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E la più grande moschea d’Europa la costruì Putin

Il presidente russo l'ha inaugurata in pompa magna a Mosca, con a fianco Erdogan e Abu Mazen. Del resto, la Russia è l'unica potenza che sta aiutando l'Iran nel suo programma nucleare, e che collabora con i terroristi di Hezbollah. Bel cortocircuito per chi ce la spaccia come il baluardo della cristianità e dell'Occidente...

putinSi prevede un gran corto-circuito culturale in arrivo. Putin era il presidente “baluardo dell’Occidente” contro l’Islam. Nelle manifestazioni della Lega Nord, vengono portati in trionfo i cartelli con l’effige de “Il mio presidente” che pronuncia frasi contro l’immigrazione islamica. E su Facebook e Twitter girano meme con una frase che il capo di Stato russo avrebbe pronunciato, cioè che non intende costruire moschee in Russia, se prima gli arabi e i musulmani non costruiranno chiese nei loro paesi. Da quando i russi stanno intervenendo in Siria, poi (un anno dopo l’inizio dell’intervento americano), Putin è anche diventato l’unico presidente che combatte contro l’Isis. E da quando si è incontrato con Netanyahu, è diventato l’unico vero protettore di Israele.

Ok, questo è nel regno delle fantasie di destra, della Lega in particolar modo. Nel mondo reale, a Mosca, Putin ha solennemente inaugurato la più grande moschea d’Europa, una delle più grandi del mondo. E chi c’era al fianco di Putin, nel giorno dell’inaugurazione? C’era il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, cioè l’uomo che viene accusato (non sempre a torto) di favoreggiamento dell’Isis nella guerra siriana. E c’era anche Abu Mazen, il presidente “moderato” dell’Autorità Palestinese, che si è laureato con una tesi negazionista della Shoah. In un solo giorno, tre miti smontati: quello del presidente anti-Islam, quello del presidente anti-Isis e quello del presidente pro-Israele.

A dire il vero, per chiunque segua le vicende russe su testate di informazione che non siano rotocalchi del Cremlino in lingua italiana, questi miti non sono neppure mai esistiti e il grande evento di ieri a Mosca non è affatto una sorpresa. Infatti, non è un mistero che la Russia abbia una popolazione che, per il 10%, è costituita da islamici, che questa sia la parte di cittadinanza in maggiore e più rapida crescita demografica, tanto che per i prossimi 10 anni, secondo proiezioni russe, il 50% dell’esercito di leva sarà costituito da musulmani. Non è neppure un mistero che il grosso dell’immigrazione arrivi dall’Asia Centrale, dunque da paesi a maggioranza turcofona e musulmana. E non è nemmeno un segreto di Stato che più di un decimo della popolazione di Mosca (1,5 milioni su 12,5) sia costituito da cittadini russi di fede islamica e dunque sia la capitale europea con la più grande popolazione musulmana, molto più di Londra, Parigi, Bruxelles e Oslo, solitamente citate con allarme dalle destre europee.

La scelta degli altri capi di Stato non è casuale. La Russia di Putin ha sempre mirato a mantenere buoni rapporti con la Turchia, se non altro per ragioni strategiche: all’estremo Est dell’Anatolia c’è l’Azerbaigian, che è il principale potenziale rivale della Russia nel Caucaso e all’estremo Ovest ci sono gli stretti dei Dardanelli e del Bosforo, le porte del Mar Nero. Al di là dello sbandierato appoggio a Bashar al Assad (anche quello strategico: serve a mantenere l’unica base russa nel Mediterraneo), quel che interessa veramente a Mosca è di avere un buon rapporto con la Turchia, Isis o non Isis, Siria o non Siria. Se il Cremlino riuscisse nell’impresa di staccare la Turchia dalla Nato e portarla dalla sua parte, sarebbe il suo più grande successo geopolitico dal 1991. Anche per quanto riguarda la presenza di Abu Mazen a Mosca, non è un mistero che la Russia sostenga nel lungo periodo la causa palestinese e quella arabista in senso lato. Lo dimostra proprio l’alleanza con Assad (tuttora tecnicamente in guerra con lo Stato ebraico) e la frequenza degli incontri, formali e informali, di esponenti russi con esponenti palestinesi, anche di Hamas. La Russia è inoltre l’unica grande potenza che sta attivamente aiutando l’Iran nel suo programma nucleare, anche se questo dovesse risultare letale per Israele. Ed è l’unica grande potenza che mantiene buoni rapporti con Hezbollah, cioè con la lunga mano terrorista di Teheran nel Medio Oriente.

Tutti questi sono fatti risaputi da tutti, liberamente verificabili su qualunque quotidiano. Sono una “sorpresa” solo per chi sbandiera Putin in veste di Crociato contro l’Islam, un’immaginetta fasulla che esiste solo nella mente di leghisti, berlusconiani e post-fascisti. Ma, di questo ne siamo certi, i fans italiani di Vladimir troveranno anche questa volta il modo di giustificarlo.

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di on 26 settembre 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a E la più grande moschea d’Europa la costruì Putin

  1. Lorenzo Rispondi

    25 settembre 2015 at 09:04

    Qui si tratta di dittature mascherate,gli oppositori da sempre muoiono di malanni o diventano matti,dittature che aiutano altre dittature mascherate.Solo gli stupidi o chi ha grandi interessi economici finge di credere alle cose dette dai dittatori che prima o poi finiranno appesi da qualche parte ma nel frattempo uccideranno tanto ,metteranno a rischio il mondo e soprattutto allontaneranno i diritti umani.

    • Ernesto Rispondi

      25 settembre 2015 at 15:48

      “Qui si tratta di dittature mascherate,gli oppositori da sempre muoiono di malanni o diventano matti,” Lei si sbaglia di grosso qui; è fermo agli anni ’50. Nelle dittature comuniste mascherate, gli oppositori si eliminano attraverso processi e propaganda, e sono sempre pedofili, evasori fiscali e corrotti. Faccia mente locale.

  2. adriano Rispondi

    25 settembre 2015 at 10:14

    Certo che in quanto a “grandi fantasie ” anche lei non scherza.Sarebbe bene un pò di pragmatismo.Quale è oggi il problema maggiore?Fare la guerra alla Russia?Respingere la minaccia islamica dell’Isis?Per me è l’Isis e per combatterlo mi alleo anche con la Corea,poi si vedrà.Un problema alla volta altrimenti ci si ubriaca quando servirebbe invece la lucidità.”Nel mondo reale” almeno Mosca non ha contribuito ad aggravare i problemi in Iraq,Libia,Siria.Complimenti a chi lo ha fatto e anche a chi nelle sue brillanti analisi strategiche se lo dimentica o trova “il modo per giustificarlo”.

  3. peter46 Rispondi

    25 settembre 2015 at 13:58

    Ma il problema è Salvini e la sua ‘nuova lega’,i berlusconiani che sostengono Putin per non fargli ‘ritirare’ quel letto che potrebbe ‘ancora’ servire al gran capo o i post-fascio?Sembra di no,o questo forse è solo un ‘problemino’.Il problema ‘grosso’ ce l’ha il Magni:articoli su articoli su Israele terra di democrazia,Netanyahu ultimo ‘baluardo’ dell’Occidente contro i ‘terroristi’palestinesi di Hamas e l’Islamismo(?)iraniano e in genere,e che ti combina il ‘baluardo’…torna fra le braccia degli ‘avi’ che avevano contribuito alla nascita della rivoluzione d’ottobre nella grande madre russia.
    Che dovesse ‘diventare’ anti-Israeliano non se lo sarebbe aspettato neanche Lei,vero Magni?Altro che Erdogan con il gasdotto…quì c’è in ballo il ‘trivellamento’ per il petrolio nel mare davanti ad Israele finanziato da Putin,al diavolo Palestinesi ,chicchessia e… Magni
    Però…non ce la sentiamo di darle il ‘benvenuto’ fra i ‘realisti’,comunque.

  4. scettico Rispondi

    26 settembre 2015 at 02:56

    Non ci sarà nessun corto-circuito: sotto-sotto, la nuova destra europea è da sempre esplicitamente anti-liberale e anti-americana e (implicitamente) anti-occidentale/anti-israeliana. La destra è più filo-islamica di quanto abbia il coraggio di ammettere: ammira l’ordine pubblico, il dirigismo, le barriere doganali, il lato social(ista), la rigidità culturale (matrimoni gay e aborti impensabili) dei paesi islamici. La battaglia culturale della destra europea contro l’islam è la battaglia per l’egemonia nel campo anti-occidentale. Putin è semplicemente più furbo e preferisce anticipare l’inevitabile: una salda alleanza reazionario-conservatrice (tolte le frange più marginali ed estremiste tipo il califfato) contro le forze liberali e del progresso.

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