Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Passera: «Quelle di Renzi sono controriforme»

La crescita ferma allo zero-virgola, mentre «dovrebbe essere almeno al 2%». Il Jobs Act «fermo al mercato del Novecento». L'Italicum che favorisce «il governo di un autocrate». E poi la vecchia politica assistenziale, quando oggi servirebbe «uno choc all'economia». Così il leader di Italia Unica rottama il rottamatore

Roma Incontra - la crisi passera' ?

Corrado Passera è la dimostrazione di come il pragmatismo di chi è stato manager non svanisca. Bastano poche battute per comprendere che il fondatore di Italia Unica ha chiaro che o si risolleva velocemente l’economia (roba da farsi, non da dirsi) o il «patto sociale» si sgretolerà. Diciamo altrimenti che la propaganda sfrenata renziana sta ai fatti almeno come le chiacchiere stanno all’impresa. Un altro indicatore dell’approccio politico di Passera lo intercetti sul sito del partito: cifre, pezze d’appoggio esplicitate e una voce che la dice lunga sulla voglia d’esser incisivi: “diritti civili”, scivolosissima per i più, obiettivi messi nero su bianco. Un dettaglio, narrazione d’un metodo. Passera è pacato nei toni, ma ferocemente netto quando dice che «il renzismo rappresenta un’ulteriore involuzione della Seconda repubblica».

E la stagione delle riforme?

«Renzi è riuscito a far passare l’idea d’essere un riformatore, ma la sua è una politica assistenziale riconoscibile nello statalismo, nei soldi pubblici usati con autoreferenzialità (dagli 80 euro a pioggia ai 100mila assunti, in gran parte senza concorso, nella scuola), in una propaganda priva di risultati. Insomma, la politica che ha portato ai due trilioni di debito pubblico. È la politica che aumenta le tasse: quasi settanta miliardi di fiscalità in più nei prossimi quattro anni – che aumenteranno a causa delle clausole di salvaguardia – con la spesa pubblica corrente che continua a salire. E anche l’ultimo Def conferma la fuga da ogni responsabilità».

Il renzismo è «vecchia politica», dice. In cosa?

«Nell’occupazione totale delle poltrone, senza logica meritocratica tra l’altro: la scelta personalistica di molti ministri e sottosegretari, e non solo, è chiaramente basata su pura fedeltà senza alcun riferimento al merito. È la fedeltà al capo il marchio che garantisce carriere e prebende. Mortificando la competenza. Anche la riforma della PA va in questa direzione».

Un Governo che ammicca parecchio alla stampa…

«Melassa mediatica. I cento giorni sono diventati mille; le riforme elefantiache dei topolini impauriti. Renzi fa politica e solo quella da vent’anni, con una sete spasmodica di potere: vuole anzi pretende di avere controllo diretto su tutto, la Rai, le società pubbliche partecipate, le agenzie, praticamente tutto. Il tutto con un uso smaccatamente strumentale dei dati sensibili: il commissariamento dell’Istat è un fatto clamoroso purtroppo del tutto ignorato».

C’è un riferimento anche all’Italicum?

«Non capisco come chi crede nella democrazia non sia allarmato. Dovesse passare questa sciagurata legge elettorale vorrebbe dire che un partito che raccoglie anche meno del 20% degli elettori avrebbe il 55% del Parlamento e il 100% del potere. Attraverso un premio elettorale abnorme si darebbe vita a un sistema presidenziale senza i fondamentali contrappesi democratici. Senza contare che sarebbe un Parlamento di quasi solo nominati, con il Senato in mano ai consigli regionali a causa di una altrettanto sbagliata riforma. Sono questi i primi passi per creare il Partito della Nazione».

Spending review e riforme istituzionali?

«Manca il coraggio di riforme vere. Hanno detto d’aver abolito le Province, sono ancora lì con tutti i relativi costi. Al Senato hanno lasciato poteri molto vasti mentre di tagli sostanziali neppure l’ombra. Il Jobs Act poi è l’emblema della conservazione. Tarato sul mercato del lavoro del ‘900, non risolve i vincoli sull’articolo 18, mantenendo i privilegi del settore pubblico e scaricando la flessibilità sui giovani. Inoltre “spreca” 15 miliardi per incentivi estemporanei invece di rilanciare i contratti di apprendistato e quelli di produttività».

Esageriamo: mixiamo corruzione e Giustizia…

«Corruzione: un’altra occasione perduta. Solite grida manzoniane per aumentare le pene ma niente per tagliare le cause profonde della corruzione: gli enormi fondi intermediati, le decine di migliaia di stazioni appaltanti, le 10.000 partecipate pubbliche; né sono stati introdotti meccanismi in grado di aiutare veramente la magistratura a rompere la complicità tra corrotti e corruttori. La riforma della Giustizia è stata annunciata nel 2014, si registra solo un piccolo passo avanti sulla responsabilità civile dei giudici. La sfiducia dilagante nello Stato parte prima di tutto dall’impossibilità di avere giustizia, se non in tempi biblici. È così che si rompe il patto sociale».

Renzi dice che ripartiamo. Lei?

«Ultimamente ha rilasciato una dichiarazione incredibile: “I numeri sono solo per i tecnici”. Certo, quando non gli fanno comodo! È scandaloso che avessero previsto una crescita dell’1,3% e che ora si parli dello zero-virgola. L’intervento di Draghi e il prezzo del petrolio, da soli, ci portano almeno un 1% di crescita e quindi non dobbiamo accontentarci di nulla sotto il 2%! Se non lo facciamo ora, con condizioni così favorevoli, non so quando potremo tornare a farlo».

Quindi niente accettate alla spesa o ribaltamento del sistema, tasse in ascesa e nessuna crescita. Quanto possiamo resistere?

«Abbiamo un livello di disoccupazione impressionante – mai successo che in Italia circa 10 milioni di persone non abbiano un lavoro o un lavoro sufficiente per vivere – moltissime aziende o falliscono o preferiscono investire all’estero e non attraiamo investimenti stranieri. No, mi creda, non ce la facciamo già più oggi, non si possono rimandare fortissimi stimoli all’economia».

Per usare un eufemismo diciamo che l’alternativa a Renzi latita, insomma, che il centrodestra non è in formissima…

«La grande colpa dei partiti di opposizione è stata quella di non aver contrastato l’egemonia renziana. Ncd, Udc e Scelta civica si sono inginocchiati al Governo. Forza Italia, che prima s’è schierata con Renzi e oggi con la versione lepenista della Lega, non sembra sapere in che direzione andare. Noi crediamo che un’alternativa possa essere costruita e che soprattutto vada fatto a breve, ragionando sui programmi e non certo su sigle superate dai fatti, o meglio dai propri errori. Qualcuno ci accusa di essere eccessivamente critici nei confronti di Matteo Renzi: effettivamente siamo molto critici e, purtroppo tutti gli elementi di fatto ci confermano nella nostra posizione. L’Italia è un grande Paese e non accettiamo l’idea che possa essere governata, anzi posseduta da un singolo autocrate che si dipinge come un rivoluzionario del bene».

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 10 aprile 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

30 commenti a Passera: «Quelle di Renzi sono controriforme»

  1. Francesco_P Rispondi

    9 aprile 2015 at 08:31

    Quello che dice Passera è ampiamente condivisibile. Peccato che il leader di Italia Unica sia stato membro del Governo Monti.
    Parlare in un modo e fare tutt’altro è una cosa in cui Renzi eccelle.
    Poi, tutti possono cambiare, ma chi cambia deve dare prova di aver abbandonato completamente la vecchia strada per conquistarsi la fiducia.

    • Corrado Passera Rispondi

      9 aprile 2015 at 23:03

      Da Ministro ho fatto tutto quanto dipendeva da me di ciò che continuo a dire oggi. Se vuole dia un’occhiata al mio lavoro da Ministro http://www.corradopassera.it/category/attivita-recenti/lavoro-al-governo/

      • Marco Beltrame Rispondi

        10 aprile 2015 at 07:43

        Egregio Dott. Passera, Lei disse anche “faremo una riforma al mese”… Cosa che non si e’ vista per niente. Che sia colpa Sua o del Dott. Monti ha poca importanza adesso. Non mi posso fidare delle Sue parole.
        Ho visto nei commenti che Lei, come purtroppo capite spesso, ha dato la colpa anche ai precedenti governi. Se mi permette, io giudico cio’ che ha fatto Lei, non quello che hanno fatto i Suoi predecessori.

      • Francesco_P Rispondi

        11 aprile 2015 at 01:31

        Egregio,
        La ringrazio per la risposta.
        Non è usuale nelle Italie ricevere risposta da persone importanti, come mi è capitato invece scrivendo commenti o lettere oltre oceano. E’ un segnale positivo.
        Parlo di Italie e non di Italia perché l’uso del plurale rappresenta meglio la molteplicità di realtà economiche, di bacini di traffico e di tradizioni culturali che caratterizzano il Paese nel suo complesso.
        La diversità può essere ragione di conflitti se mal gestita, come può essere una grande risorsa se vista con lungimiranza e con l’intento di valorizzare le diverse specificità.
        Nel mondo del software, quando ci si trova in condizioni da cui non è possibile venirne fuori, si può fare “reset” e ripartire in modo ordinato. Nelle imprese – e maggior ragione negli Stati – non si può azzerare e ripartire, ma si possono operare grandi riorganizzazioni o riforme che obbligano al rimescolamento delle carte distruggendo le incrostazioni dei mille piccoli centri di potere e le inerzie che impediscono di prendere in mano la situazione e costruire una svolta decisiva.
        Lo Stato italiano, secondo il mio punto di vista, ha l’assoluta necessità di una riforma shock totale, non di piccoli passi che lasciano tutto come prima. Solo in questo modo è possibile dare alla macchina pubblica maggiore efficienza e snellezza riducendone i costi ed eliminare le zavorre che ci pongono fra i peggiori del mondo per gli sprechi e l’inefficienza ( vedere http://reports.weforum.org/global-competitiveness-report-2014-2015/economies/#indexId=GCI&economy=ITA pillar 1 ; fosse solo per le istituzioni saremmo al 106° posto anziché al 49°, dopo l’Honduras ).

  2. Maurizio Rispondi

    9 aprile 2015 at 09:01

    Passera ha avuto la sfortuna forte di aver partecipato il peggior governo del paese quello dei professori ,quello di Monti,voluti da Napolitano ed altri “esterni”,ma ha il pregio di dire,non so se in fase di pentimento ,le cose con grande chiarezza.Sa cosa dice e sembra sappia cosa debba fare un centro destra ormai interpretato dal. grezzo Salvini.Finalmente ascoltiamo di sprechi infiniti di uno statalismo distruttivo ,clientelare e di nessun merito.Spiega bene il massacro di chi produce ricchezza e da lavoro.Se spiegasse come e dove taglierebbe uno Stato mal gestito da sedicenti manager forse sarebbe un passo in più per tutti noi traditi da false dichiarazioni in atmosfere liberali false.Diciannove regioni fortemente indagate,consigli di amministrazione cne sono solo la facciata ladrona di stipendifici e null’altro e non finiremmo più .Leggendolo oggi si presenta bene ma è davvero questo?

    • Corrado Passera Rispondi

      9 aprile 2015 at 23:14

      I Governi veramente riprovevoli sono quelli che hanno portato alla necessità di chiamare Monti per evitare il commissariamento del nostro Paese e quelli, come l’attuale, che continuano con gli stessi errori.
      Si possono ridurre strutturalmente gli sprechi pubblici semplificando ad esempio drasticamente le nostre istituzioni ( un solo livello amministrativo tra Comune e Stato ) e mettendo finalmente in pratica i costi standard nella Sanità e dismettendo/chiudendo le 10.000 partecipate pubbliche e dividendo per 100 le 35.000 stazioni appaltanti e cancellando i contributi a fondo perduto e in molti altri modi ( che per ciascuna delle nostre proposte indichiamo). Se mai volesse, dia un’occhiata al libro-programma “Io Siamo” o al nostro programma sul sito di Italia Unica.

      • Matteo Rispondi

        10 aprile 2015 at 17:32

        Concordo in linea di massima, tranne che sul Senato.

        La legge non deve essere uno strumento di comando o un privilegio delle alterne maggioranze, come avviene nelle democrazie dirette o in certe repubbliche parlamentari (dove una o entrambe le camere sono deputate a fare e disfare governi che fanno e disfano leggi, senza che le une riescano a discuterle e gli altri a farle funzionare).

        Attribuendo tutti i poteri a un monopartitismo più o meno perfetto, con o senza questo o quel premio di maggioranza, possiamo solo oscillare tra la partitocrazia del CAF e quella del Dux (l’Italicum, nota Polito, ha antenati nella legge Acerbo e parenti solo in Grecia).

        Declassare o addirittura abolire il Senato, perché di notaio ne basta uno, significa perfezionare anche il sostanziale monocameralismo che in Italia già esiste a livello locale (come in Grecia e con uguali risultati) e produce, a livello nazionale, il rapporto fiduciario col governo (specie se eletto indirettamente dal popolo, con implicito vincolo di mandato per i nominati).

        Data la riforma del titolo quinto (per cui i consiglieri regionali distaccati a Roma prenderanno solo ordini dai “consiglieri nazionali” del “Sindaco d’Italia”) il “Senato” in cantiere non potrà nemmeno avvantaggiarsi di una maggiore autonomia.

        Solo nel sistema presidenziale non occorrono maggioranze stabili e il Parlamento può liberamente dividersi sulle leggi, dopo averle discusse.

        In teoria, anche da noi, esse dovrebbero essere un limite astratto e generale per la stessa amministrazione, ma in pratica “la legge è uguale per tutti” solo in America, dove il Presidente ha un margine di discrezionalità nell’applicarla (i cosi detti ordini esecutivi), ma può solo aggiungere il proprio veto a quello incrociato su tutta la legislazione (compreso il bilancio) di due Camere diverse e autonome, tra di loro e dal governo, nonché composte da eletti in collegi uninominali, con tanto di primarie.

        Se la norma vuol essere “norma”, e la certezza del diritto dipende anche dalla sua intellegibilità, meno leggi si fanno e si cambiano, meglio è.

        L’efficienza del Parlamento non dipende dalla sua produttività, come sostengono i detrattori del bicameralismo perfetto.

        Se così fosse non ci batterebbe nessuno.

        Oggi sentiamo l’urgenza di sfoltire un groviglio legislativo così accumulatosi, con mezzi che ci permetterebbero di fare ancora più rapidamente un passo avanti (meno burocrazia) e due indietro (più grida manzoniane contro l’emergenza di turno, si chiami corruzione o immigrazione).

        Lo Stato azienda è lo Stato padrone.

        Questo blocca la nostra economia, non la presunta paralisi normativa di quello che a tutti gli effetti è già il collegio notarile di un “consiglio d’amministrazione”, per citare il lapsus della Boschi.

      • Tiziano Rispondi

        11 aprile 2015 at 15:26

        Io sono un suo potenziale elettore, però mi deve rispondere a una sola domanda: perché quando avete avuto la fortuna sfacciata di far votare ad un parlamento in preda al panico, nei primi sei mesi di governo qualsiasi riforma, non siete andati oltre alla pur buona riforma pensionistica? Avreste potuto cambiare l’Italia e invece avete rinunciato?

  3. alessioXL Rispondi

    9 aprile 2015 at 09:17

    Passera
    può dire quello che vuole sulle politiche del Premier Renzi ma non conta nulla perchè ha lo 0,00000001 di consensi..
    E in Italia senza consensi non si va da nessuna parte..
    Deve raccattare una poltroncina e per farlo si mette in luce con queste dichiarazioni.
    Gli consiglio di seguire i suggerimenti del maestro Casini un vero fuoriclasse in quel settore.
    Infatti con lo 0,00000001 non buca mai una legislatura..viene sempre eletto …
    Devo ammettere che ha più consensi Talita in questo blog che Passera su tutto il territorio nazionale…
    Su questo blog Talita è in-cessata da tutti i suoi fans a differenza di me che sono in-censato solo dalle donne….
    Io sono obbiettivo e ho il coraggio di ammetterlo, non faccio come lei che fugge e non partecipa al contradditorio che gli propongo quasi tutti i giorni..
    Detto questo non vorrei che la sua reazione fosse sempre la stessa.
    Mi dispiacerebbe molto ma quando si è carenti di cultura e di argomenti come lei non si fa altro che copiare le sciocchezze e le banalità che scrivono gli altri ( vedi Milton).
    Detto questo , sono certo che Alvaro per non farsi rimproverare da Talita, di nascosto senza dirgli nulla, preso dalla forte curiosità è andato a cliccare il fantastico video proposto da me ..e si è goduto un Alberto Sordi inimitabile e straordinario .
    Spero così di aver fugato i suoi dubbi sulla mia fede calcistica..
    Infine chiudo con un piccolo suggerimento per Ivana…
    cambia maestra altrimenti ti bocciano all’asilo…
    N.B.
    Guardate l’orario di questo mio messaggio, vi assicuro che non succederà più, due miei colleghi funzionari molto mattinieri non credevano ai loro occhi nel vedermi cosi presto. Mi scuso quindi se trovate qualche errore di punteggiatura.

    • Jacopo Luca Bricalli Rispondi

      9 aprile 2015 at 11:23

      Caro Alessio XL,

      Ne supra crepidam sutor iudicaret.

      Jacopo Luca Bricalli
      Talitiano doc

      • alessioXL Rispondi

        9 aprile 2015 at 13:13

        Sono fatti con lo stampino questi destrorsi :
        Ab uno disce omnis.

        • Alvaro Rispondi

          9 aprile 2015 at 15:35

          Caro XL, il “formellese”,
          nihil est dictu facilius.
          Alvaro.

          • alessioXL

            9 aprile 2015 at 16:07

            talita
            dedit vobis consilium ut loqui.

    • Talita Rispondi

      9 aprile 2015 at 18:03

      Copia/incolla che sarà ripetuto a commento di ogni post in cui l’obeso-fankazzista citerà o alluderà in qualsiasi altro modo a Talita.
      Il grande Milton ha già rinunciato ufficialmente a chiedere e ottenere i diritti d’autore. (*)
      __________________
      Milton 20 marzo 2015 at 16:47
      Caro alessio XL, credevo tu fossi un cretino semplice. Lo deducevo dai tuoi post sconclusionati che ultimamente neanche leggevo.
      Oggi ho invece appreso che sei una brutta persona, per essere espliciti una vera merda, perché per scrivere ciò che hai scritto si deve essere di una bassezza umana illimitata e di un falso senso della dignità senza uguali.
      Non sto a spiegarti il perché. Le tue frasi sono esplicite per chiunque abbia l’intelligenza che tu non hai.
      Vergognati e non darti pena di rispondermi. Per me non esisti più nemmeno come cretino semplice.
      __________________
      (*) La desolante IMBECILLITÀ-XL, che ha causato la gagliarda reazione di Milton, può essere consultata qui:
      http://www.lintraprendente.it/2015/03/renzi-e-adesso/#comment-1420761

    • Corrado Passera Rispondi

      9 aprile 2015 at 23:19

      Lei può pensare che le uniche posizioni rilevanti siano quelle di chi siede in Parlamento.
      Io credo che l’opinione pubblica conti e che per raccogliere consenso in democrazia si debba partire dalle idee.

  4. Milton Rispondi

    9 aprile 2015 at 10:13

    Sono scettico su Passera per il suo passato politico nel governo Monti, dal quale si è comunque parzialmente riscattato rifiutando di aderire a Scelta civica.

    Tuttavia le cose che dice, ed ancora meglio scritte nel sito di Italia Unica sono, a mio parere, molto corrette.

    Anzi dovrei dire che sono il solo programma politico esplicito ed accettabile in circolazione in tutto il partitume italiota.

    Altro pregio la chiarezza delle tesi e la durezza delle critiche al renzismo ed alle finte opposizioni presenti in parlamento.

    Purtroppo nella disastrosa situazione politica e sociale italiana non vedo molte possibilità di emergere per Italia Unica. Anche se questa è forse l’unica fiammella di ragionevolezza che può illuminare anche altre formazioni politiche.

    Anche se da pessimista sperare (nel lungo periodo) non costa nulla ed aiuta a sopravvivere,

    • Corrado Passera Rispondi

      9 aprile 2015 at 23:26

      La ringrazio per quanto dice.
      Le proposte di Italia Unica si continuano ad arricchire grazie al lavoro delle nostre 150 Porte sul territorio e ai nostri 18 Tavoli Tematici.
      Proporsi come alternativa ai quattro populismi è compito, come lei dice, non facile e prenderà tempo, ma il vuoto politico da riempire è sempre più grande.

  5. sergio Rispondi

    9 aprile 2015 at 10:56

    per l’appunto: ridateci le olgettine ” !

  6. Mario Perini Rispondi

    9 aprile 2015 at 11:07

    La tesi di Passera è totalmente condivisibile ma non riesce a bucare la pubblica opinione. Se ci sono contenuti è giusto farsi aiutare da comunicatori efficaci. Passera cambi strategia comunicativa e probabilmente appena
    sarà passata la sbornia fintamente rottamatrice potrà proporsi.
    Su Renzi dico solo che è un deja vu essendo cittadino fiorentino

  7. ultima spiaggia Rispondi

    9 aprile 2015 at 11:16

    Il fine ultimo di Matteo era quello di sfilare da sotto il culo la poltrona al compagno Letta, che l’aveva ereditata da Monti, che a sua vota l’aveva “scippata” a Belusconi. Obiettivo raggiunto. Punto!
    I Monti, i Letta e i Renzi non rappresentano la soluzione al problema, ma l’aggravante del problema.
    Passera oggi dice ciò che questo giornale va denunciando da un anno.
    Se c’è una cosa da riformare subito in Italia, quella è la “politica all’italiana”, fattasi casta e poi ladra.

  8. Epulo Rispondi

    9 aprile 2015 at 11:56

    Piuttosto che Passera al governo vanno bene anche Landini, Al Baghdadi, va bene pure Alessio XL

  9. Francesco Rispondi

    9 aprile 2015 at 12:21

    È’ da tenere in considerazione e valutazione possibile in un mare politico dove il primo impreparato ed incolto viene candidato ad alzare la mano o a gridare in parlamento contro il mondo.Passera parla con garbo di cose da fare e sembra fare opposizione vera alle chiacchiere senza costrutto del giovanottino “stai sereno”.Non vogliamo dare consigli a Passera,non ne ha bisogno,ma se rinnegasse totalmente Fornero e Monti e li dichiarasse errori della sua vita( anche se parliamo di lui perché e’ stato da quelle parti) ,se esprimesse con forza dove prendere i soldi,tanti dice lui,per il rilancio occupazionale e l’abbattimento della spesa pubblica che ci pone ornai vicini di stanza alla Grecia,magari avrebbe maggiore ascolto demotivando le facili e strumentali critiche e nel tempo acrrescerebbe la stima di manager,invero lo e’ stato,prestato da imperante ambizione personale,e non è una colpa,alla politica.

  10. adriano Rispondi

    9 aprile 2015 at 14:19

    “…ragionando sui programmi…”Bravo.Dove sono?Oltre a tante parole che non dicono niente magari un punto programmatico qualificante sarebbe gradito.Invece nulla tranne le consuete critiche a tutti per chi si sente più bravo di tutti.Rimandato agli esami ed il seguito alla prossima puntata.

    • Corrado Passera Rispondi

      9 aprile 2015 at 23:36

      Il nostro programma è disponibile sul sito di Italia Unica e discusso attraverso media civici per parecchi mesi.
      L’intero progetto è stato pubblicato da Rizzoli in un libro intitolato Io Siamo.
      Stiamo raccogliendo le firme su tre delle nostre 300 proposte focalizzate soprattutto su famiglie e imprese ( 5000 euro a figlio, dimezzamento IRES e dimezzamento IVA per acquisti con pagamento elettronico )
      Abbiamo lanciato un appello contro le riforme istituzionali in corso di approvazione e fatto chiare proposte alternative: sistema elettorale maggioritario a doppio turno di coalizione, collegi uninominali e monocameralismo con 400 parlamentari.

      • adriano Rispondi

        10 aprile 2015 at 10:14

        La ringrazio per la risposta e mi fa piacere di apprendere che un programma esiste.Per iniziare a discutere avrei preferito un solo argomento,ad esempio la permanenza o meno nell’euro e nei vincoli europei.Già questo decide per gli interventi in economia per il 90% ,a mio parere.Lei comunque indica alcuni punti interessanti sui quali mi permetto di esprimere un giudizio.Va bene raccogliere firme su tre proposte,non va bene averne trecento.Mi ricorda la Bibbia di Prodi o l’enciclopedia di Renzi.Per i “5000 euro a figlio,dimezzamentro IRES e dimezzamento IVA per pagamento elettronico” essendo spese o minori entrate vale quanto detto prima.Se non si riprende la sovranità dubito che si possa fare perchè il debito non è nelle nostre mani.Interessante comunque il dimezzamento dell’IVA per pagamento elettronico.Avrei preferito però una proposta più rivoluzionaria capace di provocare fracasso mediatico provenendo dall’area liberale.Aboliamo il contante.Tutti i pagamenti avvengono con la moneta virtuale.Si possono dimezzare sia l’IVA che le tasse.Con la premessa,per tranquillizzare gli amanti del contante,della non tassabilità di quanto già tassato e della sua totale disponibilità di impiego,oltre al ripristrino del segreto bancario.Per il sistema elettorale,a mio parere,va bene il sistema maggioritario,non va bene il doppio turno nè le coalizioni,benissimo i collegi uninominali.Auguri.

  11. Talita Rispondi

    9 aprile 2015 at 18:12

    Ragazzi,
    guardate al CURRICULUM di Passera, non a quel che dice.

    Troppo facile criticare l’abissale NULLA & bla-bla-bla di Matteo Renzi.

  12. novajra giuseppe Rispondi

    10 aprile 2015 at 02:38

    le storie di moltissimi cittadini sono infarcite di errori politici. quanti democristiani , comunisti ,socialisti ci sono stati almeno col voto. per cui riferirsi all’errore monti per negare o sottacere i contenuti delle idee è oltremodo sbagliato. di fatto il centro destra annaspa e il suo conduttore ormai si difende con i soldi spesi per le campagne elettorali di Forza Italia.caro Silvio ascolta e considera attentamente i contenuti delle dichiarazioni di Passera che , a mio avviso , non evidenzia marcatamente la differenza fra dx sx fra privato e statale, fra impresa che genera posti di lavoro e burocrazia che genera tribolazioni inutili. di renzi posso condividere che a fatto fuori i cosi detti sinistrorsi ma sono restio ad accettare il fatto che si è sostituito come dittatore e incantatore televisivo . ma rimane una domanda il centro destra chi lo difende?

  13. Attilio cece Rispondi

    12 aprile 2015 at 14:07

    Certo che per quanto non fatto da ministro anche Dante lo metterebbe in uno dei più’ profondi gironi de l’inferno…. E lui non ha neppure il pudore di vergognarsene e chiedere scusa agli Italiani tutti.

  14. Walter Rispondi

    28 aprile 2015 at 13:22

    Il “renzismo” non é solo l’emblema di quanto sia caduta in basso la politica italiana, é l’ennesima dimostrazione del fallimento della democrazia. La democrazia é diventata il governo degli idioti e di quelli che si vendono il voto per 10 euro (mica solo in Italia). Non ci sono opportunità concrete per un miglioramento; ad un certo punto, purtroppo o per fortuna, ci sarà un cambiamento radicale e la democrazia sarà rottamata come uno strumento obsoleto. Tutto il resto son discorsi da propaganda.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *