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Più che il Papa è la Chiesa che non sta bene

I giornali sbirciano nel buco della serratura di Sua Santità, avventurandosi in un deprimente toto-malattia. Ma la vera questione non è lo stato di salute del pontefice, quanto la salvezza di un'istituzione che si sbrana da sé tra misteri e veleni...

papa francesco 3

Il Papa è malato. Non è vero, ma ‒ scusate l’ardire ‒ embè? Non sono irrispettoso, leggo quel che è accaduto. Qualcuno si è messo carponi a sbirciare nel buco della serratura di Sua Santità per ingannare lo spleen e ci ha rimediato solamente una figura barbina. Stendiamo un velo pietoso, che è meglio, ma il punto scottante resta. Ed è questo: qualcuno la bufala deve averla ideata, architettata, confezionata e consegnata al mittente dentro un pacco sorpresa così bene infiocchettato da riuscire a prendere il pesce all’amo. No, non è la solita tiritera sulla deontologia, sulla professionalità che non c’è più come le mezze stagioni, sull’informazione malata. È la voglia di lasciarsi una volta tanto prendere da questioni più alte. La salute della Chiesa, per esempio, intesa sia come la salvezza che la Chiesa garantisce ai propri figli sia come lo stato in cui Essa versa nell’Anno del Signore 2015. Certo, difficile vincerci il Pulitzer, ma la domanda seria è: cosa abbiamo davvero a cuore? Magari la risposta non è esattamente la Chiesa, ma allora perché ci ostiniamo a ravanare nella sua biancheria sporca? Fregarsene della Chiesa è più che legittimo, ma allora la si dovrebbe smettere con quello spettacolo pornografico che sono i laici che nella Chiesa ficcanasano, gli esterni che alla Chiesa pontificano, gli atei che alla Chiesa insegnano e gli eretici che alla Chiesa fanno la morale o i conti in tasca.

Questo è il primo punto. Il secondo è che pure dentro la Chiesa ci sono i guastatori e gl’intelligenti con il nemico. Con tutto il rispetto per il Santo Padre, il dramma davvero grave è questo, non le sue condizioni fisiche (il primo a esserne convinto è proprio lui). Anzi, la bufala sulla sua malattia potrebbe essere l’ennesimo affondo in una notte dei coltelli che dura da tempo, ovvero una diceria messa in circolo da qualche ignota sottana per aumentare lo scompiglio, accrescere il caos e lucrarci di rendita secondo un copione noto. E con questo arriviamo al terzo punto.

Ognuno ha le sue preferenze; io le mie, voi le vostre. Dentro la Chiesa si confrontano “conservatori”, “progressisti”, più una nutrita schiera (forse maggioritaria) di “normali” che sudano le proverbiali sette camice per cercare di preservare la Chiesa proprio dai partiti contrapposti come squadre di calcio. Ripeto, ognuno ha le sue preferenze e io ho le mie. Ma lo spettacolo più deprimente è quello di vedere la Chiesa sbranarsi da sé, foss’anche che la meglio l’avessero i miei beniamini. Cioè vedere la Chiesa dello Spirito trasformata nella Chiesa dei veleni. Lo stato di salute che preoccupa sul serio è questo, ovvero quell’antica, insopprimibile questione della salvezza a cui non sfugge nessuno e che quel pizzico di voyeurismo con cui domani c’incarteremo il pesce non riesce affatto a soffocare.

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di on 23 ottobre 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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