Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Quella sporca (e sinistra) quindicina

 

(S-D) Alfredo D'Attorre, Giuseppe Civati, Stefano Fassina, Anna Margherita Miotto e Gianni Cuperlo durante la presentazione di otto emendamenti alla legge di stabilità, firmati da una trentina di deputati, Roma, 18 novembre 2014. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Dicono che quando gli hanno comunicato che “sabato sette Sel si scioglierà e sorgerà Sinistra Italiana”, Nichi Vendola, per la sua famosa “zeppola”, cioè la tremenda difficoltà a pronunciare le “s”, sia andato prima in crisi mistica e poi in crisi di panico. E che, per evitare ulteriori problemi, si sia limitato a dire “ok”, anziché “sì, sono straordinariamente soddisfatto”.

Ebbene, non è uno scherzo, sabato prossimo al teatro Quirino di Roma verrà alla luce una creatura mostruosa da lungo tempo in gestazione, la cosiddetta “Cosa Rossa”, ossia il gruppo parlamentare composto da Sel, ex dem e alcuni esponenti del mondo cattolico, che si pone con grande autostima come alternativo al Pd renziano. Un manipolo di fuoriusciti, in realtà, ridimensionato già nel nome. Se in passato la sinistra mirava all’internazionalismo, e più di recente ha puntato sull’Europa a rimorchio di qualche leader straniero (vedi L’altra Europa con Tsipras), adesso ha riscoperto la sua vocazione solo nazionale, al suon di “Sinistra italiana”, mix bizzarro tra bandiera rossa e tricolore.

In seconda istanza, non si capisce quale sia la base ideologica comune a questo raggruppamento, visto che – con le parole di Alfredo D’Attore, l’ultimo transfuga del Pd – si propone come un partito «con le radici nell’esperienza di centrosinistra, ulivista, aperto al cattolicesimo democratico e sociale», ma che guarda come a «un interlocutore importante» anche a «Landini» e a chi si muove «sul terreno sindacale». Un frullato ideologico, dunque, che cerca di riesumare il vecchio catto-comunismo, in una sorta di compromesso storico tardivo e al ribasso, una Cosina bianco-rossa 2.0, buona per qualche nostalgico anni ’70.

Ma dove i soggetti del nuovo gruppo sinistrorso la sparano veramente grossa è sulle ambizioni. Secondo D’Attorre, questa nuova creatura potrebbe essere «un partito di governo, largo e plurale» in quanto «ha un bacino potenziale intorno al 15%» (sic!). Quanto la Lega Nord di oggi, insomma, più dell’Alleanza Nazionale dei bei tempi, parecchio di più dell’attuale Forza Italia. Ricordiamo, giusto per ridimensionare i voli pindarici di D’Attorre, che Sel – che costituisce l’asse portante di questo nuovo gruppo parlamentare con 32 parlamentari su 38 – ha ottenuto come sua migliore performance un 4,03% alle elezioni europee del 2014, confluendo nella lista L’altra Europa con Tsipras, e un risicato 3,2% alle ultime elezioni politiche. Ora, sognare di quadruplicare quei voti appare utopia, degna del vecchio sogno del sol dell’avvenire…

Ma forse sono i cronisti ad avere inteso male. D’Attorre non si riferiva al 15%, ma ai 15 strani ed eroici figuri, che saranno gli unici a votare questo nuovo soggetto riformista-rivoluzionario. A spanne, tiriamo giù la lista dei nomi dei volontari già predisposti al sacrificio: Alfredo D’Attore e i suoi compagni di recente fuga dal Pd, i deputati Carlo Galli e Vincenzo Folino, Sua Santità Laura Boldrini (sempre sia lodata), Nichi Vendola e il suo fedelissimo Nicola Fratoianni, Stefano Fassina (che qualcuno chiamava Fassyriza), Maurizio Landini (già corteggiato da Civati), Pippo Civati appunto (non appena capirà che  votare “Possibile” è missione impossibile), Sergio Cofferati, ex sindacalista, ex sindaco, ex Pd, ora in cerca di ricollocazione, il trionfale Ignazio Marino che il Pd non ricandiderebbe nemmeno se gli assicurassero una vittoria col 70% di consensi, la sua fedelissima Alessandra Cattoi, e poi la triade dei “vorrei ma non posso” Pierluigi Bersani, Roberto Speranza e Gianni Cuperlo, dissidenti dem vita natural durante, quelli che il Pd fa schifo ma ci resto, perché mi tengo stretta la poltrona, disposti magari un giorno a cambiare idea…

Eccoli gli eroi, quella sporca quindicina che – come nel quasi omonimo film – si prepara ad assaltare la fortezza di Renzi, ottenendo in cambio la gloria e la fama imperitura. Buona fortuna e hasta la victoria siempre (o almeno finché è “possibile”…).

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 6 novembre 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Quella sporca (e sinistra) quindicina

  1. Franco C. Rispondi

    6 novembre 2015 at 21:25

    Approposito di film, me ne vengono in mente altri… “L’ armata Brancaleone” oppure “Se tutto va bene siamo rovinati”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *