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Siamo tutti a Parigi

Attacco terroristico su più fronti nella capitale francese, esplosioni allo stadio, più di cento morti, tantissimi feriti. Gli assassini urlavano "Allah è grande". Ancora una volta, portano la guerra al cuore dell'Occidente. Dobbiamo rispondere, perché quelli attaccati dal nazi-islamismo siamo tutti noi

parigiAttacca Parigi, il nazismo del nuovo millennio, è un rimando sinistro e non è neppure la prima volta. Esplosioni allo Stade de France, durante Francia-Germania, sparatorie tutto intorno, una nel famoso locale notturno Le Bataclan, altre in un ristorante e in un caffè della zona, una dentro Les Halles, pieno centro. Bilanci più che provvisori compulsivi, al solo stadio siamo già arrivati a 40 morti, nell’inferno del Bataclan addirittura un centinaio, testimoni che riferiscono il grido “Allah è grande“, il maledetto grido che risuonò anche nel macello di Charlie, il solito maledetto grido di questo nazi-islamismo che non ci ha dichiarato guerra, è già oltre, la pratica nelle nostre strade e attacca il cuore dell’Occidente, la capitale della Francia, Parigi. Che torna specchio, gorgo infernale della civiltà, come nel 1940, la città dei lumi e della République violentata dall’orrore, i parigini immobili dentro il campo dello Stade de France come i parigini muti dietro le finestre davanti ai carriarmati nazisti, e come allora i parigini siamo noi, maledizione, verrebbe voglia di urlarlo, non fosse inutile, eppure è l’unica cosa che possiamo fare. Parigi siamo noi, bastardi, Parigi oggi è sinonimo di Europa ed è un suono che scavalca l’Atlantico, Parigi è qualunque uomo d’Occidente immobilizzato davanti alla tivù, nel Marais come in centro a Milano come nella periferia bavarese come in una fattoria del Kentuky, e non ci avrete. Non ci avrete perché da stasera anche il più recalcitrante di noi lo sa, siamo in guerra, e chi finge di non saperlo da oggi ha esaurito gli alibi e i trucchi, è un collaborazionista, è un amico di chi stasera maciulla l’anima di Parigi a colpi di Kalashinkov, è come il maresciallo Pétain, è un nemico dei parigini e dunque un nostro nemico.

L’Italia alza il livello di allerta e fa bene, quel che non serve ora sono polemiche partigiane e politiciste, serve la compattezza irragionevole e granitica che nel momento supremo la Camera dei Comuni offrì a Winston Churchill, perché non c’è momento più supremo di questo. È una lotta per la sopravvivenza, questo è agli atti della cronaca, i terroristi armati di bombe e Kalashinkov che inneggiano ad Allah mettono in discussione la nostra stessa esistenza, perché solo respirando noi frantumiamo l’unità marcia e perversa del loro mondo, il globo ridotto a sharia. E noi allora dobbiamo continuare a respirare, sapendo che anche se scegliessimo il disonore avremmo comunque la guerra, e non è il caso di scegliere il disonore. La Francia non l’ha scelto, la Francia partecipa ai bombardamenti in Siria contro il fronte dell’Isis, contro la testa del serpente, e probabilmente stasera ne paga le conseguenze, ma non si può tornare indietro. Non si può bombardare poco, bombardare timidamente, non bombardare, dare sostegno psicologico e aiuti nominali, come ancora oggi si barcamena il nostro governo poco onorevole. Si deve, all’opposto, fare di più. Difenderci di più, combattere di più, fare a loro incomparabilmente più male di quello che fanno a noi, perché anche oggi lo si era visto, se l’Occidente è all’altezza di sé, delle sue capacità investigative, tecnologiche e militari, non c’è luogo sulla Terra dove queste belve siano al sicuro. Bisogna portare più guerra in casa loro, non c’è alternativa, perché loro hanno già scatenato il mostro in casa nostra. “La battaglia è ora ingaggiata su molti fronti. Non tergiverseremo, non ci stancheremo, non vacilleremo e non falliremo”, disse George W Bush dopo l’11 settembre. “Tutta l’umanità è in pericolo, gli Stati Uniti sono pronti a fare qualsiasi cosa per aiutare la Francia”, ha detto oggi Obama. Bene, dobbiamo essere tutti pronti ad aiutare la Francia, ad aiutare Parigi. Perché Parigi siamo noi.

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di on 15 novembre 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

20 commenti a Siamo tutti a Parigi

  1. Lisa Rispondi

    14 novembre 2015 at 01:55

    Come vorrei che tu avessi ragione Giovanni. Ma temo che così non sarà. La sinistra (non solo italiana) non sarà in grado di ammettere di avere sbagliato tutto. Non credo che Obama diventi improvvisamente un buon presidente decisionista (se non addirittura traditore) e non credo che chi ha marchiato i prodotti israeliani (da bravo neo-nazista) abbia voglia di ricredersi. Invece ci saranno i soliti discorsi di islam cattivo e islam buono. La solita solfa ci aspetta nei prossimi giorni. Questa è la verità, purtroppo.

  2. Francesco_P Rispondi

    14 novembre 2015 at 02:50

    Bisogna essere realisti.
    Quello dei bombardamenti tardivi della Francia è solo una scusa, un espediente mediatico per convincere qualche sprovveduto ad abbandonare l’azione o a dare ragione ai traditori collusi.
    La verità è che i fondamentalisti islamici, che si sono potuti infiltrare in Europa grazie al lassismo delle autorità, stanno facendo a pezzi la nostra civiltà e le nostre vite. E’ la loro filosofia, il loro credo, la loro volontà di conquista; è quello che la loro propaganda sbandiera senza ritegno ed è quello che i fatti confermano.
    La paura, l’ignavia, l’antisemitismo non servono: fanno solo il loro gioco terribile.
    Invece, serve combattere il fondamentalismo prima di tutto all’interno dei nostri Paesi e poi andare a combatterlo in casa loro, senza pietà alcuna.
    Bisogna anche fare attenzione agli immigrati clandestini che si stanno riversando lungo i Balcani e la nostra Penisola. Sono la grande massa di manovra, sono gente che non esita a imporre la propria visione distorta del mondo e un domani sempre più prossimo saranno la massa di manovra dei predicatori e dei terroristi che viaggiano in business class.
    Bisogna anche denunciare come traditori da punire con la Legge Marziale chi li accoglie e chi ne difende gli spazi di manovra sottraendo soldi alle nostre genti ed alla nostra difesa. SIAMO IN GUERRA e l’hanno voluta loro.

    • gl lombardi-cerri Rispondi

      15 novembre 2015 at 16:30

      Ci hanno dichiarato guerra!
      E allora , in base alle vecchie Convenzioni tutti i nemici presi colle armi in pugno vanno immediatamente fucilati:

  3. Todd B. Cunningham Rispondi

    14 novembre 2015 at 03:37

    My thoughts are with the French people. We Americans are on your side. Stand strong an hold the Islamist pigs accountable!

  4. gl lombardi-cerri Rispondi

    14 novembre 2015 at 07:17

    Perfetta applicazione, nei vari comunicati, del Manuale del perfetto vigliacco.
    Tanto “dolore e indignazione” e consigli tipo “bisogna intensificare la sorveglianza” !
    L’inneffabile Angelino aveva appena concluso , con toni trionfali , di aver catturato la cellula di Merano. E quelli, il giorno dopo gli hanno detto quanto è…………..
    L’unico sistema, per combattere quella gente è la vecchia pratica dell’1 a 10.

  5. Epulo Rispondi

    14 novembre 2015 at 07:41

    l’Occidente aveva due pilastri: il presidente degli USA e il Papa. Ora ha Obama e Bergoglio.

    • Emilia Rispondi

      14 novembre 2015 at 16:41

      Già. E per di più ha l’Europa. L’unico che fa sul seri è Putin, checché ne pensi Sallusti.

  6. Never Dhimmi Rispondi

    14 novembre 2015 at 08:34

    L’ennesimo regalo all’occidente accecato dal “politicamente corretto” di quei tanti che, per dirla con la lingua biforcuta del politicamente corretto, “non hanno capito la religione della pace” e portano in Europa, con l’aiuto del papa, quel che c’è in tutto il mondo maomettano: violenza e suprematismo sugli infedeli.

  7. Riccardo P. Rispondi

    14 novembre 2015 at 08:40

    Continuiamo a non fare i conti veramente con l’Islam, con l’ipocrisia e il silenzio del cosiddetto Islam moderato e le infinite possibilità di interpretazione del Corano.
    Continuiamo a tollerare donne recluse e bambine infibulate a casa nostra e a dire che “è la loro cultura…”, continuiamo a sentirci inferiori e a non riconoscere la barbarie oscurantista di una religione aggressiva e inconciliabile con i diritti laici delle nostre società. E con le sinistre che continuano a berciare che è colpa dell’occidente…..

  8. Filippo Rispondi

    14 novembre 2015 at 08:57

    Oltre 14000 jadisti in Italia ,in questo bel paese gestito da gente accogliente e brava che capira’ quanto stupidì ed inetti siano quando arriveranno ad attaccare,quando l’Italia non interesserà più come base di arrivo e partenza.quando magari colpiranno i figli della stupidità .Si torni all’esercito e ad uno spionaggio capillare che contestiamo pure da bravi sinistroidi.Leviamoci di dosso questa vilta’ tanto vlli o no questi ci ammazzano lo stesso.

  9. Luca Beltrame Rispondi

    14 novembre 2015 at 09:00

    Al di la’ dello shock per quello che e’ successo, mi e’ venuta in mente una cosa: dal 2001 siamo schedati, intercettati, tutti sotto controllo nel nome della lotta al terrorismo. Ora, dico, a che diavolo e’ servito? Proprio a niente. E’ stato solo un teatrino, e chi doveva fare il proprio lavoro (i servizi segreti) non l’ha fatto (chissa’ se anche stavolta verra’ fuori se gli attentatori erano persone gia’ note)?

  10. Emilia Rispondi

    14 novembre 2015 at 09:46

    Forse l’Occidente (quasi tutto, purtroppo) non si è ancora accorto che gli è stata dichiarata guerra, da quell’11 settembre 2001.
    Quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi.

  11. adriano Rispondi

    14 novembre 2015 at 11:55

    Inutile fare commenti complicati quando non si vuole neppure riconoscere quale è il nemico.Ci si potrebbe accontentare di fare la guerra alla sua aberrazione di turno ma dalle prime reazioni si capisce che non sarà così.E quindi si continuerà di massacro in massacro,fino a quando non si sa.Auguri a chi non ha più un futuro davanti.

  12. yona Rispondi

    14 novembre 2015 at 12:14

    il problema è qua..sia culturale che materiale..bisogna prima guardare a casa propria..che si sgozzino pure in siria visto che è nella loro natura, ma è la natura di quelli che sono qua che deve essere diversa , ad ogni costo

  13. Filippo Ippaso Rispondi

    14 novembre 2015 at 12:21

    E’ una guerra ed in guerra bisogna attaccare .

    Non si puo’ stare su una difensiva passiva perche’ saremo sconfitti.

    Questo lo sapevamo ma nulla e’ stato fatto.

  14. alberto Rispondi

    14 novembre 2015 at 12:27

    Quante volte abbiamo sentito dire da vari capi di stato che il multiculturalismo è fallito? Eppure abbiamo continuato ad accogliere gente che con la nostra cultura europea non ha niente a che vedere, senza che venisse chiesto agli autoctoni europei, il tutto unito ad uno smantellamento forzato delle nostre frontiere che hanno portato ai risultati di oggi che sono sotto gli occhi di tutti.

    • cerberus Rispondi

      14 novembre 2015 at 18:36

      Esatto,Sig Alberto e aggiungo che non ci sono governanti con gli attributi che hanno il coraggio di chiudere le frontiere e iniziare a controllare severamente che persone stiamo accogliendo,che inizino a espellere duramente e senza paura chiunque è qui e si rifiuta di vivere con noi e con le nostre regole.abbiano il coraggio di RIFIUTAREl’OSCURANTISMO ISLAMICO E LA VIOLENZA RETROGRADA DETTATA DA CREDENZE ATAVICHE CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON LA NOSTRA CIVILTÀ. Pavidi eunuchi complici del degrado morale importato da gentaglia che rifiuta il nostro modus vivendi,criticabile quanto volete ma perché vengono in Europa? Per infettare la NOSTRA CIVILTÀ?per portarci indietro 1000 anni?io non vi voglio tra i piedi e state nelle vostre terre con la vostra “cultura”,qui non siete desiderati.

  15. femine Rispondi

    16 novembre 2015 at 12:23

    Non si usi più il termine “emergenza”; così sibila in favore di telecamera, attorniata e protetta dai suoi giannizzeri e con la solita odiosa sicumera l’inconcepibile Boldrini.

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