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Il Papa non ha capito nulla dell’America

Nel Paese del "meno Stato, più libertà" ha inneggiato al socialismo. Là dove a colpi di capitalismo diminuisce la povertà, ha svilito l'unico modello di sviluppo possibile. L'hanno chiamato "falso profeta", ché gli Usa non sono solo Obama

EL PAPA Y OBAMA SE REUNIERON EN PRIVADO DURANTE 50 MINUTOSPapa Francesco fin dal suo insediamento ha voluto dare un carattere ultrapolitico al proprio pontificato. I problemi sociali ed economici del pianeta sono affrontati a getto continuo e discussi in profondità (si fa per dire) in encicliche, interviste, libri, confronti, dibattiti e discorsi. La soluzione proposta è sempre la stessa: più potere ai governi e agli Stati e meno agli individui. Il nemico è ormai stato individuato in questa economia che uccide (titolo del suo libro) e la soluzione starebbe nell’uccidere l’economia, almeno nella sua forma attuale, per sostituirla con un po’ di agricoltura di sussistenza e chissà cos’altro. Se Karl Marx è sempre accusato di esser stato ben parco di indicazioni sulla società futura, sul comunismo, vi è da dire che l’anticapitalismo post-marxista, alla Francesco è ancor più vago sulle alternative. La rivolta contro l’esistente e la ragione, che si spinge fino all’adozione delle tesi ambientaliste più radicali e banali è costante, ma le alternative non esistono proprio. La critica papalina dell’aria condizionata, ad esempio, è considerata peculiarmente ridicola in America, un Paese nel quale un’umanità finalmente prospera è riuscita a ripararsi per la prima volta nella storia sia dal freddo sia dal caldo, fatto che tutti indistintamente ritengono un progresso.

Di questa economia che uccide il papa sta adesso visitando il cuore pulsante, il centro nevralgico del cieco dominio del capitale. In breve, Francesco sta guardando l’abisso. Seppur governata ormai da molto tempo da una élite culturale e politica che in cuor suo nutre sentimenti e pensieri in sintonia con quelli del papa argentino, l’America è ancora estremamente refrattaria a riconoscere che ciò che la ha resa la società di maggior successo della storia sia in realtà un’aggressione ai poveri del pianeta, alle risorse altrui, alla giustizia planetaria e via discorrendo.

Papa Francesco ha parlato al Congresso in seduta plenaria e ieri ha parlato alle Nazioni Unite. Il messaggio non è stato particolarmente diverso, in quanto il Santo Padre conosce un’unica litania: quella dei mali del capitalismo. Al Congresso, dopo la piccola captatio benevolentiae – nella forma di un richiamo a “the land of the free and the home of the brave” (“la terra degli uomini liberi e la patria dei coraggiosi”, la chiusura dell’inno nazionale americano) – il papa ha iniziato su una china assai scivolosa. Secondo lui, la “ricerca del bene comune è il principale scopo della politica”. Poco oltre egli si è lasciato andare ad un’esaltazione dell’ideale rousseuiano di comunità: “La politica è l’espressione del nostro irresistibile bisogno di vivere come una sola persona, nel tentativo di costruire uno dei più alti beni comuni: quello di una comunità che sacrifica gli interessi particolari per condividere, nella giustizia e nella pace, i suoi beni, i suoi interessi e la sua vita sociale”.

Il papa auspica senza mezzi termini la costruzione di una comunità politica al di sopra degli individui e alla quale sia dato il pieno potere di decidere sull’allocazione ottimale delle risorse. Questa visione ha un nome: “socialismo” e il fatto che sia ancora poco popolare in America è il principale motivo che la rende il paese più ricco del mondo. In America, infatti, concezioni dello stato e della comunità quali quelle propagandate del Papa sono assai rare e patrimonio di piccole frange estremiste. In fondo, lo stato sarà pur necessario, ma rimane un problema, poiché la libertà è per molti americani una condizione inversamente proporzionale alla dimensione dell’attività governativa. Meno governo, maggiore libertà. America latina ed Europa sono in varia misura maggiormente in sintonia con il socialismo pontificio e questo spiega anche la loro distanza dall’America in termini di successo economico. Va infatti detto con grande chiarezza: la dottrina economica e sociale di questo papa è stata provata in ogni sua forma e produce solo vari gradi di povertà e indigenza.

Il passaggio sulla costruzione della comunità quale bene comune supremo è stata l’apertura al tema del giorno: quello dei profughi, ossia i migranti, i quali, si sa, secondo la dottrina del papa dovrebbero essere lasciati liberamente entrare in ogni Paese. E qui evidentemente il suo anticapitalismo ci lascia con molte domande alle quali non si può proprio rispondere. Come mai tutti sognano di andare in America, se il suo sistema economico è demoniaco e disumano? E perché mai gli americani dovrebbero accogliere i nostri fratelli poveri trascinandoli in un mondo di danaro, sfruttamento e peccato? Se il capitalismo è così terribile nei confronti dei poveri, perché i diseredati del mondo intero sognano solo di andare nella patria del capitalismo?

Per il Papa, la ricetta di condotta è chiara come la linea che separa i buoni dai cattivi: occorre aiutare fattivamente i governi a redistribuire le ricchezze. Chi distribuisce la ricchezza è fra i buoni e chi la produce fra i cattivi. Chiunque lavori con impegno, impieghi altre persone, produca ricchezza si deve oggi sentire molto lontano da una Chiesa che, almeno al proprio vertice, perdona tutti i peccatori tranne i produttori di ricchezza.

Se il loro patrimonio è oggetto della costante aggressione dei governi, l’attacco alla loro dignità da parte del Pontefice è ben più grave. Un “chi son io per giudicare?” non è mai stato pronunciato nei confronti di tutti quei milioni individui che in ogni luogo si alzano e si dedicano tutto il giorno con abnegazione ad atti di “capitalismo” fra adulti consenzienti. Ma è proprio alla loro creatività e al sistema che la proteggeva (il capitalismo) che dobbiamo tutto: dall’allungamento della vita, alla diminuzione costante della povertà e dell’indigenza, ai vaccini, ai raccolti abbondanti e in grado di sfamare sempre più persone a costi sempre più bassi. Non esistono diversi modelli di sviluppo. Ne esiste uno solo: proprietà privata dei mezzi di produzione della ricchezza, libero scambio, governo limitato. Più ci si discosta da questo e più ci si impoverisce.

Ieri il giudice e giornalista americano Andrew Napoletano, un cattolico devoto, concludeva con queste amare parole la sua analisi: il papa “è un falso profeta che sta conducendo il suo gregge in un luogo pericoloso nel quale vi è più pianificazione centrale e meno libertà individuale”. Non lasciatevi quindi abbagliare dal consenso generale che lo accompagna: sta suggerendo ai governi di fare ancor di più di quello che è ormai il loro core business: distruggere libertà e ricchezza.

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di on 28 settembre 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

17 commenti a Il Papa non ha capito nulla dell’America

    • HaDaR Rispondi

      27 settembre 2015 at 17:31

      Ma lei ha sentito le RIPETUTE richieste di “butta via la pistola” rivolte al criminale in carrozzella?
      Avrebe preferito vedere un poliziotto, che la gente la difende, non la deruba, morto, lasciandosi dietro degli orfani e una vedova?
      Si faccia furbo e la smetta di bersi tutto l’odio antiamericano di cui è pieno il mondo: solo gli ebrei sono piú odiati degli americani!

  1. SILVANO Rispondi

    26 settembre 2015 at 20:46

    BEATO LEI, che ha capito tutti,

  2. cristiano Rispondi

    26 settembre 2015 at 21:46

    Questo Pope terzomondista ha detto che non è “comunista”perchè sa il CREDO a memoria.A mio parere è un Pope furbetto che incanta la massa dicendo cose simpatiche ma molto difficili da attuare.Dove ci sono i soldi si vive meglio e per vivere meglio si deve creare ricchezza.Infatti i cari migranti economici vogliono venire in Europa ,illusi da messaggi sbagliati.La critica al capitalismo è tipica di una mentalità utopistica che ci vorrebbe tutti uguali(cosa non vera)e tutti asserviti ad un grande decisore che pensa per noi e che ci procura il necessario.Socialismo perfetto da catto-sinistroide ma distruttivo dell’essere individuo,libero nelle proprie capacità e nel mettere a frutto la propria intelligenza ,al di là di uno stato onnipresente e invasivo.Il capitalismo non sarà il meglio,ma gli stati sovietici erano davvero tristi.Mangiavano tutti,si ,ma a che prezzo?Ho parlato con tedeschi dell’est e con albanesi e ucraini,nessuno di loro tornerebbe indietro.

  3. Matteo Rispondi

    27 settembre 2015 at 10:47

    “Proprietà privata dei mezzi di produzione della ricchezza, libero scambio, governo limitato”.

    Nelle prime comunità cristiane vigevano la comunione dei beni, il loro scambio gratuito (più libero di così…) e nessun governo di tipo coercitivo (adesione spontanea).

    Altra cosa è lo Stato padrone (comunista), accentratore di tutti i poteri temporali (politici ed economici) e particolarmente pericoloso proprio per questo (un liberale, cioè, dovrebbe sostenere la proprietà privata e il mercato contro ogni forma di monopolio, nonché la libera circolazione delle persone come quella delle merci).

    Se la Chiesa si liberasse d’ogni retaggio cesaropapista e riponesse la spada nel fodero come comandò Gesù a Pietro, Francesco potrebbe veramente predicare il Vangelo come auspicava il poverello d’Assisi: “se necessario, anche con le parole”.

    Speriamo che i “conservatori”, invece di criticarlo a sproposito, glielo permettano.

  4. adriano Rispondi

    27 settembre 2015 at 12:44

    Il “cattolico” sarà anche “devoto” ma a me pare un pò confuso.Non si può stare nel club se non se ne accettano le regole e lì il capo ha sempre ragione perchè per statuto è infallibile.La tragedia delle religioni non è in ciò che predicano ma nella necessità di tanti di dover credere nelle favole.Ieri leggevo una intervista di Hawking che condivido:”Ci salviamo se lasciamo la terra”.Questo dovrebbe essere l’obiettivo della ragione,l’indipendenza dal bisogno di una situazione imposta.Invece ci balocchiamo con paradisi perduti e applaudiamo chi li predica e promette.Fino a quando ci saranno pellegrinaggi alla Mecca e altre simili manifestazioni sarà facile continuare a burlare l’umanità.

  5. Lorenzo Rispondi

    27 settembre 2015 at 17:12

    Ma questo che predica povertà per tutti e ‘ forse un francescano ?Ma a questo spettacolare personaggio che crede forse davvero alla giusta distribuzione della ricchezza qualcuno ,in sordina, ha mai detto che la ricchezza qualcuno la deve produrre, e che certo non sono isistemi statalizzati a generare ricchezza ma solo e sempre povertà ed indigenza diffusa.A questo magari ci arriva da solo dopo aver visto l’America pur pessimamente governata da Obama.E poi magari potrebbe chiedere a qualcuno dell’ex IOR che magari qualcosina da quelle parti la si conosce.

  6. HaDaR Rispondi

    27 settembre 2015 at 17:35

    Questo papa degli Stati Uniti d’America non ha capito nulla, di certo non la profonda moralità americana né la sua base ideologica di LIBERTÀ da ogni imposizione: dello stato, della chiesa, di un papa, ecc. Del resto, da sempre la Chiesa di Roma non capisce l’America. Se a questo si aggiunge che Ciccio I viene da quel pezzo di continente dove gli USA li odiano proprio con gusto…

    • peter46 Rispondi

      27 settembre 2015 at 22:58

      Hai proprio ragione “questo papa non ha capito nulla degli Stati Uniti d’America”(il repubblicano dietro di lui ha pianto per tutto il tempo del suo intervento al senato solo per la ‘cipolla’ messa nel suo fazzoletto con cui si era ‘asciugato’ il naso)ecc ecc e fino al tuo ecc…escludendo spero la sola ‘imposizione’ delle lobby in “tuttoepertutto” la politica americana,ma chi diavolo sei tu per chiamarlo Ciccio I?Io,da non credente,anche,non mi permetterei di nient’altro che esprimere le mie considerazioni sulle idee,ma puoi considerarti ad un ‘livello’tale da poter ‘vantare’,con lui,simili rapporti ‘confidenziali’?
      Tu o il ‘tuo’ Ciccio saresti stati capaci di questo?
      Perchè per Francesco è stato possibile:6milioni(c’è chi dice 8milioni)

      http://www.huffingtonpost.it/2015/01/18/papa-6-milioni-manila-_n_6495584.html

      E questi?3milioni in spiaggia a Copacabana

      http://www.collactio.com/documenti/stampa/le-parole-i-mandati.e.la.mappa-di-rio-e-bella-la-strada-by-stefania-falasca-su-avvenire.html

      e goditi le foto.

      Ti risparmio il resto…anche quello recente.
      Ma quanti saresti capace di raccogliere tu o uno dei tuoi per poterlo ‘accostare’ ad uno dei tuoi parenti o politici a cui ‘rivolgi’ normalmente il ‘ciccio’?

      • Giacomo Consalez Rispondi

        28 settembre 2015 at 09:19

        Non Ciccio I. Pope Frankie!

      • Arcroyal Rispondi

        28 settembre 2015 at 11:18

        Per portare rispetto al suo peso, lo si dovrebbe chiamare Pappa Ciccio. Negli ultimi mesi con l’aiuto delle cuoche del Convitto Santa Marta ha preso 14 chili, probabilmente a causa delle continue preoccupazioni per i poveri e gli affamati. Comunque anche i chili di troppo sono il prodotto del sistema agricolo-industriale dell’Occidente capitalista. E’comprensibile quindi che Ciccio sputacchi sopra questo sistema iniquo tra una pappata e l’altra.

        Il teorema per cui più folla uno riesce ad ammassare più rispetto gli è dovuto, presenta alcune criticità. Anche Mussolini, Peron e Castro sono riusciti ad aggregare notevoli masse di persone. Secondo questa teoria anche a loro sarebbe dovuto rispetto a prescindere. Una teoria un pò cretina, direi.

        • peter46 Rispondi

          28 settembre 2015 at 13:15

          Se non Mussolini sicuramente Michele Bianchi da Belmonte Calabro(Cosenza)nei 1919-22 ha contribuito a salvare il culo di qualcuno dei tuoi precedenti antenati dal comunismo partecipando da ‘ideatore’ della Marcia su Roma.Per il resto,lo dice una sentenza,tu hai tutti i diritti

          http://www.allevamentomontidiluna.com/abbaiare-è-un-diritto-del-cane/

          Oltre al solito

          http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze–tech/11787117/Interne-Microsoft-lancia-la-nuova.html

          • Arcroyal

            28 settembre 2015 at 15:34

            A salvare i miei antenati dal comunismo bastavano i carabinieri e le guardie regie. Non era proprio necessario che si scomodasse Michele Bianchi da Belmonte Calabro. Il fascismo ci ha solo assicurato più di vent’anni di dittatura, non ci ha salvati dal nazismo e senza l’arrivo degli angloamericani con una guerra disastrosa ci avrebbe garantito almeno 40 anni di comunismo.

            Non capisco però cosa c’entri tutto ciò con il tuo teorema sul rispetto dovuto ai tribuni della plebe. Una volta di più mi stupisco della qualità delle tue letture: spazi da cataloghi fotografici di diti medi alzati ai siti di canili. Del resto per assicurarci sempre commenti così acuti devi aver studiato molto.

  7. Luca Rispondi

    27 settembre 2015 at 18:54

    A me hanno insegnato che il Vangelo NON e’ un OBBLIGO ma UNA PROPOSTA.
    LA carita’ OBBLIGATA NON HA VALORE MORALE.
    Il Socialismo e’ una Forma di Obbligo e tende ad aiutare il povero MA NON A GUARIRLO. Sbagliato nella forma e ( quasi ) nella sostanza.
    Nella forma perche’ e’ un obbligo, nella sostanza perche’ il povero invero non andrebbe aiutato passivamente ( con la redistribuzione della ricchezza ) ma guarito con la REDISTRIBUZIONE DELLA POSSIBILITA’ DI ALIENARSI DALLA POVERTA’.

    Poi se il capitalismo e’ sfrenato .. se il capitalismo diventa piu’ importate di DIO , allora e’ peccato. Se il Capitalismo e’ strumento per far vivere meglio NON e’ peccato imho

  8. Arcroyal Rispondi

    28 settembre 2015 at 11:34

    Il filosofo americano di religione cattolica Michael Novak nel suo “Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo” si chiese appunto chi è che ama di più gli altri: chi parla di solidarietà o chi, invece, tramite il movente del profitto, crea ricchezza, posti di lavoro e benessere? Chi è davvero solidale? Il solidarista socialista o il capitalista liberale?

    Marco Bassani con il suo articolo ha risposto in modo perfetto.

  9. Franco Cordiale Rispondi

    28 settembre 2015 at 17:10

    IL VANGELO E’ SEMPRE LO STESSO, MA PONTEFICI E CHIESA LO INTERPRETANO. QUESTO PAPA MANIFESTA UN PUNTO DI VISTA DA SOCIALISTA SUDAMERICANO, DOVE IL POVERO VIENE MITIZZATO COME EROE EVANGELICO, NEL MALCELATO DISPREZZO VERSO QUANTI DALLA POVERTA’ HANNO SAPUTO EMANCIPARSI…IL CAPITALISMO SFRUTTA I POVERI E DISTRUGGE L’AMBIENTE, VA RICONOSCIUTO IN GRAN PARTE…MA I REGIMI SOCIAL-COMUNISTI, DI TIPO VARIAMENTE COLLETTIVISTA, HANNO FATTO QUALCOSA DI MEGLIO ? CERTI OPPRESSI IL PAPA DOVREBBE DIFENDERLI: I PROFUGHI CRISTIANI IN SIRIA E IN AFRICA ! MA NON MI SEMBRA CHE SI STIA SFORZANDO MOLTO, QUANDO SPENDE MILLE DISCORSI SULL’ACCOGLIENZA VERSO CHIUNQUE ARRIVA IN EUROPA, ANCHE QUEI PROFUGHI (VERI)I QUALI NEMMENO AVREBBERO VOLUTO ANDARSENE…SE L’INDIFFERENTE E VIGLIACCA O.N.U. AVESSE COMPIUTO IL SUO DOVERE !

  10. sergio Rispondi

    29 settembre 2015 at 12:03

    in compenso ha capito tutto del Sindaco di Roma

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