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Caprotti è indagato. Qui si tifa sempre Caprotti

Bernardo CaprottiBernardo Caprotti è il patron di Esselunga. Partiamo volando basso, ricordando che di lui pensiamo cose bellissime (per i promemoria cliccare qui, qui, qui, qui e qui). Beh, Caprotti, un uomo dalle capacità imprenditoriali impressionanti, un esempio di civiltà, amato dai suoi dipendenti come a pochi accade, ecco pare sia indagato. I termini della questione sono: lui ha ricevuto un invito comparire in Procura per le ipotesi di ricettazione e concorso in diffamazione del direttore affari generali di Coop Lombardia, Daniele Ferrè. Nello specifico, nel 2009, secondo il pm Gaetano Ruta, avrebbe pagato due imprenditori di sicurezza privata Fabio Quarta e Gianluca Migliorati facendoli lavorare, precisamente affidandogli commesse da 700 mila euro l’anno per la vigilanza di alcuni punti di vendita di Esselunga. Qual è il presunto misfatto? Le commesse, sempre secondo il pm, sarebbero figlie di uno “scambio” che coinvolgeva il materiale su intercettazioni illegali di dipendenti di un negozio Coop nel 2004, che i due ex fornitori di Coop avrebbero consegnato Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che titolò così: Coop ti spia, asserendo che la Coop avrebbe spiato i propri dipendenti. Libero fu condannato a risarcire Ferrè.

Caprotti tramite avvocato, Ermenegildo Costabile, risponde al Corriere della Sera: «Il 14 luglio 2009 Belpietro, che dirigeva Panorama, mi disse che aveva una inchiesta su certe condotte di Coop, che era stato aiutato da questi poliziotti privati, che si era avvalso di materiale fornito da loro, e che avevano problemi economici. Mi chiese: “Ho bisogno di un favore, voi potreste farli lavorare come vigilantes nei negozi?”. Io risposi: se posso fare un favore a voi e a Panorama, volentieri. Così tra luglio e agosto li vidi una volta, un’altra andai io nella loro sede 10 minuti in ottobre, e dissi al nostro capo della sicurezza di farli lavorare».

I dettagli giudiziari non ci competono né ci intrigano, di natura siamo garantisti e la versione di Caprotti sembra convincente. Qui passiamo al succo di questo: noi tifiamo Caprotti, che è uno banalmente capace di dire le ovvietà spesso negate: «La Grecia? È in crisi perché non lavorano abbastanza». Amen. Che è uno che negli anni ha distribuito migliaia e migliaia di posti di lavoro. Un grande contribuente, un uomo capace di essere onesto con i propri dipendenti: quando ha ritenuto che i suoi figli stessero oscurando il futuro dell’azienda gestendola, a suo avviso, male, se l’è ripresa e ha rimesso in piedi i conti. E sì, questa è un ode sperticata a Bernardo Caprotti, cui vorremmo dessero in gestione il Paese. Applausi e tifo.

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di on 22 luglio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Caprotti è indagato. Qui si tifa sempre Caprotti

  1. Federico Rispondi

    22 luglio 2015 at 19:21

    E se non sei di sinistra e sei un imprenditore pure bravo la brava magistratura ti guarda bene…certo per aiutarti a migliorare che magari ti sfugge qualcosa .

  2. gl lombardi-cerri Rispondi

    23 luglio 2015 at 08:38

    Sopratutto ,magistrati, indagate su Caprotti come responsabile della “fame nel mondo”, tenendo ben presente che non essendo di sinistra VA ELIMINATO a prescindere !

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