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Tutte le falle dell’accordo con l’Iran

La possibilità di reintrodurre le sanzioni in caso di “accertata” inadempienza iraniana è pari a quella di colonizzare Plutone. Il “comitato” deciderà a maggioranza: su sette, tre (Russia,Cina,Iran) saranno automaticamente a favore sempre dell’Iran. Degli altri 6, gli Usa faranno di tutto per non riconoscere mai, sino alla fine del mandato Obama, l’errore commesso. La Germania viene per seconda.Qualche “onestà” potrebbe esserci a Parigi e Londra, ma alla fine anche loro hanno il business. Ergo: il comitato mi sembra proprio un bel paravento sulle crepe del muro.

Inoltre, le “violazioni” da discutere nel predetto organismo collegiale saranno essenzialmente tutte le zeppe che il regime dei pasdaran metterà agli Ispettori. Ma proprio qui l’accordo contiene altre scatole cinesi: la principale consiste nella decisione “a 6” se l’Iran abbia, nei casi in contestazione, eccepito legalmente alle ispezioni, così da poterle eventualmente imporre nel caso contestato.

Infine, non è vero che le ispezioni saranno “incondizionate” come prevedono invece i “protocolli aggiuntivi” dell’Aiea vigenti per gli altri paesi membri del TNP. Saranno condizionate perché: la nazionalità degli ispettori è subordinata al placet dell’Iran, cosa davvero assurda; le ispezioni avverranno previo preavviso (checché ne dicesse il buon Pistelli) che nel caso di “siti militari” arriverà sino a… 24 giorni! Il tempo di costruire tre piani di un grattacielo, immaginiamoci se non per “ripulire” una ricerca clandestina.

Il punto è che Obama è onestamente convinto che un accordo, ottimo o pessimo che sia, rappresenti l’unica soluzione per scongiurare una guerra. Io temo invece che i diversi canarini – molto canori quelli a Bruxelles, creduli di essere Aquile americane- stiano cantando la fine di un’ effimera primavera attorno all’accordo viennese. Si finge di non conoscere la vera natura del regime iraniano; si sottovaluta il netto rafforzamento della teocrazia prodotto dall’Accordo; si sopravvaluta lo spazio che il rilancio dell’economia – in gran parte controllata da Mullah e Pasdaran- potrà produrre a favore delle componenti più riformiste e aperte della società iraniana. Per Obama, e i suoi nuovi esegeti, come Renzi e Mogherini, l’Accordo evita una guerra. Per Khamenei e per stesso Rouhani, l’Accordo garantisce l’ulteriore espansione delle guerre in corso, in Siria, in Iraq, in Yemen, per oggi. Per domani, Teheran potrà pensare a nuove pericolosissime destabilizzazioni contro altri paesi Sunniti, ed evidentemente contro Israele e ogni altro interesse americano ed europeo, grazie alle ingenti risorse finanziarie e persino militari assicurate ora dall’Occidente. Le entusiastiche dichiarazioni di vittoria da parte di Assad, al Abeidi, Khamenei, del Generale Soleimani, dei leaders Hezbollah non sono mera propaganda, ma dichiarazioni di vere intenzioni. Per tutto questo l’Accordo di Vienna è fonte immediata di maggiori tensioni, mentre altre strategie di contenimento di un Paese così problematico erano praticabili e necessarie.

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di on 21 luglio 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Tutte le falle dell’accordo con l’Iran

  1. adriano Rispondi

    21 luglio 2015 at 09:43

    Tutte considerazioni superflue.Basta l’esistenza di uno stato teocratico che dichiara apertamente di volerne distruggere altri e straparla di “grande satana”.Purtroppo non si vuole riconoscere la realtà della religione islamica.L’unica consolazione è l’inefficienza bellica di questi signori capaci solo di ammazzare gli inermi.Quando,non se,avranno la disponibilità dell’arma atomica il livello di follia ne determinerà o meno l’utilizzo e da lì inizierà un’altra storia.Il patto che scongiura la guerra è l’ultima battuta di una comica finale che non fa ridere.

  2. Albert Nextein Rispondi

    21 luglio 2015 at 11:00

    E’ evidente che Obama avrà le sue ragioni per un tale contratto.
    Noi non le potremo conoscere.
    Che Obama non sia un presidente decente è noto e provato.
    Ora è non rieleggibile e quindi può combinare le sue ultime porcate.

    Ma tutta la politica estera americana è sbagliata.
    E’ intrusiva e controproducente.
    Io penso che l’unica politica estera debba basarsi sui rapporti economici di scambio libero in libero mercato globale.

    Per il resto io penso che una stretta non ingerenza negli affari altrui sia il giusto comportamento.

    Ma se si vuol fare davvero gli imperialisti non è certo come lo stanno facendo gli americani ed i loro subalterni alleati il modello appropriato.

    Il vero imperialista colonizza senza ipocrisie, conquista ed amministra in prima persona.

    Non si può esser imperialisti a tempo determinato.

    Molto meglio farsi gli affari propri , e che gli altri si arrangino.

    La Nato, e l’Onu sono da come la vedo io , perfettamente inutili ed obsoleti sia nelle loro funzioni che nelle loro azioni.

  3. Cesare Rispondi

    21 luglio 2015 at 23:34

    Probabilmente l’Obama ha pensato che forse è meglio un accordo così così che nessun accordo. Mi ricordo quando l’unione sovietica mandava in giro missili intercontinentali capaci di portare bombe nucleari. Ma non fecero mai niente, anche nel caso di Cuba, perché? Perché si resero conto che sparivano dalla faccia della terra anche loro: l’Unione Sovietica! E allora anche l’Iran se avranno quelle bombe, anche loro dovranno fare i conti con la distruzione quasi immediata di tutto l’Iran e soci compresi visto la potenza nucleare che hanno gli Stati Uniti e soci.

  4. Lorenzo Rispondi

    22 luglio 2015 at 00:05

    Terzi e’ sempre illuminante.Dopo queste letture non possiamo che sentirci più stupidi ed inutili.Consegnamo a questi straccioni mentali l’arma con cui ci faranno fuori e gridiamo al grande accordo politico.ma che cretini siamo.E d’altra parte abbiamo mandato a tener testa Renzi e Mogherini !.

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