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Il nostro arsenale per la libertà

Semmai, si sarebbe dovuto spiegare perché non farla, un’operazione editoriale e culturale del genere. Perché coinvolge le radici stesse di questo giornale d’opinioni, qualcosa di più delle sue ragioni, direi i suoi istinti basici. “Liberale” è stato per troppo tempo un passepartout decorativo, una premessa di fede subito contraddetta dallo svolgimento dei discorsi, nel Paese del finto capitalismo di Stato e della fin troppo vera concertazione corporativa permanente. No, per noi “liberale” corrisponde a delle priorità concretissime, cessazione del massacro fiscale e burocratico e sgombero del campo per l’iniziativa privata in qualunque interstizio si manifesti. E, allo stesso tempo, “liberale” corrisponde anche a delle coordinate culturali, è suono che rimbomba di secoli e di filosofia, e una buona volta conteranno pure queste, le cose ultime, per imbastire un discorso sensato, altrimenti facciamo mera rendicontazione del notiziario, ed è un campo già fin troppo affollato.

Ecco, mi fa piacere pensare che la collaborazione che inauguriamo oggi con l’Istituto Bruno Leoni sia anche questo, poggi anche su queste due fondamenta: l’incontro tra chi tenta il corpo a corpo quotidiano con i fatti da una trincea “liberale” (con tutte le approssimazioni e gli erroracci che l’imperfezione congenita dei giornali e della giornata comporta), e chi invece quella trincea la difende e la espande ai piani superiori, da anni, con attivismo intellettuale ed organizzativo insuperato, diciamo con una sana ottica da sano lobbismo anglosassone, giusto per dire qualcosa di liberale. Ecco allora l’idea: sei Classici della Libertà, sei perle dai padri fondatori del liberalismo, ma non quelle stranote e stracitate, anzi queste sono tangenziali e spiazzanti, come si conviene a un pensiero liberale. Le ha selezionate e curate l’Ibl, le trovate da oggi a disposizione qui, su L’Intraprendente, in un’ampia varietà di formati e spazi online: Amazon, Book Republic, EbooksItalia, Google Play, iTunes. Non solo: avrete anche la possibilità di acquistare la versione cartacea, attraverso il servizio print-on-demand di Amazon (per tutte le informazioni e la guida all’acquisto, vedere l’apposito banner sulla destra). Ogni giovedì, un Classico della Libertà, un eBook da acquistare e mettere nel proprio arsenale concettuale contro la prepotenza dello Stato, oltre a un estratto dell’opera da leggere direttamente sul giornale. E l’inizio è davvero classico, scomoda un caposaldo irrinunciabile per coniugare qualsiasi alfabeto liberale, Alexis de Tocqueville, l’uomo che ha sezionato in diretta l’anima giacobina della Rivoluzione Francese e la scintilla inedita nella storia dell’uomo che veniva accesa con l’esperimento della democrazia americana. Ma, appunto, qui si battono sentieri inesplorati della riflessione tocquevilliana, nell’eBook trovate il suo Discorso contro il diritto al lavoro (sull’attualità non v’intrattengo, sta già tutta nel titolo, che dedico idealmente a quegli autentici reazionari che sono i sindacati italici) e un commento su La democrazia in Svizzera (anche qui, si tocca un nervo che riguarda questo giornale dalla fondazione, il nesso tra liberalismo e federalismo). Seguiranno altri pesi massimi di quella contro-storia della filosofia ufficiale che è il pensiero liberale: Murray Rohtbard, Vilfredo Pareto, David Hume, Edmund Burke, Antonio Rosmini (ma sui contenuti non anticipo nulla, vi lascio al piacere della scoperta). Come vedete, una collana di Classici eterogenei e anche divergenti, perché è nella natura stessa del liberalismo farsi attraverso i vari liberalismi attecchiti nella realtà, quello classico, quello libertario, il liberalismo conservatore, il liberalismo cattolico. Nessuna dottrina in senso deteriore, nessuna ideologia residuale, ma idee feconde per affrontare ogni giorno la battaglia della sopravvivenza nel Paese più statalista d’Occidente. È un armamentario a disposizione per difendersi dalle idee dominanti (se per Marx erano quelle delle classi dominanti, significa che oggi sono quelle dei boiardi dello Stato e del paraStato, dei parassiti), ma anche per difendere il proprio fatturato, il proprio lavoro, la propria intrapresa. Non è vero che il saccheggio è inevitabile, non è vero che l’organizzazione della società costruita sulla rapina ai produttori è l’unica costruibile, non è vero che lo Stato siamo noi. All’opposto, noi ci siamo e ci esaltiamo nei nostri talenti proprio quando lo Stato si fa da parte. Se la pensate così, da oggi avete un motivo in più per farvi un giro su queste pagine. E acquistare i Classici della Libertà, ovviamente.

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di on 14 maggio 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Il nostro arsenale per la libertà

  1. Jolbi Rispondi

    14 maggio 2015 at 08:29

    Grazie!!! Una splendida idea ….. Non si potranno mai cambiare le cose se non si sostiene un pensiero capace di cambiare!!!

  2. Francesco Rispondi

    14 maggio 2015 at 10:27

    La Bruno Leoni e’ un ottimo baluardo di cultura liberale,siamo felici di questo accordo.Il loro impegno per la liberalità e’ importante tanto quanto quello dell’Intraprendente.La verità e’ che tutti ci pensiamo liberali ma pochi ne conoscono cultura, storia e partecipino le azioni di chi in quest’area importante e libera si pone e cerca di darne coscienza e consenso partecipativo .Bravi!

  3. Antonello Vasta Rispondi

    14 maggio 2015 at 15:27

    Che sia anche di Buon auspicio ad un diffuso impegno politico delle menti liberali del paese, da sempre annichilite dalle diverse forze socialiste che han prevalso al potere,imponendoci questa asfissiante cappa di statalismo, dalla quale il loro figlioccio Renzi, a mo di Cuculo in nido altrui, fa finta di volerne uscire con qualcosa di liberale, che quella cappa in realtà non scalfirà mai.
    L’assenza d’un contradditorio di parte liberale porta a situazioni paradossali come la demenziale attribuzione della crisi economica attuale da parte dei no-Expo all’eccesso di liberalismo nei sistemi economici occidentali, nostro compreso. Opinione d’altronde veicolata anche nell’opinione pubblica dal sistema mediatico simbiotico del potere politico degli statalisti.
    Diamoci tutti più da fare .
    Grazie a voi per questa iniziativa

  4. adriano Rispondi

    15 maggio 2015 at 06:34

    Bene un pò di chiarezza non guasta.La simbiosi con i Leoni indica che sulla premessa dell’euro l’Intraprendente,con la nuova cosa “liberale” che appoggia,è per il suo mantenimento,con le ricadute implicite di limitazione di sovranità e accoglimento delle imposizioni europee.Anch’io “la penso così” ma prima nel mio “liberalismo” viene la libertà dalle imposizioni.Da quando sono grande mi piace decidere da me.Tutto il resto viene dopo e,vista la premessa,per quanto mi riguarda il discorso si chiude.Auguri per il vostro percorso,per me vecchio e inconcludente.Non capisco come si possa conciliare la presunta vocazione al federalismo e la promozione delle autonomie locali con l’accettazione di un superstato che esiste solo nelle menti delle oligarchie e della burocrazia.Quando parlerete di “indipendenza”o di “autodeterminazione”cercate prima di conciliarla con le imposizione delle sovrastrutture che supinamente e tacitamente accettate.Se potete.

  5. Corrado Rispondi

    17 maggio 2015 at 15:49

    “è suono che rimbomba di secoli e di filosofia” bel pensiero, potente, profondo un musicista come Verdi ne farebbe un Inno coi contro.zz., bravo Sallusti e complimeti vivissimi per la tenacia che mosra di avere, l’ intelligenza sopraffina sia nello scrivere che nella ottima iniziativa editoriale, sono convinto che se giornalisti e pensatori come Lei e i molti che scrivono sul Suo giornale non avranno paura, ma anzi il gusto di “bestemmiare in chiesa”, anzi, diciamo meglio, nei templi e nei conciliaboli del neopaganesimo statalista, vi sarà di sicuro una proficua svolta culturale, sociale e politica e le provvidenziali iniziative come questa, avranno già preparato molti sopiti cervelli ed apparati uditivi a cogliere i segnali trasmessi da Raio Londra tu tu tu tuum :)

    a presto, intento mi prendo la libertà di girare la bella notizia sul blog del Prof. Antonio Martino, il Quale, sensibile com’è alla diffusione del verbo antistatalista sono sicuro apprezzerà, spero anche i una Vs proficua collaborazione.

    c

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