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Premiato Poltronificio Ncd

Tra ministri, viceministri, sottosegretari, consiglieri e presidenti nei Cda (da Enel al Frejus), assessori regionali, membri di lobby e non meglio definiti "esperti di alimentazione", il partito di Alfano ha fatto incetta di ruoli e seggi. Abnormi rispetto al numero di voti e idee (inconsistenti, entrambi)

CAV-ALFANO, LA PARTITA A SCACCHI FINO AL CONSIGLIO NAZIONALE

“Un partito si caratterizza per le idee, non per le poltrone“. Questa è Nunzia De Girolamo ad Alfano, poco più di un mese fa. Peccato che l’atout del Nuovo Centrodestra siano proprio loro, le poltrone. Molto più delle idee e, aggiungiamo noi, molto più dei voti. La debolezza politica di un partito che vive nel solco di Comunione e Liberazione e non campa certo con gli elettori, trova infatti un punto di forza nell’abilità indiscutibile dei suoi uomini a piazzarsi – o farsi piazzare – ovunque. In una logica in cui le alleanze politiche – multiformi (o multiforni) – sono il viatico di un posizionamento strategico sulle seggiole che contano.

Alle ultime Europee, il Nuovo Centrodestra ha fatto fatica ad arrivare al 4%: per sforarlo, dello 0,38%, si è dovuto alleare con l’UDC di Lorenzo Cesa, ottenendo a Bruxelles solo 3 seggi (come la Lista Tsipras, per intenderci). Certo, con la soglia di sbarramento al 3% prevista dall’Italicum e che ha voluto dare il contentino proprio ai partitini, gli alfaniani hanno ancora qualcosa da dire in Parlamento, ma i voti restano comunque pochini. Alle Regionali dello scorso anno, in Piemonte, Emilia Romagna, Sardegna, Abruzzo e Calabria, il partito non ha certo brillato, rimanendo, in alcune di queste regioni, a secco di seggi in Consiglio.

Eppure, sia su scala nazionale che regionale, le poltrone non mancano. Nella squadra di governo le quote sono diverse. I ministri, per ora, sono due: Angelino Alfano e Beatrice Lorenzin. Tre fino a poco tempo fa, prima delle dimissioni di Maurizio Lupi. Con Letta erano addirittura cinque: Alfano (allora anche vicepresidente del Consiglio), Quagliariello, De Girolamo (poi dimissionaria in seguito allo scandalo delle nomine all’Asl di Benevento), Lupi e Lorenzin. Poi ci sono viceministri e sottosegretari che, per chi ne sa qualcosa di come funzionano i ministeri e la Pubblica amministrazione in generale, sono il trait d’union tra la politica e la potente burocrazia dei direttori generali: Enrico Costa, coordinatore del partito in Piemonte, è viceministro della Giustizia; Luigi Casero, sospettato di essere la “manina” autrice della norma salva-Silvio contenuta nel decreto legislativo sul fisco approvato prima dello scorso Natale, nonché promotore della fatturazione online, è viceministro all’Economia; Massimo Cassano, coordinatore di Ncd in Puglia, dal passato giuridico non limpidissimo e dalle parentele un po’ così, è sottosegretario al Lavoro; Simona Vicari è sottosegretario allo sviluppo Economico; Barbara Degani, ora sotto la lente della Procura per alcune consulenze affidate quando era presidente della Provincia di Padova, è sottosegretario all’Ambiente; Giuseppe Castiglione, anche lui recentemente tenuto d’occhio dalla procura di Catania per un’inchiesta su un centro di accoglienza per migranti, è sottosegretario alle Risorse Agricole; Gabriele Toccafondi, ex deputato fiorentino, è sottosegretario all’Istruzione; Gioacchino Alfano è sottosegretario alla Difesa. Ncd vanta inoltre un componente laico nel Consiglio superiore della magistratura, Antonio Leone.

Per Sabrina De Camillis, coordinatrice del partito in Molise, il governo Renzi, lo scorso aprile, si è inventato questa carica: “Esperto del Ministro della Sanità per le iniziative connesse alla riforma del Titolo V e per le attività di prevenzione, con particolare riferimento alla sicurezza alimentare e alle patologie croniche strettamente connesse con l’alimentazione”. Chapeau.

Un altro pezzo grosso è l’ex eurodeputato ed ex assessore al Campidoglio Alfredo Antoniozzi, candidato del Tesoro per il CdA di Enel, la cui nomina sarà votata in un’assemblea programmata per il 28 maggio prossimo. Fortino degli alfaniani sono anche alcune regioni, dove sono distribuiti incarichi a vario titolo. In Piemonte, le principali società satelliti della Sitaf, la Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus, sono fresche di restyling: la presidenza della Sitalfa, la controllata che si occupa della manutenzione, è andata recentemente a Sebastiano Gallina, membro della direzione nazionale di Ncd. Ruoli tecnici e sindacali sono poi stati distribuiti a Federico Sandretti ed Ernesto Ramojno, entrambi, pare, alfaniani. Sempre molto sodale con l’amministrazione Chiamparino, Ncd ha ottenuto anche la presidenza di Icarus, società a maggioranza pubblica che gestisce immobili e attività nel settore aerospaziale, che è andata all’ingegnere Fabio Massimo Grimaldi. In Lombardia, si sa, il Nuovo Centrodestra si culla nella scia di Cl e, pur avendo incassato alle ultime Europee solo un misero 3,9% (persino sotto la media nazionale), mantiene i suoi uomini in diversi posti chiave: due assessorati in Regione (Mauro Parolini al Commercio e Mario Melazzini alle Attività Produttive) e un sottosegretario, il lecchese Daniele Nava. Pare che recentemente il partito abbia fatto pressing per avere altri assessori, ma il progetto sia poi sfumato. Il presidente dell’aula del Pirellone, poi, è il ciellino Raffaele Cattaneo. In Sicilia, ha rivelato recentemente un’inchiesta pubblicata su L’Espresso, la “lobby” del ministro dell’Interno è potentissima e ha la sua punta di diamante nell’avvocato Andrea Gemma. In Liguria, le poltrone si stanno preparando: in vista di cosa succederà dopo le imminenti Regionali, Ncd ha appoggiato una scelta della giunta Burlando di prevedere fino a sette assessori esterni (non facenti parte dunque della lista del futuro governatore). E, visto l’appoggio degli stessi alfaniani alla candidata renziana Raffaella Paita, fare due più due è piuttosto semplice. Sono proprio le prossime Regionali, infatti, il terreno sul quale si stanno misurando le abilità strategiche di Ncd: chissà se saranno all’altezza dei cugini ciellini.

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di on 18 maggio 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Premiato Poltronificio Ncd

  1. Lorenzo Rispondi

    18 maggio 2015 at 08:47

    Questi elefanti da sopravvivenza tra un po’ avranno più poltrone che candidati alla poltrona.E’ triste ma si sono risolti il problema di vita ,la loro per ovvio.

  2. Franco Rispondi

    18 maggio 2015 at 12:06

    L’ NCD è proprio un bel partito ! (veramente anche gli altri non scherzano)
    Degnamente guidato da un giuda che continua a rassicurare tutti che non esistono terroristi in italia. Chissà poi perchè i loro bei palazzi del potere li hanno intasati di truppe scelte.
    Oltetutto ci tolgono anche l’ unico piacere che potrebbero fornirci quelli dell’ isis.

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