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Stalin era meglio di Hitler, dice Putin. Putiniani nostrani muti

Nazismo e comunismo«Sbagliato equiparare nazismo e comunismo». Parola di comunista: Vladimir Putin, ex colonnello del Kgb, dunque ex ufficiale di quell’apparato che vantava di essere “la spada e lo scudo” del regime comunista sovietico. La cosa non dovrebbe stupire nessuno, dunque. Peccato che, da almeno una quindicina di anni a questa parte, lo stesso Vladimir Putin sia l’idolo delle destre anticomuniste. Quindi un’affermazione del genere può addirittura stupire qualcuno.

Putin ha tirato in ballo comunismo e nazismo nel corso della sessione televisiva di domande e risposte con il pubblico russo, ieri. Ha richiamato gli spettri dei due totalitarismi perché il parlamento dell’Ucraina, non appena è riuscito a liberarsi di ogni influenza russa dopo il Maidan, è riuscito a varare una legge (votata da una maggioranza schiacciante) che vieta simbologia e apologia sia del nazismo che del comunismo. La Russia di Putin, al contrario, vive sulla simbologia comunista. L’esercito porta la stella rossa, le statue di Lenin sono difese e custodite con cura, così come lo stesso mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa di Mosca è ancora un luogo di attrazione. La Russia di Putin si preoccupa addirittura di proteggere i monumenti sovietici all’estero. Ha tirato le orecchie alla Bulgaria, perché le statue dedicate all’Armata Rossa vengono vandalizzate. Nel 2007 aveva quasi dichiarato guerra all’Estonia (poi si limitò a un massiccio attacco hacker) perché il comune di Tallin aveva deciso di trasferire (nemmeno distruggere) un memoriale dedicato agli aviatori sovietici. E dopo la rivolta del Maidan a Kiev, la difesa delle statue di Lenin nelle città ucraine è diventata prioritaria per i militanti russi e pro-russi. Facendo un passo indietro rispetto alla stessa Unione Sovietica, che dopo Chrushev e il suo famoso Congresso del 1956, condannò la memoria storica di Stalin, il putinismo ha riabilitato il dittatore georgiano. Nei libri di storia russi, i cui testi sono controllati dallo Stato, viene presentato come un leader forte e modernizzatore, come l’uomo che sconfisse i nazisti e come una grande guida della nazione. Dopo un decennio di indottrinamento, i russi hanno finito per dimenticare la tragedia del passato. E adesso, secondo un sondaggio del Levada Center, i “sacrifici” imposti dallo stalinismo sono ritenuti “giustificabili” da quasi la metà dei russi.

Di fronte alla domanda su comunismo e nazismo, Putin, sapendo di essere ascoltato anche da un pubblico internazionale, ha smorzato un po’ i toni e ammesso qualche colpa. Ma comunque: nonostante «le deformità e le repressioni», lo stalinismo, al contrario del nazismo, «non si è mai posto l’obiettivo di eliminare dei popoli». Lo dovrebbe spiegare ai 5 milioni di ucraini eliminati da Stalin, in appena due anni, con una crudele carestia artificiale. Oppure ai lituani, un quarto dei quali venne deportato o eliminato fisicamente, stessa sorte toccata agli altri popoli baltici, lettoni ed estoni. O ai tedeschi del Volga, che furono completamente estirpati, come minoranza, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. O ai tatari della Crimea, deportati in massa in Siberia. Un popolo, quello tataro, a cui ora tocca la mala sorte di veder tornare in Crimea i russi nostalgici di Stalin, nella veste di nuovi dominatori (e la persecuzione non si è fatta attendere, nemmeno questa volta). Putin lo dovrebbe spiegare ai ceceni: in soli sei giorni, dal 23 al 29 febbraio del 1944, Stalin ne fece deportare mezzo milione in Siberia. Lo stalinismo si pose, eccome, l’obiettivo di sradicare ed eliminare popoli interi. Popoli che erano collettivamente accusati di essere “contadini ricchi”, come nel caso degli ucraini, “borghesi” come nel caso dei baltici, o “collaborazionisti” del nazismo nel caso dei tatari e dei ceceni, per non parlare della minoranza tedesca del Volga. Erano tutte comode etichette comuniste adottate per coprire dei genocidi veri e propri.

È comoda anche la definizione di «deformità e repressione» per celare la vasta realtà dell’arcipelago Gulag, creato da Lenin subito dopo la presa del potere (il primo campo di concentramento, nelle isole Solovki, venne istituito nel 1923) e poi ereditato e perfezionato da Stalin. Non era l’eccezione: era la regola. Il sistema delle deportazioni e dei campi di concentramento serviva al regime per eliminare intere classi sociali, ritenute “contrarie alla storia”, esattamente come i nazisti istituirono, sull’esempio dei sovietici, il loro sistema dei campi di concentramento per eliminare interi popoli ritenuti “inferiori”.

putinNazismo e comunismo non possono essere paragonati solo nei numeri. Il nazismo eliminò fisicamente 21 milioni di persone (esclusi i morti in guerra) nello spazio di soli cinque anni. Il comunismo sovietico impiegò molto più tempo, circa 70 anni, per eliminarne 60 milioni, la maggior parte dei quali nel periodo staliniano. Nazismo e comunismo possono e devono essere equiparati, se non altro moralmente, per i loro metodi: il controllo totale della società e l’eliminazione fisica di intere categorie di esseri umani, non per quello che facevano, ma per quello che erano.

Non riconoscere questa affinità, dichiarare impossibile ogni comparazione, da parte del leader della Russia, è puramente strumentale. È un rifiuto di riconoscere le colpe del passato, è una dichiarazione di guerra a ogni possibile sviluppo liberale e democratico, è un’accettazione esplicita dell’eredità di quel totalitarismo e di quello sterminio di massa. Nel Donbass, i russi e i pro-russi sono convinti di combattere per una “grande eredità morale” lasciata da Stalin. Un mito che non crolla, neppure di fronte all’evidenza dei fatti. Spetta semmai a noi, a noi abitanti del mondo libero, a noi che siamo sempre vissuti al di qua della cortina di ferro, affermare che quella “eredità morale” è solo una menzogna, costruita ad arte per nascondere decine di milioni di vittime. È stata soprattutto la destra italiana, e solo a partire da Berlusconi, a cercare di demolire questa grande menzogna, che era condivisa anche da tutta la tradizione storiografica marxista italiana. Adesso dove è finita questa destra coraggiosa? Nelle braccia del colonnello del Kgb?

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di on 18 aprile 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Stalin era meglio di Hitler, dice Putin. Putiniani nostrani muti

  1. Marco Green Rispondi

    18 aprile 2015 at 13:56

    Beh però adesso non potete pretendere che Putin si metta a cancellare tutti i simboli storici legati al precedente regime, come una Boldrini qualsiasi.

  2. Franco Rispondi

    18 aprile 2015 at 14:25

    Montanelli teneva un busto di stalin sulla sua scrivania perchè baffone era quello che aveva eliminato più comunisti al mondo. Così è dimostrato che anche quelli che consideriamo i peggiori hanno fatto qualcosa di buono e giusto nella loro vita.

  3. peter46 Rispondi

    18 aprile 2015 at 15:35

    “”E’ stata soprattutto la destra italiana,e solo a partire da Berlusconi,a cercare di demolire questa grande menzogna….””

    A partire da Berlusconi?…Non subito,però,solo dopo essere stato ‘imparato’,o forse solo dopo essersi ricordato che “forse”non era stato tanto ‘anti’ in quell’84 quando il Maurizio trasmetteva da Mosca ben prima che Gorby fosse ‘partito’ con le ‘demolizioni'(ed anche se è un’altra storia,chissà chi lo aveva ‘introdotto’,e senza neanche ricordare le parole di Craxi sui ‘doveri’,”costituzionalizzati dentro il pci”,per poter ‘entrare’ in quel mondo da business-men).Però…ma allora è vero quel che si mormora:
    il ‘Letto’ è stato restituito?

    Dott.Magni,poteva risparmiarsele quelle ultime tre righe,a mio parere e #stia sereno:Il ‘liberalismo’ per sconfiggere il nazismo ha dovuto aspettare che da est si muovesse l’orso,altrimenti ‘quel famoso sbarco’non sarebbe potuto ‘sbarcare’ “vittoriosamente”…è storia diamine,piaccia o non piaccia.E ringraziando che i Giapponesi da ‘individualisti’non abbiano pensato di attaccare,nel frattempo,l’orso,dall’est dell’est…altrimenti sarebbero stati…amari per tutti coloro che “c’erano in quegli anni”(io,forse, non ci sarei neanche venuto al mondo,malgrado non mi ci son pentito di esserci,ancora),stiamo parlando di storia,comunque…e se per ‘sconfiggere’ un nemico di quella portata si è ‘accettata’la partecipazione dell’orso,per sconfiggere un altro nemico,che si sta rivelando,come efferatezza,allo stesso livello…perchè non può ri-esserci la ‘medesima’ partecipazione dopo 70anni?Certo,c’è o no l’esperienza?,bisognerebbe stare attenti che non ri-succeda come con i paesi dell’est lasciati sotto il giogo sovietico…che amici di Putin se non lo è più neanche Berlusconi e non lo sono più neanche i suoi vecchi compagni?

    Marco green ha proprio ragione e forse non è voluto neanche ‘allargarsi’:devono forse comportarsi anche come l’isis per quelle ‘demolizioni’?

  4. sergio Rispondi

    18 aprile 2015 at 17:23

    Putin e la tigre siberiana → https://www.youtube.com/watch?v=MCayaIk4UMg

  5. adriano Rispondi

    18 aprile 2015 at 17:44

    Va bene tutto ma anche uno sforzo per guardare al futuro,oltre che al passato,non sarebbe male.Stalingrado oggi si chiama Volgograd.Per dimostrare che il comunismo,il nazismo e il fascismo,da non dimenticare,sono regimi inaccettabili non è necessario fare una classifica degli orrori citando i rispettivi massacri.E’ sufficiente ricordare che erano sistemi che negavano la libertà con la violenza.Non vedo cosa ci sia da aggiungere.Questa vostra ossessione a rincorrere Putin nei suoi errori passati,presenti e futuri è strategicamente sbagliato.La Russia non va invitata a spostarsi a est ma a ovest.E’ nel suo e nel nostro interesse.A mio avviso è anche nell’interesse dell’America ma sembra che loro siano di altro parere.Peccato perchè ieri come oggi ci sono nemici più pericolosi da contrastare e non rendersene conto può essere un errore fatale.

  6. Oriundo Rispondi

    18 aprile 2015 at 21:03

    Non dimenticate però le vittime della ‘democrazia’, vi prego…sono ben esemplificate dalle incessanti guerre americane ai popoli refrattari al loro dominio: l’elenco è tanto lungo quanto istruttivo. Peraltro l’elenco delle vittime non è stato ancora steso, forse perchè non è definitivo: lo spettacolo per i popoli occidentali continua…E per contestualizzare, anche questo è necessario anche se imbarazzante, vi prego di considerare l’epoca nelle quali i dittatori tedesco e russo operarono: non vi dicono nulla le guerre coloniali italiane o come erano trattati gli uomini di colore sotto il tallone inglese o francese ? E l’apartheid non già in Sudafrica ma negli Usa fino aglii anni ’50 ? Bene, fatta mente locale, l’unica cosa da dire che come è inutile celebrare i dittatori, sono morti, è inutile stabilire chi è stato più o meno dannoso all’umanità: cerchiamo oggi di non cadere nelle follie del passato.

    • Chris Rispondi

      20 aprile 2015 at 14:50

      Rispondi alla domanda: stavano meglio prima o dopo i colonizzati quando sono arrivati gli europei?

  7. Stefano Magni Rispondi

    20 aprile 2015 at 11:25

    Dopo aver letto questi commenti e visto dove va a parare la maggioranza di questi, mi sono convinto che il motto della destra (perché i commenti non mi sembrano molto di sinistra) è rimasto uno solo: ha da venì il baffone. Polo delle “libertà”, addio.

  8. peter46 Rispondi

    20 aprile 2015 at 15:47

    Stefano Magni…buon pomeriggio,innanzitutto…e grazie(almeno da parte mia)per non avermi ‘equivocato’ sxtro,come da sua parentesi:e non torno al ‘mio ‘intendimento’ di realismo perchè penso di averlo ben chiarito in quell’altro articolo,o no?Per me non “ha da venì il baffone”,ma “è da mo’ che è già andato il baffò”…a ‘trasformarsi’ in questo ‘globalismo finanziario selvaggio’che supera lo stesso ‘comunismo’,come ‘dicono’ tanti più ‘addentrati’ culturalmente di me:e chissà con chi si è ‘accoppiato’.
    ‘Duri e Puri’ nel mentre l’amico,a cui finora si è,da 70anni,sempre ‘pagata’ la cambiale,imposta,continua a fare i suoi interessi e non ‘vuole’ accorgersi che non sono più,se mai sono stati o almeno da 25anni,’interessi comuni’?
    ‘Duri e Puri’ precludendosi per l’eternità la ricerca di nuovi ‘accompagnamenti’ che in questo momento rappresentano ‘interessi comuni’?
    Comprendo che l”ha da venì il baffone” non si può più affibbiare a coloro che si credono di sx e per questo votano PD,o a
    coloro che si credono di dx e per questo votano Berlusconi(o votavano)…ma io/noi che c’entriamo?Non stiamo aspettando un bel niente se ‘realisticamente’ pensiamo che non bisogna “perdere” Putin e la Russia da parte dei ‘diversamente fondamentalisti islamisti'(solo una battuta:perchè precluderci la fuga verso nord qualora da sud arrivasse l’incendio dato che l’attraversamento dell’atlantico richiede il saper nuotare…e bene?)…e mi fermo,però…
    Polo delle Libertà,addio?Maledizione a quando si è andato incontro all’in-predellinizzamento’:Fi si sarebbe chiamata come diavolo avrebbe voluto,ma passibile,col tempo e la “Politica”,di ‘defezioni’,indolori o meno non importa,tanto erano solo all’interno del cdx e cambiavano solo ‘panchina’,e la dx aennina,malgrado i ‘caporali’ e la “pur sempre “”sua””casa(non si sarebbe permesso neanche ‘lui’ di ‘lavitolalizzare’ alcunchè pena il ‘cannibalizzamento’ della maggioranza dei forzitalioti di base,come avvenuto anche se cannibalizzati dall’astensionismo,ma per poco,ancora)avrebbe ‘permesso’ al cdx una transizione basata sulla consistenza delle forze in campo che sarebbero scaturite dalle elezioni o da una ‘paritaria’ conduzione della Nazione:e niente monarchie ‘finchè morte non ci separi’.

    NB:(anche se non ha niente a che fare con quest’argomento).Giorni fa ‘il giornale’,subito dopo il ‘lancio’,ha ritirato un articolo in cui si affermava la ‘enorme’ disparità(in miliardi di euro,non noccioline)fra incassi contributivi(tanti) e spesa pensionistica(meno):50miliardi circa di differenza.Altro che le noccioline delle pensioni d’invalidità “”non conformi””:e che comunque vanno perseguite.
    Solo per la partecipazione,mi creda.(Anche Lei ‘tornare’ dopo due giorni…!)

    • Aldo Rispondi

      20 aprile 2015 at 18:07

      Dovremmo ancora sorbirci ‘sti pippotti qui?

      • peter46 Rispondi

        20 aprile 2015 at 19:48

        Se non ti funziona,compra un altro ‘telecomando’…dato che è ‘impensabile’ che uno come te possa avere un grado più elevato di un ‘ramazzatore’ di turno,all’interno dell’Intraprendente,per decidere chi può o non può commentare e come uno debba commentare.Ed anche perchè,se,l’Intraprendente,dovesse ‘incassare’ un tot a ‘commento’ per mantenersi,tu alla ‘causa’,dal nick finora sconosciuto,hai portato solo ‘pugnette’,non…provvigioni.Datti da fare…piuttosto così che il ‘piatto’ può allargarsi.

        • Aldo Rispondi

          20 aprile 2015 at 21:50

          Dopo aver letto questi commenti e visto dove va a parare la maggioranza di questi, mi sono convinto che il motto della destra (perché i commenti non mi sembrano molto di sinistra) è rimasto uno solo: ha da venì il baffone. Polo delle “libertà”, addio.

          Dopo questo che ne dovresti star zitto e non insultare, e le tue pugnette tienitele pure. Dilettante.

          • peter46

            20 aprile 2015 at 22:32

            Professionista…dopo questo ti ‘confermo’ l’addio,che non ne vale proprio la pena con uno come te….Due commenti e l’unico tuo contributo è stato relativo ai ‘pippotti’ miei:e senza aver neanche salutato e dopo questa tua entrata ti permetti anche di accusarmi di averti insultato?T’ho forse cercato?Ciao…cugghiù.

        • Aldo Rispondi

          21 aprile 2015 at 18:20

          Che moccioso

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