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Bergoglio e l’audience

Il viaggio del Papa in America ha suggellato l'avvento della "Chiesa del gradimento", il cui compito principale è lusingare la folla nei suoi gusti prevalenti e nelle sue "opinioni probabili" (come da tradizione gesuitica). Via allora ai messaggi anticapitalisti e terzomondisti...
Papa Francesco (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Papa Francesco (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Pare, dunque, che col suo viaggio negli Usa Papa Francesco abbia ottenuto, contro qualche previsione non del tutto rosea della vigilia, un grande successo. Il fatto in sé, cioè il successo personale di un personaggio, benché “spersonalizzato” (nel caso non troppo) dalla altissima carica, fa riflettere sul concetto stesso di religione e di religiosità delle masse. È dunque il Cattolicesimo o invece il Bergoglismo ad ottenere questo successo? C’è oggi una religione cattolico-bergogliesca che “piace” anche ai popoli più diffidenti verso il Cattolicesimo (ed i gesuiti)? Le parole, il pensiero di Papa Francesco, assistito dall’infallibilità dichiarata nel 1870 (ma con effetto, diremmo, in termini “laici”, retroattivo) comporta che quelli, ad esempio, di Pio IX o di Pio X o di Pio XII, per non parlare che dei meno “antichi”, fossero espressione di un cattolicesimo “sbagliato” (pensiamo al Sillabo e alla condanna della democrazia, della libertà di religione etc., alla scomunica dei comunisti di Papa Pacelli etc. etc., a quella dei “modernisti” di Pio X…)?

Non sono un teologo e neppure ho troppa pazienza che mi consenta di dedicarmi, che so, allo studio del pensiero dei gesuiti (Papa Francesco è il primo papa gesuita), che certamente hanno sfornato argomenti a bizzeffe per giustificare questa e chi sa quante altre fratture della logica. Un po’ rozzamente (certe “raffinatezze” del pensiero non mi piacciono nemmeno un po’) sarei portato ad affermare che questo non è un “nuovo” cattolicesimo bergoglista, ma piuttosto il vecchio (oramai) e collaudato cattolicesimo dei “casuisti” gesuiti. Un cattolicesimo “adattato” secondo la molto redditizia teoria morale dell’ “opinione probabile” sufficiente ad assicurare la liceità di certi comportamenti, invano magistralmente fustigata da Biagio Pascal.

Nel suo viaggio recente l’attuale Pontefice ha visitato Cuba e gli Usa. Sembra che abbia detto nell’uno e nell’altro Stato le stesse cose, che abbia, in sostanza, espresso l’atteggiamento tipicamente latino-americano di diffidenza e di condanna del capitalismo e della “plutocrazia” (questo termine è fascista e non bergogliesco, ma il significato è comunque quello di certe proposizioni di questo Pontefice, almeno così si direbbe). Ma a Cuba, a plaza de la Revolución l’accento era sulla condanna del sistema capitalista, su una certa xenofobia e “antiplutocrazia”, mentre negli Usa la sua predica sembra accentuare la condanna degli “eccessi”, delle derivazioni cattive del sistema, i “peccati” che si commettono nelle sue realizzazioni.

Il sapere teologico, non è una novità, consente certe acrobazie. Quando Giovanni XXIII emise l’enciclica Mater et magistra, circolò una storiella. A chi gli domandava quello che, in pratica, questo atto del sommo magistero della Chiesa suggerisse ai cattolici impegnati in politica, avrebbe risposto «È chiaro: “Mater et magistra= apertura a sinistra – Madre e maestra= apertura a destra”».

Mi pare che questo viaggio del Papa abbia suggellato l’avvento della “Chiesa del gradimento”, come già la democrazia è divenuta, non solo in Italia, “democrazia del gradimento”, piuttosto che del “consenso” ed, a maggior ragione, della partecipazione.

Ed il fatto saliente è che questo suggello sia posto da un Papa sudamericano, di un Paese in cui il peronismo è sempre radicato, anti-Usa e anticapitalista più che altro per “gelosia” e, soprattutto da parte di un Papa Gesuita. Questo vuol dire che la Chiesa è veramente convinta che, tutto sommato, la sovranità popolare sia, malgrado il Sillabo, un dato acquisito e che oggi sono le folle da lusingare, compiacendole, grazie, magari a qualche “opinione probabile” nei suoi gusti prevalenti, nelle sue tradizioni ed aspirazioni. Come ai tempi di Loyola erano da compiacere re, regine, governatori e feudatari.

Così negli Usa la Chiesa di Bergoglio è andata incontro al gusto della leggenda del West e del pionierismo. Quello di frate Junipero Serra, fatto, per l’occasione, santo, con preghiera di includerlo tra i “precursori” della fondazione della Patria Americana. Fra Junipero Serra, francescano, accoglieva nelle missioni gli Indios di cui i soldati spagnoli in California facevano strage indiscriminata. Lui, invece, li “puniva severamente” “solo” se scappavano dalle missioni senza convertirsi dopo esservisi rifugiati. Una buona “opinione probabile” gli avrà garantito la liceità di tutto ciò.

Gli Indiani superstiti di quelle tribù del Pacifico, però, lo considerano uno degli autori del genocidio della loro razza ed hanno protestato vibratamente contro quella santificazione di un assassino. Ma sono una esigua minoranza, che, per giunta, non concorre granché a “fare opinione”. Dunque che strillino pure. Il “gradimento” di Papa Francesco non ne soffrirà granché.

Questa sarebbe la versione attuale della democrazia per accettare la quale “infallibilmente” non si tiene più conto del Sillabo di Pio IX, assistito anch’esso da un’infallibilità però andata in prescrizione.

Così è la storia. La teologia, naturalmente, è un’altra cosa.

giustiziagiusta.info/

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di on 26 settembre 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Bergoglio e l’audience

  1. Lorenzo Rispondi

    26 settembre 2015 at 09:15

    Ma quante religioni abbiamo a questo mondo.Quanti dei veneriamo ,preghiamo e ai quali chiediamo grazie o favori di salute e benessere o addirittura le maleficenze divine contro chi riteniamo nemico o ci fa del male.Vi è molta confusione nel settore eppure questi religiosi dono da sempre presenti in costanza politica in ipogni luogo.La finitezza dell’uomo alle volte fa brutti scherzi.

  2. adriano Rispondi

    26 settembre 2015 at 10:01

    Non sopporto gli uomini con la sottana,tranne gli scozzesi.A mio avviso le religioni sono parte del problema e quindi non possono proporre soluzioni.Quello che fanno o dicono i loro rappresentanti a me non interessa.Fortunatamente c’è il telecomando e ,per il momento,la libertà di scelta.

  3. Francesco_P Rispondi

    26 settembre 2015 at 16:02

    La Chiesa cattolica è basata su un falso clamoroso, quello della Donazione di Costantino.
    E’ stata la giustificazione del potere temporale con tutte le sue distorsioni e le sua crudeltà.
    La Chiesa cattolica ancor oggi è “potere temporale” sebbene il suo staterello sia ridotto a 2 Km quadrati. Basta vedere l’influenza delle associazioni, dei politici, dei banchieri cattolici, ecc., non solo qui in Italia, ma in tutto il mondo.
    Diffido del Papa gesuita quando fa discorsi “sociali” che sono quelli di un demagogo che fornisce speranze senza indicare soluzioni ne percorsi virtuosi per migliorare se stessi e il mondo. Non indica i percorsi di fatica, lavoro e serietà individuale che possono portare al miglioramento delle condizioni di vita se accompagnati dalla libertà.
    Le sparate demagogiche del pontefice portano dritte all’inferno di un nuovo medioevo.
    Temo proprio che lo voglia ardentemente perché il potere delle religioni raggiunge l’apice proprio nei periodo bui.

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