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La Chiesa non sdogana l’aborto. Fa solo sano marketing

papaClamorosa svolta dottrinale nella Chiesa Cattolica. In nome della misericordia, cui è dedicato l’anno giubilare speciale che si aprirà l’8 dicembre prossimo, Papa Francesco sdogana il peccato di aborto e invita i sacerdoti a perdonare tutto. Ovviamente non è vero. Ma a leggere la notizia sui giornali l’idea che se ne cava è quella.  Ora, anche chi a suo tempo bigiava le ore del Catechismo sa che un colpo di spugna così il Papa non può darlo. Tecnicamente, fisicamente. Ammesso e non concesso che un Pontefice voglia farlo, non è in suo potere rovesciare la dottrina cristiana. Basta infatti eleggere dentro la notizia per capire che davvero non è cambiato nulla, insomma che – si parva licet – la notizia non c’è.

Spiega mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione nonché incaricato pontificio per l’organizzazione del Giubileo, che «tra le facoltà di perdono che saranno date ai missionari della misericordia ci sarà anche l’aborto, a tutte le condizioni, ovviamente dopo il reale pentimento della persona interessata». Insomma, prima c’è il pentimento reale dell’abortista passato attraverso il confessionale con tanto di sincero proposito a non più commettere lo stesso peccato e – nel limite del possibile – volontà di riparare, poi c’è l’assoluzione da parte del confessore e il perdono. Come sempre. Come per qualsiasi peccato. Come per l’omicidio e pure per l’aborto. Da sempre. Da che Chiesa e Chiesa. Mons. Fisichella glossa aggiungendo che la novità sono la fisionomia dei missionari della misericordia e gli strumenti che essi ricevono per esplicitare il loro mandato. Una questione di comunicazione, cioè; insomma di marketing, di sano marketing: reclamizzare bene e reclamizzare meglio il prodotto di sempre affinché in quest’anno di grande promozione venda di più. Ma né sconti né saldi. Il Giubileo speciale, infatti, la misericordia mica l’ha inventata. La rimarca e la sottolinea percependo che i tempi sono adatti, vale a dire che oggi c’è particolarmente bisogno d’insistere su quell’aspetto. Il peccato resta peccato, e la confessione resta confessione. Anche quest’anno, allora, come sempre, persino l’orrido peccato dell’aborto può essere, a certe condizioni, sanato. “Sappiatelo tutti”, è come se dicesse il Papa, ben conscio del fatto che l’aborto è il grande muro che divide credenti e non credenti, ma che pure la cosa detta e ridetta mille volte a orecchie che non vogliono ascoltare magari la milleunesima volta invece fa breccia. Lui ci conta, anzi ci prega.

aborto-fetoMa allora perché tanto clamore per nulla? Perché, si sa, i giornalisti sono maliziosi, ma pure perché, si sa, i curiali sono pasticcioni. Se curassero più la sintassi delle loro frasi secondo la scansione del prima e del dopo logici, se sapessero dove porre ben le enfasi e se asciugassero un poco la prosa, i fuochi di paglia nemmeno si accenderebbero. Solito problema di non riuscire mai a comunicare bene il programma al pubblico. Se però ognuno facesse il proprio mestiere…

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di on 7 maggio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a La Chiesa non sdogana l’aborto. Fa solo sano marketing

  1. Antonia Chimenti Rispondi

    7 maggio 2015 at 10:40

    Aggiungerei anche il fatto che chi possiede un minimo di basi di cultura cristiana non ha bisogno di apprendere dai giornali, dai media in genere, la sana dottrina del suo credo religioso.

  2. Andrea Tornielli Rispondi

    7 maggio 2015 at 15:39

    Mi permetto di rilevare che la notizia invece c’era. Il peccato di aborto non può essere assolto da qualsiasi prete. Può farlo la Penitenzieria apostolica, può farlo il vescovo, possono farlo sacerdoti delegati ad hoc dal vescovo. Il fatto che i missionari della misericordia abbiano le facoltà per assolvere il peccato d’aborto, come altri peccati più gravi (quei “delitti” di competenza della Santa Sede), è dunque a mio parere significativo.

  3. lucia Rispondi

    7 maggio 2015 at 18:43

    Ma dai! Cosa dovrebbe succedere?Che si confessa l’aborto,con relativo pentimento,ma non si viene assolti per un errore procedurale,dato che il prete non è titolato?O si faranno confessionali ad hoc?Quest’anno c’è il tre per due degli aborti e il prossimo quello dei furti?Non c’è alcun marketing.C’è la vittoria del caos.Questa chiesa è uno scherzo.Parole e sentimentalismo,immagini ed emozioni.Null’altro.Clero di plastica,candele a led,ostie a norma EE,preghiere registrate in studi televisivi.Biglietti di ingresso nelle chiese più famose ,turismo religioso…Nessuna idea,solo luoghi comuni sposati dai media e nessuna difesa del cristiano o rivendicazione del proprio potere di misericordia verso il peccatore,che non sia famoso o uomo politico.Pugno duro A PRESCINDERE DALLA VERITA’ se si tratta di un uomo di chiesa.Vigliaccheria .

  4. Matteo Rispondi

    7 maggio 2015 at 19:15

    Il modo migliore di condannare il peccato è perdonare il peccatore, perché il peccato è sempre e solo un difetto di misericordia.

    Non esiste una classifica in base alla quale certi peccati (e l’aborto non è mai nemmeno menzionato in tutta la Bibbia) possono essere perdonati solo dal vescovo, dal Papa o da Dio in persona.

    Se nemmeno chi era senza peccato ha scagliato la prima pietra, a maggior ragione non dobbiamo farlo noi.

    Gesù, dalla croce (esiste omicidio più grave?), ha perdonato tutti.
    Non ha tutti però ha detto: “tu oggi sarai con me in paradiso”.

    Forse questo può aiutarci a capire cosa significa: “Tutti i peccati saranno perdonati, ma non quello contro lo Spirito”.

    • Matteo Rispondi

      7 maggio 2015 at 19:17

      Errata corrige:
      Non “a” tutti… senza “h”.

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