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Né con Erdogan né con Putin

Un caccia turco abbatte un cacciabombardiere russo: venti di guerra. E da un lato abbiamo un autocrate che tiene un rapporto ambiguo con l'Isis e reprime i curdi, dall'altra un autocrate che invade i Paesi vicini e provoca la Nato. Brutto momento, per il mondo libero...

putinQuesta mattina, ci siamo svegliati con un dramma che pone il dilemma morale peggiore immaginabile. Ci siamo svegliati quando un caccia F-16 turco ha abbattuto un cacciabombardiere russo Sukhoi Su-24. Dei due uomini di equipaggio, uno è morto e l’altro è disperso, probabilmente nelle mani di milizie ribelli siriane. Non si tratta di un incidente militare qualunque. È la prima volta dal 1950 che un aereo di Mosca viene abbattuto dall’aviazione di un paese membro della Nato. Né si può minimizzare da un punto di vista politico: non si è trattato del gesto impulsivo di un pilota turco nervoso, perché il lancio dei missili è stato autorizzato dal premier Ahmet Davutoglu in persona. Secondo il governo di Ankara si è trattato di un’azione di legittima difesa: l’aereo russo avrebbe violato lo spazio aereo turco, non ha risposto a “numerosi avvisi” e quindi è stato colpito. L’esecutivo turco non nega, non nasconde, non minimizza: «Non è stata un’azione contro un Paese specifico: i nostri F-16 hanno preso le misure necessarie per difendere la sovranità territoriale», recita il comunicato ufficiale delle forze armate. Da parte russa, dopo l’incertezza delle prime ore (quando si parlava ancora di un abbattimento sui cieli della Siria ad opera di milizie ribelli), le parole di condanna sono durissime. Per Putin, questa è una «pugnalata alle spalle da complici dei terroristi, che avrà serie conseguenze nelle relazioni con la Turchia». Secondo la versione ufficiale russa, l’Su-24 non avrebbe mai violato lo spazio aereo turco, dunque il suo abbattimento rappresenterebbe un atto di pirateria dell’aria.

Sia il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che quello russo Vladimir Putin hanno convocato d’urgenza riunioni con i rispettivi consigli di sicurezza. Mentre questo articolo va online, dovrebbero iniziare le riunioni straordinarie del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e del Consiglio Atlantico (Nato), convocati dalla Turchia. È ancora troppo presto per prevedere quali saranno gli sviluppi di questa crisi militare improvvisa e imprevista. Ed è anche meglio non farle, per evitare di peccare di allarmismo da un lato, o di sottovalutazione del pericolo dall’altro. Dobbiamo però aver ben chiara in mente la dinamica: lo “zar” del Cremlino si è scontrato con il “sultano” turco. Si tratta di un conflitto di personalità forti, caratterizzate da un ego smisurato, che non si risolverà tanto presto. E tutti noi, in quanto cittadini di un paese membro della Nato, ne siamo purtroppo coinvolti.

È già possibile da adesso notare con quanta leggerezza i due “uomini forti” siano scivolati nell’incidente più grave dalla fine della Guerra Fredda. La Turchia avrebbe potuto evitare questa tragedia? Sì. Perché ci sono già stati casi di sorvolo dello spazio aereo della Nato da parte di aerei russi, nel Baltico soprattutto. Non è passato molto tempo, anche, da quando aerei russi hanno provocato una portaerei americana nel Mar del Giappone. Nonostante tutto, a nessuno è mai venuto in mente di abbattere un aereo russo, se non altro perché si sa che nessun singolo velivolo militare ha intenzione, in un contesto di crisi ma non di guerra, di lanciare missili su bersagli Nato. La reazione turca è stata un’affermazione di forza, uno scatto di orgoglio di cui si poteva, francamente, fare a meno. Dall’altra parte della barricata, i russi potevano evitare di provocare la Turchia? Certamente sì. Difficile pensare che i turchi abbiano abbattuto un aereo fuori dal loro confine: si tratta di una frontiera comune della Nato, attentamente monitorata, in cui ogni azione è registrata e documentata. Non sarebbe possibile, da parte di Ankara, nascondere a lungo un atto di “pirateria dell’aria”, specie se le sue conseguenze sono così immediatamente pesanti. Dando per buona almeno la tesi turca dello sconfinamento, dunque, da parte russa si è peccato di arroganza per l’ennesima volta. A Mosca erano abituati, evidentemente, ad agire impunemente sui cieli degli avversari, non prevedevano che un paese Nato potesse rispondere con la forza.

È anche possibile constatare quanto Erdogan e Putin abbiano entrambi agito contro i loro stessi interessi più vitali. La Turchia stava firmando contratti per importare gas dalla Russia. La Russia dipende dagli Stretti per mandare uomini e materiali in Siria e per difendere il Mar Nero. Tutto il resto della Nato non ha alcun interesse a farsi trascinare in una possibile guerra al fianco della Turchia, proprio quando aveva trovato un modus operandi con Mosca contro un nemico comune, contro l’Isis, all’indomani della strage di Parigi. E quale atroce scelta si presenta agli occhi della nostra opinione pubblica! È il dilemma morale peggiore immaginabile, per chiunque abbia a cuore il mondo libero. Dobbiamo morire per Ankara, dopo i fischi allo stadio di Istanbul contro i morti di Parigi? Dopo due anni di rapporto ambiguo fra Turchia e Isis? Dopo che i turchi hanno lasciato morire Kobane per mano dell’Isis? Dopo le stragi di Suruc e Ankara? Dopo che Erdogan si è comportato con gli oppositori con metodi da autocrate (la repressione di Gezi Park, la censura sulla stampa, gli arresti di giornalisti, le chiusure arbitrarie di emittenti dell’opposizione)? Dopo tutto questo, noi dovremmo stare con Erdogan, prepararci a morire per Ankara? O dobbiamo morire per Mosca? Dopo lo sterminio dei ceceni? Dopo l’invasione della Georgia? Dopo l’occupazione della Crimea? Dopo l’invasione mai dichiarata di un pezzo d’Europa quale è l’Ucraina? Dopo le innumerevoli minacce e provocazioni contro la Nato? Dopo la repressione del dissenso da parte di Putin (di cui l’omicidio Nemtsov è solo l’ultima goccia)? Dopo tutto questo dovremmo per caso disertare la Nato e stare con Putin? A voi la scelta.

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di on 24 novembre 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

29 commenti a Né con Erdogan né con Putin

  1. yona Rispondi

    24 novembre 2015 at 17:39

    non era imprevisto..far uscire la turchia dalla nato?

  2. Alfonso Rispondi

    24 novembre 2015 at 17:46

    Erdogan dev’essere assassinato!

  3. adriano Rispondi

    24 novembre 2015 at 18:00

    “A voi la scelta.”No,la scelta la deve fare anche lei e riguarda chi si riconosce per nemico.Dalle sue parole pare di capire che lei sia equidistante.E’ comodo ma non si può.Lasciamo perdere le solite polemiche inconcludenti sullo “zar” e sul “sultano”.Qui si tratta dell’abbattimento di un aereo che non si doveva fare e basta.E’ un atto di guerra nei confronti di un paese che ,a parole ,ne sta combattendo una che dovrebbe essere comune.Evidentemente non è così e personalmente non sono con chi è parente di quelli che minacciano di massacrarci.Putin avrà tanti difetti ma non la lingua biforcuta ed io sto con lui.

    • eugeniomario Rispondi

      24 novembre 2015 at 18:47

      Secondo me il sig. Magni non e’ necessariamente equidistante: ha guardato le cose col binocolo e ce le ha raccontate come si vedono.

      Poteva aggiungere dieci righe per proclamare la sua scelta ma non era il caso, ne’ tantomeno ci chiede di scegliere… dato che la sua chiusura e’ un pro-forma.

      E’ noto che i Russi sconfinano e che vengono tollerati: se bisognava dirgli di non farlo piu’ dovevamo dirglielo proprio in questa maniera.

      Chiunque altro della Nato avrebbe significato la guerra pure coi Russi ma se gli spara la Turchia allora i Russi devono fare ben altri calcoli …e la Nato l’annuseranno ma non la toccano.

      Bisognava dirglielo con (questa) massima prudenza, visto che siamo in guerra con quegli altri e quindi i Russi o scelgono (loro devono scegliere non noi) oppure devono lasciarcela fare senza che loro facciano la gimkana tra i nostri aeroplani gia’ carichi di esplosivi.

      Se vogliono scherarsi con noi lo dicano pure: siamo tutt’orecchi.

      Dopo (solo dopo) forse potranno tornare a scorazzare impunemente nel nostro spazio aereo senza che la torre di controllo debba mandargli qualcuno a sparargli addosso: aprissero la radio (in inglese) ed ascoltassero quel che gli dice il controllore del traffico aereo.

      Come fanno tutti i nostri aerei, ivi gia’ compresi quelli Turqi.

  4. Franco C. Rispondi

    24 novembre 2015 at 18:22

    Io sto con Putin!
    La Russia non ha nessuna intenzione di invaderci, mentre la turchia lo sta già facendo inviando in europa migliaia e migliaia di islamici e finanziando i terroristi che prima o poi di sicuro faranno qualche attentato anche a casa nostra.

  5. Luigi Rispondi

    24 novembre 2015 at 18:26

    Dando per buona almeno la tesi turca dello sconfinamento:

    Considerando la velocità del caccia che in quel momento stava andando a circa 600 mph – poco meno di mille chilometri orari – l’incursione sul territorio turco sarebbe durata meno di 15 secondi. La Turchia sostiene di aver avvertito per 10 volte i russi. Ma con queste tempistiche sembra proprio impossibile.

    A voi la scelta.

  6. Arcroyal Rispondi

    24 novembre 2015 at 21:27

    W Putin!

  7. maboba Rispondi

    24 novembre 2015 at 22:19

    Un autocrate che “invade” i paesi vicini e provoca la NATO? Ma che film ha visto l’autore? In Ucraina un colpo di mano di piazza elimina un governo liberamente eletto (filorusso, ma legittimo). In Crimea sarebbe avvenuta un’invasione! Mai vista un’invasione senza spargimento di sangue. Mica sarà che gli abitanti della Crimea fossero d’accordo? Dove viene messo il principio di autodeterminazione dei popoli? per quella del Kossovo abbiamo bombardato Belgrado! Semmai è stat la NATO a provocare la Russia. Immaginati se la Russia volesse mettere basi in Messico, come vuol fare la NATO ai confini della Russia! Altro che crisi di Cuba.
    Questa ossessione anti Putin fa un pessimo servizio all’autore e lo porta ad essere equidistante con Erdogan! Il nostro interesse di Italiani ed Europei è questa equidistanza? Se così è siamo alla frutta.

  8. Arcroyal Rispondi

    25 novembre 2015 at 02:02

    Io sto con l’F-16. E’da quarant’anni che solca i cieli, ma continua a fare fottutamente bene il suo lavoro. Uno dei tanti straordinari successi dell’industria aereonautica americana.

    I filorussi che affollano l’Intraprendente mi fanno sempre più tenerezza. Sono convinti che i russi riescano a risolvere la guerra in Siria. Storicamente i russi sono stati quasi sempre solo bravi a difendere il suolo della madrepatria. Appena si allontanano dalla Santa Madre Russia, collezionano disastri su disastri. Da Tsushima nel 1905 in avanti, passando per i Laghi Masuri, le guerre africane degli anni settanta del secolo scorso in Etiopia, Namibia e Angola, lo Yom Kippur nel 1973, l’Afghanistan negli anni ottanta, una serie di batoste e brutte figure da far impallidire il ritiro americano dall’Indocina. La Grande Guerra patriottica contro il nazismo è stato un mito molto ben costruito anche grazie a troppi occidentali compiacenti, ma ormai riesce a nascondere le enormi lacune dimostrate prima, dopo e persino durante la seconda guerra mondiale solo a chi ha gli occhi foderati con il caviale del Volga.

    Come si faccia a mandare un bombardiere come il Sukhoi ad operare nelle vicinanze del confine turco senza qualche caccia di scorta dimostra ancora una volta la loro faciloneria mista ad arroganza. Gli angloamericani hanno condotto negli ultimi quindici anni centinaia di missioni aeree ai confini dell’Iran ( e a volte persino all’interno ). Non ricordo un solo aereo abbattuto. Non è che i nazisti persiani non ci abbiamo provato, ma l’USAF e la RAF ( e la IAF, l’Israeli Air Force ) sono anni luce davanti a chiunque su questo pianeta. L’aviazione russa è invece soprattutto famosa per gli schianti al suolo.

    Mancano meno di 12 mesi alle elezioni presidenziali. Speriamo che la Divina Provvidenza ridia all’Occidente un Imperatore degno di questo nome. Senza le flotte e gli eserciti angloamericani la Civiltà occidentale è semplicemente perduta.

    PS All’imbecille che ha usato il mio nickname per esaltare il suo zar, una parola sola: fottiti.
    A tutti gli altri: ovviamente quello del commento delle 21:27 non sono io. Mai riuscito a scrivere un commento di sole 2 parole. La sintesi non è certo il mio forte.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      25 novembre 2015 at 02:26

      Caro Arcroyal, una buona notizia questo suo ritorno “autentico”. Mi ero cominciato a preoccupare… A presto!

    • Dario Rispondi

      25 novembre 2015 at 10:40

      Caro Arcroyal, lei e’ un mito!

  9. Diana Rispondi

    25 novembre 2015 at 10:13

    Le priorità sono altre. Non perdiamo di vista il primo obiettivo: far sì che l’Isis diventi solo un doloroso ricordo e monito per il futuro. Non possiamo concederci il lusso di un’Europa destabilizzata e divisa più di quanto già non sia. Una guerra in corso c’è già, non che l’Italia lo ammetta, ma di fatto saremmo un tantino occupati coi terroristi. Non scelgo fra i due, non scelgo se ammalarmi di morbillo o di varicella, anzi imporrei ai due signori di mettersi tranquilli entrambi e, visto che l’Autore lo chiede, di sicuro non muoio né per l’uno né per l’altro: dovessi morire, sceglierei una causa un po’ più alta. Rimane il fatto che, secondo me, far guerra alla Russia perché la Turchia di Erdogan è un “Paese della Nato”, sarebbe la motivazione più stupida in assoluto: Erdogan condivide i valori basilari della Nato quanto Putin, le è tanto affezionato quanto io alla matematica, a parole ritengo si possa capirla.

  10. geometra 67 Rispondi

    25 novembre 2015 at 11:02

    Caro Arcroyal fino a quando il comandante in capo degli F-16 americani sarà Obama (il peggior presidente USA di sempre)anche il sottoscritto tifa Putin,e se le farò tenerezza pazienza!

  11. Lisa Rispondi

    25 novembre 2015 at 12:49

    Non mi piace Putin, i motivi sono tanti, incluso quello della sua alleanza con gli Ayatollah. Ma la Russia, nonostante tutto, è Europa. I russi sono occidentali. Io sto con gli occidentali e sicuramente meglio morire russi che islamisti.

  12. cecco61 Rispondi

    25 novembre 2015 at 13:16

    Pessimo articolo. Chiediamoci invece se uno sconfinamento di 17 secondi vale una guerra? E l’aereo sovietico, per ammissione degli stessi tuchi, è stato abbattuto nello spazio aereo siriano. E dove sta l’invasione della Crimea? Sempre stata russa, abitata da russi e assegnata all’Ucraina di fatto solo in via amministrativa? Mi spieghi perché l’autodeterminazione dei popoli va bene solo quando ci fa comodo?
    Nessuno pensa che la Russia lo faccia per amore verso il mondo ma almeno parla chiaro: appoggia Assad e vuole mantenere il controllo su quella regione. Punto.
    Tutto il buonismo dell’abbronzato e di tutti i presunti democratici nostrani a cosa mira? Ad oggi hanno causato più morti di due guerre del golfo e hanno distrutto intere economie. La lotta al terrorismo è di mera facciata, più interessati a difendere e proteggere le dittature della penisola arabica, seppur ben peggiori di quella alawita siriana. Il nuovo califfo Erdogan è inviperito per le autocisterne distrutte dai russi: dove compra ora il petrolio a costo zero? Patetica la difesa dei turcomanni che combattono fianco a fianco con Al-Nusra (Al-Quaeda siriana).
    Ed è fuori discussione che, se al posto di Hussein Obama, ci fosse stato ancora un Bush, oggi tutto il nordafrica e il Mediooriente sarebbero sicuramente più tranquilli, non staremmo qui a parlare di crisi ucraina, non dovremmo piangere i nostri morti in Tunisia e in Francia, e l’Italia starebbe ancora esportando in Russia 4 miliardi di euro all’anno di prodotti agricoli.

    • Arcroyal Rispondi

      25 novembre 2015 at 16:36

      Cecco61, l’uomo dei 17 secondi cronometrati. Senti, caro, mi fai leggere un tuo commento in cui dimostri uguale fervore per il Phantom F4 turco abbattuto nel giugno del 2012 a 13 miglia dalla costa, quindi in acque internazionali, dalla contraerea siriana, ma di fabbricazione russa e probabilmente con i soliti ‘consiglieri’ russi ai comandi? Dei 2 piloti turchi pare non siano mai stati ritrovati neppure i corpi. Anche allora ponesti tante rabbiose domande ai putiniani che ci affliggono da mane a sera con il loro tifo da stadio da deficienti?

      • cecco61 Rispondi

        25 novembre 2015 at 19:13

        I 17 secondi sono stati dichiarati dai turchi, non dal sottoscritto. Sempre i turchi hanno mostrato le tracce radar con il punto, in territorio siriano, dove è stato colpito l’aereo russo. Quindi, se proprio, chi è causa del suo mal pianga sé stesso. I turchi potevano benissimo mostrare tracce radar diverse, artefatte, e almeno salvare la faccia. (della serie: se fai una stronzata, almeno falla bene).
        Se mi hai letto tutto avrai pure visto che rimpiango i due Bush ritenendo, il sottoscritto, più che giustificate le due guerre del golfo (ancorché di mera ritorsione o vendetta che dir si voglia)e ben felice di avere basi americane in Italia visto che, se qualcuno dovesse attaccarci, ho molti dubbi sull’efficenza del nostro esercito (anche se, forse, l’incapacità è di chi, politico, lo comanda più che dei soldati stessi).
        Detto questo, valutiamo serenamente, e senza pregiudizi, la politica estera dell’abbronzato americano e del suo braccio destro, quella Hillary Clinton che dovrebbe pure succedergli: ti sarei grato se sapessi indicarmi qualcosa di giusto fatto negli ultimi sette anni. Ti ringrazio anticipatamente se mi illuminassi nel merito.
        Aggiungo che la definizione di Obama, come il peggior Presidente americano degli ultimi 70 anni, è stata ormai ripetuta da diverse persone, tra cui un ex-ministro della Difesa.
        Cordialmente
        Cecco61

      • cecco61 Rispondi

        25 novembre 2015 at 20:14

        @ Acroyal. Un ultimo appunto ancorché non inerente alla discussione in atto. Senza nulla togliere alcunché agli F-16 io personalmente, ero innamorato dei Gatti Tom ancorché oggi ormai non più in dotazione alla Marina americana. Dicono che ne restino in attività solo 20-25 esemplari in dotazione all’Iran (dati internet quindi non so se attendibili o meno).
        Saluti

        • Arcroyal Rispondi

          26 novembre 2015 at 14:27

          Cit. “I 17 secondi sono stati dichiarati dai turchi, non dal sottoscritto”

          Se si sommassero i secondi di sconfinamento delle ultime settimane nello spazio aereo turco da parte dei russi sarebbero probabilmente ore. Comunque la mia ironia andava a questa precisione certosina – non solo tua, evidentemente….la rete è invasa da precisini che hanno già ridotto i 17 secondi a 9. Quasi si volesse di dettaglio in dettaglio far dimenticare una piccola, modesta verità che è emersa chiaramente e che conferma quanto denunciato dagli Stati Uniti e dalla NATO nonché da numerosi analisti seri – il tutto beninteso liquidato dai putiniani come propaganda – e cioè che la Russia continua ad attaccare più i ribelli anti-Assad che l’ISIS. Nella zona dove è stato abbattuto il Sukhoi il Califfato non ha neanche 1 tenda. E’invece un territorio abitato da popolazioni turcomanne, strettamente imparentate con i turchi che – guarda un po’ – li difendono dai massacri orditi dai macellai di Damasco e dai loro alleati russi e iraniani. Non mi risulta che al Bataclan o a Charlie Hebdo ci fossero i turcomanni. Da quelle zone passano invece le linee di rifornimento ribelli che arrivano fino ad Aleppo, la seconda città della Siria, obiettivo dell’offensiva lanciata dall’Asse russo-scita. L’ISIS con il suo corredo di mostruosità non ha provocato neanche lontanamente il numero di morti che gli Assad hanno inflitto al loro popolo dal 2011 ( per non parlare di quelli trucidati dal 1970 ), e non si capisce quindi il motivo per cui la NATO e la Turchia in particolare dovrebbero permettere l’annientamento di chi, giustamente, senza spargere terrorismo per il mondo, cerca di liberarsi di una feroce dittatura.

          Cit. “…ben felice di avere basi americane in Italia visto che, se qualcuno dovesse attaccarci, ho molti dubbi sull’efficenza del nostro esercito (anche se, forse, l’incapacità è di chi, politico, lo comanda più che dei soldati stessi)”

          Credo che l’esercito italiano, che già non godeva di una gran reputazione, sia stato definitivamente rovinato dall’ideologia pacifista di stretta matrice comunista e cattolica che ha allevato generazioni di nostri militari nella convinzione di essere una via di mezzo tra le crocerossine e i carabinieri di paese, e li hanno così resi inutili a qualunque impiego bellico serio. Tanto per non dare ogni colpa ai sinistri al potere, già la faccenda di Nassiriya nel 2003 aveva dimostrato la nostra totale inadeguatezza ‘ideologica’ ad operare in zone di guerra. Logica conseguenza di un clima culturale che respinge non solo il concetto, ma persino la parola ‘guerra’. Come se il fatto di non parlare mai di cancro o il rifiutarlo ogni giorno tramite atto di fede, lo facesse scomparire d’incanto. Comunque sono ormai giunto alla conclusione che la cosa migliore sarebbe sciogliere esercito, marina e aviazione, e girare i soldi risparmiati agli Stati Uniti che già di loro, da 70 anni, garantiscono in maniera eccellente la nostra sicurezza. Con l’unica clausola di permettere agli italiani che vogliono intraprendere il mestiere delle armi l’ingresso nelle forze armate statunitensi. Con la doppia cittadinanza garantita dopo un congruo numero di anni di servizio.

          Cit. “Detto questo, valutiamo serenamente, e senza pregiudizi, la politica estera dell’abbronzato americano e del suo braccio destro, quella Hillary Clinton che dovrebbe pure succedergli: ti sarei grato se sapessi indicarmi qualcosa di giusto fatto negli ultimi sette anni”

          Oh per la carità…caschi male. Ogni volta che vedo apparire Obama mi torna in mente il ritiro dall’Iraq del 2011, 8 anni di sforzi immani buttati via così, per fare contenti i salotti liberal dell’East Coast e il New York Times. Mi sale tanto sangue agli occhi che anche avesse mai combinato qualcosa di buono, non lo riuscirei a vedere. Detto questo, però, right or wrong, sono gli Stati Uniti d’America, è l’Alleanza Atlantica, Barack Obama è pessimo ma è il presidente della più grande democrazia della storia, il paese dove vivono e prosperano milioni di italiani e di loro discendenti, il migliore amico e alleato che l’Italia abbia mai avuto. Quando si inizia a sparare – e dall’altra parte è appena il caso di ricordarlo ci sono Putin, gli Assad, i comunisti cinesi e nordcoreani, ecc. ecc. – corro a schierarmi con lui e l’America e gli alleati dell’America senza neanche un attimo di esitazione.

          Cit. “Aggiungo che la definizione di Obama, come il peggior Presidente americano degli ultimi 70 anni, è stata ormai ripetuta da diverse persone, tra cui un ex-ministro della Difesa”

          Passano gli anni, ma la convinzione che il presidente in carica sia sempre il peggio continua a riscuotere grande successo. Ieri a sinistra con i vari Nixon, Reagan e Bush, oggi a destra con Obama. Forse prima di formulare un giudizio storico definitivo bisognerebbe aspettare almeno qualche anno e vedere le conseguenze di una presidenza. Gli esperti, quelli veri, quelli che non si fanno prendere troppo dalla furia del momento, asseriscono che i disastri combinati da Jimmy Carter tra il 1978 e il 1979 siano difficilmente eguagliabili. Essere riusciti a trasformare la Persia da miglior alleato dell’Occidente in Medio Oriente in una minaccia mortale conferisce a Jimmy l’Oscar dell’imbecillità in saecula saeculorum. Personalmente ho anche maturato un giudizio molto, ma molto negativo della presidenza Kennedy, tanto amata dalla sinistra europea ed americana. L’aver abbandonato al loro destino i patrioti cubani nella Baia dei Porci e aver così condannato Cuba a mezzo secolo di dittatura feroce è alto tradimento. Alto tradimento della missione dell’America, del suo ‘destino manifesto’, e cioè diffondere in ogni angolo di questo pianeta, anche con la forza delle armi, le sue leggi e le sue istituzioni.

          Cit. “ero innamorato dei Gatti Tom ancorché oggi ormai non più in dotazione alla Marina americana. Dicono che ne restino in attività solo 20-25 esemplari in dotazione all’Iran (dati internet quindi non so se attendibili o meno)”

          Sì, l’aereo di Top gun è stato il più amato proprio grazie al film con Tom Cruise che l’ha reso famoso in tutto il mondo. Purtroppo, come hai ben detto tu, ha perso molto del suo fascino dopo che è stato mandato in pensione e si è constatato che alcuni esemplari ancora in servizio attivo appartegono all’aviazione iraniana. Ci sono in giro foto che mostrano 2 Tomcat che scortano bombardieri russi sui cieli della Siria. L’oltraggio definitivo ad un mito.

          Comunque ti chiedo scusa per il tono aspro del primo commento. Mi sto proprio cominciando a stancare di vedere sul radar dell’Intraprendente i tracciati di tutti questi commenti filorussi in volo verso il nulla, tranne il soddisfacimento di un bisogno patologico di un capo, di un duce dalle pose maschie. Avevo innescato l’antiaerea e ci sei finito pure di mezzo tu che c’entri poco con i putiniani ‘de Noantri’.

  13. adriano Rispondi

    25 novembre 2015 at 13:56

    “Nè con Erdogan nè con Putin.”Naturalmente è superfluo ma invito la direzione e l’estensore dell’articolo a leggere quanto attribuito a quel pericoloso anti americano di Luttwak su Libero on line.Per chi ha grandi certezze e non perde occasione per ribadirle, riporto il finale.”Ankara ha reso lo stato islamico potente.Ora la Nato la deve mettere alla porta.Meglio averla come nemica che come alleata, a questo punto.”

    • Arcroyal Rispondi

      25 novembre 2015 at 16:19

      Se fosse dipeso da Luttwak Saddam Hussein sarebbe ancora in circolazione. E sicuramente il Medio oriente sarebbe messo peggio. Pensiamo solo ai curdi che oggi hanno almeno un posto, il nord dell’Iraq, dove stare al sicuro e che per questo, per riconoscenza di quanto fatto dagli angloamericani nel 2003, stanno battendosi come leoni contro i tagliagole al posto nostro.

      E’appena il caso di aggiungere che la Russia è lì a sostenere gli Assad, una famiglia di macellai che in 45 anni ha seminato il Medio oriente di centinaia di migliaia di morti. E se vincono loro la Siria ritorna ad essere un avamposto della Repubblica islamica dell’Iran, lo stato canaglia che dallo Yemen alle coste del Mediterraneo rappresenta dal 1979 la peggiore minaccia alla stabilità del Medio Oriente. Per sconfiggere l’Isis ad un Imperatore americano basta richiamare in servizio David Petraeus e il suo ‘Surge’: in 6-12 mesi lo fa fuori come aveva fatto fuori Al Qaeda in Iraq prima del 2011. Per eliminare la minaccia rappresentata dall’Iran e dagli ayatollah atomici ci vuole ben altro, purtroppo. Qui non si tratta neppure della solita scelta tra Urss e Terzo Reich. Grazie alla Russia di Putin i nazisti iraniani sono sul punto di conseguire la bomba atomica. I tagliagole dell’Isis sono al livello dei bolscevichi alle porte di Varsavia nel 1920. Bastarono il Maresciallo Pilsudski e qualche reggimento di valorosi polacchi per farli scappare con la coda tra le gambe.

  14. maboba Rispondi

    25 novembre 2015 at 13:58

    D’accordo con geometra 67 e Lisa.
    Torno sull’argomrnto Erdogan.
    Dalla Reuters:
    «Many, if not most, of the estimated 15,000-20,000 foreign fighters to have joined Islamic State (Isis) have first flown into Istanbul or Adana, or arrived by ferry along its Mediterranean coast.»
    «The steady stream of foreigners who passed through Hatay and Gaziantep made little effort to remain discreet, gathering regularly in local hotels, coffee shops and bus stations. European diplomats alarmed by the gathering threat concluded that the Turkish leadership was sympathetic to conservative Islamists travelling to fight Assad»

    Abbiamo un membro della NATO che favorisce e collabora con l’Is che fa attentati e minaccia altri poaesi della NATO. Obama e USA non ne sanno niente?
    Mettere a confronto Turchia e Russia è da masochisti e obamiani, altro che Bush.

  15. Beppe Rispondi

    25 novembre 2015 at 15:02

    Ci vorrebbe un bel golpe come quello del 1980 in Turchia.

  16. Arcroyal Rispondi

    25 novembre 2015 at 16:04

    Mi raccomando. Continuate imperterriti a tramandare la gloriosa tradizione italica dello stare in un’Alleanza mentre si fa il tifo per i suoi nemici. E’da 70 anni che siamo alleati degli Stati Uniti e da quasi altrettanti membri della NATO. E’ stato il più lungo periodo di pace e di benessere da quando esiste l’Italia.

    Non è una semplice alleanza politico-militare come ce ne sono state tante in passato, ma è pure una condivisione profonda di storia e valori. Se non vi bastano la musica, i film, i libri e i videogiochi che inondano le nostre case, è sufficiente che vi andiate a leggere i nomi degli appartenenti al Dipartimento di Polizia e ai pompieri di New York, le centinaia di cognomi di italo-americani morti sulle Twin Towers, per capire che l’America siete anche voi.

    Quando imparerete che se vedete un F-16 solcare il cielo, c’è solo da gioire perchè in quell’aereo meraviglioso è racchiuso tutto il nostro mondo e la nostra Civiltà, non sarà mai troppo tardi. Poi, certo, se sulla poltrona della Casa Bianca ci fosse un vero Imperatore e non un politicante dell’Illinois, a quest’ora, dopo aver consigliato a Putin di smetterla una buona volta di fare il bullo, avrebbe messo la museruola al sultano e ai suoi giannizzeri. La Turchia senza le generose forniture militari americane la guerra allo zar sarebbe costretta a farla con gli aeroplanini di carta.

  17. adriano Rispondi

    26 novembre 2015 at 08:03

    Quando si sostituisce la razionalità con la fede si corre il rischio di separarsi dalla realtà.Vale per quella sugli F16 e per quella di Allah.Nessuno mette in discussione la Nato,qualcuno preferirebbe avere la Russia al posto della Turchia.Rifiutare il confronto con chi propone una allenza per un nemico che dovrebbe essere comune è illogico.La priorità non è Assad ma l’Isis.All’illusione di “esportare” la democrazia nei paesi islamici sarebbe meglio sostituire quella realizzabile di completarla a Mosca.Luttwak ha ragione anche quando dice che i paesi islamici vanno lasciati nel loro brodo,fino a quando non tracima,aggiungo io.I Curdi e la loro speranza di avere uno stato sono l’unico aspetto positivo dell’intervento in Irak.Si trovano però in una guerra difficile da vincere.Auguri di poterlo fare e anche al resto del paese trasformato in macelleria.Le soluzioni di Petraeus servono a niente se non risultano permanenti.Il problema da risolvere è portare il primato della politica sulla religione dove non c’è.Gli USA hanno garantito la libertà e contemporaneamente fatto i loro interessi.Quando questi non coincidono con i nostri sorge un problema.Vale per la crisi finanziaria di cui,fra tassi negativi e strumenti finanziari che funzionano alla rovescia,non si vede la fine.Vale per la questione islamica che non sarà risolta fino a quando non si separa Cesare da Dio.Alla fine sulle polemiche inutili deciderà la storia e la buonafede nell’interpretarne i risultati.

    • Arcroyal Rispondi

      26 novembre 2015 at 16:22

      Cit. “Quando si sostituisce la razionalità con la fede si corre il rischio di separarsi dalla realtà.Vale per quella sugli F16 e per quella di Allah.”

      L’hai detta bene. E’in corso una guerra tra fedi. C’è chi crede in Putin. Chi crede in Allah. Chi crede nell’F-16. L’F-16 vince sempre perchè prima o poi tira giù i primi due come pere marce dall’albero.

      Cit. “Nessuno mette in discussione la Nato, qualcuno preferirebbe avere la Russia al posto della Turchia”

      Sì, va bene, però sarebbe anche carino ricordarsi che della Turchia siamo alleati da decenni mentre la Russia ha rappresentato per quasi un secolo il Nemico. Agli eredi di Machiavelli nonché amanti appassionati delle cupole del Cremlino dovrebbe ogni tanto venire in mente che senza le basi aeree turche si consegna mezzo Medio Oriente all’Iran o all’ISIS ( i russi hanno già dimostrato di essere troppo casinisti e pasticcioni per durare da quelle parti per molto tempo ).

      Cit. “Rifiutare il confronto con chi propone una allenza per un nemico che dovrebbe essere comune è illogico”

      No, non è illogico, se chi propone l’alleanza è più pericoloso di uno scorpione del deserto. Se alla fine del 1944 la Germania avesse proposto agli angloamericani di far fronte comune contro Stalin, sarebbe stato illogico rifiutare?

      Cit. “La priorità non è Assad ma l’Isis”

      Questo lo sostenete tu e la propaganda in arrivo da Mosca e da Teheran, ripresa da diversi fuori-di-testa nostrani. Gli Assad hanno ammazzato molta, ma molta più gente e commesso molti, ma molti più crimini dell’ISIS. Dietro agli Assad poi ci sono gli ayatollah atomici, e quelli per una serie infinita di ragioni che non è neppure il caso di spiegare ancora visto che questo giornale ne parla quasi ogni giorno, devono essere spazzati via ad ogni costo. Quindi prima gli Assad fanno le valigie ( giustizia vorrebbe che facessero la fine di Saddam e di Gheddafi, ma se se ne vanno in esilio a Mosca per il momento va bene lo stesso ), poi dopo ci si occupa dei tagliagole del Califfato. Il processo inverso, cioè l’eliminazione dell’ISIS prima che il regime di Assad sia abbattuto, pone il grave problema di chi andrebbe al posto dell’ISIS, di chi occuperebbe quello spazio vuoto tra Ramadi e Racca. I candidati più probabili sono i pasdaran iraniani che sono posizionati in pole position tutt’attorno. E sarebbe guerra, guerra totale, guerra al cui confronto il conflitto attuale sarebbe derubricato a uno scontro tra gang di strada, perchè né i sunniti né Israele, cioè noi, possiamo minimamente accettare uno stato islamico scita che vada dallo Yemen fino alle coste del Mediterraneo. Una Repubblica islamica che avrebbe come ideologia né più né meno che la versione maomettana del nazismo.

      Cit. “All’illusione di “esportare” la democrazia nei paesi islamici sarebbe meglio sostituire quella realizzabile di completarla a Mosca”

      La causa della democrazia a Mosca non ha bisogno del Corpo dei Marines e della RAF. Avanza anche se l’Occidente sta fermo e si limita a contenere le alzate d’ingegno di Putin e compagni. I russi mangiano hot dog, impazzisono per le griffe di moda, faranno la fila come molti abitanti di Los Angeles o di Tampa per vedere il settimo episodio di Star Wars. I cuori e le menti degli abitanti di Mosca e di San Pietroburgo sono già conquistati. Non è necessario muovere eserciti per convincerli che il nostro è il migliore dei mondi possibili.

      Cit. “Luttwak ha ragione anche quando dice che i paesi islamici vanno lasciati nel loro brodo,fino a quando non tracima,aggiungo io”

      Luttwak dice una cosa un pò diversa. Pone un’alternativa. O non si interviene e si lascia che si ammazzino tra loro sunniti e sciti ( che è poi più o meno la strategia dell’amministrazione Obama ). Oppure bisogna rassegnarsi a 50 anni di colonialismo, tornare ai tempi in cui l’Egitto era un paese felice perchè le decisioni più importanti erano prese nei locali dell’ambasciata di Sua Maestà britannica. E se c’era qualche resistenza, dalla Zona del Canale usciva una colonna di autoblindo con qualche battaglione di Royal Fusiliers a sistemare le teste calde. In Egitto la seconda alternativa funzionò per più di 70 anni regalando alla Valle del Nilo la sua belle epoque. La prima soluzione, come giustamente hai detto pure tu, presenta l’inconveniente che prima o poi gli viene a noia di ammazzarsi tra loro ed escono dall’arena a cercare un po’ di sangue ebreo e cristiano.

      Cit. “I Curdi e la loro speranza di avere uno stato sono l’unico aspetto positivo dell’intervento in Irak”

      No, non è l’unico aspetto, e neppure forse il più importante. Lo supera secondo me l’aspetto militare. Dal 2003 al 2011 in Iraq è stata stesa una carta moschicida su cui sono volati quasi tutti i credenti di Allah che agognavano il Jjhad. Per diversi anni a decine di migliaia di queste belve è stata data la possibilità di morire martiri all’assalto di qualche postazione fortificata degli US Rangers e delle Irish Guards. Per 8 anni il governo americano, quello inglese e i loro alleati hanno fatto tesoro della lezione appresa in Normandia nel 1944: è molto meglio andare ad affrontare il nemico a casa sua piuttosto di aspettarlo per le strade di New York e di Londra. Se ci sono stati così pochi attentati in Occidente dopo il 2005 è perchè i terroristi potevano allegramente raggiungere il paradiso delle Urì tramite le comode porte aperte dagli angloamericani dalle parti di Baghdad.

      Cit. “Le soluzioni di Petraeus servono a niente se non risultano permanenti”

      Esatto. A garantire il successo dell’esportazione della democrazia in Italia, Germania, Giappone, Corea del Sud sono stati diversi decenni di permanenza di basi americane armate fino ai denti. Libertà e progresso prima o poi arrivano senz’altro se c’è qualche soldato angloamericano a montare la guardia contro chi ama opprimere e uccidere il prossimo suo.

  18. Indeciso Rispondi

    28 novembre 2015 at 08:34

    Ne’ con lo stato, ne’ con le Br!

  19. carlo Rispondi

    28 novembre 2015 at 14:32

    Nè con lo stato, nè con le BR !

  20. tso4obama Rispondi

    28 novembre 2015 at 15:39

    L’agguato al SU24 Russo è stato programmato e deliberato. I Russi, a differenza dagli USA forniscono, secondo accordi, i piani di volo dei propri aerei alla “Coalizione internazionale”; ecco perché l’aereo Russo era atteso al varco. Tanto più che i Turchi con i loro caccia e con i loro tanks entrano ed escono a loro piacimento dal territorio Siriano e dai cieli Greci. A loro è consentito tutto?!
    Il colonnello generale Viktor Bondarev nella video conferenza ha rivelato che “un simile atteggiamento indica un’azione pre-programmata tesa a tenere i caccia in prontezza operativa e al momento opportuno essere pronti a sferrare un agguato in aria sopra il territorio della Turchia”.
    Bondarev ha anche detto quanto tempo ci sarebbe voluto da parte dell’aviazione turca per arrivare in zona: se davvero fossero stati allertati a causa della violazione del confine, secondo i suoi calcoli il volo verso il luogo del lancio del missile avrebbe richiesto 46 minuti, di cui 31 minuti necessari per coprire il tragitto del volo stesso, e i 15 minuti per la preparazione e l’attuazione del decollo.
    colonnello generale Viktor Bondarev : “Così, l’intercettazione del Su-24M con i caccia F 16 che partono dall’aeroporto di Diyarbakir è impossibile, dal momento che i tempi di volo necessari sono maggiori del tempo minimo per attaccare obiettivo stabiliti in 12 minuti”.

    Altro che Assad se ne deve andare! Erdogan e Obama se ne devono andare!!
    Teniamo poi presente che i Russi sono presenti in Siria legittimamente, in quanto invitati dal suo presidente, mentre nessun altro aereo della “coalizione internazionale” dispone di questa autorizzazione.

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