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Salviamo la soldatessa Nunzia

digirolamo

Renzi è così intollerante alle critiche, e Alfano così appiattito sul premier, che basta una De Girolamo qualunque per terrorizzarli. E così fanno scattare le purghe. È per questo che l’ex ministro delle Politiche Agricole, la bella Nunzia, aveva dovuto mollare il governo senza essere indagata. E ora ha lasciato pure lo scranno di capogruppo alla Camera. Per fare posto a quel Maurizio Lupi che, come lei, ha salutato l’esecutivo senza che alcun pm ne contestasse qualche reato.

La differenza è così lampante che dovrebbe accorgersene pure l’inquilino del Viminale: mentre gli alleati del Pd cadono come mosche per volere di Renzi, il Pd si tiene stretti i suoi impresentabili e i suoi indagati. Come i quattro sottosegretari De Filippo, Barracciu, Del Basso De Caro e Castiglione. Ma la sinistra fa il suo mestiere. È il capo-partito Alfano che dovrebbe iniziare a fare il suo. Difendendo i suoi o perlomeno facendo finta. E invece ha punito la De Girolamo perché troppo anti-renziana. In pratica, è l’unica a non volersi suicidare in quel partitino chiamato Nuovo Centrodestra ma che fa da tappetino al premier. Il risultato, per Angelino, è avere più poltrone che elettori. Ma è quello che desidera in questo momento. Potere, potere, potere. Un’ossessione.

Pur di restare aggrappato al Viminale, l’ex Guardasigilli ha ingoiato di tutto. Elenchiamo alla rinfusa. Cacciata della già citata Nunzia dal governo, permanenza nell’esecutivo degli indagati del Pd, umiliazione durante l’elezione del presidente Mattarella che prima ha criticato e poi votato con entusiasmo, defenestrazione di Lupi. Sul fronte elettorale, è una emorragia continua. In Emilia Romagna, pochi mesi fa, è andato da solo e non ha preso i voti neppure dai parenti. La gestione dell’immigrazione è tra le più impopolari degli ultimi anni. Con lui al Viminale è un susseguirsi di tragedie e scandali.

I suoi tweet sono spesso tragici, come quando annunciò l’arresto dell’assassino di Yara (Bossetti) con tanti saluti al garantismo. D’altronde è stato solo Guardasigilli, perché dovrebbe intendersi di legge? Con coerenza, adesso è al Viminale ma dimostra quotidianamente di non saper nulla anche di pubblica sicurezza.

A lui basta essere un drago nei giochi di palazzo, in faccende di tradimento e di poltrone. E pende dalle labbra del suo premier Matteuccio. Infatti tenta di imitarlo. E dato che Renzi argina la minoranza Pd, Alfano bastona la De Girolamo. Non difende il ministro Lupi, e poi lo risarcisce facendogli guidare la pattuglia di onorevoli. Speriamo, per decenza, che il bluff finisca quanto prima. Alfano entri nel Pd: dato che candida un’Alessandra Moretti qualsiasi alla presidenza del Veneto, uno con le qualità di Angelino potrebbe aspirare a una poltrona in Consiglio comunale ad Agrigento. Mentre la bella Nunzia, che il Pd lo conosce bene avendo sposato il democratico Boccia, tiri fuori l’orgoglio e mandi tutti al diavolo.

Questo governo fa schifo e il premier si comporta da bulletto: l’ha capito persino lei. Salviamo la soldatessa Nunzia.

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di on 10 aprile 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Salviamo la soldatessa Nunzia

  1. Talita Rispondi

    10 aprile 2015 at 18:04

    Beh insomma, una soldatessa…
    mah!
    Direi meglio una “soldatessa di ventura”.

    Chissà perché le critiche e i distinguo cominciano sempre quando viene sfilata la cadrega a questo o a quello.
    Mai prima.
    Coincidenza?

  2. Jacopo Luca Bricalli Rispondi

    12 aprile 2015 at 21:23

    Lasciamola lì dov’è . Un paio di caricatori, una borraccia d’acqua e via. Se la soldatessa ha ricevuto adeguato addestramento,vuol dire che avrà buone probabilità di cavarsela. Altrimenti, sarà da considerarsi caduta sotto fuoco amico.

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