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Era meglio nessun accordo

Stati Uniti, Russia, Francia, Cina, Gran Bretagna e Unione Europea hanno firmato l'intesa con l'Iran, che oggi potrà sviluppare il nucleare. Ma quello degli ayatollah resta uno Stato terrorista e le garanzie sono troppo deboli. Non è comunque finita: il Congresso americano può fermare tutto. Forza Repubblicani!

Iran, accordo sul nucleareÈ arrivato l’annuncio tanto atteso: il patto con il diavolo è stato siglato. Il segretario di Stato americano John Kerry, Lady PESC Federica Mogherini ed il ministro degli esteri iraniano Mohammad Zarif hanno raggiunto lo storico accordo sul nucleare a Vienna, a poco più di due mesi di distanza dalle dichiarazioni del presidente americano Barack Obama al quotidiano panarabo Asharq al-Awsa: «L’Iran è uno stato sponsor del terrorismo».

Riuniti in un hotel della capitale austriaca, i rappresentati – discepoli di quel Chamberlain che si dimostrò imprudente con il Terzo Reich – di Stati Uniti, Russia, Francia, Cina, Gran Bretagna e Unione Europea hanno firmato un documento che, ripesando alle parole di Obama, suona quantomeno ridicolo: l’Iran è una potenza regionale di fondamentale importanza nella lotta al terrorismo. Per questo è stato revocato l’embargo sulle armi utili a Teheran su questo fronte mentre è stato stabilito un embargo di due anni sulle forniture di missili balistici con la possibilità per Teheran di rifornire di armi gli alleati. Inoltre, la Cina prenderà in carico la ristrutturazione del reattore nucleare di Arak. In cambio la Repubblica islamica deve garantire che lo sviluppo del proprio programma nucleare non sia finalizzato alla produzione di armi atomiche. Si preannuncia anche un risoluzione ad hoc del Consiglio di sicurezza dell’ONU per la revoca dell’embargo a Teheran. Le principali critiche mosse specialmente in America al progetto di Obama e Kerry si fondano sulla debolezza delle garanzie avute in cambio dall’Iran. La domanda è semplice: perché non proseguire con il JPOA? Il Joint Plan of Action, l’accordo ad interim sottoscritto a Ginevra nel novembre 2013 dai 5+1 e dalla Repubblica islamica, garantiva infatti una posizione migliore all’Occidente congelando le operazioni nucleari iraniane in aggiunta a seppur lievi sanzioni.

Meglio prendere tempo, far passare l’estate ed eventualmente rimettersi attorno ad un tavolo per troppo: questo era il pensiero di molti politici americani di entrambe le parti. Ma è stato proprio il tempo a condurre Kerry ad un accordo al ribasso per l’Occidente. Pur di portare a casa il risultato, il Segretario di Stato era disposto a tutto. Profetiche le parole giunte nelle ore precedenti l’accordo dal presidente israeliano Netanyahu che, rinnovando l’impegno nella lotta all’Iran e al suo piano atomico, ha condannato la debolezza occidentale nelle trattative con Teheran dichiarando che i 5+1 «accetteranno un patto sul nucleare a qualunque costo» minando la pace nella regione. In terra d’Israele anche il quotidiano liberal Haaretz si è fatto beffa negli ultimi giorni del Segretario di Stato americano John Kerry, una marionetta nelle mani degli ayatollah e del presidente iraniano Rouhani.

Ma ora che Kerry è riuscito a firmare l’accordo, la palla passa al Congresso americano che potrebbe rendere vani mesi di trattative bocciando il documento. I deputati ed i senatori hanno ottenuto dal presidente Obama il potere di revisione sui trattati con l’Iran in seguito alle tensioni tra Casa Bianca e Israele, da sempre contrario all’accordo. L’ultima speranza per gli oppositori dell’accordo sta a Washington. Per evitare che il presidente possa porre il suo in caso di responso contrario del Congresso servirà una maggioranza dei due terzi: alla Camera questo scenario è assai improbabile, mentre al Senato alcuni democratici potrebbero mettere i bastoni fra le ruote al carretto Obama-Kerry. Su cento senatori, 54 sono repubblicani ma quattordici democratici starebbero valutando la possibilità di votare contro il trattato impedendo così il diritto di veto presidenziale.

Proprio dai seggi senatoriali si è levata la protesta di Bob Cocker, repubblicano del Tennessee, che in una missiva di metà giugno ha duramente attaccato il presidente Obama, grande fautore dell’apertura alla teocrazia iraniana: «Sotto la sua guida, sei delle nazioni più importanti del mondo hanno permesso ad un paese isolato con le politiche disoneste di passare da avere il proprio programma nucleare smantellato ad avere una proliferazione nucleare gestita». Dimenticate le violazioni dei diritti umani, il supporto al terrorismo, le costanti minacce all’Occidente e ad Israele, le bandiere bruciate, l’ideologia di un Islam violento e sanguinario, l’Iran è il perfetto alleato dell’Occidente in Medio Oriente.

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di on 14 luglio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

10 commenti a Era meglio nessun accordo

  1. adriano Rispondi

    14 luglio 2015 at 14:35

    Accordo o non accordo se una nazione decide di costruire l’atomica,lo fa.E’ solo questione di tempo.Il problema è se la tiene in magazzino o ha intenzione di usarla.Finora sembra che chi la possiede appartenga alla prima categoria.Se domani qualcuno passerà alla seconda ci saranno problemi che sarebbe meglio cominciare a risolvere quando sono più semplici.

  2. Francesco_P Rispondi

    14 luglio 2015 at 16:24

    Come al solito Obama ha sbagliato tutto. L’Iran potrà impedire le ispezioni dell’Agenzia delle Nazioni Unite e proseguire indisturbato a produrre uranio arricchito e plutonio e sviluppare le tecnologie militari per la bomba e per i vettori. In cambio di ciò sarà revocato l’embargo, così che l’Iran potrà finanziare più agevolmente le spese militari e il terrorismo per indebolire gli altri Stati. Inoltre potrà ottenere, copiare e clonare prodotti occidentali! Ma dalle parti Washington e di Bruxelles sono tutti cretini?
    C’è solo da sperare in un NO del Congresso.
    Intanto un paio di vignette americane fresche, fresche …
    http://townhall.com/political-cartoons/2015/07/14/132021
    http://townhall.com/political-cartoons/2015/07/14/132042

  3. Lorenzo Rispondi

    14 luglio 2015 at 17:31

    Concordare con il giornalista e’ facile è dovuto.Uno dei più stupidi e pericolosi accordi mai fatti,ma finché c’è Obama che vuole raccogliere questi successi che aggiungono a Cuba sue soddisfazioni non faremo buone strade.La differenza è che con Cuba potremo forse intossicarci con il fumo di buoni sigari,con l’Iran da cosa verrà l’intossicazione?

  4. Luca Beltrame Rispondi

    14 luglio 2015 at 17:39

    Perche’ invece dare l’atomica ad un Paese stabile come il Pakistan e’ stata un’ottima idea, vero?

    Ho un sacco di dubbi sulle reali intenzioni dell’Iran, ma non sara’ certo uno stato (i pessimi USA di Bush e Obama) a dire al resto del mondo chi puo’ usare il nucleare e chi no. (Non facciamoci ingannare sulla favoletta ONU, la cui utilita’ e’ vicina allo zero assoluto)

    • Chris Rispondi

      14 luglio 2015 at 18:53

      Certo, un mullah testa di cazzo che ti chiama “Grande Satana” dimostra di essere un tipo a cui bisogna assolutamente negare il nucleare. Israele anche se ha l’atomica non ha mai minacciato di distruzione gli stati arabi vicini, né i loro alleati russi, cinesi e iraniani. Invece se i palestinesi l’avessero la userebbero subito contro Israele.

      • Marco Beltrame Rispondi

        14 luglio 2015 at 19:30

        Ovviamente e’ preoccupante che si stiano attrezzando. Tuttavia mi risulta che qualsiasi Stato, anche se e’ una dittatura, ha una sua autonomia. Chi e’ che decide cosa e’ giusto fare o meno (vale anche il contrario per gli Stati islamici, ovviamente)?

        • Gianluca Rispondi

          14 luglio 2015 at 21:56

          Questa è un affermazione stupida, proprio come tutte quelle che scrivi ogni volta che le vedo e le leggo. Non si può far paragone tra il mondo civile occidentale e quello incivile islamico. Attrezzando cosa? L’atomica israeliana in 40 fottutissimi anni non ha mai creato problemi agli stati arabi, però stati come Siria, Iraq e Libia a differenza di I. hanno firmato il trattato di non proliferazione ma hanno avuto i loro programmi nucleari segreti. (e i primi due sono stati fermati direttamente da Israele con i suoi F-16).

          • Luca Beltrame

            15 luglio 2015 at 00:56

            Non c’e’ bisogno di offendere.

            La questione a mio avviso e’ che, anche se l’Iran e’ una dittatura da tener d’occhio, che non abbia il nucleare entra nei progetti strategici USA (ma anche dei loro rivali, come Russia e Cina) che stanno giocando una partita a scacchi per la maggiore influenza possibile (con l’ignavia dell’Europa, che si accontenta di essere pedina di una o dell’altra parte come una banderuola).

            E ribadisco che, visto che uno stato palesemente e *pericolosamente* doppiogiochista come il Pakistan abbia in mano l’atomica (e chi gliel’ha data?), mi sembra buffo che si facciano storie con l’Iran.

  5. Dario Rispondi

    15 luglio 2015 at 14:25

    Le bestie in quanto tali bisogna trattarle con fermezza e basta.

  6. Federico. Rispondi

    24 settembre 2015 at 20:26

    Invece i sauditi, tagliatori di mani ed amici degli yankee oltre che finanziatori di ISIS ed Al-Qaeda sono molto meglio, vero ?

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