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Non vogliamo la pace

È tutto un #PrayForParis accompagnato da simboli pacifisti, insieme ai soliti distinguo sull'Islam e i terroristi. Ma il massacro parigino non ha bisogno (solo) di Ave Marie, né di politicamente corretto. Bisogna combattere perché il terrore si fermi, perché la pace non è mai gratis

Parigi, simbolo della pace#PrayForParis. Internet si costella di inni alla preghiera, pagine cariche d’umanità e vicinanza. Lì accanto fa capolino il simbolo della pace con all’interno stilizzata la Torre Eiffel, una bella mano, quella che l’ha tratteggiato. Mentre cresce di minuto in minuto la polemica sulla prima pagina di Libero: “Bastardi islamici” e la realizzi che stamani molti colleghi (e no) hanno decisamente le priorità invertite, se su tutte vince la fame d’un dibattito sull’etica del giornalismo nostrano. Che, per inciso, la prima del giornale di Belpietro è un urlo, alla Libero, più centrato di altri. Roba che quando il Manifesto ha piazzato la foto di un bimbo morto il prima – “Niente asilo” – nessuno ha fatto una piega. Ma questa è un’altra storia, che sa di partigianeria e ideologia, francamente stucchevole.

Torna e ritorna quel #PrayForParis, uniti per la pace, insieme alle antenne che si drizzano in attesa di eventuali slanci razzisti da condannare pubblicamente. E l’unica cosa che nessuno dice di colpo t’assesta un ceffone in volto: la pace non è gratis, non lo è mai stata e non le sono mai bastate le Ave Maria. Parigi ieri era pacifica, immensamente bella nella sua quotidianità, nelle sue periferie costellate di musulmani parigini non-terroristi, nel suo centro che non ti chiede in cosa credi ma prova a smerciarti libertà. Parigi era grandissima nel suo essere romanticamente fiera terra dei lumi. Eppure è stata violentata nella sua routine, nei luoghi delle nostre vite, nei ristoranti di cui ricordiamo il profumo, nel teatro di cui riconosci le sedute, allo stadio. Chi ha coscienza (e molti di quelli che straparlano non l’hanno) di cosa sia la guerra la rifugge. Orfani, esistenze maciullate, sangue, ogni genere di bassezza. Morte, in definitiva. Chiunque conosca la guerra la lotta, agogna un mondo che ne sia privo. Già, ma la pace non è gratis. Non lo è stata quando i parigini hanno lottato contro l’eccidio degli ebrei, quando hanno fatto quello che noi minuscoli italiani non siamo stati in grado di fare: rifiutato Hitler. Quando migliaia e migliaia di giovani americani morivano sulle spiagge di Normandia per liberarci da un cancro che l’Europa aveva figliato. Vogliamo l’invasione di terre lontane per sete di vendetta? Tutti gli islamici sono il male? Per Dio, no. Anche volendo ammettere la tesi che vuole l’Isis sia figlio pure di errori occidentali, che l’integralismo e l’estremismo islamico in generale siano stati anche potenziati da politiche a volte sbagliate, cosa che qualche intellò autolesionista cerca di smerciare come alibi e verità, rimane un dato incontrovertibile: oggi un pezzo di Islam è violento e non riconosce dialogo, non vuole dibattere con noi, trovare una quadra, vuole estinguere l’Occidente in favore di una sharia imperante. E per farlo sfonda i nostri confini, a casa sua sgozza bimbi a ripetizione, qui spara a centinaia di persone, annichilisce redazioni di giornali, sgretola ogni speranza di domani maciullando civili. Quell’Islam ci ha dichiarato guerra, una guerra che non conosce trincee ma innocenza sventrata.

Allora io non voglio pregare, non voglio farlo perché non conosco abbastanza la Fede per farlo. Non voglio pregare al prossimo attentato, non voglio pregare per le cene di giovani innamorati interrotte dai proiettili. Non voglio pregare se il Duomo di Milano salterà in aria, non voglio pregare per gli aerei caduti, non voglio pregare per le metropolitane insanguinate. Non voglio pregare per l’ennesimo sfregio a Parigi, come non volevo pregare per Madrid e Londra. Non voglio pregare se andrà come molti cinicamente auguranti dicono: il Giubileo si trasformerà in mucchi di cadaveri. Non voglio pregare perché voglio siano fermati prima, che esistano un modello e un finale migliore. Non voglio pregare per un’Occidente trivellato perché in quell’Occidente credo dannatamente, ché è l’angolo di civiltà che ha messo al centro l’uomo con tutti i suoi bisogni, i suoi sogni, le sue libertà. Non voglio pregare perché non voglio altri morti. E so che questo non sarà gratis, la pace non è mai gratis. Se ti dichiarano guerra e non inizi a difendere la pace, se non scegli che i tuoi civili non debbano poter essere maciullati avrai comunque la guerra, a un prezzo ben più caro. Oggi non prego, inizio a combattere, per avere la pace domani. Una pace che i morti di Parigi non hanno, che non può essere riversata sulle strade parigine ora. Una pace che va riguadagnata proprio in nome degli afflitti e di chi non intende divenir tale.

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di on 14 novembre 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a Non vogliamo la pace

  1. Maurizio Rispondi

    14 novembre 2015 at 15:57

    Che strano questo suo scrivere mi ricorda molto Fallaci,che profeta ragazzi,eppure non aveva veduto un attacco al l’occidente di tale barbarie.Neppure noi vogliamo pregare nessuno dopo,quando i nostri figli sono diventati bersaglio di gente che va stroncata con le armi.Si raggiunga un’unità d’intenti e ci si produca ,esercito alla mano,in un attacco senza fine se non alla fine di questi assassini.Grande articolo,brava!

  2. Francesco_P Rispondi

    14 novembre 2015 at 16:44

    La prima difesa è quella interna ed è una questione europea, oltre che di ogni singolo Paese. Ma l’Europa continua a rivelarsi nulla di fronte ai problemi seri, mentre i singoli Paesi tentennano, tranne rare eccezioni come la piccola Ungheria.

    Bisogna rendersi conto che non è possibile sconfiggere solo con qualche ipocrita frase di circostanza chi è determinato a procurare il massimo danno all’Europa per indebolirla e sottometterla. Servono dunque provvedimenti drastici per limitare la libertà di azione e di propaganda nei confronti dei jihadisti e per ricacciare indietro i clandestini.

    Se è vero che gli attentatori sono prevalentemente immigrati di seconda e terza generazione, vale a dire quelli “integrati” come affermano gli stupidi, è anche vero che l’immensa massa di clandestini che si sta riversando nella Penisola e lungo la Rotta balcanica rappresenta una massa di manovra di centinaia di migliaia di potenziali assassini. Bastano pochi imam e poche cellule terroristiche per fanatizzarli e organizzarli.

    Ci sono tante cose da fare e che non stanno facendo tanto l’UE quanto i capi delle singole nazioni europee.
    Soprattutto trovo allucinante il lassismo dei leader europei di fronte all’evidenza che continua da anni ed anni e che ieri notte ha raggiunto un nuovo apice.

  3. Emilia Rispondi

    14 novembre 2015 at 16:50

    Grande Libero!
    Niente marce per la pace. Bisogna mettergli paura! Chiamarli assassini e codardi.

  4. adriano Rispondi

    14 novembre 2015 at 17:18

    “…oggi un pezzo di Islam è violento…”Anche se fosse così,non è così.Qualsiasi sia l’analisi storica questi massacri derivano da una ideologia che nasce da lì.Se ci si vuole limitare a combattere contro questa nuova variante può essere meglio di niente a patto di scegliere la guerra vera.Altrimenti meglio lasciar perdere.Di guerre spacciate per missioni pacifiche ce ne sono abbastanza.Con la certezza però che,dopo averla vinta, il problema primitivo rimane e sarebbe solo rimandato alla prossima occasione.

  5. Francesco_P Rispondi

    14 novembre 2015 at 17:35

    A volte si fanno delle amare riflessioni, come in quest’articolo http://www.difesaonline.it/evidenza/editoriale/la-guerra-contro-il-terrorismo-forse-è-già-persa
    Io, nonostante non abbia statisticamente molti anni di fronte a me, voglio morire da uomo libero e non voglio neppure che i figli della mia generazione e quelli ancor più giovani debbano provare le torture e la schiavitù.
    REAGIRE, REAGIRE, REAGIRE, anche denunciando pubblicamente quei leader e quei partiti politici che continuano a negare l’evidenza per coltivare piccoli e innominabili interessi.

    • Milton Rispondi

      15 novembre 2015 at 10:02

      Grazie per questo ed altri commenti, e grazie per il link. Sono completamente in accordo con lei.

  6. Francesco' Rispondi

    14 novembre 2015 at 17:38

    Libero non sbaglia ed attiva coraggio che altri per vilta’ e non per saggezza non esprimono.Dare dei bastardi a degli assassini ignoranti e plagiati o a chi li sostiene o a chi con loro simpatizza ed in silenzio ne approva gli atteggiamenti non è peccato.Se il sentimento di rabbia che questi schifosi provocano ammazzando vite inermi e’ dir loro bastardi e’ pur sempre poca cosa.

  7. cerberus Rispondi

    14 novembre 2015 at 17:41

    La guerra è la politica portata all’estremo,se la parola non basta parlino le armi (con certa gentaglia non esiste dialogo).

  8. Marco Green Rispondi

    14 novembre 2015 at 19:35

    Papa DJ Francesco è andato in crisi perchè, ha dichiarato “tutto questo non è umano, non c’è giustificazione”.
    Eh certo: stavolta le vittime dei terroristi non avevano offeso la mamma di nessuno, mica se l’erano cercata come i “provocatori” di Charlie Hebdo…

  9. alberto Rispondi

    14 novembre 2015 at 21:01

    PrayforParis? Un bel piffero! Sangue chiama sangue. Contro le bestie ci vuole il napalm.

  10. scettico Rispondi

    14 novembre 2015 at 22:04

    Una soluzione semplice ed elegante per evitare tragedie come questa: liberalizzare il porto d’armi, come in America o in Finlandia.
    Perché la Dato non ne fa un cavallo di battaglia, invece di limitarsi a sparare vuota retorica di una banalità sconcertante?

  11. scettico Rispondi

    14 novembre 2015 at 22:55

    Strano: un secolo fa, quando i nostri anarco-terroristi mettevano a ferro e fuoco l’America, nessuno americano sano di mente suggeriva di dichiarare “guerra” all’Italia. Il governo americano si limitava a catturare, processare e giustiziare gli assassini. Forse, un buon esempio da seguire? Ma no, al giorno d’oggi è vana speranza…

    • gl lombardi-cerri Rispondi

      15 novembre 2015 at 06:51

      Ma che anarco-terroristi : quattro sfigati !
      Ma quale ferro e fuoco ?
      Mai darsi l’importanza che non si ha !

  12. renato della "GENS SALLUSTIA" Rispondi

    15 novembre 2015 at 12:02

    dieci, cento, mille Guantanamo. gli USA i terroristi li mandano in campo di concentramento e gli raddrizzano la schiena, noi li accogliamo in hotel a 5 stelle. spero vivamente che gli USA si sveglino e lancino un paio di bombe atomiche intelligenti sul califfato.

  13. SiDai Rispondi

    15 novembre 2015 at 13:43

    La veneziana concittadina italiana e Veneta è morta.
    I responsabili sono molti, amici e morali…

  14. Dario Rispondi

    15 novembre 2015 at 13:44

    Invece di scrivere minchiate da bar, come quelle di scettico, leggetevi e rileggetevi l’articolo linkato da Francesco_P, che coglie perfettamente la situazione

    • scettico Rispondi

      16 novembre 2015 at 13:35

      Se armare legalmente i cittadini è una minchiata da bar, va bene. Rimaniamo dentro quel bar. Vietato entrare a cani e Dario.

  15. aquilone Rispondi

    16 novembre 2015 at 09:37

    Spero che l’occidente si renda conto che venerdì scorso c’è stata una nuova pearl harbour

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