. Tra i burattini ci sono anche le vittime della povertà e della disperazione, ma sono soprattutto e comunque coloro che aderiscono convintamente all’ideologia del “martirio” islamico, tra cui primeggiano i giovani colti che non hanno problemi di povertà e di disperazione. Sono piuttosto giovani che soffrono di crisi identitaria e valoriale, che accettano solo la dimensione materiale della modernità occidentale ma rifiutano la sua dimensione spirituale, che è in crisi profonda, e non riesce più a convincere e affascinare. Il caso emblematico è il fatto che ben 15 dei 19 terroristi suicidi dell’11 settembre 2001 erano cittadini sauditi, che non hanno nulla a che fare con la povertà e la frustrazione sociale, così come lo stesso Osama bin Laden era un miliardario saudita.

Quanto al Dio comune, Papa Francesco dovrebbe sapere che non c’è nulla in comune tra il Dio padre e Allah, che nel versetto 17 della Sura 8 del Corano dice “Non siete certo voi che li avete uccisi, è Allah che li ha uccisi”, o tra Gesù Cristo e Maometto, che nel 627 decapitò personalmente centinaia di ebrei della tribù dei Banu Quraiza a Medina.

Fino a quando il Papa non riconoscerà ed affermerà che la radice del male è insita nell’islam, in Allah, nel Corano e in Maometto, fino a quando l’Europa non si deciderà a reagire alla guerra scatenata dal terrorismo islamico nel nome dell’islam, i cristiani continueranno a subire un genocidio e la nostra civiltà dalle radici cristiane sarà sconfitta e saremo sottomessi all’islam.

 

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 28 novembre 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a Se il Papa non sa dire terrorismo “islamico”

  1. aquilone Rispondi

    28 novembre 2015 at 18:21

    Ancora una volta Magdi ha ragione. Purtroppo i musulmani sono tanti, tantissimi, quasi 2mld, disseminati ormai in tutto il mondo. Se non mi sbaglio, solo in europa, in pochi anni, sono arrivati a quasi 40 mln, una nazione nel continente (ma forse sul numero mi sbaglio). Dove loro sono arrivati sono sempre cominciati problemi di convivenza: spesso, il loro arrivo, ha costretto a fare le valige a chi già c’era prima di loro. Sta succedendo, per adesso in “piccolo” e senza grandi problemi apparenti, nelle nostre città. Vi sono alcuni quartieri che prima erano naturalmente abitati esclusivamente da italiani cristiani, oggi da arabi musulmani.
    Se fossero poche decine di migliaia l’islam verrebbe considerata una setta pericolosa, i suoi capi, rei di aver commissionato attentati, verrebbero arrestati, il corano verrebbe esaminato a fondo e giudicato un libro pericoloso, una sorta di guida ideologica per chi commette omicidi in nome di Dio.
    Ma sono 2/mld e anche il Papa se la fa addosso

  2. cristiano Rispondi

    28 novembre 2015 at 19:36

    il cancro islamico si sta propagando velocemente nei nostri territori e anche il Papa venuto da lontano non può esimersi dal riconoscere che i seguaci di quella religione che ci definisce “cani infedeli” sono persone malefiche da tenere sotto controllo.Deve avere il coraggio di dire che chi ci vuole sottomessi ai loro barbari e atavici dettami deve essere allontanato al più presto dai nostri luoghi.Dillo ,papa Francesco ,che l’islam è pericoloso per noi occidentali,oppure anche tu pensi che è colpa nostra se la feccia muslim ci vuole umiliati e sottomessi? è colpa dell’occidente progredito se gli islamici sono fermi all’anno 652?NOI siamo migliorati.LORO sono regrediti dove la loro assurda religione li ha contaminati.Fermiamoli ora prima che sia troppo tardi.

  3. gastone Rispondi

    28 novembre 2015 at 22:03

    condivido totalmente l’articolo di Magdi Cristiano Allam.

  4. step Rispondi

    29 novembre 2015 at 15:43

    Temo sia inutile tentare di “recuperare” questa specie di Papa: Bergoglio è irrecuperabile, come Papa e come persona. Secondo me non vale neanche la pena di stare a parlarne, purtroppo ci troviamo di fronte a una persona che riassume in sé il peggio della cultura buonista progressista attuale, quella più ipocrita e che più tende a iniettare sensi di colpa nelle persone. E questo vale sia a livello collettivo-ideologico e sia a livello dei singoli (singoli che devono già fare i conti con una dura realtà, ci mancano anche le paure cattocomuniste pauperiste…). Bergoglio si allontana dalla dottrina cattolica di sempre e riesce a fare questo salvando il peggio del passato: tutto quell’insieme di sensi di colpa che sfiancano le persone, e aggravando la cosa con i tipici rimorsi socialistoidi che colpiscono le persone psichicamente più deboli.

    Che i terroristi non provengano dalla povertà è di una evidenza disarmante, forse è quasi il contrario se pensiamo ai terroristi per noia che vediamo in questi giorni. Il fatto è che alla Chiesa Cattolica è rimasto ben poco e si cerca di mantenere una certa autorità facendo discorsi che piacciono al mondo e che legittimano la Chiesa stessa come entità “buona”, come cioè una entità di cui non si può fare a meno (una entità, sia chiaro, non contro il mondo ma che piace al mondo, in contrasto con quello che affermava Gesù). È ovvio che la Chiesa di Roma sta facendo questo perché ha perso terreno sul piano dei fedeli e della spiritualità, si pensa allora di mantenere il prestigio (e relativo potere) seguendo la strada umanitarista, così facendo però ci si dà la zappa sui piedi, una cosa del genere può farla chiunque… La Chiesa si auto-cancellerà se continuerà a perdere la propria peculiarità, ma forse è quello che doveva succedere.

    • Pierluigi Rispondi

      29 novembre 2015 at 16:20

      Sono totalmente d’accordo. Nei secoli la politica sociale della chiesa, non quella del Vangelo, è sempre stata imperniata sul colpevolizzare l’uomo, definendolo come un continuo peccatore che deve redimersi. Ha creato in tal modo una psiche debole, plagiata facilmente convincibile. I dettami dovevano essere perseguiti altrimenti si sarebbe bruciati in eterno. Le privazioni, dal sesso, al benessere, alla libertà di parola e di fare, di scoprire cose nuove sempre ampiamente limitate e accompagnate da complessi di colpa. Pentiti!!! Se fai sesso, se mangi, se sostieni certe verità scientifiche, se cerchi di migliorare la tua condizione, se non fai penitanza.
      Penso che dopo un secolo durante il quale l’umanità si era liberata, ora si stia tornando in pieno medioevo.Non penso che il Cristo volesse un uomo così svalorizzato. Penso sia sceso in terra per valorizzarlo e incentivarlo a crescere in virtute, conoscenza e autonomia personale perchè solo così si è in grado di dare un amore che abbia valore, non un amore dettato dalla paura o da un volgare scambio.

      • step Rispondi

        29 novembre 2015 at 18:15

        Sì. Purtroppo la naturale tensione dell’uomo verso il benessere è già una cosa difficoltosa per ragioni “tecniche”, se ci mettiamo anche i sensi di colpa il benessere diventa una X, diventa cioè un oggetto oscuro di cui non conosciamo neanche le coordinate, poi ci stupiamo se nascono le nevrosi… Ammesso che esista un peccato originale, da un approccio letterale della Bibbia non sembrerebbe, da questo peccato ci ha liberati Gesù e in questo senso l’attesa è finita, dobbiamo quindi essere gioiosi e non torturarci la psiche, altrimenti siamo come gli ebrei per i quali l’attesa non è ancora terminata (per l’ebraismo comunque è già feconda l’attesa in sé).

        La verità è che gli uomini di Chiesa attuali sono persone che non stanno bene, non sono persone felici e possono arrivare persino a odiare il benessere, magari inconsapevolmente. Si pensi soltanto al denaro, che peraltro proprio perché mezzo e non fine non dovrebbe porre problemi: in realtà molti preti pensano ancora al denaro come “sterco di Satana”, ma non tanto per il discorso degli interessi quanto perché il denaro è sinonimo di risoluzione di problemi, con esso si sta meglio, anche se non tutti i problemi vengono risolti con il soldo. La Chiesa farebbe meglio a pensare alla spiritualità e ai dilemmi teologici mai chiariti (ad esempio al fatto che nella lingua ebraica non esistono i concetti di Dio e di eternità, già questo fa traballare tutto…) anziché prendersela con il denaro.

      • Ernesto Rispondi

        29 novembre 2015 at 20:34

        Urge ricordare che le uniche chiese cristiane a portare avanti questa deriva marxisteggiante del messaggio di Cristo sono quella cattolica e, in misura minore, quella anglicana (che non a caso della cattolica è, paradosso storico, la più vicina gemmazione dottrinale). Tutte le chiese ortodosse e riformate (con l’eccezione di pochi e irrilevanti riformati italiani del tutto isolati dalle loro chiese madri) portano avanti una dottrina davvero umanista in senso stretto, ovvero una dottrina che pone l’uomo e la sua libertà di fare e vivere davvero al centro del Creato. Il Cattolicesimo si sta suicidando, e quel che è peggio sta istigando al suicido, culturale e personale.

        • step Rispondi

          30 novembre 2015 at 13:29

          Sì. Gli ortodossi, da quel che poco che so, piacciono anche a me. Per “riformati” cosa intendi? I protestanti valdesi e i metodisti? Quelli sono di estrema sinistra e più moralisti dei cattolici… li conosco perché sono presenti nella mia città (allora molto meglio gli ebrei, sia da un punto di vista identitario che in materia economica, anche se non siamo più in campo cristiano ovviamente).

  5. Marco Rispondi

    29 novembre 2015 at 19:32

    Quanto ci manca quello tedesco prima di questo.Quanto ci manca.Questo sembra essere combattente ma sa bene quanti danni la chiesa abbia fatto all’umanirta’dimenticando il modello grande di Cristo ed il suo esempio.Prima o poi gli scapperà di bocca che questi motivatori di assassini di innocenti sono assassini anch’essi e se lui non ha la capacità di definirli oggi per ciò che sono forse quel coraggio che sembra forte tanto leonino non è .Pensi a tutti i seguaci di Cristo,quelli veri,stanno a ammazzando queste bestie e poi si guardi allo specchio.

  6. gl lombardi-cerri Rispondi

    30 novembre 2015 at 06:41

    Perchè questo Papa a dimostrazione pratica della sua teoria non l’ha applicata con successo al suo paese , l’Argentina ?Paese messo da Dio nelle migliori condizioni possibili :ricchezza alimentare ed energetica e ridotta intensità abitativa grazie ad un territorio enorme ?

  7. adriano Rispondi

    30 novembre 2015 at 08:15

    I nuovi cannibali masticano proclami protetti da armature lucenti.Riciclano remoti passaggi nella quiete di traguardi scomparsi.

  8. rita Rispondi

    1 dicembre 2015 at 09:39

    Stimo Magdi Cristiano Allam perchè è una persona che conosce le sue origini e ne sa parlare analiticamente. Però e cito:”Troppo spesso dei giovani vengono resi estremisti in nome della religione per seminare discordia e paura e lacerare il tessuto stesso delle nostre società”.
    La risposta è: ” Il terrorismo islamico non esplode laddove ci sono la povertà e la disperazione, ma solo dove ci sono i burattinai del terrorismo che sfruttano i burattini. Tra i burattini ci sono anche le vittime della povertà e della disperazione, ma sono soprattutto e comunque coloro che aderiscono convintamente all’ideologia del “martirio” islamico, tra cui primeggiano i giovani colti che non hanno problemi di povertà e di disperazione. Sono piuttosto giovani che soffrono di crisi identitaria e valoriale, che accettano solo la dimensione materiale della modernità occidentale ma rifiutano la sua dimensione spirituale, che è in crisi profonda, e non riesce più a convincere e affascinare.” E’ giustistissimo, ma non pensi che la povertà a cui allude il Papa è anche quella della crisi identitaria e valoriale a cui fai riferimento tu? Se il martirio in nome di un dio forte,dico da ignorante in materia di religione islamica, questo continuo grido di Allah è grande mentre corrono al martirio, a me risuonana come un grido di chi si ritiene vincente anzi l’unico vincente su tutti. Eppure mi sembra che Allah abbia altri appellativi ma non si sentono mai pronunciare!Che l’islamismo sia diventato un paravento per essere qualcuno? e vincente?e per i motivi che tu stesso hai citato?
    In quanto ad essere lo stesso Dio, la penso come te. Una sola cosa abbiamo in origine comune: che illo tempore c’era una sola tribù che si divise in ismaeliti ed israeliti ed ognunò andò per la sua strada. Dagli Israeliti venne la Salvezza del Dio incarnatosi ma questa è storia nostra visto che Cristo fu rifiutato dagli Ebrei.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *