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No, l’Occidente è libertà

Caro Francesco,Oriente

come ho avuto già occasione di dire ai nostri lettori il tuo libro tocca un nervo scoperto della cronaca, e probabilmente della storia che si fa sotto i nostri occhi, e quindi non solo ne consiglio la lettura, ma rilancio senza dubbio il dibattito. L’Isis, quella vera e propria multinazionale del terrore (Jihad Corporation, come da tuo sottotitolo) e noi, l’Occidente in (reversibile?) ripiegamento. Se non si parla di questo, oggi, se ci si limita alle Mafiette, capitali o no, e ai tweet incrociati dei due Mattei, tanto vale tacere.

Ecco, partiamo da questo, per una volta, da cosa siamo, dall’Occidente, questo passepartout ideale per noi, per la nostra categoria sommamente cialtrona, che ci riempie gli occhielli e i catenacci. Perché sospetto che stia qui, la radice del dissidio tra noi, che poi è il dissidio che sta sempre di più scompaginando il campo della “destra” politica, e tanto vale affrontarlo. L’oggetto-chiave del tuo discorso mi pare uno, ed è un oggetto assai popolare nella pubblicistica italica, e direi europea. Si chiama senso di colpa, o il grande rito del masochismo occidentale. Noi siamo andati in Iraq, noi abbiamo attizzato la polveriera. Noi abbiamo allevato il Mostro e noi l’abbiamo rivoltato contro regimi altrimenti idilliaci (dal gasatore di curdi Saddam a Gheddafi, quello che s’intratteneva a suon di artiglieria pesante sui civili). Noi ci crogioliamo nella nostra ipocrisia e nelle nostre mancanze, noi soprattutto sbagliamo sempre, sbagliamo quando mandiamo i soldati con gli stivali sul terreno e sbagliamo quando manovriamo i droni e sbagliamo quando respiriamo, probabilmente. No, questa retorica della macerazione e della rinuncia, che attecchisce a destra e a sinistra, troppo spesso in Italia due luoghi della politica anti-occidentali e ovviamente anti-americani, ha deragliato oltre ogni logica e perfino decenza. È ora di dirlo, quantomeno per bilanciare questa fustigazione perenne e compulsiva, e lo dirò con le parole che più volte ha usato il nostro Marco Bassani, perché non ne conosco di migliori: l’Occidente è l’unica cosa in grado di giustificare l’avventura umana sul pianeta. Sì, proprio l’Occidente, quel luogo dello spirito che ha avuto molte capitali, da Atene a Roma (quella antica, s’intende) alla Firenze rinascimentale alla Parigi illuminista alla Londra della rivoluzione industriale e sì, oggi a New York. Il luogo del pensiero, della persona, dell’individuo, del mercato e in definitiva della libertà, non come ornamento retorico, ma come evidenza fisica, è meglio di tutte le alternative escogitate, ed escogitabili. E non è poi un caso, che ovunque si sia data possibilità di scambio e di commercio e quindi veste capitalistica dell’economia, si sia manifestata la libertà. Per cui sì, senza capitalismo non c’è libertà, c’è il socialismo in tutti i suoi travestimenti secolari, compreso il fascismo, oppure c’è il Califfato, il totalitarismo religioso. Né vale la distinzione qualitativa, un classico nel racconto sgangherato dello sgangherato centrodestra nostrano, tra piccola impresa sana e grande capitale malvagio. È un’astrazione, certo perfetta per solleticare l’invidia sociale diffusa, ma nella realtà sempre di quello si tratta: investimento, rischio, offerta sul mercato, scelta del consumatore, profitto, creazione e circolazione di ricchezza. Non c’è nessuna autocritica da fare, su questo modello di vita, ne leggiamo fin troppa e dalle fonti più disparate, dagli indignados di sinistra ai nostalgici di destra fino addirittura a questo Papa fin troppo latinos. C’è solo da rivendicarlo, e da combattere se viene portata una minaccia esiziale alla sua sopravvivenza, alla nostra.

Ché poi sbagliamo molto meno di quello che si dice (e comunque siamo l’unica civiltà che ha al suo interno la nozione di errore, dunque di continua correzione in corsa). Perché in realtà il domino che infine partorisce il mostro del Califfato, s’innesca quando gli Stati Uniti si ritirano dall’Iraq, non quando ci vanno. Ricordate, il generale Petraeus e la sua geniale operazione di coinvolgimento diffuso delle tribù sunnite, per inchiodare il terrorismo? È quello che ci vorrebbe ora, solo che al bel tempo delle belle illusioni obamiane gli Usa in Iraq non ci sono (anzi, seguono proprio una delle strade che evochi tu, caro Francesco, una collaborazione, seppur mascherata, con la potenza sciita iraniana, e non sembra che stia andando tanto bene).

C’è infatti poi da capire questa apologia che proponi dei regimi sciiti. L’Iran degli ayatollah, per dire, è nato e si regge sull’idea della rivoluzione islamica permanente, e della sua esportazione violenta. Non per niente gestisce e finanzia simpatici club di gentiluomini come Hezbollah, Hamas (nonostante sia sunnita), le brigate di Al Sadr, le milizie Houti nello Yemen. È tutta gente che uccide in nome di Allah, che urla “morte all’America!” e “morte a Israele!”, che odia l’Occidente e che pratica sistematicamente il terrorismo. La jihad sciita è per qualche mistero intrinseco più innocua della jihad sunnita? Evidentemente no, anzi nel caso folle, eppure all’ordine del giorno in un Occidente che sta rinunciando a se stesso, che si raggiunga un’intesa sul nucleare di Teheran, sarebbe militarmente molto più pericolosa.

Al fondo, caro Francesco, io penso che il punto nevralgico sia ancora e sempre quello sui cui ci ammonisce Magdi Allam. C’è un problema ideologico e teologico, nell’islam, in una religione il cui testo sacro parla espressamente di amputazioni e crocifissioni per gli infedeli, ed è giudicato non filtrabile da interpretazione umana, in quanto increato. Per cui no, io non credo che se non ci fossero le nostre contraddizioni “l’Isis non esisterebbe”, anzi credo che noi esistiamo proprio per negare qualcosa come l’Isis, e che la scelta, come sempre quando si tratta di questioni ultime, sia semplice. O con la libertà, o con l’orrore.

Clicca qui per leggere l’articolo di Francesco Borgonovo

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di on 23 giugno 2015. Filed under Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a No, l’Occidente è libertà

  1. Albert Nextein Rispondi

    23 giugno 2015 at 12:13

    Stacey Doyle.

  2. Alfredo Rispondi

    23 giugno 2015 at 13:01

    Direttore forse anche la non dichiarata tematica delle religioni come controllo sociale e di potere andrebbe posta in essere sempre.Isis non si affranca certo dai capi militari iracheni che desiderano con forza il riacquisto del potere .Certo questi sono assassini dichiarati ignoranti e cooptati da estremismi.Ma la storia dell’ occidente prima del l’illuminismo o della rivoluzione francese non ha forse visto robaccia similare?La cosa strabiliante e’ che ciò accada in questi tempi.Lei ha ragione …se l’America molla siamo impotenti come bambini e ci lasciamo sgozzare senza reagire da vili, e ben abituati come siamo fin tanto che non toccheranno noi ,le nostre figlie,il nostro benessere,cosa che gia’ accade da tempo,allora capiremo ed usciremo dalle nostre belle case a gridare aiuto ma saremo sempre soli.

  3. peter46 Rispondi

    23 giugno 2015 at 14:55

    Speriamo che a nessuno venga in mente di ‘sondaggiare’ ,inter-nos s’intende,le due opinioni…che la vittoria sarebbe…’scontata’.

  4. aquilone Rispondi

    23 giugno 2015 at 19:24

    La lettera di Borgonovo mi ha lasciato davvero perplesso. Certamente condanna, l’isis, poi, pero, il sunto finale è che la colpa è di noi occidentali. Che facciamo, chiediamo perdono?

  5. Lisa Rispondi

    23 giugno 2015 at 23:11

    Sallusti t’amo (intellettualmente parlando, chiaro). Non avrei saputo rispondere in modo migliore a Borgonovo. Solo una cosa, non per fare la saccente, ma non è vero che Capitalismo = Libertà, basti vedere la Cina per capire che non è una valutazione precisa, semmai io direi che la Liberal Democrazia = Libertà e che una liberal democrazia non può esistere senza capitalismo.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      24 giugno 2015 at 13:09

      Cara Lisa, touché

  6. peter46 Rispondi

    24 giugno 2015 at 16:09

    Francesco Borgonovo…commento ‘di quà’ perchè ‘di là’ sono iniziate le ferie…le sue tesi,comunque,sono state ‘rimarcate’ su questo giornale da tanti commentatori(tranquillo in maggioranza se andassimo a rivedere gli articoli,tanti,ed i commenti,tanti)compreso il sottoscritto,ma…c’è l'”a prescindere” da difendere…la ‘geo’ è così in movimento che se ‘ripassa’ dopo ferie,max fine anno, sicuramente qualche novità la…’troverà’.
    Però…ma Lei,molto più ‘addentrato’ di me certamente ed anche ‘scolasticamente’ ed ‘intellettualmente’,ha mai ‘sentito’ un combattente Herzbollah,un terrorista di Hamas,un brigatista sciita di Al Sadr,o il loro protettore Iran…lanciarsi contro i nemici sunniti,wahabiti,insomma contro tutti i loro nemici(Israele compresa contro cui sarebbe “potuto” accadere,ma senza allargarci comunque)con cui hanno avuto a che fare finora(occidentali,s’intende),al grido di Allahu Akbhar?Fra loro,forse,ma eventualmente affari loro…ad metro da noi,o no?.Neanche contro gli Americani in Irak la si “è messa in tema religioso”,figuriamoci:perchè non sono Isis,o tutte le Al qaeda,o no?L’Iran cerca ‘nuovi interlocutori’che rispondono al nome di America,l’unica in grado di ‘togliere l’embargo’ e ‘farli spendere'(le donne non sono ‘inburkate’,tutt’altro…e si fanno elezioni non come dagli ‘amici emirati’ e dagli ‘amici degli amici’sauditi):come si sta per fare se ‘Obama’ riuscirà a ‘concludere’.E sono gli unici che ‘a comando'(o interesse,d’accordo)danno una mano a ‘bastonare’ l’isis come sta accadendo e come ‘sarebbe finito’ già da tempo se ‘Penelope’ volesse veramente ‘terminare’ sta benedetta tela:perchè ‘vanificare’ gli sforzi sciiti e curdi con l’approvvigionamento per interposta persona da parte turca o saudita…sta cavolo di tela non può finire mai,o sì?E per gli ‘affiliati’ Herzbollah fuori regione(basta chiedere) c’è sempre disponibile D’Alema a farsi un’altra passeggiata abbracciato a chi di ‘dovere’.Forse,ripensato l”a prescindere”,chissà che non sia il caso di dire che non la jihad sciita ma l’Iran non applica nessun terrorismo:nei riguardi dell’Occidente…s’intende.Tra loro…affari loro.

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