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«Il pianeta lo salveranno gli Ogm e il mercato». L’Expo vista da Fidenato

Expo Milano 2015In occasione dell’Expo di Milano, che ha come tema principale l’alimentazione, abbiamo deciso di sentire una voce fuori dal coro. Per superare i guru come Vandana Shiva, con Giorgio Fidenato, presidente di Agricoltori Federati e famoso per le sue battaglie pro-OGM, abbiamo cercato di dare delle risposte a quesiti che troppo spesso cadono nel vuoto.

Presidente, primissima cosa: come sta il suo mais dopo la decisione di febbraio del Consiglio di Stato che ha respinto il vostro ricorso e ha confermato il divieto di coltivazione di mais geneticamente modificato in Italia?

«Noi proseguiamo. Il nostro scopo è quello di fare emergere le contraddizioni dell’Europa. I trattati europei prevedono la libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone ma la Commissione ed il Parlamento europei violano questi elementi con direttive come quella del marzo di quest’anno (accolta con grande favore anche dal Ministro dell’Ambienti Gian Luca Galetti, questa direttiva conferma il diritto del singolo Stato a decidere sul tema degli OGM, ndr). Perché in Spagna si possono coltivare gli OGM ma in Italia no? Dicono per motivi socio-economici, per pianificazione territoriale, ma non credo che la pianificazione territoriale della semina sia espressione di uno stato di diritto. Siamo al comunismo applicato in materia agricola con i politici che ci dicono cosa è bene mangiare e cosa no, di non mangiare OGM ma biologico e biodinamico. Peccato io voglia mangiare prodotti biotech, che sono più salubri.»

Il TTIP potrebbe rappresentare un aiuto per l’ingresso degli OGM in Italia?

«Premetto che nessuno può conoscere a fondo i termini dell’accordo. Ma credo che già il WTO avrebbe dovuto bacchettare l’Europa riguardo al divieto di seminare OGM che prevale in gran parte dell’Europa. Questo mi fa infuriare con i politici che prendono decisioni inaccettabili sulle nostre spalle. Fu così nel 1984 con le quote latte introdotte pur di produrre acciaio a Bagnoli ma quella produzione, insostenibile, è stata abbandonata. Non vorrei essere aiutato da qualche accordo ma dal semplice diritto che mi garantisca di poter seminare quello che voglio, finché non reco danni ad altri.»

Cosa pensa dell’Expo? Ormai parlare di alimentazione sembra molto trendy.

«In quanto cosa pubblica la squalifico immediatamente. Penso, infatti, che certe cose debbano essere fatte con il contributo dei privati. Quando interviene la politica il danno è totale come testimoniano gli slogan e i messaggi lanciati durante questo Expo, chiari esempi di una civiltà occidentale ormai decadente, di persone che hanno perso la bussola e non hanno più riferimenti alla vita reale, al mercato, alla fatica di produrre, vendere e esaudire il desiderio dei consumatori. In questo periodo la politica governa e indica ciò che è bene fare senza però capire il mercato e le sue richieste. Così è successo con i capannoni di Tremonti che sono rimasti vuoti dopo che il mercato non li ha digeriti in quanto inutili. È come una persona sotto l’effetto di droghe: si sente padrona del mondo ma quando cessa l’effetto si ritrova la salute rovinata. E l’Expo è un esempio di questo atteggiamento: non sono messaggi del mondo produttivo bensì dei politici, lontani dalla realtà e dal mercato. L’Expo riflette la differenza tra mezzi politici e mezzi economici: il politico ti può estorcere denaro per prendere decisioni sulle tue spalle, il mercato invece non può estorcere soldi ai consumatori e obbligarli a comprare un prodotto: se un prodotto risponde alle esigenze avrà successo, altrimenti no.»

AgriculturaLe bandiere di questo Expo sono personalità come Vandana Shiva, da sempre ben disposta a predicare la sua religione anti-OGM. Quanto pesa la politica su questi temi?

«Questi santoni sono tutti dei radical chic, usciti dal Sessantotto, gente che nella vita reale non è riuscita a fare nulla e che ha sempre vissuto e continua a vivere grazie alla politica. Ora si ritrovano in mano il potere e pretendono di spiegarci la sostenibilità, dirci cosa mangiare e cosa no, essendo loro degli illuminati. Personalmente, quando sento dire che la politica deve riprende in mano l’economia mi innervosisco. Bisogna, invece, cacciare la politica dall’economia e gli imprenditori devono smettere di fare i prenditori di contributi e allearsi con politici e banchiere ma essere veri imprenditori, andando sul mercato dei risparmi e facendosi finanziare da questo.»

Gli OGM possono aiutare a combattere il paradosso alimentare, centrale per questo Expo, di spreco e denutrizione?

«Sprecare è un comportamento per me moralmente riprovevole, ma è questione morale e di cultura e in tal senso va affrontata. L’OGM consente di produrre più quantità di cibo su una stessa superficie ed è paradossalmente a favore della biodiversità: infatti, più riusciamo a produrre per unità di superficie, meno superficie abbiamo bisogno di mettere a coltura in un mondo che sta aumentando il numero di bocche da sfamare. Inoltre, l’OGM salva la biodiversità in quanto permette un aumento della produttività in maniera, come direbbero certi benpensanti, sostenibile diminuendo l’utilizzo della chimica. Ad esempio, si sta cercando di capire il meccanismo che possa legare il rizobio, batterio delle leguminose che in cambio dei nutrienti offre l’azoto, elemento fondamentale per le piante, anche ai cereali, fenomenali per produttività ma che necessitano di l’azoto attraverso i concimi chimici. Se i vari ministri non avessero impedito ed impedissero le ricerche sulle biotecnologie, potremmo produrre grandi quantità di cibo senza dover usare petrolio e altri prodotti chimici.»

Giorgio Fidenato

Giorgio Fidenato

Un ultima domanda sulla multinazionale americana Monsanto, ancora una volta oggetto del discredito di molti pensatori. Qual è la sua posizione rispetto alle innovazioni di questo azienda?

«Dovremmo avere ancora pregiudizi verso i tedeschi per la Seconda guerra mondiale? Va tenuto presente il passato della Monsanto, ma non possiamo continuare a rifarci a vecchi storie [il riferimento è al defoliante Agent Orange usato durante la guerra in Vietnam dall’esercito americano, ndr]. Adesso hanno realizzato le biotecnologie, una manna per chi vive nei campi in quanto assicurano una maggiore produzione con prodotti più sicuri e salubri. E, pur tenendo presente il loro passato, ora dovremmo esaminare il prodotto in sé. Ma siccome siamo nell’ideologia pura, ciò non è possibile: santoni come Vandana Shiva sono ormai integrati nel sistema.»

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di on 5 maggio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a «Il pianeta lo salveranno gli Ogm e il mercato». L’Expo vista da Fidenato

  1. Albert Nextein Rispondi

    5 maggio 2015 at 18:31

    Ha ragione su tutto.

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