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La Pravda di Renzi

Il Corsera, fresco della nuova direzione Fontana, intona il peana al governo: «L'Italia riaggancia l'Europa», grazie a «un'agenda di riforme intensa» e all' «effetto differito dell'operazione 80 euro». Poi elogia il maestro Matteo che «ammalia gli alunni» come Robin Williams ne "L'attimo fuggente". Sembra proprio un colpo di fulmine...

Corriere-della-Sera

È cambiato il direttore, la testata è rimasta la stessa, ci mancherebbe, e anche la grafica del giornale pare uguale a prima. Però, da quando è andato via Ferruccio De Bortoli, in via Solferino spira come un’arietta nuova, una brezza leggera tipo #lavoltabuona e #cambiaverso; un venticello a favore, diciamo così, non quello della calunnia che è un venticello assai sottile che rimbomba come un tuono di cannon, ma no, un vento a favore, che gonfia le vele alla barca del governo e spinge Renzi a dire al Corrierone “Qual buon vento”.

Ecco, da uno come il nuovo direttore del Corriere della Sera – ora ribattezzato Corriere della Resa (allo strapotere renziano) – ossia Luciano Fontana, per anni uomo ombra di De Bortoli, e in passato giornalista di punta de L’Unità – che, diciamola tutta, non proponeva certo un modello economico simile a quello avanzato oggi da Renzi – ecco, da uno così ti saresti aspettato qualcosina di diverso. Ti saresti aspettato, che so, che provasse ancora a far le pulci a questo esecutivo tirandosi fuori dal coro unanime di lode sulla stampa; che tentasse di fare il canto ma pure il controcanto, da scafato cerchiobottista; o che addirittura dicesse con schiettezza le cose come stanno, come ha fatto il buon Ferruccio che salutando, con garbo istituzionale, non ha perso l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti dell’attuale premier, da lui definito «un maleducato di talento che disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche» e un politico che «ha una concezione autoritaria di occupazione delle istituzioni». Non proprio parole al miele, ammettiamolo.

Ma cambia il vertice e cambia linea. Ed eccolo allora, il Corrierone, il gran giornale liberale, intonare il peana alle sorti magnifiche e progressive dell’umanità inaugurate da Renzi, e trasformarsi in un giornale di partito o, meglio, in una sorta di Pravda del governo, bollettino ufficiale delle imprese mirabolanti portate a termine dal premier. Il canto di lode, va da sé, non può che cominciare con l’elogio delle misure economiche che hanno consentito all’Italia di «riagganciare l’Europa» grazie a «un’agenda di riforme intensa e ambiziosa», come vuole il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. Il riferimento è alla crescita del Pil che, per la prima volta, dopo una dozzina di semestri, è tornato a aumentare dello 0,3%. Poi vai a leggere bene i dati e ti accorgi che in primo luogo l’aumento è relativo soltanto al mese precedente, mentre su base annua, cioè confrontato al primo trimestre del 2014, quando Renzi era appena entrato in carica, l’aumento è pari a 0. Sì, zero. Leggi ancor meglio i dati e scopri che questa tanto sbandierata crescita dello 0,3% è ben misera cosa rispetto a quello che ci vorrebbe per davvero per venire fuori dalla recessione: cioè una crescita del 2% come ha fatto ben notare Passera, secondo cui «è scandaloso che avessero previsto una crescita dell’1.3% e ora si accontentino dello zero virgola». Ma poi, vai a leggere ancora meglio i dati e scopri che l’Italia non ha affatto agganciato l’Europa, in primo luogo perché questa cresce dello 0,4% a differenza dell’Italia che cresce dello 0,3%, ma soprattutto perché, su base annua, il nostro Pil aumenta molto meno rispetto a Stati davvero malandati: per capirci, se noi cresciamo zero, la Spagna rispetto al primo trimestre 2014 cresce del 2,6%, la Grecia dello 0,3%, la Francia dello 0,7%. Senza considerare la Germania, il cui Pil cresce di un punto percentuale.

Allora ti rendi conti che quei dati sono un po’ farlocchi e che tanto entusiasmo da parte del Corrierone è mica troppo giustificato. Ma poi ti arrendi quando scopri che addirittura il quotidiano di via Solferino giustifica questi segnali ripresa come «un effetto differito dell’operazione 80 euro» per cui ora finalmente gli italiani utilizzano quel tesoretto «per finanziare acquisti che erano stati rinviati sine die». In pratica, il bonus degli 80 euro, approvato l’anno scorso, darebbe i suoi risultati a scoppio super-ritardato, perché prima gli italiani lo utilizzavano «per pagare le tasse» e «accontentare l’erario». Se questo fosse vero, vorrebbe dire che nel frattempo le tasse sono diminuite, cosa che invece non è. Quindi questa interpretazione suona, diciamo così, un tantino forzata e un tantino faziosa.

Vabbè, ma se proprio non vi fidate dei dati economici del Corriere, fidatevi almeno della sua analisi mediatica dell’uomo Renzi, da poco trasformatosi nella reincarnazione di John Keating, il prof del film L’attimo fuggente che «ammalia gli alunni», e capace ieri, con il fascino della «lavagna che attira l’attenzione», «non interattiva ma nemmeno austera», «alle spalle una solida libreria che accoglie l’intera Treccani» e «maniche di camicia e gesso in mano che possono diventare virali», di «difendere la riforma» scolastica e di offrire una «vera lezione» «inaugurando un nuovo format della comunicazione istituzionale». Ci manca soltanto che i giornalisti del Corriere salgano sulle rispettive scrivanie a intonare “Capitano, mio capitano” di Walt Whtiman, e la scena è completa. Renzi, per carità, fa il suo mestiere promuovendo la Buona Scuola, ma al Corriere dovrebbero chiedersi seriamente se stiano facendo Buon Giornalismo.

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di on 14 maggio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a La Pravda di Renzi

  1. Macx Rispondi

    14 maggio 2015 at 15:01

    Great!

  2. Epulo Rispondi

    14 maggio 2015 at 15:21

    Ho letto, nella pagina dei sondaggi del Corsera, che solo il 74% degli italiani avrebbe apprezzato il suo monologo sulla squola. Gli altri tutti “rosiconi”, “gufi”,”ma n’do volete annà?”.

  3. Ernesto Rispondi

    14 maggio 2015 at 17:29

    Ennesima topica dell’Intraprendente, sempre più confuso nel cercare di sostenere due tizi che non esistono, quel tale ministro di Monti che voleva la patrimoniale ma adesso è di destra, e quel tale traditore di Verona che voleva la patrimoniale e adesso è di destra. Quando si dice le coincidenze: l’unica cosa che li unisce è questo strano afflato per la patrimoniale, probabilmente condiviso in segreto anche da qualche giornalista di questa testata.
    Quanto al presunto “cambio di linea” fra De Bortoli e Fontana, solo la Terra dei Tirlibibi è un esercizio maggiore di fantasia. Il Corriere della Sera è da almeno 3 anni l’organo non ufficiale per PD, in base a un preciso accordo fra i “padroni” Agnelli e il PD stesso, garante De Bortoli. Il PD ha lasciato fuggire in paradiso fiscale FIAT, e in cambio gli Agnelli lasciano che il PD usi il Corriere come giornale di propaganda. Ad informazione di questa stranamente distratta redazione, giova ricordare che al Corriere lavorano (e spesso siedono nella redazione) il finto liberale e poi parlamentare del PD Mucchetti (“io non sarò mai un politico e non sono di sinistra”), il Comunista di Crema Severgnini, il quinta colonna veneto Stella (quello che combatte il nepotismo ma piazza i figli al suo stesso giornale e in Statale a fare il prof), l’attivista extraparlamentare di sinistra Nino Luca, l’ex radio popolare Rebotti, gli economisti finto liberali Alesina e Giavazzi che propugnano soluzioni economiche marxiste propugnandole per “libero mercato”… Devo andare avanti? Lì all’Intraprendente probabilmente siete appena usciti dal coma, o avete un gusto innato per la boutade e il calembour, se non vi eravate accorti di quanto sopra, della campagna del fango contro la destra italiana, e di tante altre bazzecole. D’altra parte, potete tranquillamente prendervi a braccetto con loro: le sciocchezze che quelli scrivono sulla Lega sono le stesse che scrivete voi, ad esempio. Capita sempre più spesso. Fontana il comunista è solo il pupazzo di criptomarxista de Bortoli, né più né meno di come Alesina e Giavazzi sono i ghost writers dell’altro criptomarxista Mario Monti, quello che ha salvato l’Italia distruggendo l’economia del nord.
    L’Intraprendente da dritto nella lista dei giornali che crede che la gente del nord abbia l’anello al naso, grazie alla sua allucinante linea editoriale inaugurata un paio di mesi fa. E dire che eravate partiti bene, ma tirare a bordo fuffa meridionale non poteva che condurvi qui: alle favole.

  4. adriano Rispondi

    14 maggio 2015 at 17:35

    Una volta,secoli fa,pensavo:”Quando i ragazzi comunisti andranno al potere la cosa più insopportabile non sarà tanto quello che combineranno ma essere costretti e sentirsi dire che tutto va bene anche se tutto va male.”L’amato PIL può fare quello che vuole.Fino a quando il mio reddito cala,casa mia rimane in recessione.Fuori invece,per quanto detto,splende il sole.Personalmente ritengo ci sia un indicatore oggettivo della situazione e sono i tassi di interesse.Fino a quando resteranno negativi e tutti fingeranno che sia normale si può essere sicuri che la crisi è ancora tutta lì,bella e intera.Poi se qualcuno è felice con gli ottanta euro e ha deciso c di comprarsi la barca,beato lui.Non lo invidio perchè preferisco conservare la ragione.

  5. Filippo Rispondi

    14 maggio 2015 at 17:57

    E cosa sarà mai un abbraccio tra vecchi uomini di sinistra oggi in bilico tra destra camuffata a sinistra e giornale borghese- liberalgovernativo.E’ bello ristrovare intendimenti comuni e vicinanza idealgovernativa.Ma i giornali ,non ditelo al Fontana innamorato,servono ad altro….alle volte informano anche.

  6. femine Rispondi

    14 maggio 2015 at 19:12

    Il sol dell’avvenire è rispuntato gagliardo; ai gonzi stupidamente abbacinati sembra alto nel cielo mentre a quelli che hanno occhi non bendati e testa propria per pensare guardano sconsolati la cruda realtà dell’imbroglio catastrofico condito dai ghigni di scherno di coloro che comandano in nutrita inossidabile brigata della morte. Abbiamo la facoltà di non votarli alla prossima occasione utile ma rimarrà chissà per quanto tempo una mera “soddisfazione” personale. I glorificatori imbesuiti e/o asserviti, che oggi si spellano le mani e si sperticano menzogneri a gonfiare la frottola governativa con i reiterati “tutto va ben, anzi meglio” sono senza dignità civica e intellettuale.

  7. gl lombardi-cerri Rispondi

    15 maggio 2015 at 06:49

    E vi meravigliate di certi atteggiamenti?
    Il cosiddetto inno nazionele andrebbe modificato così: ” Fratelli d’Italia, tenete famiglia…..”

    • Ernesto Rispondi

      15 maggio 2015 at 13:16

      “Il cosiddetto inno nazionele andrebbe modificato”
      Di nuovo? Attenti, perché a furia di lasciarlo modificare ai comunisti, l’inno nazionale diventa poi:

      La Grande Russia ha saldato per sempre
      Un’unione indivisibile di repubbliche libere!
      Viva l’unita e potente Unione Sovietica
      Fondata dalla volontà dei popoli!
      Sia celebre la nostra Patria libera,
      Sicuro baluardo dell’amicizia fra i popoli!
      Il partito di Lenin, che è la forza del popolo
      Ci porta verso il trionfo del comunismo!
      Attraverso la tempesta ci illuminò il sole della libertà
      E il grande Lenin ci rischiarò la via:
      Alla giusta causa mosse i popoli,
      Ci ispirò al lavoro e ad eroiche imprese!
      Nella vittoria delle idee immortali del comunismo
      Noi vediamo l’avvenire del nostro paese.
      Ed alla bandiera Rossa della gloriosa Patria
      Saremo sempre leali con abnegazione!
      La Grande Russia ha saldato per sempre
      Un’unione indivisibile di repubbliche libere!
      Viva l’unica e potente Unione Sovietica
      Fondata dalla volontà dei popoli!
      Sia celebre la nostra Patria libera,
      Sicuro baluardo dell’amicizia fra i popoli!
      La bandiera sovietica, la bandiera del popolo
      Ci guidi di vittoria in vittoria!
      Attraverso la tempesta ci illuminò il sole della libertà
      E il grande Lenin ci rischiarò la via:
      Stalin ci educò alla dedizione verso il popolo,
      Ci ispirò al lavoro e ad eroiche imprese!

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