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Buon Ringraziamento America

Sì, questa volta ti ringraziamo noi, proprio in quel Giorno del Ringraziamento che marca la tua alterità indispensabile, spesso enigmatica e a volte fin troppo puritana, ma dannatamente indispensabile, e God Bless America.

Ti ringraziamo noi, “terra dei liberi e patria dei coraggiosi”, come ripete l’inno, perché oggi non lo fa quasi più nessuno, mentre ancora tutti sguazziamo nel benessere, nella libertà, nel pluralismo dei consumi e delle scelte e dei progetti di vita garantiti dal tuo modello di sviluppo (l’unico, peraltro, che abbia retto ai tentativi di falsificazione della Storia) e dal tuo apparato militare, ed è un’ipocrisia troppo piccina e diffusa, tutta europea, ed è francamente insopportabile.

Non risaliremo lunga la catena della cause che giustifica, anzi impone, un nostro Ringraziamento verso l’altra sponda dell’Oceano, non ribadiremo qui l’abc del Novecento, l’irruzione wilsoniana nel macello della Prima Guerra Mondiale, quando la bilancia non pendeva affatto a favore delle democrazie; la Guerra Totale su due fronti sopportata dal 1942 al ’45, il sacrificio dei ventenni americani sulle spiagge della Normandia, contro un orrore tutto europeo; i sessant’anni di pace e di libertà individuale e di mercato (per quanto intaccato dagli statalismi nostrani); la rovina dell’Urss e Apple, Reagan e Hollywood, che poi notoriamente sono due facce della stessa medaglia, la libertà come agire politico e la libertà come industria culturale. Eppure qualcuno dovrebbe risezionare, tutto questo ammasso di storia e di memoria collettiva, a maggior ragione ora, che l’eterno tipo umano italico, il fasciocomunista, riprende fiato e approfitta delle (evidenti) lacune di chi ti guida oggi, e grazie a Dio ancora per poco, per buttarti a mare, assicurare che di Te si può fare a meno, addirittura irridere il tuo stile di vita, ovviamente sempre col culo al caldo del medesimo, mai che si trasferiscano a Mosca o a Teheran o nella ridente Pyongyang (a giudizio di colui che ci spacciano come leader del “centrodestra liberale”, una sorta di Svizzera asiatica), questi anti-americani cresciuti a Coca-Cola.

Ma non abbiamo velleità da storiografi, vogliamo Ringraziarti anzitutto per quello che rappresenti oggi, sissignore, anche oggi, e ci sarà un motivo, una ragione nella coscienza collettiva e fin negli archetipi metastorici, se esiste qualcosa come un “sogno americano”, mentre non esisterà mai un “sogno russo”, tanto per scomodare il nuovo fronte in cui tutta l’intellighenzia conformista si sta (ri)arruolando. Ti ringraziamo perché hai sempre dato e continui a dare un’opportunità a tutti, e l’hai data a moltissimi italiani, basta farsi un giro in quel vero e proprio museo delle peregrinazioni e delle speranze umane che è Ellis Island, baia di New York City, dove ciascuno di noi può imbattersi nel proprio cognome e in un pezzo rimosso della propria storia. Ti ringraziamo per George W Bush e per le migliaia di morti della guerra al terrorismo, altri Tuoi figli che tornavano nelle bare mentre il Vecchio Continente ci sputava sopra, lo stesso che ora li invoca con gli “stivali sul terreno”, perché tu per la nostra classe dirigente codina e codarda sbagli sempre e comunque, e noi ti ringraziamo anche per questo. Ti ringraziamo per Clint Eastwood, il più grande narratore e pensatore vivente d’Occidente, e siamo serissimi, e per Pamela Geller, la pasionaria anti-islamista a cui ieri un’islamica londinese che si occupa di Pari Opportunità (nemesi del boldrinismo) ha augurato di «essere violentata da orde di musulmani». E sì, ti ringraziamo anche per Barack Obama, e ti ringraziamo proprio perché ne avversiamo alla radice l’agenda politica e la concezione del Tuo ruolo, come peraltro ormai la maggioranza degli americani. È una grande lezione di libertà, avere temporaneamente un comandate in capo in cui si ha il diritto di non riconoscersi, è qualcosa che a Mosca non succederà mai, sempre per stare all’esempio che va per la maggiore tra gli antiamericani facebookkari (ossimoro che già definisce lo spessore esistenziale di questa gente). Infine e soprattutto, ti ringraziamo per quel “diritto al perseguimento della felicità” che non sta in nessun altro documento politico d’Occidente (quindi in nessun altro documento politico) e che allo stesso tempo ha a che fare con qualcosa di abissalmente pre-politico, con la nostra ragione di vita e con la quotidianità delle nostre giornate, qualcosa che è difficilissimo da definire, ma che qualunque uomo libero intuisce appena mette un piede fuori dal JfK Airport. Buon Ringraziamento, America.

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di on 26 novembre 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Buon Ringraziamento America

  1. Arcroyal Rispondi

    26 novembre 2015 at 20:37

    Editoriale bellissimo, e quanto mai opportuno. Ci voleva proprio una boccata di aria fresca con tutti questi fumi di vodka che appestano l’Intraprendente da giorni. Grazie.

  2. Lisa Rispondi

    27 novembre 2015 at 01:40

    Ciao Giovanni, bellissimo editoriale. Devo dirti, però, che nonostante io sia filo americana, il che significa filo-occidentale, capitalista, liberista… non mi sta bene che la Turchia faccia parte della NATO e che abbia abbattuto un caccia russo. E’ vero, la Russia non è una liberal democrazia, è vero che Putin non è il leader che vorrei, è vero che l’opposizione in Russia “sparisce” fisicamente… ma è vero anche che la Russia, nonostante tutto, almeno culturalmente è anch’essa occidente. Chi non ha letto Tolstoj, chi non Dostoevskij? Chi non conosce gli artisti e i musicisti russi? E’ occidente anche la Russia e non possiamo non considerare che è uscita da 70 anni di comunismo, che un po’ ce la siamo anche mangiata quando cadde il muro. Io vorrei che la trascinassimo con noi la Russia, come pensavano di fare Berlusconi e il grande George W. Bush, anziché allontanarla ulteriormente. Sono stanca di questi due blocchi, perché oggi il nemico è comune per entrambi. L’islam non lo possiamo vincere se America, Europa, Russia e volendo Canada, Australia e, perché no, Giappone e Israele, non si alleano in un fronte comune. Il casino in medio oriente, se vogliamo dirla tutta, nasce proprio dalla guerra fredda che si è svolta in quei territori negli ultimi 70 anni e oggi stiamo riproponendo quella follia con i paesi di influenza russa e di influenza americana… nonostante ci odino tutti loro.

    • aquilone Rispondi

      27 novembre 2015 at 16:16

      La penso esattamente come te. Purtroppo siamo in pochi

  3. alberto Rispondi

    27 novembre 2015 at 13:35

    Direttore, sono stato anche quest’ anno in ferie negli States e ogni volta che torno a casa riconosco che l’ America è un grande paese. Grande non solo in senso geografico ma soprattutto per le sue industrie, le sue infrastrutture (che qui ci sogniamo)e per la sua gente. Soprattutto mi piace perchè l’ America è un paese federale al 100%. Al di fuori di battere moneta, politica estera e difesa che spettano esclusivamente a Washington, ogni stato è pienamente indipendente sotto ogni punto di vista. Dovrebbe anche l’ Italia come minimo essere un paese federale al 100%. Invece nel 2015 regioni moderne e dinamiche come la Lombardia o il Veneto devono rendere conto a Roma di qualsiasi cosa. In Texas hanno una bellissima storia di indipendenza durata dalla dichiarazione di indipendenza dal Messico dal 1836 fino al 1845, anno di annessione agli USA. Quando io gli spiegavo che noi con la Serenissima abbiamo avuto 1100 anni di indipendenza strabuzzavano gli occhi. Detto questo, secondo me essere filoamericano non vuol dire che bisogna essere per forza allo stesso tempo anche antirusso. Penso che sia l’ America che la Russia siano due grandi Paesi, le grandi potenze dovrebbero cooperare tra di loro perchè a mio modesto parere questo continuo scontro non giova a nessuno.

  4. Alba Rispondi

    28 novembre 2015 at 08:21

    You are welcome! 😉

  5. adriano Rispondi

    28 novembre 2015 at 09:53

    Grazie,senza retorica,a chi ha sconfitto i nemici della democrazia,a chi è riuscita a portarla dove non c’era e a difenderla.Purtroppo il mondo non si ferma in una fotografia,sta bruciando di nuovo e facciamo fatica a riconoscerne la causa e a trovarne i rimedi.Auguriamoci di poter continuare a ringraziare qualcuno anche domani.

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