Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Papa Francesco Guevara

In visita in Bolivia, Bergoglio riceve sorridente dal presidente Morales la scultura di una falce e martello con sopra inciso un crocifisso. È un'offesa intollerabile alle milioni di vittime del comunismo, ma anche un pugno in faccia a chi vede nella Chiesa il simbolo della libera civiltà occidentale

papa morales

Vedi il Papa, il capo della cristianità, la massima autorità spirituale per un credente cattolico, cioè per un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo, ricevere con un sorriso empatico un crocifisso inciso sulla scultura di una falce e martello dal presidente della Bolivia Evo Morales, e lasciarsi mettere al collo un’onorificenza la cui placca riproduce la stessa immagine del Crocifisso su falce e martello, e ti viene da pensare: «Dio mio, Dio, perché ci hai abbandonato?».

È davvero intollerabile, per un credente, vedere l’immagine del Cristo, il Salvatore, associata a uno dei simboli più odiosi della storia dell’umanità. Secoli di pensiero e decine di libri hanno mostrato l’inconsistenza del paragone Cristo-Marx e ribadito – quasi non fossero state sufficienti le parole del Vangelo «Il mio Regno non è di questo mondo» – l’assurdità di ridurre il cristianesimo a un messaggio sociale, a una rivoluzione materiale, al riscatto della classe dei lavoratori; viceversa il marxismo ha provato a tradurre il messaggio palingenetico del cristianesimo (creare l’uomo nuovo) in senso strettamente materialistico e a creare Paradisi in terra, dando vita invece a Inferni.

Aggiungeteci pure che il marxismo e la sua traduzione pratica – comunismo o socialismo reale, che dir si voglia – sono state tra le ideologie più feroci nei confronti del cristianesimo. Milioni di cristiani sono morti nella Russia di Stalin per colpa di quel credo ateo, e migliaia continuano a essere perseguitati nella Cina comunista a causa di quell’ideologia; il cristianesimo è stato bandito nella Cuba castrista e perseguitato, a suon di eccidi e crimini orrendi, nella Cambogia rossa di Pol-Pot, nonché usato strumentalmente, con una distorsione radicale del suo messaggio, nei Paesi dell’America Latina, dove ha attecchito la teologia della liberazione, che ha privato il cristianesimo della sua natura più profonda e più alta, cioè la dimensione del trascendente, travisando il riconoscimento della sua capacità di agire nella storia, con la riduzione alla semplice natura storica.

A guardare l’immagine di un Papa sorridente e compiacente ricevere quel dono sacrilego dal presidente della Bolivia (il quale, evidentemente, prima di fare quel regalo, deve aver pensato che sarebbe stato gradito al destinatario. Pensa un po’ se avrebbe mai potuto fare una cosa del genere Fidel Castro con Woytjla…), ebbene nell’osservare quella scena, pensi cosa diavolo sarebbe mai successo se Papa Bergoglio, anziché falce e martello, avesse imbracciato una svastica nazista o un fascio littorio, con sopra inciso un crocifisso. Apriti cielo: gli avrebbero dato dal kapò, del gerarca nero, come già fecero con Ratzinger, avrebbero chiesto immediatamente le sue dimissioni, oppure lo avrebbero costretto a pubbliche ammende in mondovisione, con tanto di scuse alle vittime di quei regimi, autoflagellazioni e capo cosparso di cenere. Non stiamo certo qui a far la conta dei morti causati dall’uno e dall’altro totalitarismo e non stiamo a ricordare che, nei confronti dei cristiani, il comunismo è stato ancora più cruento delle altre due ideologie, in termini di vite umane spezzate e di libertà soppresse.

Stiamo solo qui a indicare che è indecente, sì indecente, che un Papa, la massima autorità spirituale della cristianità, stringa tra le mani quello che per un credente è un vessillo del Male. È un’offesa al Cristo crocifisso, questo gesto di Bergoglio, un atto blasfemo nei confronti della divinità, prima ancora che una scena intollerabile per milioni di fedeli.

Ma, anche per un laico, il fotogramma di Bergoglio (oggi preferiamo non chiamarlo Francesco, per rispetto nei confronti del santo di Assisi) che riceve il malum donum da Morales, è una scena che suscita tormento. Il Papa rappresenta uno dei simboli più alti della civiltà occidentale, è il frontman di una cultura che ha a cuore il rispetto della dignità della persona e della vita umana, la tutela delle sue libertà e dei suoi diritti insindacabili, è la guida di un mondo non succube di ideologie che antepongono il Partito, lo Stato, l’Idea, il Popolo e il Potere alla tutela dell’individuo. Questo il Papa non può trascurarlo. Se non lo sa, è colpevole di ignoranza. Se lo sa ed è complice del Male, allora è doppiamente colpevole. E forse farebbe bene a fare un passo indietro, a rinunciare alla sua carica e al suo nome e ad abiurare la sua fede, e ad abbracciare un altro credo, incompatibile con quella: magari quello comunista.

Il problema, enorme, è questo: lei non ci rappresenta più, Papa FranChesco.

Condividi questo articolo!

di on 10 luglio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

13 commenti a Papa Francesco Guevara

  1. Andrea Rispondi

    9 luglio 2015 at 15:06

    Onestamente a me è sembrato un ghigno imbarazzato, più che un sorriso empatico. Non credo che Papa Francesco abbia concordato con Morales il regalo che avrebbe dovuto ricevere…

  2. Corrado Rispondi

    9 luglio 2015 at 16:32

    Tanto va la gatta al lardo …

    c

  3. aquilone Rispondi

    9 luglio 2015 at 16:58

    Il Papa non poteva che accettarlo, non poteva certo causare una crisi diplomatica, religiosa e mandare a monte il suo viaggio in sud america. Il maleducato, privo di ogni sensibilità, come è costume del “comunista tipo” per il quale o fai come dico io o ti faccio la guerra … è Morales (in questo caso non in omen nemen)

    • Luca Rispondi

      9 luglio 2015 at 22:30

      Penso ti abbia già risposto Veneziani nel bellissimo articolo: “il presidente della Bolivia, evidentemente, prima di fare quel regalo deve aver pensato che sarebbe stato gradito al destinatario. Pensa un po’ se avrebbe mai potuto fare una cosa del genere Fidel Castro con Woytjla….”

  4. Ernesto Rispondi

    9 luglio 2015 at 17:07

    Il papa che si fa immortalare nell’atto di bestemmiare è l’ultima trovata degli esperti di comunicazione del Vaticano? Un’immagine angosciante, quasi satanica, simbolo dei nostri tempi. Ho pensato a Paolo VI e a Giovanni Paolo II, ai loro insegnamenti ex cathedra che hanno inequivocabilmente definito il comunismo “opera del demonio”. E dunque, il papa con un simbolo demoniaco in mano a mostrarlo per adorazione è un segno molto pesante. Autorizza a pensare ed agire.

    • Francesco_P Rispondi

      9 luglio 2015 at 18:20

      Come diceva un vecchio montanaro pazzo (o forse solo saggio): “se non sei di chiesa devi comportarti bene perché l’inferno è pieno di preti di tutte le religioni“.

    • Corrado Rispondi

      9 luglio 2015 at 20:02

      Mai come lo definivano e combattevano da Pio XII° in su, e comunque SGPII° sommo pontefice di SRC, mi risulta usasse talora baciare libri ritenuti sacri da milioni di persone, ma di sicuro incompatibili con la Santa Fede Rivelataci da Una Persona, N.S.G.C. Che vuole, è il dialogo bellezza, mmah!

      c

  5. Lorenzo Rispondi

    9 luglio 2015 at 17:48

    Sosteniamo ed ancor più oggi che l’ultimo vero capo spirituale con strumenti intellettuali possibili ai carichi della portata della Chiesa sia stato Joseph Ratzinger ,un soggetto quasi laico nel trasferirci un pensiero teologico di prim’ordine.A lui quel dono non sarebbe mai stato presentato.e se l’uomo in ogni religione e’ vissuto come finitezza la teologia porta al tentativo di liberazione da questa i cui simboli non sono certo falce e martello.Ma un Morales cosa volete sappia dell’infinito limite imposto all’uomo ed alla sua intelligenza da ideologie distruttive come il comunismo.Stia attento Bergoglio a dove mette i piedini candidi e a chi parla.Questi non potranno mai trovare spazi che non siano di umiliazione per l’umanità che pensano di governare.

  6. kkkorione Rispondi

    9 luglio 2015 at 19:46

    finalmente un un articolo con i controcazzi, commplimenti Veneziani.
    Aspettiamo cosa dirà Francesco al ritorno dal viaggio in merito alla questione.

  7. cerberus Rispondi

    9 luglio 2015 at 22:29

    Mai regalo fu più appropriato.

    • Emilia Rispondi

      10 luglio 2015 at 08:56

      Concordo

  8. step Rispondi

    10 luglio 2015 at 14:36

    Sono ratzingeriano e non bergogliano (vestendo i panni cattolici per un attimo) ma vedendone la faccia non mi sembra che il Papa fosse così entusiasta del dono, e non mi pare neanche che abbia voluto nascondere il ghigno parzialmente schifato, o quanto meno sorpreso. Del resto, come avrebbe dovuto reagire? Vi è da dire, semmai, che con tutti i discorsi moralisti sul denaro fatti in questi mesi, Bergoglio doveva aspettarsi un regalo imbarazzante di tale fatta… In realtà, in materia eoconomica, non è che Bergoglio abbia virato di molto rispetto ai precedenti pontefici, in realtà la posizione “sociale” della chiesa romana è sempre quella: molto ipocrita, e socialistoide o liberista a seconda delle occasioni. Il fatto è che Ratzinger parlava più di spiritualità e meno di cose terrene, e quindi si percepiva meno il moralismo della chiesa in tema di economia. Non diamo poi troppa importanza a determinati gesti: un Papa non impegna l’infallibilità neanche quando sforna encicliche, figuriamoci in questi frangenti dove le reazioni sono pur sempre reazioni umane e imprevedibili, in certe ritualità non dobbiamo scorgere chissà che cosa. Inoltre sappiamo che in America Latina il socialismo gode ancora di un pregiudizio favorevole.

    Comunque sia, pochi ormai vedono nella chiesa di Roma il simbolo della libera civiltà occidentale, come è scritto nell’articolo, credo che neanche le gerarchie cattoliche desiderino porsi in questo modo.

  9. giuseppe Rispondi

    14 luglio 2015 at 11:51

    Accettare un dono, buono,gradito o sgradito che sia, è una questione di educazione e di forma nella vita sociale di ciascuno di noi.
    Figuriamoci, accettarlo nei panni del Sommo Pontefice che deve garentire a tutti un posto nella cristianita e se il caso anche al demonio se riesce a convertirlo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *