Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Sentite l’islam moderato

A Istanbul si disputa Turchia-Grecia, prima del fischio di inizio parte il minuto di silenzio in onore delle vittime di Parigi ma lo stadio inizia a fischiare ai morti, all'Occidente ferito fino a esplodere in una litania che torna e ritorna: "Allah Akbar". Com'era, cari intellò, non c'è nessuna guerra di religione?

Turchia-Grecia, Istanbul. Il campo verde, le braghette corte dei calciatori, il minuto di silenzio in onore delle vittime degli attentati di Parigi inizia ma lo stadio invece di cadere in un silenzio commosso si fa sentire. Si fa sentire tanto, fischiano gli spalti, fischiano ai morti parigini, fischiando all’Occidente ferito. Fischiano alle storie di chi è stato maciullato dai proiettili all’urlo di “Allah Akbar”. Ed eccolo, i fischi si fanno sommessi per lasciare spazio all’urlo che diventa una sorta di litania che riecheggia ancora e ancora, lasciando gli spalti: «Allah è grande». Urla questo e fischia, quel pezzo di Istanbul. E non si tratta di “pochi”, di “una nicchia”, di una “parentesi infelice che non rappresenta un mondo”. Quei fischi son quel che pensa una fetta di Turchia dei nostri cadaveri. Della nostra cultura, delle nostre ferite. E lo diciamo da subito che sì, certi morti spesso li facciamo pesare più di altri. Che di massacri se ne contano molti e molti di più di quelli all’ombra della Torre Eiffel e che gli arabi possono in qualche misura essere colpiti dal fatto che i media e i circuiti internazionali solidarizzino con i figli d’Europa, meno con altri (mai con quelli israeliani, per non sbagliare). Ma sono chiacchiere, note a margine. Quei fischi non sono questo, non sono figli di una percezione, distorta o reale in questa sede poco conta, d’un doppiopesismo asfissiante. Lì, dal niente, uno stadio fischia a dei morti uccisi in nome di un dio, quel dio che ha preso a inneggiare a sfregio dei ragazzi del Bataclan e no. Dozzine di buonisti e intellò troveranno mille scuse, mille ragioni differenti a questa vergogna.

Lo devono fare per loro stessi, lo devono fare per non ammettere che hanno torto, che fingono di essere aperti al mondo mentre in realtà sputano in faccia alla verità, all’ovvio e pure a quel che quel “Allah è grande” vuole dirci. Molti imam tagliano le loro versioni all’occidentale, smussano alcuni angoli ma come la pensano viene sempre fuori: il fatto che non abbiano firmato la dichiarazione dei diritti dell’uomo e che reputino non vada firmata, che la donna non è pari, che lo Stato non può e non deve essere laico, che vivono e vogliono vivere secondo i precetti del Corano, mica alla stregua dei codici civili. Questo non lo negano. Che di Valeria Solesin, la ragazza veneziana vittima degli attentatori nel teatro, a loro non frega nulla l’hanno chiarito. E lo stadio di Istanbul ha pure fatto di più, ha dichiarato apertamente, al mondo, il proprio sostegno agli attentatori. Questo è il dato incontrovertibile, i distinguo e il resto sono balle che l’Europa racconta a se stessa. Uno stadio a Istanbul non ha sentito l’esigenza di nascondersi, di venderci un’altra verità per ottenere quel che vuole (potere, moschee, diritti, alcuni dei quali legittimi) e ha fischiato ai morti di Parigi, urlando “Allahu Akbar”, ovvero: l’Isis alla fine, a Parigi, tutti i torti…

Condividi questo articolo!

di on 18 novembre 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Sentite l’islam moderato

  1. aquilone Rispondi

    18 novembre 2015 at 17:30

    Dicono che allo stadio qualcuno abbia cominciato ad inneggiare allah akbar e che allora gli altri, per sconfessare chi inneggiava, abbiano cominciato a fischiare.
    C’è da credere a questa versione?
    Ci sarà un filmato (non taroccato) che possa sancire la verità?

    • eugeniomario Rispondi

      18 novembre 2015 at 18:19

      Niente da fare, le facce dei calciatori parlano chiaro: i fischi son diretti a Parigi.

  2. cerberus Rispondi

    18 novembre 2015 at 21:10

    È inutile che i muslim e certi progressisti continuino nelle loro stupide giustificazioni,quei maledetti odiano l’occidente con i suoi valori, così come i nostri comunistelli odiano la chiesa cattolica. Io li definisco collaborazionisti i nostri progressisti ipocriti e traditori.Quando cambierà il vento ci ricorderemo di coloro che ci hanno venduto ai fanatici e avranno quel che si meritano. (Politicamente parlando.)

  3. adriano Rispondi

    19 novembre 2015 at 06:35

    Infatti il problema non è l’Isis.Una volta qualcuno dopo via Fani diceva “o si è col PCI o con le BR”.Stessa strategia,cambiava la tattica.Dopo l’assassinio di Moro si aggiungeva “sappiamo tutti chi era Moro”.Già,mangiava mortadella.Purtroppo fra medici da esportazione,oncologi senili e cantanti stonate il problema non si risolve e non si avvia neppure a soluzione.E il problema è che loro hanno Allah in costituzione e noi ci rifiutiamo di toglierlo.Altro che multicultura.Questi signori devono essre condotti all’uscita.Se non si può o vuole siamo spacciati e inoltre continueremo ad assistere al ridicolo spettacolo di chi gongola del decifit aggiuntivo per una sicurezza finta con cui potremo aumentare la finanza allegra.Poveri noi.

  4. Albert Nextein Rispondi

    19 novembre 2015 at 13:46

    Penso anche io che non esista l’islam moderato.
    Ci sono mussulmani tranquilli e meno tranquilli.
    Ma nel momento della verità , alle strette, o per paura o per indottrinamento lo spirito violento assolutista e fanatizzante coranico viene fuori.
    Questo nella stragrande maggioranza di chi segue tale religione.
    Naturalmente ci sono poche eccezioni, visto che l’abiura è punita con la morte.

  5. Franco C. Rispondi

    19 novembre 2015 at 14:25

    Non esistono musulmani buoni.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *