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Per Renzi e Mattarella la guerra al terrorismo si fa con gli sputi

jihad-islamica-670x274«Non mando i soldati in Libia a farsi sgozzare». «Il terrorismo non si combatte con la violenza». Sono affermazioni che sembrano uscite da una favola di Roald Dahl, da un racconto delle Mille e una Notte, da un pensiero paranoico del grande Leopardi. Eppure no. La prima l’ha detta Renzi, la seconda il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sono frasi preoccupanti, allarmanti. Una volta lette, abbiamo avuto le traveggole, poi i brividi, infine abbiamo riso amaramente. Come vogliamo difenderci? Con la tattica dello sputo? Ma fermarci qui non basta. Queste affermazioni esprimono con chiarezza incontrovertibile una subalternità culturale e una debolezza di fondo verso un mondo che non ci appartiene per la sua violenza, la sua inciviltà, la sua rozzezza troglodita e i suoi riti da Medioevo.

Eppure quel mondo sta attaccando l’Occidente. Sta attaccando l’Italia. Sta abusando della nostra ospitalità ingenua e masochistica. In breve: ci sta distruggendo. Anzitutto per la solita assenza di lungimiranza e di visione strategica del nostro Paese: abbiamo avallato con fierezza le Primavere Arabe, credendole manifestazioni durature di una libertà ritrovata. E invece, all’opposto, è avvenuta una frammentazione di interlocutori incapace, al momento, di assicurare una qualsivoglia stabilità geopolitica. Parafrasando Nietzsche, a volte è da preferire l’ingiustizia al disordine. Al contrario, abbiamo preferito mandare tutti all’inferno per poi finire anche noi negli abissi. In più, il problema del terrorismo è strettamente legato a quello dell’immigrazione. Non a caso in un’intervista alla BBC, uno scafista aveva parlato di un vero e proprio Stato che avevano creato loro, i trafficanti di uomini, tra Sabrata e Luara, guarda caso dove lo Stato Islamico ha creato i suoi campi d’addestramento.

Lì si sono addestrati anche i commando tunisini che hanno compiuto l’azione al Bardo di Tunisi, uccidendo 19 europei di cui quattro italiani. L’inconcludenza dell’Italia è inspiegabile, a maggior ragione dopo il monito del Consiglio Europeo che aveva intimato agli stati di non far partire i barconi, con ogni mezzo e in ogni modo. Dunque, anche con azioni decise di tipo militare. E Renzi invece che fa? Tentenna, si nasconde dietro frasi insignificanti, ipocritamente si appella alla necessità di trovare i metodi giusti nel rispetto dell’ordinamento internazionale. Di fronte alla violenza, non c’è alcun argomento che tenga, specialmente se ipocrita e buonista. Ma sopra ogni cosa, è in discussione la nostra libertà. La libertà dell’Italia e dell’Europa. Non possiamo morire da fessi. Solo il coraggio ci salverà. Al diavolo Renzi e la tattica degli sputi.

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di on 21 maggio 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Per Renzi e Mattarella la guerra al terrorismo si fa con gli sputi

  1. Alessandro Amato Rispondi

    21 maggio 2015 at 09:44

    Condivido in pieno

  2. Franco Rispondi

    21 maggio 2015 at 13:10

    Il terrorismo non si combatte con la violenza ? Questo governo di teste di …. uovo pensano di regalare loro dei cioccolatini per addolcirli ?
    Come è possibile che in italia prevalgano sempre gli imbecilli ?

  3. gastone Rispondi

    21 maggio 2015 at 13:31

    articolo che sottoscrivo in toto.

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