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La spalla di Salvini

Oggi Berlusconi per la prima volta in tutta la sua carriera politica (e non) ha fatto il comprimario. E il mattatore è uno che si schiera contro il mercato, contro il liberismo, contro le malvage multinazionali. Non è una bella morte, né per lui né per il berlusconismo, e qualcuno dovrebbe dirglielo...

salvini berlusca 2
La brutta morte no, via, non è berlusconiana, non ha un grammo di epica, è solo una commedia artigianale, e dove il Cav non è nemmeno il protagonista. E non si può certo dire che sia una bella morte, quella da aiutante di campo di Matteo Salvini. Il problema non è quest’ultimo, attenzione, non sono la sua agenda (solo) protestaria o la sua (in)cultura di governo, che anzi guardate dal suo punto di vista sono altrettanti pregi, il soggetto fa benissimo il suo lavoro, a tratti perfino meglio del Capocomico Grillo. Il problema è tutto e solo di Berlusconi, che oggi per la prima volta nella sua carriera politica, e probabilmente nella sua parabola esistenziale, ha fatto la spalla.

Una spalla di talento, certo, un vecchio mattatore delle scene a cui si rende l’omaggio dovuto e che ha pure il suo momento di gloria per sparigliare davanti al pubblico, ma che ormai non riesce a togliersi di dosso questo marchio crepuscolare. Anzi, lo esplicita, manifesta con la sua stessa presenza fisica, col suo corpo (oggetto sommamente politico, sia per il suo elettorato che per i suoi nemici, che a quello hanno provato a impiccarlo), l’irreversibile passaggio di testimone. Io, Silvio Berlusconi, la storia di Forza Italia e in fondo degli ultimi vent’anni, quello che nel Novantaquattro si è inventato un partito in pochi mesi, ha impedito la vittoria fuori tempo massimo del Partito Comunista e ha imposto in Italia gli schemi personalistici e aideologici della politica postmoderna, quelli che i due Mattei hanno imparato a memoria, mi arrendo a uno dei due. Prima pensavo fosse l’altro, il mio erede, ci ho provato a furia di Nazareni e di triangolazioni verdinane, ma quello non ci sente, batte una strada sua (che poi è la vecchia strada democristiana, ma questo è altro discorso) e allora mi getto tra le braccia ribalde di quell’altro. Contro l’Europa, ma in modo scomposto e non thatcheriano, anzitutto contro il liberismo, essì, perché Salvini è contro il mercato, contro la libera circolazione di merci e persone, contro le malvagie multinazionali, contro il Ttip, ovviamente, perché sempre e comunque contro gli Stati Uniti, al “Matteo giusto” non piacciono “le grandi democrazie occidentali” che venivano citate come modelli nel rivoluzionario Discorso della Discesa in Campo, lui preferisce la Corea del Nord, e de gustibus, va bene, ma con tutta evidenza non sono gusti berlusconiani. O forse lo sono, ed è peggio: perché vuol dire che Berlusconi si è ridotto a spalla di Salvini prima ancora di esserlo, ha via via edulcorato la propria splendida anomalia nel verbo di una destra identitaria e risentita, tutta italica, uno dei tanti volti del nostro status quo, esattamente quello che lui doveva cambiare. Berlusconi che parla come Salvini non ci serve, è per la prima volta nella sua vita una brutta copia, un oppositore oltranzista di Renzi che non sa usare twitter, è un problema anzitutto di tempi e di linguaggi. Non so chi glielo abbia consigliato, certo se Toti avesse spinto in questa direzione mi pare sarebbe stato un motivo più che sufficiente per andare nella direzione opposta, ma non è nemmeno questo il punto. Il quale, invece, è tutto di comunicazione, e nessuno meglio del Cav dovrebbe afferrarlo: oggi a Bologna è andata in scena l’adunata delle “opposizioni a Renzi”, copia speculare delle “opposizioni a Berlusconi” del ventennio precedente. Un ventaglio di posizioni e ambizioni di leadership divergenti (compreso quella interessante ma ad ora irrimediabilmente residuale di Giorgia Meloni), unite “contro” qualcosa, o meglio qualcuno. Per Bloccare l’Italia. Con due effetti immediati: fornire a Renzi l’immagine immeritata dell’innovatore, o almeno del toscanaccio che ci sta provando. E incoronare Salvini re di questa bislacca opposizione eterogenea e reazionaria al renzismo, di quest’armata regressiva che vuole bloccare un Paese già iperbloccato da se stesso.

No, non è una bella morte, il senso di vent’anni di berlusconismo non può risolversi nel far da spalla a Salvini. Qualcuno glielo dica, e se lui non ci sente se ne prenda atto.

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di on 8 novembre 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a La spalla di Salvini

  1. Aurelio Rispondi

    6 novembre 2015 at 16:49

    Chi vive di memoria e non ha di che guardare al futuro può comportarsi in modo stupido come il Cav. ed essere perdonato.Nell’ultima parte della sua vita,lui ci sarà anche dopo e ci mancherà solo per pochi giorni,ha capito quanto inadeguato sia alla politica e quanto modificare una massa enorme di poteri collaterali sia da politici e non da imprenditori puri e bravi…….beh forse però ha capito poco se mani e piedi legati si consegna ad un comunistiode di ultima generazione che senza il tablet non mette due frasi insieme se non quelle che piacciono alla gente ” semplice” e che grida .”..Berlusca sarà invitato sul palco ma la chiusura la faccio io”.Un ospite modesto ed accettato per trasmigrare qualche voto,quei pochissimi rimasti,da ciò che fu forza Italia alla lega del tablet.Davvero una sofferenza per chi per molti anni lo ha seguito convinto che non avesse di fronte uno sciocchino ma uno che poteva aiutare a cambiare un paese rosso fino al midollo.Gran peccato davvero vedere una morte in diretta.

  2. adriano Rispondi

    7 novembre 2015 at 05:10

    Va bene non stimare gli avversari ma considerarli dei mentecatti è un pò troppo.Pensare che un politico del nord sia contro la libera impresa è una sciocchezza.Non si possono trasformare in caricatura i contrappesi sociali necessari a rendere accettabile la logica di mercato.Il prevalere nell’efficienza del privato non può escludere i necessari interventi per la popolazione sfavoritaAltrimenti si corre il rischio della gallina ingorda,per ottenere tutto si ottiene niente perchè per vincere,e quindi mettere in pratica le proprie idee ,occorrono i voti.Chi si lamenta di questo paese non liberale confonde il concetto con quello di sopravvivenza.In un società civile non può valere la legge della savana.Inoltre oggi,per quanto mi riguarda e prima di ogni altra considerazione,dire di essere liberali significa rivendicare la libertà dalle burocrazie oligarchiche che pretendono di governare con la paura e non con il consenso.Il bail in,il fiscal compact,le lettere minacciose del genio di Francoforte,le sue sorridenti conferenze stampa travestito da Re Sole,sono quelli i nemici da battere.E per chi crede che sia così Salvini è molto più liberale di coloro che difendono l’euro e chiamano chi non lo fa populisti da liretta.

  3. Jan Rispondi

    7 novembre 2015 at 11:17

    Ma questo poveretto quando capirà che è sotto scacco e ricatto ,lui è fuori è appena tocca qualcuno come Verdini questi falsamente magari lo lasciano.Beh aspettiamo la buona morte qualcuno con la testa ed il coraggio di fare magari arriverà .

  4. clyde Rispondi

    7 novembre 2015 at 12:47

    non so cosa sia questo Intraprendente, ma visto che me lo trovo davanti sullo schermo del computer senza averlo richiesto, mi permetto di commentare lo scritto di tale Giovanni Sallusti, nipote, parrebbe, del più blasonato Alessandro. Allora, al nipote non va giù che Berlusconi accetti un ruolo da comprimario, alla manifestazione di domani della Lega. Ohibò, si preoccupa, il virgulto, per il futuro politico di Berlusconi e le conseguenze del suo mettersi al servizio del bieco, illiberale e rozzo Salvini. Questa è fantastica! Forse troppo preso a giocare col trenino, al nipote sono sfuggite alcune perle, del suo punto di riferimento ideologico cav Berlusconi, degli ultimi anni. Sono forse sfuggiti al giovanotto Sallusti capolavori strategici, come l’investitura in pompa magna di Al Fano come suo erede? O l’elezione di una falange di soubrettine di terza fila a ruoli istituzionali locali o nazionali? E delle figuracce stile D’Addario e Ruby, non gliene ha parlato nessuno? E delle decine di esponenti di Forza Italia e PDL colti con le mani nella marmellata il Sallustino non ha sofferto? E del sostegno dato ai governi Monti, Letta e Renzi oltre che alla rielezione di Napolitano, non vuole parlare? Senza volere infierire troppo, andando a pescare altro dalla mia peraltro labile memoria, credo che quanto riportato basti a seppellire le pretestuose argomentazioni Sallustiane sotto una montagna di risate. Non si preoccupi, Sallusti, il suo padrone corre meno rischi facendo il cameriere di Salvini, che seguitando a fare gli affari suoi a scapito dei suoi elettori, flirtando con Renzi e Verdini per far portare avanti da loro i propri interessi personali. Gli elettori non sono così tanto stupidi e difficilmente Forza Italia, con Berlusconi e i suoi residuali pretoriani, resterà a lungo sopra il 10% di consenso. Sono d’accordo che la destra moderna e riformatrice possa trovare di meglio che Salvini, ma mi tengo volentieri il tribuno Salvini, piuttosto dei delfini Al Fano, Fini, Carfagna, Fitto, Gelmini e via di nanetto (politico) in nanetto….

    • peter46 Rispondi

      7 novembre 2015 at 15:06

      Carissimo…”Lui” sicuramente,conoscendolo ormai da tanto,non perderà il suo tempo con una ‘mezza pugnetta’ che ,per caso,solo per caso oh! è entrato in questo giornale solo per ‘assaggiare’:e se lo schermo del tuo computer fosse stato ‘abilitato’,ad ogni entrata ‘estranea’ solo per ‘assaggiare’,a far ‘uscire’ “quella” ,l’assaggeresti lo stesso a scatola chiusa per ‘provare l’effetto che fa dentro la bocca?Il problema comunque non è questo,il problema è che non porti niente di nuovo,anzi solo il troppo vecchio:D’Addario,Ruby,Marystelle,Nicole…il palo,i pompini(anche delle sx,comunque)…avevamo già ‘sviscerato’ anche l’ultimo arrivato,’il dito’ ed il ‘mi fai male con quel dito’…cioè “nel mentre stai ancora a sbattertelo contro gli alberi,noi è da mo’ che siamo già diventati ‘froci'”,come diceva quello e vorresti ‘impararci’ nel campo?Tienitelo Salvini,figuriamoci…si è ‘abbassato’ i pantaloni ed ha ‘invitato’ Berlusconi a cui forse c’è ancora da ‘saldare’ qualcosa rimasto in sospeso dalla passata ‘gestione’…però attento,il ‘Tuo’,che ‘appurato’ che è ‘tuo’,non potrà più aspirare ad essere il ‘nostro’ dato che non siamo abituati ad ‘accompagnarci’ alle ‘mezze pugnette’ che entrano la 1° volta in un nuovo sito senza prima salutare,dovrai ‘tenerti’ tu il Berlù e company accompagnandoti con Salvini,anche se si è già,da solo,reso conto che con quelli come te non arriverà molto lontano,infatti

      http://www.ondadelsud.it/wp-content/uploads/2014/12/SALVINI.jpg

      Noi ci teniamo la Mara alla faccia tua…che basta ed avanza con quello ‘stile’ con cui si presenta.
      Certo se Bonnie poi si presentasse con lo stesso stile…faccela conoscere.
      Torna ogni tanto a trovarci,non ti perdere per strada anche tu…..

  5. Furio Rispondi

    8 novembre 2015 at 19:57

    Ma chi sarà mai questo clyde,riduttivo di clitoride,che ci dà gioia con la sua analisi da bimbetto arroccato alle magliettine di Salvini.Chi sarà mai questo soggettino che certo non avendo mai letto questo giornale ,e’ gratuito e potrebbe farlo spesso per capire qualcosa,nulla sa da di liberalità come d’altra parte Salvini e gli arroccati alla lepen e poco capisce del disgusto che questo poveretto che s’inchina da impotente ad una linea che finirà di espandersi molto presto provoca a tutti coloro che lo hanno seguito,votato e sperato in qualcosa per decine di anni.Che pena ragazzi ,se i ragazzi non sono come questo clyde che può scrivere benissimo i discorsi a Salvini per la qualità di ragionamento che offre.

  6. Leo Rispondi

    9 novembre 2015 at 08:35

    Berlusconi utile solo se porta gente a votare ,un elettorato decisivo che se mancasse Salvini non va da nessuna parte e con la Meloni ancor meno.Non arriva neanche secondo.Un portatore d’acqua qualunque.Brutta fine di chi sembra da ospite sopportato e non becca neanche applausi nella sua ripetitività da vecchio stanco.Si brutta fine.

  7. kk Rispondi

    13 novembre 2015 at 22:53

    ?

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