Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Ci voleva il morto in più per ammettere che siamo in guerra

Ci voleva il morto in più. Ci vuole sempre il morto in più e poi lo scopri, lo sai, che non basta neanche quello. Non sono bastati i cadaveri di occidentali sgozzati laggiù, non sono bastati perché erano lontani da casa, distanti, diversi. Quattrocchi è diventato un ricordo, le due Simone le abbiamo recuperate vive, dunque… Abbiamo pagato il riscatto di Vanessa e Greta, soldi con cui forse abbiamo finanziato gli attentati di Parigi, ma va beh, son episodi. Sono stati episodi Londra e Madrid e piace a tutti ricordare con commozione le Torri gemelle, anche se poi è tutta colpa dell’America. L’Isis ci dichiara guerra, massacra i cristiani, li crocifigge, eppure non ci alteriamo troppo, sembra essere la storia di qualcun altro. Poi arriva Parigi, morti, la meglio gioventù strappata, una giovane donna veneziana ammazzata e storie struggenti come quella di Elsa, che ha fatto da scudo umano al suo bimbo, e della promessa sposa da diciannove giorni che all’altare non ci arriverà mai. Guardiamo questo miscuglio di dolore e realizziamo che forse dire che siamo in guerra si può, sottovoce, certo, sia mai che turbiamo qualcuno.

Parigi presidiCi voleva il morto in più, ci vuole sempre il morto in più per riconoscere l’ovvio. Ma non è bastato, il problema ancora non è l’islam, il problema è il razzismo. Il problema sono le bombe in Siria e anche i civili ammazzati dai dannati nemici della vita che però dovremmo fermare con i fiori. Almeno adesso riconosciamo esserci una guerra. Certo, è tardi, certo, si poteva fare di più e meglio, tipo evitare che ci infiltrassero al punto da doverci difendere dalle nostre viscere. Si poteva, ma almeno adesso nessuno nega che c’è una guerra, seppure si ostinano a non credere allo scontro di religioni. Ci vorrà il morto in più per iniziare, forse, a combatterla questa guerra. E i morti, l’abbiamo visto, non sono sempre degli altri.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 23 novembre 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Ci voleva il morto in più per ammettere che siamo in guerra

  1. Diana Rispondi

    24 novembre 2015 at 09:40

    “Urca, guarda, c’è una guerra, nooooo…. Ma dai? Forse sì, mah, così sembrerebbe… Ma se aspettiamo ancora un po’, magari il problema ce lo risolvono gli altri. Magari possiamo far combattere agli altri le nostre battaglie. Mezza società pensa che gli attentati ce li meritiamo, rischiamo di perdere voti e ‘sta cosa della guerra fa paura…. Assumersi una tale responsabilità, mica mi pagano per questo… Dai, vediamo, magari si risolve. Camerun non molla, adesso c’è Hollande incavolato, vediamo, è presto per dire una cosa o l’altra… Finchè non si riuniscono, non serve esporsi, vediamo se basta Putin…” Sono tanto lontana dal vero?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *