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Ce lo chiede l’EuroSoviet

La Corte di Giustizia della Ue ordina all'Italia di non applicare la prescrizione ai casi di frode sull'Iva (che il Paese abbia una tassazione media superiore al 50% e stia morendo di imposte pare non interessare). E il Parlamento continua ad intimarci di adottare le nozze gay. È il capovolgimento del sogno europeo di libertà

Europa socialista

L’Unione Europea sta gettando la maschera e mostrandosi per quello che è realmente. Lo si legge fra le righe della sentenza della Corte di Giustizia Europea di Lussemburgo, che ordina ai magistrati italiani di disapplicare la legge Cirielli, varata nel 2005 (governo Berlusconi) per dimezzare i tempi a disposizione dei giudici per indagare e chiudere i dibattimenti.

I casi che sono stati impugnati di fronte alla Corte del Lussemburgo, dal tribunale di Cuneo, riguardano, manco a dirlo, delle accuse di evasione fiscale. Una verifica della Guardia di Finanza all’azienda cuneese Planet srl, avviata nel 2008 (sette anni fa), ha portato all’arresto dei soci Ivo Taricco ed Ezio Filippi per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale: sono emerse false attestazioni sulla non imponibilità Iva e sulle esportazioni, oltre a fatturazioni fittizie e meccanismi contabili che permettevano alle aziende coinvolte di praticare prezzi più competitivi rispetto ai concorrenti, sia sui liquori sia sulle partite di champagne, nei due filoni dell’indagine. I loro reati sarebbero già finiti in prescrizione quest’anno e gli ultimi sarebbero stati prescritti entro il 2018. Ma niente da fare: quando si tratta di non pagare le tasse, l’Ue è inflessibile.

La sentenza di Lussemburgo parla chiaro: in questo caso la normativa italiana, troppo delicata con l’evasione, “lede gli interessi finanziari della Ue”, dunque deve essere disapplicata. Se ne deduce che gli interessi finanziari della Ue sono principalmente quelli di prelevare soldi dai cittadini degli Stati membri, poco importa (o comunque importa meno) che un processo duri sette anni, o anche dieci anni, che l’Italia abbia una tassazione media superiore al 50% e l’Iva sia al 22% e che le due cose (tasse alte e processi lenti) stiano letteralmente strangolando il Bel Paese.

La sentenza europea arriva nel bel mezzo di un dibattito politico, proprio sulla riforma della legge sulla prescrizione, fra un Ncd in difesa della posizione garantista e un Pd all’attacco per promuovere una giustizia più giustizialista. L’effetto della sentenza europea sarà molto prevedibile: un assist alle posizioni più giustizialiste. Ne avevamo bisogno?

L’Ue sta gettando la maschera anche in un altro campo, quello dell’etica. Su questo ha, teoricamente, meno potere. Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk lo ha ribadito chiaro e tondo: le leggi sulle questioni etiche vanno discusse, votate e decise dai Parlamenti nazionali. Però l’Europarlamento ha approvato la risoluzione di Laura Ferrara (Movimento 5 Stelle) “Situazione dei diritti fondamentali nella Ue”. E fra i diritti “fondamentali”, non troviamo vita, libertà e proprietà, ma: aborto, contraccezione, educazione sessuale nelle scuole, nozze gay ed eutanasia. Tutto un programma dalla culla alla tomba, che sembrerebbe quasi prendere il Catechismo e ribaltarlo punto per punto. Una relazione che, se dovesse essere tradotta in un insieme dei diritti fondamentali inseriti in una Costituzione, renderebbe la Chiesa un’organizzazione illegale. Sull’onda dell’approvazione di questa relazione, l’Europarlamento sta già iniziando a far pressioni sul governo Renzi per, tanto per cominciare, introdurre il matrimonio, o almeno le unioni civili, fra persone omosessuali.

Anche in questo caso l’Ue sta entrando a gamba tesa in un dibattito molto delicato, che spacca le coscienze, che sta dividendo non solo i partiti, ma anche il mondo cattolico al suo interno. Fare pressioni dal Parlamento di Strasburgo, anche se non parliamo di sentenze o regolamenti vincolanti, è un po’ come far entrare un elefante nella cristalleria.

Cosa c’entrano i “diritti fondamentali” con la sentenza di Lussemburgo sull’Iva? Sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia su cui è scritto: “Fatta l’Ue si devono fare gli europei”. Esattamente come, dal 1861 in avanti, il credo della classe politica unitaria è stato “fatta l’Italia, si devono fare gli italiani”, anche contro la loro volontà, anche contro la loro tradizione, anche contro la loro religione, anche a costo di ammazzarli tutti (chiedere alle aree del “brigantaggio”). La funzione rieducativa dello Stato unitario si sta ora trasferendo a livello europeo, allo scopo di moralizzare o punire evasori e “oscurantisti” cattolici, i “furbi” e i “bigotti”, caricature dell’Italietta. Non possiamo ringraziare per il pensiero rivoltoci, non è per questo che si era fatta l’Europa unita, nata come grande area di scambio e di pace. Ed essenzialmente: di libertà.

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di on 11 settembre 2015. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Ce lo chiede l’EuroSoviet

  1. adriano Rispondi

    10 settembre 2015 at 10:12

    Bene,meglio tardi che mai.Anche lei si è accorto degli scopi reconditi.Ci volevano le tasse.Basta aggiungere che l’ “euro irreversibile” è la clava con cui si costringono le nazioni che vi hanno aderito ad avere problemi ad uscirne e la sua conversione è completa ma temo non avverrà.C’è troppo disprezzo per la “liretta” e convenienze contrarie.La cosidetta unione ha finalità diverse da quelle nobili di cui gli europeisti parlano e si concretizzano nelle imposizioni alle nazioni di decisioni che vengono prese altrove da non si sa chi.Lamentarsi non serve se non si comincia a dire che questo è semplicemente inaccettabile e se le cose stanno così meglio andarsene.

  2. cristiano Rispondi

    10 settembre 2015 at 21:32

    Quando sento i progressisti(distruttori di Nazioni) ripetere il mantra “ce lo chiede L’europa” posso dire di provare istinti molto negativi. .Quando si fanno domande troppo scomode “è l’europa che ce lo chiede(impone)”….la mia insofferenza cresce senza limiti .Molliamo la gabbia di matti di Bruxelles,io sono stanco di sentire personaggi a me sconosciuti che vivono e comandano nel sogno degli Stati uniti europei pur sapendo che ,fortunatamente,ci sono Nazioni che rifiutano il Sogno.per alcuni è un Sogno ma per altri è un Incubo imposto da gente senza attributi che si nasconde dietro ad altri per realizzare in Italia l’annichilimento della Nostra Gente e delle Nostre Tradizioni.

  3. Alba Rispondi

    12 settembre 2015 at 18:52

    Sulle tasse l’UE ha ragione: le leggi si rispettano e i cambiamenti della prescrizione non possono essere retroattivi per far comodo agli amici evasori. Quando hanno commesso il reato lo sapevano: sono criminali tanto quanto i clandestini.
    Nei paesi civili come gli USA per evasione fiscale si va in galera!

  4. Lariano36 Rispondi

    12 settembre 2015 at 19:05

    Eurosoviet, giusto nome di un governo che ci vuole distruggere noi e le nostre tradizioni.
    Basta con questa unione europea, dobbiamo rivoltarci a queste ingiunzioni ma fino che avremo
    in italia il governo che abbiamo saremo sempre succubi!!

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