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Salvini è di parola: prima il Nord (Africa)

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Com’era quello slogan leghista, “Prima il Nord”? Sì, ma forse si riferivano al Nord Africa. Matteo Salvini l’Africano, nella sua gloriosa missione marocchina tra Rabat e Casablanca (una volta chi andava a Casablanca era guardato con sospetto…) ha scoperto, manco fosse un esploratore ottocentesco, che quello Stato è una terra meravigliosa dove investire, un luogo di tolleranza e di integrazione («la seconda religione qui è l’ebraismo»), nonché un Paese lanciatissimo verso la crescita economica.

Il Salvini nordista e federalista, quello che il confine della Padania era il Po, ha via via esteso i confini geografici dell’area di suo interesse, prima oltrepassando il Po e il Rubicone (come un novello Giulio Cesare); quindi avventurandosi alla conquista dell’Italia centrale e meridionale; infine, visto che il Belpaese gli stava stretto come uno Stivale, sbarcando in terra d’Africa e ripetendo le gesta del grande Scipione.

Come un immigrato qualunque, profugo del renzismo, Salvini è salito metaforicamente a bordo di un barcone e ha affrontato la traversata. Facendo però il viaggio al contrario: dall’Italia all’Africa.

Pare che ora, oltre a un numero imprecisato di imprenditori, vorrebbe portare con sé sull’altra sponda del Mediterraneo anche Zaia e Maroni, magari per creare lì la Macroregione, visto che in Italia è impossibile

E visto l’ambiente, Matteo si è anche abbandonato a qualche “marocchinata”, provando a fare proseliti extracomunitari al suo partito, magari per creare in Marocco una sezione locale di “Noi con Salvini”: «Ho trovato un’apertura di credito totale nei confronti di un partito come la Lega», ha detto entusiasta. Da Lega Nord a Lega Italia a Lega Mediterranea: il risvolto terzomondista di Salvini, che non t’aspetti… D’altronde, il Marocco ha sulla propria bandiera una stella verde al centro, che potrebbe essere facilmente taroccata e venduta come Sole delle Alpi. E così, dopo il prossimo raduno leghista a Bologna dell’8 novembre, Salvini sta già mettendo a punto pullman e navi per un ritrovo padano in Marocco: da Pontida a Marrakech, dai celti ai berberi, i luoghi e la mitologia leghisti si ampliano e si confondono.

Qualcuno, en passant, prova a ricordare a Matteo che forse sarebbe più opportuno che torni a occuparsi delle imprese del Nord, inteso come Nord Italia, della filiera produttiva del Veneto, e faccia campagne serie per la defiscalizzazione e le sburocratizzazione delle aziende italiane, senza vagheggiare inverosimili delocalizzazioni in terra marocchina; e qualcuno lo avvisa anche che forse dovrebbe avere più a cuore il modello Milano – quello vero, del tessuto imprenditoriale che consente alla città di tenere botta – anziché il modello Rabat.

Ma non c’è niente da fare. Sarà l’aria internazionale di Expo (a proposito, perché Salvini non si è limitato a vedere il padiglione del Marocco? Avevano pure un bel cluster…), sarà il mal d’Africa d’antiche e mai sopite nostalgie coloniali, ma Salvini l’Africano si sente maledettamente attratto dal continente nero, anche se là dovrà rinunciare sia alla felpa che alla ruspa (con quel caldo, e nel deserto non servono…).

Se non fosse che, più che all’epica avventurosa del film Marrakech Express, il suo viaggio assomiglia di più alla spedizione goffa, buffa e fallimentare di Ace Ventura – Missione Africa.

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di on 2 novembre 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Salvini è di parola: prima il Nord (Africa)

  1. Maurizio Rispondi

    2 novembre 2015 at 09:25

    Se uno è statista e’ statista internazionale e non solo di Cinisiello Balsamo.D’altra parte da europarlamentare tentare l’annessione politica di nuove aree produttrici delle banane che servono e’ giusto.Poi il sud Africa ha le miniere di diamanti e magari partendo dal nord…….

  2. SILVANO Rispondi

    2 novembre 2015 at 17:37

    Invece di andare in Africa perchè non va al Parlamento Europeo,
    dove neanche lo conoscono,ma si prende i maledetti EURO.

  3. SILVANO Rispondi

    2 novembre 2015 at 17:50

    Perchè invece di andare in Africa,non va al parlamento Europeo,
    dove neanche lo conoscono,però intasca i maledetti EURO.

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