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Qui Allah non è grande

Ieri in piazza Duomo a un evento interreligioso legato a Expo è risuonato il grido di due muezzin con l'invocazione al Dio dei musulmani. Ma non si può celebrare l'islam, in nome del quale spesso si pratica l'intolleranza, davanti a un simbolo dell'Occidente e in un luogo espressione della nostra libertà

duomo

Non sappiamo se Allah esista e se sia grande, ma sappiamo per certo che non è il Dio dei cristiani né il punto di riferimento dell’Occidente. Eppure ieri, in piazza Duomo a Milano, sembrava di essere nel cuore de La Mecca, con l’invocazione dei muezzin che risuonava il grido, per molti non privo di rivolti inquietanti, «Allah Akbar», ossia «Allah è grande».

Sì, avete capito, bene, è successo a Milano, in una città simbolo dello stile di vita occidentale, nonché patria di alcuni grandissimi pensatori cattolici e liberali, da Manzoni a don Giussani, da Pietro Verri a Carlo Cattaneo. Ed è successo in piazza Duomo, cioè davanti al luogo per eccellenza del cristianesimo ambrosiano e del cattolicesimo post-Controriforma, sotto lo sguardo (chissà, forse indignato) della Madunina.

Non è la prima volta che accade qualcosa di simile nel capoluogo lombardo. Nel gennaio 2009 la stessa piazza era stata teatro di una preghiera collettiva di musulmani inginocchiati in direzione de La Mecca, riunitisi per pregare contro i bombardamenti israeliani a Gaza. Anche allora era partito lo sdegno e l’indignazione dei milanesi, sentitisi privati di uno spazio civico prima ancora che religioso, espropriati di un luogo, come una piazza, di per sé laico, neutro, non occupato da ideologie o rivendicazioni di fede.

Ciò che indigna di più stavolta però è sapere chi ha concesso e organizzato quell’esibizione canora: la diocesi stessa di Milano, ossia il cardinale Scola, che insieme a Caritas Internationalis ha pensato ieri, durante un evento interreligioso dedicato a Expo (“Tutti siete invitati”), a un momento di dialogo interreligioso, in cui le fedi potessero confondersi in un un’unica espressione.

Il secondo aspetto che sconvolge è proprio questo: il grido dei due muezzin è risuonato nel bel mezzo di un’Ave Maria cantata dalla libanese Tania Kassis, in versione arabo-cristiana. Cioè, all’interno della prima preghiera che ci insegnano da bambini, la preghiera che accompagna i matrimoni cristiani nonché la preghiera che esalta l’eccellenza femminile all’interno del progetto creaturale di Dio, ebbene nel bel mezzo di questa preghiera-poesia, sentiamo dire «Allah è grande»? E la giustificazione, fornita dalla cantante, qual è? È che «è possibile tenere dentro all’Ave Maria la tradizionale invocazione al Dio unico, che noi chiamiamo Allah, il dio delle religioni monoteiste, l’Islam, come il Cristianesimo e l’Ebraismo». E no, cara Kassis, il Dio che loro chiamano Allah non è il nostro Dio, E non può esserlo  perché il nostro, a differenza di Allah, è unico per noi, ma non pretende di essere unico anche per chi non crede in Lui. Noi non imponiamo il nostro Dio agli altri con la forza, o perlomeno non lo facciamo più da secoli, né abbiamo la pretesa che chi non crede nel nostro Dio sia un infedele o un impuro. Ma lasciamo a ciascuno la libertà di non credergli, di credere a un altro Dio, a tanti dèi oppure a nessuno.

  preghiera musulmaniÈ la bellezza del cristianesimo, ma anche di ciò che chiamiamo Occidente, dove si ha la libertà di professare ciascuno la fede che gli pare ma anche il dovere di rispettare la fede altrui. Ciò che tanti musulmani non fanno, ciò che nessun musulmano farebbe nel suo Paese (figuratevi se si possa intonare un Padre Nostro all’interno della preghiera di un muezzin, in Algeria o in Qatar), ciò che rende assurdo invocare in piazza Duomo il nome di un Dio in nome del quale quella stessa libertà religiosa non viene garantita. Perché si può essere liberali con tutti, tranne che con chi vieta quella stessa libertà.

In piazza Duomo ieri si doveva e poteva celebrare l’Occidente, le radici della nostra cultura, la bellezza di un mondo dove non solo è possibile realizzare grandissime opere architettoniche come il Duomo ma anche ospitare manifestazioni aperte e libere come Expo; e invece, invocando il nome di un Dio utilizzato a pretesto per praticare l’intolleranza, per distruggere la libertà, per denigrare la donna (altroché l’Ave Maria), non si è fatto altro che cantare il de profundis dell’Occidente.

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di on 19 maggio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

23 commenti a Qui Allah non è grande

  1. Lorenzo Rispondi

    19 maggio 2015 at 15:00

    La multifattorialita delle scelte,la multirazza,la multicultura la multi insomma ci riporta ad ambiti di paganesimo e c’è da chiedersi se la danza della pioggia,l’acqua sembrava utile a quel tempo,non fosse un po’ più dignitosa di queste adunanze tribali con frammistione multipla di dei.E poi questi dei hanno bisogno davvero di essere adorati e pregati?

  2. Albert Nextein Rispondi

    19 maggio 2015 at 17:33

    Me ne fotto delle religioni.
    Sono certo, però, che una messa cristiana in piazza a la mecca o altrove in qualsiasi altro paese islamico non sarebbe permessa.
    Sarebbe perseguita con sistemi locali e ci sarebbero vittime.

    Quindi manca la reciprocità nell’approccio religioso.
    Da noi tutto deve esser permesso, anche a chi predica la nostra distruzione.
    Nell’islam i cristiani vengono già maltrattati ed uccisi.

    Il prefetto non è mussulmano.
    Che fa, si gratta la pancia?
    E il cardinale , accetta questa assenza di reciprocità nella libertà di culto come se niente fosse?

    C’è qualcosa che tocca.

  3. cerberus Rispondi

    19 maggio 2015 at 22:36

    I muslim si stanno allargando e noi,fessi e senza attributi, gli permettiamo tutto o molto,comunque troppo. Uno di loro disse:”grazie alle vostre leggi e alla vostra debolezza vi invaderemo “,e così sta avvenendo. Poveri i nostri figli e nipoti, in che Italia si troveranno a vivere? .io maledico i progressisti e i radical chic sinistroidi che stanno distruggendo le nostre tradizioni e la nostra terra…spero che il male che stanno facendo gli si ritorca contro.

  4. gastone Rispondi

    19 maggio 2015 at 22:41

    il primo pensiero che mi viene nel leggere questo articolo è rivolto alle migliaia di cristiani uccisi nel mondo solo per il fatto che sono cristiani. IO sono cristiano cattolico e non condivido nulla di questi cardinaloni ., soprattutto il loro atteggiamento nei confronti dei mussulmani, pensassero di più ai loro fedeli , che sono oramai sempre di meno.

  5. sergio Rispondi

    19 maggio 2015 at 23:26

    essì, non ci sono più i papi di una volta → http://www.tracce.it/?id=413&id_n=27425

  6. Alvaro Rispondi

    20 maggio 2015 at 08:34

    Qualcuno si e’ fatto due conti su quanto si e’ perso nel dibattito per andare dietro alla “fissazione” di un “poraccio”?
    Io si.
    Alvaro.

  7. Franco Rispondi

    20 maggio 2015 at 10:30

    Il primo dei dieci comandamenti è chiaro “Non avrai altro Dio fuori di me”. Quindi dialogare con altre fedi e altri dei è blasfemo e degno del rogo.
    Ma la cosa si spiega col fetto che troppi pezzi grossi della chiesa sono massoni e vogliono instaurare l’ adorazione del GADU.

  8. lucia Rispondi

    20 maggio 2015 at 16:08

    Temo che ai più sia sfuggito il Catechismo della Chiesa Cattolica pubblicato nel 1992,autore Giovanni Paolo II, cap. 841 dove si parla delle relazioni con i musulmani.Lo si trova in rete,su Wikipedia.C’è una bella sorpresa.

  9. Hendioke Rispondi

    20 maggio 2015 at 17:02

    Spero di non creare disturbo a nessuno ma ci tenevo a precisare che il dio cristiano (o, meglio, la visione cristiana del dio di Abramo) pretende sì di essere l’unico dio per tutti, al pari di quello islamico (o, meglio, della visione islamica del dio di Abramo).

    L’unica differenza è che i cristiani non pretendono più di imporre il loro dio al prossimo ma lasciano che sia questo a decidere liberamente. Tanto, se non sceglierà per il vero dio, se la vedrà con il Signore il giorno del giudizio e tanti saluti.

    Parte degli islamici, su questo, è rimasta ancora indietro, con un ritardo di un paio di secoli sui cristiani.

    Inoltre sarà parso a voi poco simpatico quanto occorso, libero, ma sostenere che la Piazza del Duomo è “un luogo, come una piazza, di per sé laico, neutro, non occupato da ideologie o rivendicazioni di fede” è quanto meno inesatto visto che (per ovvi motivi logistici) ogni evento di particolare importanza della Diocesi milanese si svolge lì come, ad esempio, l’annuale inaugurazione dei grest estivi (con tanto di canti collettivi su quanto è grande, buono il Signore e giusto abbandonarci a lui).

    Lo stesso fatto che deprecate nell’articolo, dopotutto, altro non è stato che parte di un evento di fede organizzato lì proprio dall’Arcivescovado che, giustappunto, è sempre stato più comodo nell’organizzare i suoi eventi in Piazza Duomo che altrove.

    • lucia Rispondi

      21 maggio 2015 at 09:20

      La piazza Duomo è giusto piazza del Duomo.La cosa più logica che sia a disposizione,almeno il sagrato,del Duomo per quelli che ora lei chiama “eventi di fede”.Quanto al fatto che i cristiani avrebbero deciso di non imporre al prossimo la loro visione di Dio,è una emerita sciocchezza .Primo perchè equivarrebbe al funerale del Cristianesimo.Secondo perchè non è neanche vero.È solo il funerale della Chiesa Cattolica Romana.Cristo non lo cancella neanche il Papa.Piuttosto è da vedere quali saranno i frutti di una scelta così sconclusionata,che forse gli esperti definirebbere eretica,apostata,se giå ora l’immagine di islamici oranti davanti al Duomo e suoni estranei sgomentano le anime semplici che si sono vista profondamente alterata da forme astruse anche l’architettura della città.La pecora può decidere che il lupo è un amico ma prima dovrebbe essere sicura che il lupo lo sia.Tempi bui si affacciano quando il pastore non scaccia il lupo ma gli apre l’ovile.Gesù ha messo in guardia da simili pastori,che ha chiamato mercenari.

      • Hendioke Rispondi

        21 maggio 2015 at 11:42

        Giustappunto. Piazza del Duomo è la piazza del Duomo e, quindi, luogo d’elezione degli eventi di fede o comunque organizzate dalla diocesi. Ergo è inesatto quanto scritto nell’articolo, dove viene definita una piazza laica, neutra, non occupata da rivendicazioni di fede.

        I cristiani cercano ancora, e ci mancherebbe altro, di convertire il prossimo alla loro visione di dio ma non cercano più di imporlo con le leggi, le armi o con la coercizione nelle sue varie forme. Quello intendevo. In molti territori dell’Islam, invece, questo ancora accade e in questo senso dicevo che quegli islamici sono rimasti indietro rispetto a noi.

        Gli islamici oranti di fronte al Duomo, nel caso citato dall’articolo, erano lì su invito della diocesi, a un evento di fede organizzato dalla diocesi quindi, se davvero la loro presenza sgomentano le anime semplici dei fedeli direi che se ne dovrebbe discutere all’interno della comunità cattolica milanese. La prossima volta non li si inviti.

        Ammesso e non concesso, ovviamente, che i fedeli possano far valere la loro volontà su quella dell’arcivescovo. Non sono abbastanza addentro ai meccanismi della comunità cattolica per saperlo.

  10. lucia Rispondi

    21 maggio 2015 at 14:55

    Ho definita “sconclusionata” questa scelta.Lascio ad altri le più corrette definizioni.Sulle imprecisioni delle parole dell’articolo,direi che sono il meno…..saluti

  11. dan Rispondi

    21 maggio 2015 at 18:01

    Forse non tutti sanno che… Al-Lah era uno degli dèi della tribù del padre di Maometto, per la precisione il dio lunare, che aveva avuto dalla dea del sole 3 figlie i cui nomi sono riportarti ancora oggi nel Corano. Ispirandosi all’ebraismo, verso il quale inizialmente era aperto, Maometto decise di abolire il politeismo imperante fino a quel momento facendo di “Allah” l’unico dio del suo popolo. Va da sè che col dio cristiano (ed ebraico) c’entra ben poco.

    • lucia Rispondi

      21 maggio 2015 at 21:13

      Non sapevo.C’è sempre tanto da imparare.

    • Hendioke Rispondi

      22 maggio 2015 at 10:37

      E’ una interpretazione etimologica che non conoscevo, e che con tutto il rispetto mi suona alquanto posticcia rispetto alla versione più accreditata, ovvero che Allah sia semplicemente il modo arabo di dire “il Dio”, che difatti viene usato da illo tempore anche dai cristiani di lingua araba.

      Inoltre a cercarla su internet, questa etimologia la trovo sostenuta solo in siti a forte matrice cristiana, il che mi fa sorgere il sospetto che possa essere una etimologia di comodo.

      Comunque questo non toglie la verità di fondo del suo commento, che nel passaggio dal politeismo dal monoteismo i futuri islamici hanno ricalcato la figura dell’unico dio sul loro dio tribale, allo stesso modo degli ebrei. Anche loro prima di diventare monoteisti erano politeisti con un dio nazionale adorato sopra tutti gli altri.

      Allo stesso modo i futuri cristiani hanno preso la figura di Gesù e di sua madre Maria (che per gli ebrei erano né più né meno che l’ennesimo falso messia e sua madre) e hanno attribuito loro il ruolo e i caratteri di molte delle precedenti divinità adorate.

      Alla fine adorano tutti lo stesso dio (perché così dicono i loro libri) ma le differenti versioni della divinità hanno subito l’influenza delle credenze precedenti, come è normale che sia.

  12. marco Rispondi

    22 maggio 2015 at 15:32

    diamo aiuti ai profughi solo ai cristiani e non ai accaniti di altre religioni che vogliono venire in Italia a dettare le sue leggi .Difendiamoci con nuove leggi.

    • Hendioke Rispondi

      26 maggio 2015 at 12:01

      Ma sì, rinunciamo alla nostra superiore civiltà e regrediamo a una logica non di diritto ma di tradizioni tribali. Paro paro a chi vive sull’altra sponda del Mediterraneo

  13. Sergio Rispondi

    3 giugno 2015 at 22:42

    Una sola domanda all’autore dell’articolo: per caso vai a Messa tutte le Domeniche e le Feste Comandate?

  14. Movimento d'Amore San Juan Diego Rispondi

    10 agosto 2015 at 01:07

    LA REALTÀ PIÙ SCONVOLGENTE DELL’UMANITÀ
    “ Conchiglia… ti invito a scrivere ora… in questo giorno…
    LA REALTÀ PIÙ SCONVOLGENTE DELL’UMANITÀ.

    È doloroso figlia… ma devi scrivere che l’uomo iniquo « ora » siede sul Trono di Pietro.”

    Lettera aperta di Conchiglia
    a Sua Santità PAPA EMERITO, BENEDETTO XVI
    Palazzo Apostolico – Castel Gandolfo – Roma
    e a Sua Eccellenza Rev.ma Vescovo Diocesi di Chiaravalle-Senigallia (AN) Mons. + Giuseppe Orlandoni

    I PARTE di XIV
    http://www.conchiglia.us/RIVELAZIONE_ITALIA/C_lettere/13.252_PAPA_EMERITO_BENEDETTO_XVI_1a_Parte_La_realta'_piu'_sconvolgente_dell'Umanita'_L'Uomo_iniquo_ora_siede_sul_Trono_di_Pietro.pdf

  15. Movimento d'Amore San Juan Diego Rispondi

    10 agosto 2015 at 01:08

    LA REALTÀ PIÙ SCONVOLGENTE DELL’UMANITÀ
    “ Conchiglia… ti invito a scrivere ora… in questo giorno…
    LA REALTÀ PIÙ SCONVOLGENTE DELL’UMANITÀ.

    È doloroso figlia… ma devi scrivere che l’uomo iniquo « ora » siede sul Trono di Pietro.”

    I PARTE di XIV
    http://www.conchiglia.us/RIVELAZIONE_ITALIA/C_lettere/13.252_PAPA_EMERITO_BENEDETTO_XVI_1a_Parte_La_realta'_piu'_sconvolgente_dell'Umanita'_L'Uomo_iniquo_ora_siede_sul_Trono_di_Pietro.pdf

  16. Movimento d'Amore San Juan Diego Rispondi

    10 agosto 2015 at 01:08

    LA REALTÀ PIÙ SCONVOLGENTE DELL’UMANITÀ
    “ Conchiglia… ti invito a scrivere ora… in questo giorno…
    LA REALTÀ PIÙ SCONVOLGENTE DELL’UMANITÀ.

    I PARTE di XIV
    http://www.conchiglia.us/RIVELAZIONE_ITALIA/C_lettere/13.252_PAPA_EMERITO_BENEDETTO_XVI_1a_Parte_La_realta'_piu'_sconvolgente_dell'Umanita'_L'Uomo_iniquo_ora_siede_sul_Trono_di_Pietro.pdf

  17. Alessandro mazzei Rispondi

    10 settembre 2015 at 16:38

    Si continua a divulgare ignoranza su ignoranza. Dire che Allah non è il Dio invocato dai cristiani è dire una solenne idiozia. Non solo si tratta dello stesso dio, ma della stessa religione. Anzi, dirò di più: la versione primitiva del cristianesimo è proprio quella seguita dall’Isla. Il profeta Mahammad, non ha inventato nessuna religione diversa: si è limitato a sistematizzare tutte quelle svariate forme sopravvissute , derivanti dal giudeo cristianesimo, prima fra tutte la corrente degli ebionisti, che avevano rifiutato il compromesso costantiniano sancito col concilio di Nicea I, , che, in qualche modo, cercava di rendere digeribile al mondo classico una concezione a questo assolutamente estranea. E il successivo corso della storia è una continua testimonianza di questa evidentissima realtà di fatto. Quando l’imperatore bizantini Leone III Isaurico, impose l’iconoclastia, .lo fece per il duplice motivo teologico e politico di riconquistare le popolazioni che avevano abbracciato l’islam, in gran parte, non perché soggiogati, ma perché riconoscevano in quella predicazione il nucleo centrale delle loro convinzioni cristiane e questo fenomeno è servito a fare conquistare all’Islam buona parte di quello che era l’impero romano, con l’eccezione della penisola anatolica e balcanica e quella italiana, annettendosi , peraltro, la Sicilia. E questo nel giro di appena un secolo e mezzo , se Poitier è della fine del 700. E tale realtàè solo politico-militare, non culturale, tenuto conto che molte influenze islamiste si introdussero in linguadoca e anche in Italia. Palacios attribuisce al sufi Mohieddin ebn Arabi, l’ispirazione della Divina Commedia. Lo stesso Ambrogio di Treviri, arcivescovo di Milano, è rimasto celebre per la sua intransigenza tutta cristiana, che assomiglia molto all’attuale fondamentalismo islamico ,al punto da vietare l’ingresso in chiesa dell’imperatore Teodosio. Occorre, dunque, , alla luce di questi parallelismi, non scegliere l’una o l’altra versione, ma respingere ed abiurare entrambe

  18. Paolino Paperino Rispondi

    25 settembre 2015 at 20:28

    Alessandro mazzei lei ha idee molto confuse, si rilassi e ripensi a quello che ha scritto, incommentabile.

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