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Giornata mondiale dell’ipocrisia

Il 25 novembre è dedicato al dar battaglia alla violenza sulle donne, e per questo oggi è vietato nominare l'islam. Un coro di banalità che non denuncia matrimoni combinati, infibulazioni, donne all'asta o bruciate se troppo occidentali né il burqa. C'è una guerra in corso e la perdiamo anche così

IslamOggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Sergio Mattarella ha detto la sua, doveroso: «Contrastare la violenza sulle donne è un compito essenziale di ogni società che si proponga la piena tutela dei diritti fondamentali della persona», non esattamente un virgolettato sparigliante e di rottura ma dal Presidente nessuno si sarebbe aspettato altro. Il presidente del Senato Pietro Grasso per dire al sua al modo usa Twitter: “Ogni giorno dovrebbe essere 25novembre: serve una rivoluzione, gli uomini devono esserne protagonisti. #HeForShe”. Angelino Alfano, scavalcato in banalità solo da Laura Boldrini – «La battaglia è solo all’inizio» – tiene a donarci un pensiero profondo, mai leggero: «Chiunque difende una donna difende un intero Paese». E via ancora e ancora di slogan contro il femminicidio, manifestazioni nelle università, colate di inchiostro battagliero e solidale si riversano in ogni dove. Ma c’è una nota stonata, c’è che abbiamo chiarito che l’uomo che picchia la donna è un non-uomo, un essere umano piccolo e vile, quanto di meno virile al mondo. Com’è chiunque se la prenda con una persona più debole. C’è che nel giorno dedicato alla denuncia dei femminicidi e al tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla condizione femminile, nonché di dare un segnale alle donne maltrattate, svilite, umiliate e non ritenute pari perché abbiano la forza di chiedere aiuto e “riprendersi in mano la vita”, come dice lo slogan più in voga in queste ore, in tutto questo clima di denuncia nessuno ha nominato l’islam. Nessuno s’è posto il problema di aprire un dibattito sulla condizione femminile nel mondo islamico, dal velo al suo ruolo subordinato a quello dell’uomo. Le femministe, inutili e fuori luogo pressoché sempre, l’unica volta che avevano un’occasione di provare ad aprire un varco di pensiero, di attenzione e dialogo hanno deciso di perdere l’occasione. Un copione già visto.

Perché non si tratta di razzismo, di intolleranza, di pregiudizio: il ruolo della donna in quella cultura è ben delineato e mai negato. E rimane la cronaca a ricordare che un occhio da quelle parti andrebbe dato. A Dubai, circa un mese fa, una ragazza di 20 anni è morta perché il padre ha preferito lasciarla annegare piuttosto che permettere che venisse toccata da estranei, impedendo fisicamente ai bagnini di raggiungerla. A settembre Asadullah Khan, 51 anni, e la moglie Shazia, 41, hanno strangolato la loro figlia maggiore, Lareeb, 19 anni, perché rea d’essersi innamorata d’un occidentale. Succedeva a Darmstadt, in Germania. Di pochi giorni fa la storia del papà di Torino che ha cambiato scuola alla figlia pur di non farla partecipare alla lezione di musica (vietata dal Corano). Era il 2009 quando Gafar Kirimov, 46 anni, ammazzò la figlia ventunenne perché vestiva all’occidentale. Poche settimane fa invece è stato pescato in Lombardia un poligamo, una famiglia in casa, l’altra in garage. A Olbia, scorso giugno, Hego Adzovic ha aggredito con forbici e coltello la nuora di ventidue anni rea di essersi convertita al cristianesimo. La storia di Hina Saleem, sgozzata a Brescia perché troppo occidentale colpì il Paese. A ucciderla il padre: «Non volevo che diventasse come le ragazze di qui. Le avevo chiesto di cambiare vita, ma lei non voleva», allora l’ha ammazzata. Non mancano le testimonianze di ragazze vendute dai genitori o messe all’asta. Ma non si può nominare l’infibulazione né la poligamia.

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne ma tutti parlano, genericamente, di uomini violenti. L’islam e la cultura che esprime non viene citata da nessuno, lì non si può sensibilizzare. E gli estremisti un passo alla volta conquistano un metro in più di terreno un una guerra senza sconti, grazie a noi, ipocriti e politicamente scorretti. Ipocriti, sì.

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di on 25 novembre 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Giornata mondiale dell’ipocrisia

  1. aquilone Rispondi

    25 novembre 2015 at 20:13

    Cara Federica, a sentir le donne mussulmane che vanno nelle nostre TV, esse sono libere di fare ciò che vogliono e noi raccontiamo bugie. In pratica negano l’evidenza ma, evidentemente son contente così. Conosco tuttavia da oltre vent’anni una coppia di arabi/mussulmani, senza figli, ma non per questo lei è stata ripudiata. Sono praticamente nostri amici di famiglia e dei miei amici. Sono uno spettacolo vedere come litigano liberamente e amabilmente tra loro, prendendo in giro le loro usanze. Il marito talvolta fa finta di rimproverarla e le promette che a casa le darà 10 frustate, Lei, per contro, gli risponde che lo denuncerà e lui, per contratto firmato con la famiglia di lei, dovrà risarcire una fortuna … e gli fa l’elenco: casa, macchine, terreni, gioielli, danaro ecc. ecc.. Lui allora si rivolge a noi sconsolato, chiede aiuto, dice “sono rovinato, questa donna si approfitta di me perche le voglio bene”. Ci raccontano che quando tornano in patria lei è costretta a coprirsi di sana pianta, a stare solo con le donne e i bambini, di non potersi sedere a tavola tra amici come fa con noi qui in Italia. Ma anche qui in italia, ci dicono, in quasi tutti gli ambienti musulmani che frequentano non possono comportarsi come vorrebbero, devono salvare le apparenze per non incorrere in problemi. Allora via alla separazione dei sessi e dei ruoli, no vino, si allo chador, niente brindisi ma far finta di pregare. Ci dicono che gli arabi si dividono in due categorie: o sono buoni da essere dei fessi, o sono falsi, perfidi e non sai mai cosa veramente pensano di te. Disprezzano i terroristi e i fondamentalisti, ma rispettano abbastanza la religione come in fondo è giusto che sia. Per es. bevono il vino e gli alcolici in genere, ma rispettano assolutamente il Ramadan e il divieto al maiale.
    La verità è questa, e sono loro stessi, “musulmani normali” a dircelo. Purtroppo la maggioranza delle musulmane dicono invece di essere libere e che siamo noi a spargere bugie

  2. Mario Rispondi

    25 novembre 2015 at 20:58

    Ma dove andrebbero queste succubi di tutte le sciocchezze del mondo se non fossero sottomesse ,se dicessero di non essere libere.Medioevo ed ignoranza vanno di pari passo.Da quelle parti le religioni funzionano da controllo sociale e di potere ,un po come da noi prima dell’illuminismo.Dovremo aspettare molti anni ancora perche’ queste poverette combattano per vivere con po di libertà e liberarsi di quegli scafandri incredibili anche a vedersi altre che della paura di prendere legnate dal loro amato,perché lui,maschio assai,la frusta e la ama di sentimenti profondi,non come le bestie.Ah le femministe sono assenti perché sono tutte al bagno.Che abbiano la prostata ingombrante.

    • Dario Rispondi

      26 novembre 2015 at 11:00

      Chiedo scusa, le donne non dispongono di prostata…

  3. SILVANO Rispondi

    25 novembre 2015 at 21:19

    Proprio ipocrisia ,a Perugia nel pomeriggio di oggi,una donna
    ITALIANA, è stata uccisa a fucilate dal marito ITALIANO.

    • Dario Rispondi

      26 novembre 2015 at 11:00

      Ma questo dove l’avete trovato?!

      • SILVANO Rispondi

        26 novembre 2015 at 17:44

        A PERUGIA legga i giornali.SALUTI.

        • Dario Rispondi

          27 novembre 2015 at 10:50

          Non discuto il fatto, ma che minchia c’entra?!

  4. Diana Rispondi

    26 novembre 2015 at 09:35

    Non possiamo fare niente. Vorrete mica che ci accusino – l’ennesima volta – di esportare la democrazia? A furia di sentirsi ripetere dagli occidentali – si badi bene !- non dagli islamici, dagli occidentali : “Ma tu non capisci, sono diversi, non rispetti le loro usanze” – ci manca poco che aggiungano “sei razzista con l’islam”, uno francamente si stanca. Quando si è di fronte a una causa persa, bisogna riconoscerlo. Non possiamo imporre l’Illuminismo e non possiamo pretendere di “liberare” nulla e nessuno, è un processo storico attraverso cui questo popolo deve passare, se e quando vorrà intraprendere questo cammino, se e quando vorrà capire che il suo modo di vivere è sbagliato. Sarà stato ipocrita non nominare l’Islam in questa giornata, ma è altrettanto ipocrita pretendere che siano gli altri a combattere le tue battaglie.

  5. adriano Rispondi

    27 novembre 2015 at 13:05

    Ostentano con orgoglio i simboli della loro schiavitù.

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