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Mai che si parli di diritto alla sicurezza, o alla proprietà…

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I fatti di venerdì a Milano altro non fanno che confermare una cattiva abitudine che sta contaminando buona parte dell’Occidente, da Baltimora a Milano: nascondersi dietro il diritto di opinione, in queste fattispecie particolare di manifestazione, per dare libero sfogo alle proprie pulsioni.

Venerdì ci siamo ritrovati a guardare le televisioni nazionali che trasmettevano in contemporanea un film d’altri tempi, in cui il protagonista, un pugile frustrato ma ancora assetato di divismo, scarica contro il sacco tutta la sua rabbia repressa, l’odio verso colui che durante un incontro l’ha sconfitto ma mai gli ha negato la possibilità di una rivincita. Così il mondo occidentale globalizzato ha sempre accolto sfide ed incassato minacce da quelle minoranze non rassegnate che costantemente violano i limiti. Perché quel sacco pesa per la stessa ragione per cui viene gonfiato di botte: rappresenta il mondo esterno, gli altri con i loro sacrosanti diritti.

Presi a pugni da ogni direzioni, spogliati di ogni diritto. Così si sentono in molti ormai da diversi anni, forze dell’ordine e comuni cittadini su tutti. Un’aula della Camera dei Deputati dedicata a chi con un estintore stava aggredendo una camionetta dei carabinieri, un NoTav che deride un carabiniere chiamandolo “pecorella” e ironizzando sul suo lavoro. A questo si aggiungono sentenze nazionali ed europee spesso troppo severe verso le forze di polizia ma indulgenti con i violenti. Queste sono le ragioni della strategia di contenimento che Polizia e Carabinieri sono costretti ad utilizzare, subendo e tacendo, lasciando libero il campo allo squadrismo per colpa di gruviere istituzionali che dimenticano i loro difensori per ragioni di sanissimo proselitismo ideologico. Ed un poliziotto potrebbe anche aggiungere, in parole povere: “Ma per 1300 euro al mese, chi me lo fa fare?”.

Ma veniamo ora alla maggior parte di noi, i comuni cittadini, deturpati di ogni diritto, dalla sicurezza alla proprietà privata fino all’opinione. Il pugile stanco cerca così di colpire l’avversario alle spalle. Brucia macchine comprate con quel lavoro che lui tanto reclama ma che in questo modo poco rispetta: tra quei BMW e Mercedes bruciate c’era probabilmente quella di un imprenditore, uno di quelli che il lavoro lo crea e lo ripaga. Il Rocky di Milano spacca anche vetrine e negozi, mette a ferro e fuoco il quartiere di un metropoli, ma non solo. Devasta banche, simboli del potere mondiale e della globalizzazione capitalista, ma anche depositi di denaro, mentre in modo simile il suo collega di Baltimora prende di mira i negozi di elettronica. E poi grida e insulta chi, dai palazzi assediati durante l’ordinaria follia, lo invita ad andarsene. È, infatti, lui solo a poter esprimere un’opinione sui grandi temi, dalla globalizzazione all’alta velocità: se va bene ok, altrimenti spranghe, vernici, pietre.

Tanto è sufficiente spogliarsi in una via di Milano per tornare alla vita di tutti i giorni. Moderni Dottor Jekyll e Mister Hyde che ostentano sicurezza e fierezza a bruciare macchine, devastare vie e negozi, rapinare banche (ma solo perché causa del male mondiale, sia chiaro). Vigliacchi che lottano in nome di ideali per i quali non vogliono mettere in gioco che una tuta nera, figuriamoci il volto, sempre ben nascosto dietro un cappuccio, un passamontagna o un casco.

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di on 4 maggio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Mai che si parli di diritto alla sicurezza, o alla proprietà…

  1. Maurizio Rispondi

    4 maggio 2015 at 08:49

    “Vigliacchi che giocano”…null’altro.Abbiamo veduto ed ascoltato un bel campionario di bestialità dette da questi inutili alla vita e sappiamo bene che non valgono come nulla pensano .Eroi della devastazione tra di loro.Le forze dell’ordine hanno l’imput di non far loro male mentre devastano,di evitare,di fermarsi nelle cariche per non aver rogne giornalistiche e con la magistratura.Bisogna mettere in campo squadre addestrate dell’esercito e vedrete che tutto finisce e che danni non ve ne saranno.Certo magari perderemo qualcuno di questi cretini ma non se ne accorgerà nessuno.La proprietà che questi animali ignoranti distruggono e’ il primo simbolo delle libertà possibili.Ma spiegarlo a vigliacchi incappucciati che si sentono grandi a distruggere le cose d’altri ed intervistati parlano come bimbi mai andati a scuola e’ impossibile

  2. db56 Rispondi

    4 maggio 2015 at 18:00

    Ma di che ci meravigliamo ?? viviamo nel mondo del politically correct ! Corretto per tutti coloro che delinquono in un modo o nell’altro con tutta l’attenzione focalizzata sui loro “diritti” mentre per noi non rimane altro che guardare e subire.
    Certo è che, se continuiamo a votare per le stesse persone, poi non possiamo lamentarci di quel che ci propinano in tutte le salse e su tutti i fronti ! L’unica possibilità che abbiamo di cambiare è nel nostro voto.

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