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Il Bel Paese immobile regala turisti alla Spagna

marbella

Marbella

Niente da fare, sulle spiagge straniere si soffre anche senza i vu cumprà. E non per l’autoflagellazione da calura, untuosità corporea e sabbia rovente, quello è libero masochismo in libero stato. La questione che affligge il sistema nervoso e mina il relax è un’altra, ed è la constatazione che il sud all’estero è più efficiente del Nord in patria.

L’Algarve e la Costa del Sol erano terre di nessuno o di pochi sfortunati, situate al confine con l’Extremadura, il cuore della penisola iberica arso dal sole, zone di agricoltura durissima e raro scenario di qualche western all’italiana. Inoltre il mare è quello che è, non è certo quello di Ostuni, di San Vito Lo Capo o di Capo Rizzuto. E oggi? Terra fertilissima, valorizzata da uno sviluppo concepito secondo criteri di efficienza per attirare dal nord i turisti in cerca di qualità. E talmente internazionale che a Faro, Marbella, Malaga e dintorni ti si rivolgono in inglese anche se sembri un marocchino, e gli integratissimi marocchini parlano portoghese, castigliano o inglese, altrimenti non sarebbero integrati e nemmeno lì a lavorare. Aeroporti intercontinentali strutturati per ritrovarci seduti in taxi, in bus, in treno o sull’auto a noleggio nel tempo in cui a Malpensa avremmo forse ritirato la valigia. Autostrade, superstrade, sopra e sottopassaggi, rotonde fiorite e segnaletica perfetta, ci metti più tempo a impostare un gps che ad arrivare a destinazione. Dai lussuosi eremi di Sotogrande e Quinta do Lago alle residenze per budget più modesti, la scelta include sempre giardini curati, pulizia, sorveglianza e servizi a costi abbordabili grazie alla libera impresa, alla libera concorrenza e a una burocrazia snella e collaborativa. E tutto ciò per 3-4 mesi di bagnetti di sole e di mare? Macché. Ad attirare milioni di stranieri per 12 mesi l’anno ci pensa l’industria del golf: oltre 300 campi verdissimi sorti dall’arido nulla, dove gli scozzesi abituati a swingare contro 20 nodi di vento, senza ombrello perché vola e a sprofondare nelle paludi a recuperar palline, si sentono più Tiger e meno Woods anche in dicembre.

Possibile che tanta evidenza sfugga a noialtri? Noi che abbiamo un aeroporto a Lamezia Terme con la pista per i jumbo che nonostante i mari, i monti e le foreste meravigliose genera un traffico annuale di 2 milioni di passeggeri contro i 14 milioni di Malaga, i 10 di Alicante, i 23 di Palma, i 6 di Faro, e tralasciamo le Canarie per non schiattare di invidia, che già fa caldo (Olbia e Alghero insieme 3,5 milioni l’anno). Sorvoliamo su una Grecia in ginocchio, dove peraltro si atterra da tutta Europa su ogni sputo di isolotto passabile, mentre a Ischia ci si arriva solo in traghetto. Le bellezze naturali funzionano la prima volta, sono i servizi e le strutture che generano un turismo costante e attirano investimenti che danno slancio all’economia locale. I naturalisti obiettano che i campi da golf sono antiecologici, i comunisti che non è sport se non è quasi gratis e gli amministratori locali che bisogna dare per avere, mica vorrai investire e guadagnarci solo tu. E allora aboliamo i giardini pubblici, che son pieni di pesticidi e insetticidi, il golf resterà una faccenda per ricchi data l’offerta ridotta, e gli amministratori non avranno di che litigare e nemmeno un euro da spartirsi. Dalle stelle allo stallo felice. Poi non lamentiamoci se Taormina, Tropea, Positano e poche altre perle sono care perché “vivono” tre mesi l’anno e le altre località fanno pena anche in quei tre mesi. Il perché è sotto gli occhi di tutti e in mano alla criminalità locale, sfugge solo a quelli che esaltano il Paese con le bellezze uniche al mondo, la cucina migliore del mondo, persino la costituzione è talmente bella così che è un peccato toccarla, progredisca pure il resto del pianeta. E mentre il sud europeo si è nordizzato da decenni annullando l’obsoleta distinzione latitudinale, noi ancora qui a celebrare la magnificenza e le potenzialità del nostro sud, in un’immobile speranza eterna. Intanto il massimo dell’integrazione l’abbiamo coi vu cumprà nelle nostre, di spiagge, che sono tanto bravi e simpatici e biascicano anche un po’ d’italiano, pensa te, tanto tra qualche anno saremo noi a parlare tutti quanti arabo.

Poi i difensori della patria li incontri all’estero a spendere in un mese, incluso il corso base golf, quello che in Italia gli costerebbe un week end, e si lamentano pure se là lo spaghetto è scotto e il cameriere parla solo inglese. Siamo tutti meridionali di qualcuno? Noi lo siamo persino degli europei del sud.

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di on 6 agosto 2015. Filed under Intraprendente on the road. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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