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Renzi, corri a Messina

Caro Matteo, la corsetta sul lungomare de L'Avana è certo un grande atto di comunicazione, ma ci permettiamo di far notare che c'è una città di un Paese europeo e occidentale (?) senz'acqua da una settimana. Magari una capatina...

renziAnche qui siamo ammiratori incalliti dell’arte contemporanea dello storytelling, la fusione orientata di politica e comunicazione, insomma quel genere di cose in cui sono bravissimi Matteo Renzi e il suo addetto alla narrazione, Filippo Sensi. Potrebbe esserci proprio lui, dietro l’ultima renzata riuscita, la corsetta serale sul lungomare de L’Avana, con tanto di maglia della nazionale personalizzata, cognome “Renzi” e numero da mattatore, il 10, sia mai che il premier venga associato alla vita da mediano che conduciamo tutti noi. È un atto politicissimo, ovviamente, di quelli che dalle parti del centrodestra non sanno inventare da anni, e infatti da anni arrancano. La fiducia di imprese e consumatori segna un livello mai visto dopo la crisi, con timbro burocratico e fintamente neutrale dell’Istat? È ovvio, il Paese corre bellezza, come il suo grande premier che corre sulle strade di un’isola che si è riaperta (?) di nuovo all’Occidente, e tutto il resto sono gufi. In uno scatto, c’è l’ottimizzazione massima della notizia di giornata e il suo rilancio empatico sul l’agenda di governo, storytelling purissimo.

Poi, caro Matteo, ci permettiamo di far notare che lo storytelling è tanto più efficace quanto più intercetta la realtà, fosse solo per (legittime) ragioni di propaganda. E allora, Matteo, rilancia, porta la narrazione fino in fondo, spariglia le stesse regole del renzismo, e corri a Messina. Già, a Messina, che oggi pare un avamposto del Terzo Mondo, certamente una città più arretrata de L’Avana (e parliamo di una capitale del socialismo reale). Sì, perché Messina oggi è un non-luogo, un buco nero della politica e della logica, uno spicchio d’Italia che a causa di una frana che ha danneggiato una condotta, di un accidente fisiologico, non ha acqua da sei giorni, e probabilmente non ne avrà per altri sei. Non so se hai capito, Matteo, tra un allungo col personal trainer e un selfie con la maglia della Nazionale, c’è una città del Paese senza’acqua, è il Paese non è la Siria, non è l’Afghanistan, non è il Congo, siamo noi. Collocati, se la storia e la geografia hanno ancora un senso, nell’Occidente, ma evidentemente fuori dalle sue regole, dalla sua qualità di vita, dalle sue aspettative elementari. Avere acqua circolante in una città, aprire i rubinetti, fare la doccia, cose così. L’acqua è il principio della vita e la base della civiltà, non può essere messa in discussione nel 2015 in un Paese europeo. Se non avessimo un’informazione anestetizzata, caro Matteo, tutta impegnata a rincorrere l’ultimo virgolettato del presidente di una casta in declino, l’Associazione nazionale dei magistrati, o farci sentire in colpa perché mangiamo il salame, sarebbe un’emergenza politica e mediatica. Lo è, in una nazione occidentale. In una nostra città non c’è l’acqua, non si dovrebbe parlare d’altro, dovrebbe esserci un Consiglio dei ministri convocato a oltranza finché non vengano ripristinate nell’intero Paese le condizioni minime di civiltà.

Noi abbiamo un’idea, ovviamente, del perché in Italia prevalga sempre l’eccezione irresponsabile e dilatoria. Perché è lo stesso sistema-Paese, che si regge sull’impalcatura del saccheggio fiscale ai danni del Nord che produce e dell’assistenzialismo feudale ai danni del Sud che muore, a volte anche per mancanza d’acqua. Il secondo non si deve mettere in testa di poter entrare nella modernità, il primo non deve avere percezione della rapina a cui è sottoposto. Sbagliamo? Ha una splendida occasione per dimostrarcelo, caro presidente del Consiglio: corra a Messina.

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di on 29 ottobre 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Renzi, corri a Messina

  1. Felice Rispondi

    29 ottobre 2015 at 17:36

    Solo una precisazione che non intacca la sostanza dell’artico:

    la corsetta non è serale (in altra inquadratura si vede il sole sorgere come sempre da est) :))

  2. Francesco_P Rispondi

    29 ottobre 2015 at 17:41

    Dagli storici discorsi dell’ottimismo renziano : Cittadini, volete l’acqua in casa? Ebbene aprite il tetto quando piove!

  3. Francesco_P Rispondi

    29 ottobre 2015 at 20:41

    A parte che Renzi non fa mancare il lavoro a Crozza e suscita l’ilarità di una fetta sempre più ampia della popolazione, devo rimarcare che il problema di Messina è di competenza delle autorità siciliane, costantemente assenti tranne che per chiedere soldi per se e per gli “amici”. Il caso di Messina non è di pertinenza del governo centrale, a meno che si rendano indispensabili il commissariamento del Comune e dell’Ente che gestisce l’Acquedotto.
    Inoltre, non si interrompe una visita di Stato per un problema non di competenza del governo, neppure quando la missione appare alquanto “sudamericana” negli obbiettivi e nei modi di condurla.
    Però, Renzi è poco serio e contraddittorio sulla separazione dei compiti e delle responsabilità di governo centrale ed Enti locali, entrando a gamba tesa solo quando c’è da collocare qualcuno dei suoi amici oppure per fregiarsi di meriti altrui, come ha fatto con l’Expo.
    Quando ci sarebbe da commissariare per davvero – come a Roma – non lo fa se non ha sottomano un suo fedelissimo da sistemare in un posto di potere.

  4. cerberus Rispondi

    29 ottobre 2015 at 21:47

    Ma vuoi mettere la corsettina sul lungomare a Cuba contro la fuga dai messinesi incazzati con il governo? un vero radical-chic si riconosce da certe…sfumature.Vai bomba che sei Er mejo !

  5. Roberto Rispondi

    29 ottobre 2015 at 22:52

    Direttore Sallusti ottimo richiamo ai guai di una città del sud nella ,un tempo porto di grandi commerci e trattore di grandi ricchezze ed oggi luogo di disordine ,povertà ,pessima vita da pessime amministrazioni e così per pressoché tutte le città del sud.I cittadini sono abituati alle angherie della criminalità che è l’unico vero potere e degli inutili amministratori che sono lì solo per amore di se stessi,dei cittadini non gliene importa nulla se non per il voto e i loro emolumenti per nulla fare .Una città che per rabbia ha votato un sindaco con gli zoccolo e le magliette aggravando già quanto grave era.Si Renzi vada a correre da quelle parti che magari capisce che. non tutto è Firenze e magari si spiega perché abbiamo due Italie.

  6. peter46 Rispondi

    30 ottobre 2015 at 00:29

    Egr Direttore…è l’acqua il problema della ‘lontananza’di Renzi?Ne è proprio sicuro che sia questo il ‘motivo’?Ed è forse lo stesso di Crocetta che s’è ‘involato’ in Tunisia in questi giorni e con l’acqua ‘non’ alla ‘gola’ purtroppo per i Messinesi ma proprio neanche alle loro ‘labbra’,altro che ‘gola’?Non dia consigli a Renzi che proprio non può ‘accettare’…”Quelli” che non stanno aspettando altro,mentre ‘iniziano a fare'(v.giorni fa a Catania,Enna e Palermo),che lui vada in Sicilia,o anche solo a Messina che tanto loro ci arrivano lo stesso,non sono i ‘cacasotto’ dei ‘forconi del sud e del nord che alle prime ‘avvisaglie’ tornano a casa con la coda fra le gambe come successo qualche anno fa,millantando,ai gonzi,che hanno messo alle strette il governo,no…quelli arriveranno alle estreme conseguenze stavolta.Renzi non può togliere il ‘pane’ di bocca ai 24 mila Lavoratori Forestali mandati a casa in questi giorni e senza neanche essere stati pagati da mesi dato che il ‘rimborso’ statale(tutti sanno,esclusi quasi tutti i commentatori e qualche articolista dell’Intraprendente,anche,che vengono pagati,per il loro ‘lavoro’,forse poco ma come poco è il loro salario,dalla stessa regione con solo le tasse dei siciliani)non arriva e non arriverà essendo stato ‘fregato’ per altre ‘spesucce'(altro che le precedenti ‘insinuazioni’ ‘milionarie’ negli articoli di Federica Dato e Stefano Magni)da parte del governo centrale,e poi ‘definitivamente’ a casa come richiede il governo e l’europa.Ma gli inizi si stanno già facendo ‘pregustare’ nelle piazze anche se,giornalisticamente solo localmente per ora,ma presto ‘televisivamente’:è sarà un grosso problema con la ‘fame’ in piazza.Le prime manifestazioni ad Enna,Catania,Messina e Palermo stanno creando problemi…e fra poco appena si renderanno conto gli altri impiegati regionali,provinciali e comunali che dopo toccherà a loro o alla maggioranza di loro…che non sia giunto ‘Quel’ momento lasciato in sospeso nel ’46’?

    NB:Non dovrebbe andar bene neanche all’Intraprendente la ‘situazione’ che stanno per ‘creare’ in Sicilia.Vi ‘tolgono’ il ‘companatico’ rappresentato dal mai mancante ‘riferimento’ ai Forestali Siciliani ed ai ‘camminatori’ Palermitani in tantissimi articoli…che non sia il caso di combatterla ‘assieme’ a loro questa battaglia?Ci pensi,Direttore.

    NB:La gestione dell’acqua in Sicilia è stata ‘liberalizzata’…affido internazionale(Azienda francese).Se fosse stata ancora ‘statalizzata’ forse…forse il genio militare avrebbe in due giorni ‘spianato’ la montagna causa della frana che ha danneggiato la conduttura e sostituito la stessa a tempo di ‘record’….forse.

  7. Giulia Rispondi

    30 ottobre 2015 at 01:05

    Intanto grazie direttore, grazie per lo sguardo attento anche verso questo profondo sud, sempre più vicino all’Africa ma con meno dignità dei suoi abitanti e sempre più lontano dal resto dello stivale. Ormai in riva allo Stretto si passa da un’emergenza all’altra. O troppa acqua e quindi allerta meteo – onde evitare che qualcuno muoia ingoiato da un torrente in piena o semplicemente impantanato in una strada centrale della città”- alla totale assenza d’acqua per oltre il 60% della popolazione (di circa 250.000 abitanti) per un guasto alla condotta idrica. Così in un mese e mezzo di scuola i nostri figli ne hanno già persi dieci, anche i piccoletti di 3 anni al mattino se vedono piovere ti chiedono con tono quasi rassegnato: “mamma c’è allerta?” I dipendenti pubblici forse in questa settimana di ferie forzate sono stati gli unici a gioire visto che lo stipendio è comunque garantito, ma chi è messinese oggi più che mai si vergogna d’esserlo. Si sente abbandonato, impotente e sporco. Sopratutto sporco: perché senz’acqua,con mondezza ovunque (nonostante la Tari più alta d’Italia) e per il sudiciume che hanno lasciato e continuano a lasciare i rappresentanti politici e istituzionali. È giusta la critica di Francesco P. e dice bene Roberto che fotografa la condizione ormai annichilita dei messinesi. Ma dinnanzi ad un’emergenza del genere abbiamo bisogno che il Governo intervenga sia pure attraverso la voce dell’Intraprendente, visto che i nostri amministratori locali non sono in grado nemmeno di chiedere aiuto. Forse se Renzi sapesse che Messina ha uno splendido lungomare, potrebbe venire a fare un po’ di footing col nostro sindaco e con i messinesi a cui non resta che correre, ma a gambe levate per fuggire da quest’angolo di paradiso violato.

    • peter46 Rispondi

      30 ottobre 2015 at 15:15

      Giulia…Giulia:ma chi vuole ringraziare?Questo è un giornale del nord per il nord:dalla direzione agli articolisti ai commentatori e financo a coloro che ‘articolano’ ogni tanto…scelti proprio ‘per il nord’.Superano anche la vecchia lega delle ‘bausciate’,non quella del nuovo corso…e ‘una rondine non fa primavera’.Ce n’è voluto,mi creda,per arrivare,almeno a questa parvenza,per lei,a “quest’articolo”,cioè,che sembra traspiri ‘solidarietà’per Messina…non è così,mi creda.E la riprova è che bisognava,almeno stavolta,rimanere alla ‘doverosa solidarietà’,ma non è stato possibile:sempre quella ‘Sindrome di Calimero’ dura a morire a ricordare quel che Messina non ‘becca’.Si può dire di tutto:mafiosità,corruzione politica,intrallazzo politico-industriale,sindaco ‘zoccolaro'(non in quel senso,solo con gli zoccoli ai piedi:diamine avevano arrestato,e bipartizan,la qualunque e tutti con le scarpe ai piedi,almeno uno con gli zoccoli traspare almeno ritrovata ‘sobrietà’,o no?)fuori dai loro ‘schemi tradizionali’ e dai nostri comunque,anche,ma…per risolvere il problema di cui ha anche lei commentato non centra un bel niente,nè c’è alcun bisogno del…saccheggio del nord.Semmai rientrare dal regalo vigliacco tramite ‘Ascari’,che non sono mai mancati a sud,da quella regione al governo nazionale(e scopriremo come sono stati usati,più avanti).E non si faccia ‘abbindolare’ non da quell’ “Assistenzialismo feudale” che conferma il mio dire precedente…ma da quel “ai DANNI del Sud che muore”.E anche se ‘ultimamente’ è la terza volta(ricordare le altre due ‘capiterà’ in tempi migliori,più avanti)che il ‘linguaggio’ verso il Mezzogiorno,’traspare’ realistica ‘comprensione’da parte di qualche articolista,la ‘strada’ è ancora lunga…non ‘intralci’,per favore il ‘cammino’ di alcuni di noi commentatori.Le ripeto:son già tre volte che gli abbiamo ‘fatto introdurre’ qualche ‘nuovo concetto’ su Mezzogiorno,isole comprese,e dintorni.
      Spero che non sia stata anche lei,solo di passaggio.

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